Italia dei Valori Facebook Twitter YouTube Biografia NewsLetter Scrivimi

I Ladri e i Penati (editoriale di Marco Travaglio)

marco travaglio 300x300 I Ladri e i Penati (editoriale di Marco Travaglio)

di Marco Travaglio

In perfetta coerenza con la sua missione di depistare i lettori anziché informarli, la gran parte della stampa titola sul falso scandalo di Filippo Penati che incassa la prescrizione a sua insaputa dopo aver giurato che vi avrebbe rinunciato, anziché sul vero scandalo della legge Severino, umoristicamente chiamata “anticorruzione”, che gli ha regalato la prescrizione anticipata. Penati ha lasciato la politica, è tornato a fare l’insegnante (non osiamo immaginare di quale materia) e, in un paese dove neanche i politici rinunciano alla prescrizione di reati gravi, figuriamoci se possiamo pretenderlo dai privati cittadini. Lo schifo è un altro: la legge bipartisan del governo Monti che “spacchettò” il delitto di concussione, lasciando intatta quella “per costrizione” e scorporando quella “per induzione” (quando il pubblico ufficiale estorce denaro al privato con le buone maniere, forte del suo potere intimidatorio, cioè nella maggior parte dei casi). La prima fattispecie restò punita fino a 12 anni, con prescrizione di 15. La seconda divenne un reato minore, con pena massima di 8 anni e prescrizione di 10. Il tutto su proposta del Pd, con i voti del Pd e del Pdl e con la firma della cosiddetta ministra della Giustizia, i cui conflitti d’interessi di superavvocato dei maggiori gruppi imprenditoriali e finanziari furono segnalati dal Fatto in beata solitudine . Ciascun artefice di quel capolavoro aveva da guadagnarci: B. risparmiava anni di galera in caso di condanna per il reato più grave del processo Ruby (concussione per induzione); e Penati vedeva evaporare per legge le tangenti che è accusato di aver estorto agli imprenditori fino al 2001 e girato in parte alle casse dei Ds. Perciò scrivemmo (insieme all’Espresso e a Liana Milella di Repubblica), che la legge anticorruzione non era solo inutile, ma pure dannosa. Ricevemmo piccate letterine delle molto onorevoli pd Ferranti e Finocchiaro che negavano l’evidenza del colpo di spugna. Ora che i fatti si sono incaricati di sbugiardarle, tacciono e fanno carriera: l’una è presidente della commissione Giustizia, l’altra degli Affari Costituzionali. Certi meriti vanno premiati. E l’unico che si oppose in Parlamento alla porcata, Antonio Di Pietro, è stato espulso dal centrosinistra e dunque dalla politica attiva, per lesa omertà. Certi demeriti vanno puniti. E poi difficilmente un centrosinistra con Di Pietro e Ingroia avrebbe potuto riallearsi con B. Bisognava fare pulizia degli onesti. Ora che tutte le carte sono scoperte, lorsignori ci risparmino almeno le tartuferie. Quelle del centro-destra e dei suoi house organ che sparano su “Penati furbetto” che “intasca la prescrizione” (il Giornale), “si distrae un attimo e lo prescrivono” (Libero), ma quando il furbone B. intasca la prescrizione parlano di assoluzione. E quelle del centrosinistra su Penati che promette di “impugnare la prescrizione in Cassazione” (l’Unità) e sul Pd che annuncia una nuova legge anticorruzione firmata dal Grasso ridens, ben sapendo che non passerà mai perché il Pdl leverà le castagne dal fuoco a tutti bloccandola. Lo vedono anche gli orbi che l’inciucio è figlio dei ricatti incrociati che avviluppano uomini chiave di Pdl e Pd in un unico sistema marcio: da Telecom a Parmalat, dalla banda Furbetti alla banda Tarantini, da Finmeccanica a Montepaschi. Io copro te, tu copri me: e la chiamano “pacificazione”. In mezzo, visti come sabota-tori della presunta “tregua”, un pugno di pm che si ostinano a fare il loro mestiere. In due giorni la Procura di Palermo ha sequestrato 80 milioni di beni mafiosi e quella di Milano 1,2 miliardi (miliardi!) sottratti dai Riva all’Ilva. Con una vera legge anti-corruzione-riciclaggio-evasione si potrebbero recuperare enormi fortune per risolvere “i veri problemi del Paese”. Invece questi tartufi del Partito Unico, Cancellieri in testa, ripetono che “le priorità sono altre”. Il che, con i ladri e i loro amici al governo, è pure vero.

Da Il Fatto Quotidiano del 24/05/2013.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/10p0aCq

La legge anticorruzione è inutile e dannosa

Lo abbiamo detto a gran voce in Parlamento e nelle piazze e lo ribadiamo oggi: la legge anticorruzione, così come è stata approvata la scorsa legislatura, non è solo inutile ma è dannosa. Purtroppo, allentare la lotta alla corruzione fa comodo a quasi tutte le forze politiche che, in questi anni, hanno vissuto in un sistema marcio, fatto di prebende e di scambi fra politica e affari. Il malaffare non ha colore, e la politica spesso lo sostiene e lo alimenta. La verità è che negli ultimi vent’anni c’è stata un’ingegnerizzazione di questo sistema: sono stati depenalizzati reati, come quello del falso in bilancio, della concussione per induzione; sono stati ridotti i tempi della prescrizione e ci sono stati infiniti tentativi per togliere gli strumenti e le risorse economiche necessarie alle indagini dei magistrati, come accaduto per le intercettazioni e per i tagli al comparto giustizia. Tutto ciò rientra in un disegno più grande, volto a garantire l’impunità ai soliti noti e a sbianchettare tutti quei reati commessi dai colletti bianchi e dalla politica. Insomma, altro che democrazia! Siamo di fronte a un sistema oligarchico che tenta di autoassolversi utilizzando le istituzioni e piegandole al proprio volere. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo denunciato questi misfatti e abbiamo presentato in Parlamento, la scorsa legislatura, norme volte a contrastare questi maldestri tentativi. Chiediamo agli amici di Beppe Grillo di ripresentare quei provvedimenti perché l’opposizione va fatta anche bloccando quelle disposizioni che vanno contro l’interesse del Paese. Per queste battaglie, noi siamo stati isolati politicamente e denigrati mediaticamente. Non ci siamo mai piegati e ci siamo sempre opposti agli accordi sottobanco e alle leggi vergogna. Siamo una forza scomoda, davamo e diamo troppo fastidio. Hanno sempre saputo che non ci saremmo mai accordati con Berlusconi né che avremmo barattato la nostra democrazia con l’impunità per il Cavaliere e i suoi amici.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/Z4Kt2n

Porcellum, la voce dei cittadini resta inascoltata

Siamo alle solite! Sulla modifica della legge elettorale il governo ha messo in scena il solito balletto delle ipocrisie. Infatti, dopo i roboanti proclami delle settimane scorse, ieri l’annuncio di modifiche minime al Porcellum. E che modifiche! Basti pensare che di preferenze, almeno per ora, non se ne parla. Ancora una volta, quindi, sarebbero le segreterie di partito a nominare chi mandare in Parlamento e non i cittadini che avrebbero tutto il diritto di scegliere da chi essere rappresentati. Insomma, pare che la pezza sia peggio del buco. E non poteva essere altrimenti, visto che gli elementi alla base della discussione sulle ‘grandi riforme’, e in particolare sulla legge elettorale, sono stati il tira e molla dell’uno e dell’altro schieramento politico, i loro veti incrociati, le minacce. Invece di tergiversare e arrivare a compromessi al ribasso, cercando di dare qualche mese di vita in più a questo governo, l’unica cosa che un esecutivo, degno di questo nome, avrebbe dovuto fare, in materia di legge elettorale, era quella di rispettare la volontà del milione e duecentomila elettori che, attraverso il referendum, si è espressa in modo netto e chiaro: abrogare l’odioso Porcellum e tornare al Mattarellum. La voce e le richieste dei cittadini, invece, sono state ignorate. Se per tutte le ‘grandi riforme’ annunciate il metodo continuerà a essere, come credo, quello degli accordicchi volti a soddisfare gli appetiti di chi è nel Palazzo, questo governo non realizzerà proprio un bel nulla nell’interesse della collettività. Questi governanti allo sbaraglio, lontani anni luce dalla realtà, dovrebbero confrontarsi con la quotidianità che vivono i cittadini per capire di cosa ci sia bisogno. Forse non hanno ancora capito che è in atto un vero e proprio depauperamento della nostra economia con conseguenze drammatiche sull’occupazione. Oggi anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, si è dovuto arrendere alla realtà affermando che il Nord è sull’orlo di un baratro e questo trascinerebbe tutto il Paese indietro di mezzo secolo. Mi chiedo cosa aspetti il governo a mettere in campo interventi mirati e immediati per risolvere le vere ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/Z2Auux

Basta retorica, la memoria si onora con i fatti

Sono passati  ventun’anni dal barbaro assassinio di Giovanni Falcone, di sua moglie, Francesca Morvillo, e dei tre agenti della sua scorta, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Il suo sacrificio e il suo instancabile lavoro, volto a difendere lo Stato e la legalità, devono essere un monito e un esempio per le nuove generazioni. Falcone è stato assassinato perché scomodo non solo alla criminalità organizzata, ma anche a pezzi deviati dello Stato. Aveva imparato a combattere la mafia con metodo, determinazione e intelligenza. Si tradisce la sua memoria e quella dei suoi uomini ogni volta che si approva una legge per ostacolare le indagini della magistratura o per agevolare chi commette reati. L’ultimo schiaffo è arrivato pochi giorni fa con il maldestro tentativo, da parte del Pdl, di far passare un disegno di legge volto a dimezzare la pena per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Questa indegna proposta, seppur ritirata dopo le polemiche suscitate, resta un’offesa alle vittime di tutte le mafie, di cui oggi si celebra la giornata del ricordo, ed è la riprova che non bisogna mai abbassare la guardia perché c’è sempre qualche spregiudicato pronto ad utilizzare le istituzioni in modo non nobile e per tutelare solo i propri interessi. Insomma basta con la retorica si onori la memoria delle vittime della mafia con i fatti. Pretendiamo verità e giustizia.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/Z23G4A

Riforme: tante sbandierate, realizzate nessuna

Oggi questa strana maggioranza ci ha annunciato un percorso di grandi riforme, partendo dalla modifica della legge elettorale. Se passasse dalle parole ai fatti sarebbe già una grande novità, visto che per anni questi partiti hanno messo nel cassetto questa emergenza. Noi, invece, ci siamo battuti in perfetta solitudine per ridare reale rappresentanza agli elettori proponendo un sistema diverso e presentando in Cassazione un referendum, la cui proposta ha avuto il sostegno di un milione e duecentomila cittadini. Purtroppo temo che, anche questa volta, ci ritroviamo di fronte alla solita arma di distrazione di massa. Questo governo, infatti, è in carica dal 29 aprile e il Parlamento si è insediato da oltre due mesi e fino ad oggi i titoli dei giornali sono stati sempre occupati dalle priorità del Pdl: proposte di impunità per Berlusconi, attacco ai giudici e norme per salvare Dell’Utri, nonché i collusi con la mafia. Ed oggi questa maggioranza ci dice che Pd e Pdl si occuperanno di riforme. Mi chiedo a quali riforme pensino realmente. Quale sistema elettorale intendano proporre. Infatti, se per tanti anni hanno taciuto e ignorato l’incostituzionalità della legge elettorale nonché il fatto che questo sistema abbia leso la volontà popolare, non credo che adesso siano stati illuminati sulla via di Damasco. Tra l’altro per modificare la legge basterebbe solo dare realmente ascolto a quel milione e duecentomila cittadini che ha firmato il referendum e non una Costituente. Temo piuttosto che Pd e Pdl abbiano trovato il modo per garantirsi una poltrona per più tempo e per trovare un sistema elettorale che gli garantisca l’autoconservazione. Sono scettico, e spero di sbagliarmi, ma vedrete come finirà, anche di tutte le altre proposte sbandierate, non se ne realizzerà nessuna. Tra l’altro l’imputato Berlusconi ha altre urgenze personali, visti i processi in corso, pertanto ogni accordo nelle istituzioni passerà sotto le Forche Caudine dei suoi ricatti. Deve garantirsi l’impunità e per arrivare a ciò deve avere il totale sostegno dei soci di governo.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/12uxvd6


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina