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Di Maio e il suo delirio di onnipotenza a proposito di Autostrade

Di Maio nel suo delirio di onnipotenza, ha affermato che vuole denunciare alla Corte dei Conti per danno erariale i ministri coinvolti nella concessione ad Autostrade, e tra questi ha inserito anche me.

Se io fossi ancora magistrato, concederei a Di Maio il beneficio delle attenuanti generiche perché quando uno è ignorante, bisogna concedergli uno sconto di pena.

Solo una persona ignorante, infatti, (nel senso che ignora come stanno i fatti), può dire una stupidaggine del genere e mettere sullo stesso piatto tutti quanti.

Io mi chiamo Di Pietro e non San Pietro, altrimenti utilizzerei le stesse parole usate da Papa Francesco: leggete le carte e fatevi un’idea.

Se c’è qualcuno che – sia da Ministro che da parlamentare – ha preso posizione contro quel tipo di privatizzazione quello sono io. Quindi sarei felice se venisse fatta una verifica dalla Corte di Conti.

Però una cosa è certa: Di Maio è un uomo di governo quindi è un pubblico ufficiale.  (altro…)

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La giustizia è lenta ma il tempo è galantuomo

Ciao e ben tornati dalle vacanze a chi ha voglia  e tempo di leggermi. E' appena arrivata un'altra sentenza, sempre con riferimento all'asserito uso improprio e personale che avrei fatto dei rimborsi elettorali ricevuti a suo tempo dal partito Italia dei Valori . Vi prego di leggerla (questo il link: Sentenza n. 16283-18 L'Espresso ) Potete così farvi un'idea delle ingiuste umiliazioni che ho dovuto subire e che hanno portato al mio allontanamento dalla politica attiva. Certo è una bella vittoria giudiziaria, ma a che serve, quando, oramai,il giudizio  dell'opinione pubblica nei miei confronti è stato già contagiato in modo così irreversibile? Pazienza, mi resta la consapevolezza di aver fatto il mio dovere. Ma quanta amarezza! Buona lettura Antonio Di Pietro

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7.6.2018 Siracusa “Agòn 2018” “L’omicidio aggravato o la follia non punibile”

L’omicidio aggravato o la follia non punibile” è il tema dell’edizione 2018 di “Agòn”, la rappresentazione teatrale di un vero e proprio “processo” che ha visto quest’anno sul banco degli imputati il personaggio di Eracle (interpretato dall’attrice Mariagiulia Colace). Nella tragedia di Euripide, Eracle è accusato di aver assassinato la moglie Megara e i suoi figli, dopo averli liberati dal Tiranno Lico. Al culmine della sua gloria, il protagonista diventa dunque oggetto della peggiore catastrofe per sua stessa mano, l’uccisione della moglie e dei figli. Antonio Di Pietro, già sostituto procuratore del pool di Mani Pulite, ha sostenuto le tesi dell’accusa, mentre Giuseppe Fanfani, presidente della nona commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, ha rappresentato la difesa. La giuria popolare è stata chiamata a esprimere il proprio verdetto, in attesa della sentenza ufficiale emanata dal presidente della giuria Giovanni Canzio, primo presidente emerito della Corte Suprema di Cassazione. Ecco i link di youtube : Introduzione: https://youtu.be/v2o69-D_F20 La lettura delle imputazioni: https://youtu.be/ZeBwfQSulmo L'accusa : https://youtu.be/yqZayQm9hho La difesa: https://youtu.be/a-ZOoRiAeYg Il verdetto popolare e la sentenza del giudice Canzio: https://youtu.be/g6fvjxbrASk

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Ennesima diffida a chi fa finta di non sapere

  L'altro giorno, dopo la mia presa di posizione con riferimento allo scorretto comportamento istituzionale del Ministro Salvini nei confronti del Capo dello Stato a cui ha chiesto di intervenire sui magistrati che avevano condannato la Lega a restituire il maltolto, si è scatenata sul web una serie di contumelie nei miei confronti alludendo al fatto che anche contro di me ci furono a suo tempo delle accuse di scorretto uso dei rimborsi elettorali. Io, però, a differenza di Salvini (e dei tanti diffamatori di professione che in tutti questi anni mi hanno offeso ingiustamente) , non ho mai accusato i i giudici di fare "sentenze politiche" ma mi sono sempre recato rispettosamente nelle aule di giustizia per fare valere le mie ragioni. Con riferimento specifico alla vicenda dei rimborsi elettorali, Allego qui di seguito i provvedimenti dell'Autorità giudiziaria penale, civile, contabile e amministrativa che ne hanno certificato la piena correttezza dei miei comportamenti ed hanno condannato coloro che mi hanno diffamato. Leggete e valutate Voi, senza farvi fuorviare dalle solite fake news! All. 1 - Sentenza Tribunale civile di Roma n. 5239-18 depositata il 12.03.18 All. 2 - Sentenza Tribunale civile di Roma n. 186-14 del 30.12.13 All. 3 - Ordinanza Archiviazione Giudice penale di Roma n. 29649-10PM e 21604-10GIP del 14-12-2010 All. 4 - Provvedimento archiviazione Corte dei Conti del 22.02.11 All. 5 - Deliberazione Uff. Presidenza Camera n. 265-05 del 26.07.05 All. 6 - Sentenza condanna Mario Di Domenico - Tribunale Roma n. 16740-15 (Diffamazione ai danni di Di Pietro) All. 7 - Sentenza condanna Elio Veltri - Corte di Appello Milano n. 1716-12 (Diffamazione ai danni di Di Pietro) Antonio Di Pietro Montenero, 9 luglio 2018

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Uno strappo e troppe amnesie……

Cari  amici, pubblico il 'corsivo del giorno' di Luigi Ferrarella apparso oggi su 'Il Corriere della Sera' dal titolo Uno strappo e troppe amnesie

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Antonio Di Pietro: “Il condono è una truffa contro i contribuenti onesti”

Antonio Di Pietro: “Il condono proposto da Salvini? E’ una truffa”. L’ex magistrato categorico. Ecco cosa ha detto su Radio Cusano Campus nel corso di ECG, il format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.  ANTONIO DI PIETRO SUL CONDONO IPOTIZZATO DA SALVINI “Questa è una di quelle che che da cittadino e da contribuente non posso accettare. E’ un assurdo che ogni volta che arriva un nuovo governo fa un condono fiscale chiamandolo con un nome diverso. Si chiama truffa, raggiro. Voglio proprio vedere come il Movimento Cinque Stelle, dopo aver tanto combattuto l’evasione fiscale, accetterà questo compromesso per trovare quattro soldi. Sarà uno snodo cruciale di questa legislatura capire come sarà combattuta l’evasione fiscale. In modo serio o in modo fittizio. Non possono rimetterci sempre gli onesti che pagano le tasse”. DAL CONDONO AL CASO ESPLOSO IN MERITO AL NUOVO STADIO DELLA ROMA “Distinguiamo l’aspetto penale dalla responsabilità etica e politica. Sul piano penale a me pare che ci sia molto poco al di là di qualche fatto specifico. Non siamo davanti a una nuova mani pulite. Questo sul piano processuale. Prima di esprimere un giudizio di sostenibilità di queste accuse vorrei leggerle, anche perché la corruzione è come il matrimonio, ci vuole un beneficio, non semplici promesse, e serve anche l’atto contrario agli obblighi di ufficio. Sul piano processuale vedo poche cose. Sul piano politico, invece, vedo un mare di quaquaraqua, che per scimmiottare quel che era la tangentopoli di una volta, fatta con professionalità criminale, vanno a raccogliere gli spiccioli per strada. Questo dimostra lo scadimento etico-morale. Però attenzione a criminalizzare prima del tempo. Sul piano investigativo c’è una forte evoluzione. Ai nostri tempi il ruolo del pm e della polizia era il ruolo del becchino, prima ci scappava il morto e poi si capiva chi l’aveva ammazzato. Ora molte inchieste sono preventive, ma vanno alla ricerca del morto, vedono se c’è o meno il morto. Questo è giusto, ma non deve recare pregiudizi nei confronti di persone che magari sono innocenti”. DI MAIO E I DONATORI DELL’ASSOCIAZIONE ROUSSEAU “E’ una presa per i fondelli. Non c’è trasparenza. Servono nomi ... Leggi tutto ...

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