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28.09.2016 – A Chiesa e ad Occhetto non devo nemmeno un euro: carta canta

Un’altra giornata di fango è passata e da domani mi tocca prendere nuovamente carta e penna e querelare i soliti organi di informazione che hanno sparato a caratteri cubitali (sia su carta, sia in rete) la falsa notizia secondo cui sarei stato “condannato” (per alcuni addirittura con “sentenza”) a pagare 2,7 milioni di euro ad un movimento politico facente capo a Giulietto Chiesa ed Achille Occhetto, quale quota parte che – secondo la loro versione dei fatti – spetterebbe loro a titolo di rimborso elettorale che io avrei ricevuto a seguito delle elezioni al Parlamento europeo del 2004.

Nulla di più falso!

Ho semplicemente ricevuto un decreto ingiuntivo del Tribunale di Roma che – su richiesta di Giulietto Chiesa e sulla base della sua sola prospettazione – mi ha sì “ingiunto” di pagare tale somma ma ha anche disposto (come prevede la legge in questi casi) che ho “diritto di proporre opposizione” contro il predetto decreto nei prossimi 40 giorni. In tal caso semplicemente si instaurerà un normale processo ordinario in cui il giudice dovrà ascoltare anche la mia versione dei fatti e visionare anche la documentazione a mia disposizione e solo allora potrà decidere con “sentenza” da che parte sta la ragione.

E’ ciò che farò anche questa volta, come peraltro ho già fatto nelle diverse altre volte che lo stesso Giulietto Chiesa (ed il suo difensore avv. Paola) hanno richiesto e provvisoriamente ottenuto decreti ingiuntivi simili a quello odierno.

Prossimamente mi farò carico anche di mettere in rete i tanti altri provvedimenti (giudiziari, amministrativi, contabili e parlamentari) che hanno smentito le assurde pretese avanzate dai rappresentanti della suddetta associazione ma sin d’ora allego due documenti che – da soli – già sono più che sufficienti a smontare alla radice tali pretese. Mi riferisco alla “Attestazione allegata all’accettazione della candidatura per l’elezione al Parlamento Europeo sottoscritta (addirittura davanti ad un notaio) da Giulietto Chiesa” e da Achille Occhetto ‘vedi allegato’ in occasione delle predette elezioni europee del 2004.

In tale attestazioni c’è scritto, nero su bianco che “compete all’Italia dei Valori il diritto a richiedere e usufruire dei rimborsi di cui alla legge 157/99 e legge 156/2002” (appunto i rimborsi elettorali all’epoca vigenti) e c’è anche scritto che “è facoltà dell’Italia dei Valori poter utilizzare il simbolo della lista “Società civile-Di Pietro-Occhetto”.

Più chiaro di così!

Solo chi non vuol capire non capisce. Ma siccome gli organi di informazione sanno tutto ciò da molti anni, perché affermano falsamente che il giudice avrebbe emesso una “sentenza” (inesistente) in cui sarei stato “condannato” (il che non è vero) a pagare 2,7 milioni di euro?

Antonio Di Pietro

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28.09.2016 ore 9.20 – VERONA ‘POLO UNIVERSITARIO’

Cari amici, parteciperò alla lezione inaugurale del corso di 'Storia delle imprese e del management'' dal titolo "Corruzione e mancato sviluppo economico"

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A proposito della telenovela “Di Pietro assessore al Comune di Roma”

Milano, 11 settembre 2016   Da un po’ di giorni (oggi compreso) vari organi di informazione riportano la notizia che io sarei uno dei candidati a diventare assessore al Comune di Roma (addirittura al Bilancio). Non so chi per primo abbia inventato una simile panzana ma – visto che la telenovela continua anche oggi sui giornali - è ora di finirla perché lo scherzo è bello quanto dura poco. Le uniche due persone abilitate ad esprimersi su una tale eventualità siamo io e il Sindaco di Roma. Ebbene, né io né – per quanto ho potuto verificare sui vari organi di informazione - la sindaca Raggi abbiamo mai detto una cosa del genere. Al riguardo voglio essere chiaro: per quanto mi riguarda, non ho nemmeno mai pensato né mi interessa fare l’assessore al Comune di Roma (ed infatti non ho mai presentato alcuna candidatura né ufficialmente né sottobanco)! Buon lavoro alla signora Raggi, verso la quale (e verso il Movimento M5S) rinnovo la mia solidarietà invitandola a non dar retta a chi la tira per la giacchetta e pensare piuttosto a cosa fare per risollevare le sorti della Capitale, imbrattata dall'ingordigia di chi l’ha governata prima e non già dall'inesperienza degli amici del Movimento M5S (cosa del tutto naturale, essendo la prima volta che provano a governare e non essendo nessuno nato “imparato”, termine che utilizzo appositamente per la felicità di chi mi critica per il mio italiano!) Antonio Di Pietro

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10.09.2016 – Intervista a ‘Il Dubbio’

Cari amici, vi invito a leggere l'intervista che ho rilasciato a 'Il dubbio'  dal titolo 'Cari PM, fate politica ma dite addio alla toga'

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30.08.2016 -Reggio Calabria, intervista a ‘IL DISPACCIO’

Cari amici, vi invito a leggere l'intervista che ho rilasciato ieri a Reggio Calabria. Ecco il link all'articolo ed al video  http://ildispaccio.it/primo-piano/119632-esclusivo-di-pietro-chi-fermo-mani-pulite-lo-dissi-gia-nel-1995-video

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Morte Provenzano? Non revocargli il 41 bis è stato un atto di debolezza, non di coraggio

Cari amici, vi invito ad ascoltare  parte dell'intervista che ho rilasciato questa mattina a Radio Cusano Campus  pubblicata su 'Il fatto quotidiano' in merito alla morte di Provenzano

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Non è vero che, con la Riforma costituzionale, lo Stato risparmia miliardi di euro….

Quanto fa risparmiare veramente la riforma costituzionale, quel «miliardo» di cui parla dal principio il presidente del Consiglio? Alla domanda aveva già risposto nell'ottobre del 2014 la Ragioneria generale dello stato, fermandosi a 49 milioni di euro. Ieri ha risposto anche la ministra delle riforma Maria Elena Boschi nel question time alla camera. Proprio lei, in veste di ministra per i rapporti con il parlamento, aveva trasmesso il 18 novembre 2014 la nota della ragioneria al presidente della prima commissione della camera. Dunque conosceva la prudenza dei tecnici, prima di travolgerla con la sua risposta all'interrogazione di Sinistra italiana. Gli stipendi risparmiati dei senatori sono l’unico dato certo: nell’ultimo bilancio poco più di 42 milioni. Boschi li conteggia tutti, mentre il capogruppo di Forza Italia Brunetta precisa che non dovrebbe, sarebbe più corretto sottrarre i 14 milioni che rientrano nella casse dello stato sotto forma di Irpef. In ogni caso, alle indennità la ministra aggiunge il totale delle diarie e dei rimborsi spese per i senatori, cioè altri 37 milioni. Tralascia il fatto che, anche dopo la riforma, i cento senatori residui andranno messi in condizione di lavorare. Dovranno venire a Roma, dal momento che sono consiglieri regionali e sindaci, dovrebbero avere una segreteria. Per questo la ragioneria generale aveva fissato i risparmi a 49 milioni, ma la ministra arriva a 80. E non si ferma. Aggiunge altri 70 milioni per «le spese delle commissioni e le riduzioni nei trasferimenti ai gruppi».La cosa curiosa è che il totale di queste spese nell’ultimo bilancio del senato supera di poco i 22 milioni: più che risparmio si tratta di un miracoloso guadagno. Misterioso anche il risparmio sui costi del personale. Il costo più grande, assieme a quello per le pensioni degli ex senatori (che con la riforma crescerà). Ma nessun dipendente, comprensibilmente, sarà licenziato. Neanche Boschi in questo caso ha fatto previsioni, parlando di «progressiva diminuzione nel tempo», chissà. Ha aggiunto però 20 milioni per la cancellazione del Cnel (dovrebbero essere 18 secondo la già citata nota della ragioneria generale) e soprattutto ben 320 milioni dall’abolizione delle province. Ecco allora che, anche prendendo ... Leggi tutto ...

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Io sostengo e sottoscrivo i quesiti referendari per l’abrogazione dell’Italicum

Cari amici, vi invito a firmare i quesiti referendari per l'abrogazione dell'Italicum. Per maggiori informazioni cliccate questo link:  Per un Parlamento sovrano scelto dagli elettori

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