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10.10.2017 – Intervista rilasciata a Roberto Poletti per ‘Siamo Italiani’ – Intelligo TV

Cari amici,

pubblico uno stralcio dell’intervista che ho rilasciato a Roberto Poletti per Intelligo TV  ripresa da ‘Il fatto quotidiano’

Tanti lazzaroni sfuggiti a Mani Pulite oggi fanno la morale in tv ‘

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No alla fiducia, No a questa legge elettorale che renderà sempre più il parlamento subalterno alla volontà dei capi partito

Ricevo e pubblico ben volentieri il seguente appello del Coordinamento per la democrazia costituzionale di cui mi onoro di fare parte: Mettere la fiducia per costringere a il parlamento a votare la legge elettorale e' un atto di eccezionale gravita'. Anzitutto vuol dire che la maggioranza parlamentare tanto decantata potrebbe non esserci e governo e maggioranza pensano di risolvere le difficoltà' con un atto di imposizione come è il voto di fiducia. Si sta riproponendo lo scenario autoritario dell'approvazione dell'Italicum. Si ripropone in modo ancora più negativo un atteggiamento di spregio verso il ruolo del parlamento che anticipa quel che accadrà dopo le elezioni, se questa legge elettorale andrà in porto: Il futuro parlamento con questa legge non sarà scelto dai cittadini ma nominato dai capi dei partiti. Non solo non ci consentono di scegliere i paramentari ma neppure hanno accettato di introdurre modifiche di buon senso come la possibilità di esprimere due voti distinti tra liste del proprozionale e candidati nel maggioritario, meglio se con due distinte schede come hanno suggerito autorevoli costituzionalisti,limitando così pesantemente la possibilità degli elettori di scegliere. E' una pessima scelta per la nostra democrazia. Se il governo Gentiloni si assumera' questa responsabilita' vorra' dire che ha chinato la testa di fronte al diktat di Matteo Renzi e del Pd e questo malgrado avesse piu' volte affermato che il governo non sarebbe entrato - tanto meno con questa autentica imposizione - sulla legge elettorale. La parola del governo e del Presidente del Consiglio non avranno più alcun valore da qui in avanti, questo è un atto grave che avrà ripercussioni pesanti. Tutte le dichiarazioni di garbo istituzionale fin qui fatte suonano come autentiche prese in giro delle elettrici e degli elettori. Il Presidente della Repubblica farebbe bene a fermare questo atteggiamento autoritario e a non firmare una legge elettorale approvata con voto di fiducia a pochi mesi dalle elezioni e in spregio ad un referendum che ha bocciato lo stravolgimento della CostituzIone il 4 dicembre 2016. Se la legge elettorale verra' approvata con il voto di fiducia si aprira' una grave ferita nella qualita' della nostra democrazia. C'è da augurarsi ... Leggi tutto ...

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2.10.2017 Intervista a Radio 24: “Chi non accetta il codice antimafia è in conflitto di interesse o non l’ha letto”

Antonio Di Pietro intervenuto nella trasmissione 24 Mattino su Radio 24 ha espresso, ai microfoni di Luca Telese e Oscar Giannino, la sua opinione sulle nuove norme che riguardano il codice antimafia. "Chi non vuole accettare il nuovo codice antimafia o è in conflitto di interesse o non ha letto il codice" ha dichiarato, aggiungendo poi, "si fa una discussione in questi giorni soltanto su un articolo, ma in realtà, questo nuovo codice antimafia prevede una serie notevole di novità che vanno lette prima e capite" Di Pietro ha poi spiegato che il codice "equipara i corrotti ai mafiosi per ciò che riguarda le misure di prevenzione personale e di natura patrimoniale come, per esempio, il sequestro". "Attenzione!" ha poi concluso. "L'indiziato deve essere sempre indiziato di associazione a delinquere finalizzata non all'atto mafioso, ma a reati contro la pubblica amministrazione (peculato, corruzione, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità)."

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE MACRON

Presidente Macron, non ho mai avuto il piacere di conoscerla ma seguo con curiosità la sua attività politica perché il suo personaggio mi intriga molto. Lei è certamente una persona molto preparata sul piano professionale ed ancor di più lo è sul piano dell’immagine: sa vendere bene il suo prodotto, ovvero se stesso. O meglio lo ha saputo vendere molto bene quando si è trattato di offrirsi al pubblico durante la campagna elettorale: bello, pimpante, in ordine, sempre col capello a posto e con il colorito del volto giusto per ogni occasione. Insomma ha saputo mostrarsi ai francesi in modo così attraente che molti di loro hanno sognato di riconoscersi in Lei e - vanitosi come un po' lo sono – l’hanno votata più per simpatia personale che per convinzione politica. Però i francesi sono anche e soprattutto persone intelligenti e ora - da quando Lei è diventato Presidente della Francia -  nonostante i suoi continui sorrisi a 360 gradi ed i suoi accentuati imbellettamenti, molti francesi ci stanno ripensando, tanto è vero che tutti i sondaggi danno in caduta libera il suo indice di credibilità e la fiducia che gli elettori avevano avuto inizialmente in Lei. Presidente Macron, si è chiesto il perché? Io ritengo di averlo capito e glielo segnalo amichevolmente: il cittadino-elettore all’inizio l’ha votata perché Lei si presentava bene e ispirava fiducia, ora però non gli basta più la sua bella faccia, vuole anche che faccia qualcosa di buono per il suo paese e soprattutto che dia il buon esempio su come spendere i soldi che preleva dalle casse pubbliche (anche se a titolo di stipendio). E lei davvero ritiene che sia un buon esempio quello di spendere in tre mesi la bellezza di ventiseimila euro (oltre cinquanta milioni delle vecchie lire) per truccarsi e lisciarsi i capelli, come invece leggo sui giornali che ha fatto ultimamente? A me pare una follia. Sia chiaro, io non mi permetto di esprimere giudizi se dall’estetista o dal visagista ci va una signora: fa parte della sua natura femminile. E non ho nemmeno nulla da ridire se ci va un uomo, se ... Leggi tutto ...

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19.09.2017 Radio Rai 1 “Zapping” – Politica e Giustizia

Cari amici, ecco cosa penso di quello che sta succedendo in questi giorni. Potete ascoltare l'intervista radiofonica che ho rilasciato a Zapping cliccando il seguente link: http://www.zapping.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-79b36a0a-b80e-49ae-a06d-27c44af60623.html      

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La Repubblica “Mani pulite ha creato un vuoto. Il M5S è ad un bivio”

Cari amici, pubblico qui di seguito il link alla mia intervista rilasciata a 'La Repubblica' Mani pulite ha creato un vuoto. Il M5S è ad un bivio

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9.9.2017 – Non rinnego l’inchiesta Mani Pulite ma il sistema politico che è venuto dopo

Pubblico l'intervista che ho rilasciato a Paolo Vites e che è stata pubblicata da 'il sussidiario.net' "Ho fatto l'inchiesta Mani Pulite con cui si è distrutto tutto ciò che era la cosiddetta Prima Repubblica: il male, che era la corruzione e ce n'era tanta, ma anche le idee". A dire così è Antonio Di Pietro, in diretta televisiva al programma di La7, "L'aria che tira estate", scatenando l'incredulità dei presenti, per primo l'imprenditore Luigi Crespi che mormora "pazzesco". "Ho fatto politica basandola sulla paura e ne ho pagato le conseguenze" ha aggiunto sempre nella diretta televisiva Di Pietro, "ho costruito la mia politica sulla paura delle manette, sul concetto che erano tutti criminali". Parole che riscrivono un'epoca storica. Abbiamo raggiunto Di Pietro al telefono per approfondire l'argomento. Come è giunto a queste riflessioni? Ci sono stati degli episodi particolari che hanno smosso la sua persona? Sono arrivato a queste riflessioni prima ancora che sul piano individuale, su quello collettivo. Cosa intende? Nella mia vita ho cambiato mille mestieri cercando ogni volta di imparare qualcosa di nuovo e cercando di fare qualcosa di diverso. Nella mia attività di magistrato ritengo di aver fatto il mio dovere e non ho da sentirmi colpevole. Anche l'inchiesta Mani Pulite non la rinnego, rifarei oggi tutto quanto feci allora. E stata invece la mia attività politica a portarmi a queste riflessioni. Un'attività politica cominciata grazie alla spinta ricevuta dalle inchieste, però. Ci spieghi cosa intende. Nel fare politica ho accentrato su di me tutte le decisioni senza costruire una idea politica di governo, di responsabilità, ma solo di contrapposizione e di opposizione. Questo ha comportato che nel breve tempo io ottenessi il consenso, ma poi, nel momento in cui dovevo assumermi le responsabilità, mi venissero a mancare la squadra, la professionalità, l'esperienza. In questo senso, se dovessi tornare in politica, la rifarei in modo diverso. Come farebbe politica oggi? Innanzitutto scegliendo diversamente i collaboratori, in secondo luogo presentando me stesso in un altro modo. Mi sono presentato in modo confuso e confusionario. Ho fatto contemporaneamente l'uomo di governo e l'oppositore. Stavo nelle piazze a manifestare contro le decisioni in materia ... Leggi tutto ...

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