Facebook YouTube Biografia Scrivimi

Intitolare una via a Craxi? Vale come un’istigazione a delinquere

Oggi è l’anniversario della morte di Bettino Craxi e anche quest’anno, puntuale, si ripresenta la proposta di intitolare a Craxi una via, una targa o una piazza della città di Milano, tra polemiche e cori di approvazione. Di norma la richiesta di poter intitolare una via dovrebbe essere motivata e corredata da importanti elementi storici, culturali o biografici di persone che siano state, in vita, di buon esempio per il Paese. Non è mai successo che venisse intestata una via a qualcuno che in vita si è macchiato di reati penali comuni, come la corruzione e il finanziamento illecito. Eppure leggo dichiarazioni, come quella di Silvio Berlusconi, che sul Corriere della Sera di oggi afferma: “Craxi è stato vittima di un circuito politico-mediatico-giudiziario che uccide la libertà e la democrazia”. Voglio ricordare che Bettino Craxi subì due condanne definitive per corruzione e finanziamento illecito e quando morì erano intervenute altre condanne non definitive nei suoi confronti (come per esempio Enimont, Conto Protezione e Enel). Fu proprio il Pool di Mani Pulite a rintracciare i tesori di Craxi sparsi per il mondo (in Svizzera, ai Caraibi, nel Liechtenstein e in Estremo Oriente), accertando introiti per oltre 150 miliardi di lire. Soldi che non sono stati utilizzati solamente per finanziare il Partito, ma destinati anche personalmente a Craxi (e a qualcuno dei suoi familiari). Ai tanti politici che ancora oggi sostengono che Craxi abbia usato tutto il denaro solo a fini politici e mai a fini personali, posso solo consigliare di andare a leggersi bene la sentenza All Iberian, confermata in Cassazione: “Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario del Psi. La gestione di tali conti non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall'imputato, ossia da Craxi, tramite i suoi fiduciari. Significativamente, Craxi non mise a disposizione del partito questi conti, quando vennero scoperti". Non bisogna confondere la realtà dei fatti con la mistificazione. Pace all’anima sua, ma è importante ricordare a tutti, soprattutto alle nuove generazioni, che Craxi è stato il punto di ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/2k91Htv

03.01.2017 – Intervista rilasciata a Liana Milella ‘La Repubblica’

Cari amici, vi invito  a  leggere l'intervista che ho rilasciato in merito al nuovo codice etico del M5S. Ecco il link " un-codice-saggio-da-partito-coi-piedi-per-terra "  

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/2j0qYoX

05.12.2016 – Intervista a ‘Radio Cusano Campus’

Agenpress – “Il mio era un no senza se e senza ma, ho rispetto per chi ha votato sì, ma sono particolarmente soddisfatto per la vittoria del no. La mia comunque era una lotta per la Costituzione, non contro qualcuno. Le dimissioni di Renzi? Doverose, ha trasformato quello che doveva essere un momento di unione della popolazione nella divisione di un referendum su sé stesso, con quel suo modo di fare da piazzista, in cui ha cercato di vendere un prodotto presentandolo come la risoluzione di tutti i mali. Sembrava un venditore ambulante che cercava di piazzare un prodotto inesistente”: E’ quanto ha detto Antonio Di Pietro è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, sul referendum e sul suo no fin dal primo giorno. Su quello che dovrà fare ora Mattarella: “Spero che adesso il Presidente della Repubblica metta una persona che faccia più da arbitro che da giocatore per fare una legge elettorale tale per cui si possa andare a votare a bocce ferme. Piuttosto che stare nell'instabilità, comunque, è meglio il voto. Padoan? Lo rispetto molto, ma è stato un giocatore. Ha controfirmato tutti i provvedimenti di Renzi, molti li ha ideati proprio lui. Quando c’è un Governo di garanzia servono il Presidente del Senato, della Camera o della Banca d’Italia. Andrebbero bene Visco, Grasso o Laura Boldrini”. Su Di Maio e Il Movimento Cinque Stelle: “Governare non è facile, costruire una squadra che oltre a far emergere le contraddizioni della controparte sappia anche governare è un meccanismo da inseguire con pazienza e umiltà. Mi auguro che il Movimento Cinque Stelle possa riuscirci quanto prima, ma non so se sia già pronto. Prima di giudicare, dovrei vedere ma ovviamente mi auguro che possano farcela". Sul futuro politico di Renzi: “Lui ha fatto e sa fare solo politica, a mio avviso vendendo anche la pelle dell’orso. Non ci credo che lascerà la politica”. Su Maria Elena Boschi: “E’ stata una Ministra giovane, che si è data molto da fare. Questa lezione d’umiltà spero le abbia fatto bene”.  

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/2haJn5X
Audio

Referendum costituzionale: le ragioni del no. Intervista ad Antonio di Pietro

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/2fW57hx

3.11.2016 – La Costituzione va applicata, non cambiata (intervista)

Cari amici, qui di seguito trovate il link all'intervista che ho rilasciato ieri ad Antimafia Duemila dal titolo 'La Costituzione va applicata, non cambiata'.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/2eJv17E

2.10.2016 – Un compleanno all’insegna del Tapiro

Oggi compio 66 anni e quindi entro ufficialmente nella terza età. Da oltre 30 anni (e cioè da quando ho avuto l’ardire di avviare l’inchiesta Mani Pulite) passo tre quarti delle mie giornate (festività comprese) solo per difendermi dalle infinite diffamazioni, calunnie, delegittimazioni, intimidazioni e dossieraggi vari che sto subendo. Infatti – a partire dal 1994 ad oggi – ho dovuto far fronte ad oltre 400 (dico quattrocento) procedimenti giudiziari che hanno riguardato la mia persona, di volta in volta come parte lesa e/o parte civile, come indagato e/o imputato, come testimone, come denunciante o querelante, come attore e come convenuto (ma mai come condannato, sia chiaro). Ho dovuto affrontare tutte le predette incombenze giudiziarie proprio per rintuzzare di volta in volta le tante umiliazioni che – specie tramite taluni ben pilotati organi di informazione e ben noti provocatori – mi sono state inflitte in tutti questi anni e che ancora oggi devo ingiustamente subire. D’altronde non avevo altro modo per rintuzzare le infamie di cui sono stato accusato se non quello di rivolgermi alla magistratura per ristabilire la verità e chiedere giustizia. Sono oramai oltre un centinaio le sentenze già emesse dai Tribunali in cui c’è scritto che le accuse che mi sono state rivolte nel corso di questi anni erano false e pretestuose ed infatti i responsabili sono stati spesso pure condannati a risarcirmi i relativi danni morali e d’immagine. Ed allora oggi, giorno del mio 66° compleanno, mi pongo la domanda: ma è valsa la pena sprecare ¾ (dico tre quarti) dei miei ultimi 22 anni a rintuzzare nelle aule dei Tribunali le infamie subite quando poi basta che qualcuno “spari” una notizia in prima pagina (o peggio tramite TV o in rete) e tutto ricomincia daccapo come e peggio di prima? Già perché proprio ieri sera – nel mentre andavo a fare la spesa per preparare la cena del mio compleanno – ho dovuto subire l’ennesima aggressione verbale. Questa volta erano quelli di “Striscia la notizia” che – appostati fuori dalla mia casa – mi hanno accusato di essermi appropriato dei rimborsi elettorali che il partito Italia dei Valori (da me ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/2cKvBVB


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina