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Lutto e cordoglio

Quanto accaduto oggi è di una gravità inaudita, si resta sgomenti di fronte a tanta barbarie. La morte di una giovane studentessa e il ferimento di altri otto ragazzi, in seguito all’esplosione di un ordigno nei pressi dell’ istituto professionale Morvillo-Falcone di Brindisi, lasciano basiti. L’Idv si unisce al dolore delle famiglie della vittima e dei feriti, e chiede al governo di venire a riferire in Aula.  Siamo al ritorno di una stagione stragista soprattutto di tipo mafioso che bisogna stroncare immediatamente altrimenti il nostro Paese è destinato a una guerra civile. Il futuro si costruisce con i giovani e con chi va a scuola. Colpire i ragazzi vuol dire colpire lo Stato democratico del nostro Paese.

Per questo, tutti insieme dobbiamo trovare la migliore risposta, sul piano della repressione e prevenzione, nei confronti di questi delinquenti mafiosi che, evidentemente, non vogliono sentir parlare di legalità, pari opportunità e democrazia. E’ necessario rafforzare dappertutto, anche nelle scuole, la cultura della legalità. Non c’è dubbio che la crisi della politica attuale, la mancanza di leadership e soprattutto di credibilità  nelle istituzioni stiano facendo alzare la testa ai delinquenti più incalliti, per appropriarsi della cosa pubblica, del bene pubblico delle istituzioni e di ogni risorsa pubblica. E’ questa la ragione vera per cui  bisogna ridare le istituzioni in mano a persone che sanno operare non solo con capacita’ e competenza, ma con le mani pulite, per far capire che il delitto non paga

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“Decreto Libera-Italia”, aderiamo all’appello del Fatto

Aderiamo all'appello lanciato sul Fatto quotidiano da Marco Travaglio per porre fine alla pratica devastante della lottizzazione e garantire, attraverso la trasparenza, che le nomine ai vertici degli enti pubblici siano decise in base ai meriti e alla capacità di garantire uin servizio imparziale e utile per la collettività. L’Italia dei Valori aderisce all’appello lanciato oggi, 19 maggio 2012, da 'Il Fatto quotidiano' per garantire la trasparenza nelle nomine degli enti pubblici e si impegna a promuovere, all’interno del Parlamento, provvedimenti in grado di sollecitare il governo a varare un apposito decreto. Si tratta, infatti, di una proposta che va nella stessa direzione delle molteplici battaglie che l’IdV sta conducendo, pur senza ricevere risposte dal governo e dagli altri partiti. Oltre alle numerose interrogazioni e mozioni parlamentari, proprio ieri abbiamo inviato una lettera al presidente della Camera, Gianfranco Fini, in cui chiediamo garanzie affinché le nomine dei membri dell’Agcom avvengano alla luce del sole, dopo un esame e una discussione pubblica delle candidature. L’IdV si è sempre battuta per la trasparenza nella gestione della ‘res publica’ ed ha chiesto a gran voce a tutti i partiti di ritirarsi da questa ignobile occupazione di enti e servizi pubblici, che limita la democrazia e calpesta i principi della nostra carta costituzionale. L’IdV, che non ha mai voluto partecipare alla lottizzazione della Rai, per ridare dignità e ruolo al servizio pubblico televisivo, rinnova l’invito a tutte le altre forze politiche affinché facciano altrettanto. La Rai, l’Agcom e tutti gli enti pubblici devono rispondere ai principi della Costituzione e non essere preda degli appetiti dei partiti. Riteniamo, infatti, che ogni posto dirigenziale nel settore pubblico debba essere assegnato con criteri di trasparenza e meritocrazia, in modo che i cittadini, legittimi proprietari di ciò che è pubblico, possano essere in grado di controllare e determinare l’operato. Antonio Di Pietro

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Corruzione e crisi, causa ed effetto

Quello che sta succedendo in questi giorni alla Camera sul ddl anti-corruzione e la crisi economica non sono capitoli separati. La corruzione, certo non l'art. 18, è una delle principali cause del declino economico dell'Italia: senza una legge drastica per combatterla e senza il ripristino del falso in bilancio, le imprese e la politica non torneranno credibili e non ci potrà essere nessuna ripresa. L'ostruzionismo del Pdl è becero e inaccettabile ed è anche un vero e proprio sabotaggio contro la nostra economia in un momento difficilissimo. E' l'ennesima prova di quanto danno facciano il governo tecnico e l'ammucchiata di una finta maggioranza che non può imboccare con decisione nessuna strada, né contro la corruzione né sul piano della crisi economica. L’IdV è riuscita a far passare già al Senato la ratifica della Convenzione di Strasburgo, che agevolerebbe l’inserimento nel nostro ordinamento delle norme anti-corruzione, ma ancora non è legge perché questo Parlamento è allergico alla legalità. C’è un sistema di potere che indica la strada da seguire, bloccando qualunque iniziativa per farci uscire fuori da questo pantano. L'Italia dei Valori ritiene che le entrate di cui il Paese ha urgente bisogno per fronteggiare la crisi debbano essere reperite facendo pagare il conto agli evasori fiscali e, con la Tobin Tax, a quella minoranza che possiede oggi le risorse di cui il Paese ha bisogno. La sola via d'uscita sta nello smettere di perseguitare gli onesti e i poveracci e di premiare sempre i corrotti, i privilegiati e i banchieri. Bisogna mettere insieme libertà e solidarietà, meritocrazia, trasparenza e sostegno alle fasce deboli. Questo può farlo solo un governo politico, eletto dai cittadini e non nominato dall'alto. Per noi dell'IdV la coalizione che può vincere le elezioni, dar vita a questo governo e ridare speranza al Paese è in tutta evidenza quella prefigurata dalla foto di Vasto. Quel modello ha vinto in Francia e ha ottenuto risultati eccezionali nella stessa Germania. E' il futuro non solo dell'Italia ma dell'intera Europa. Cosa stiamo aspettando a proporlo apertamente ai cittadini? Noi siamo pronti a governare l’Italia, ... Leggi tutto ...

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Basta con la manfrina della nuova P2

Oggi, nella riunione congiunta delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera, dove è in discussione il ddl anti corruzione, è ricominciata la solita manfrina. I deputati del Pdl hanno fatto interventi lunghissimi e usato ogni espediente per perdere tempo e bloccare le votazioni. Il Pdl ricorre all'ostruzionismo per impedire che il Parlamento vari norme che aiuterebbero la magistratura a combattere la criminalità politica e finanziaria. Questi parlamentari indegni usano metodi formalmente leciti, ma moralmente volgari e inaccettabili per eseguire gli ordini impartiti dal sistema di potere, che è il loro vero mandante. Un sistema di potere che somiglia molto alla vecchia P2. Quelli che si fanno chiamare “rappresentanti del popolo” fanno così il lavoro sporco: obbediscono ed eseguono, ostruiscono la giustizia e aiutano i corrotti e i corruttori. L'Italia dei Valori ad avvalorare questa giostra, che umilia la giustizia e il Parlamento, non ci sta. Abbiamo ritirato tutti i nostri sub-emendamenti per non accreditare più questa buffonata. Li ripresenteremo in Aula, dove ci auguriamo che il ddl arrivi al più presto. La stessa cosa ha fatto l'Udc e si è detto pronto a fare lo stesso anche il Pd. Ora il Pdl non ha più alibi. La legge deve essere discussa il prima possibile e nel modo più trasparente in Aula e lì ognuno si assumerà le proprie responsabilità alla luce del sole. Chi, mentre il Paese soffre per una crisi gravissima, pensa solo a salvare i malfattori, da cui dipende, dovrà farlo senza più potersi nascondere.

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La meglio gioventù

Il Governo Monti sta generando gravi danni all’occupazione, all’economia reale e in particolare ai diritti dei lavoratori con la legge per i “licenziamenti facili” che abroga sostanzialmente le tutele dell’art. 18. La nostra opposizione in Parlamento è e sarà ferma e determinata, però questo non basta. Senza una mobilitazione sociale e politica delle forze migliori del Paese, infatti, sono poche le speranze di opporsi efficacemente all’agire antipopolare del governo. Con la controriforma delle pensioni, Monti ha cancellato circa 800mila posti di lavoro per i giovani nei prossimi 3 anni, pur avendo l’Italia un sistema pensionistico in equilibrio fino al 2050. Passerà alla storia come la manovra dei “licenziamenti preventivi”. Con la riforma Fornero rimangono in vigore tutte le 42 forme di contratti precari. Non esistono ammortizzatori sociali per collaboratori, partite IVA e ricercatori. I lavoratori precari sono ancora una volta privati di tutele e di prospettive. I giovani oggi rischiano concretamente di non avere mai la certezza del lavoro e di non riuscire a costruirsi un’accettabile posizione previdenziale. Solo per ricomporre le proprie posizioni contributive, si troveranno a pagare cifre insostenibili. È ormai all'ordine del giorno la necessità di assicurare la garanzia del reddito e quella contributiva nei periodi di non lavoro, combattere tutte le forme di lavoro gratuito, sostenere la formazione continua, le attività creative e di ricerca. In nome dei giovani si sono imposti sacrifici ai lavoratori e alle lavoratrici. Ma a loro non è arrivato nulla. É ora di dire basta a un'ipocrisia che ha provocato la precarizzazione di un’intera generazione. Le capacità e l’esperienza concreta dei giovani, rappresentano un’opportunità di cambiamento e di futuro per il paese. L’Italia dei Valori si oppone in Parlamento e nelle piazze, alle politiche economiche e sociali del governo Monti: per questo condivide l’appello “La meglio gioventù del nostro tempo” e aderisce alla mobilitazione nazionale indetta per il 26 maggio prossimo a Roma. Una mobilitazione per il lavoro, contro la precarietà, per il reddito, per i saperi e l’estensione dei diritti e delle tutele. Antonio Di Pietro Giulia Rodano Alessandra Tibaldi Maurizio Zipponi Rudi Russo 

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