di Marco Travaglio
In perfetta coerenza con la sua missione di depistare i lettori anziché informarli, la gran parte della stampa titola sul falso scandalo di Filippo Penati che incassa la prescrizione a sua insaputa dopo aver giurato che vi avrebbe rinunciato, anziché sul vero scandalo della legge Severino, umoristicamente chiamata “anticorruzione”, che gli ha regalato la prescrizione anticipata. Penati ha lasciato la politica, è tornato a fare l’insegnante (non osiamo immaginare di quale materia) e, in un paese dove neanche i politici rinunciano alla prescrizione di reati gravi, figuriamoci se possiamo pretenderlo dai privati cittadini. Lo schifo è un altro: la legge bipartisan del governo Monti che “spacchettò” il delitto di concussione, lasciando intatta quella “per costrizione” e scorporando quella “per induzione” (quando il pubblico ufficiale estorce denaro al privato con le buone maniere, forte del suo potere intimidatorio, cioè nella maggior parte dei casi). La prima fattispecie restò punita fino a 12 anni, con prescrizione di 15. La seconda divenne un reato minore, con pena massima di 8 anni e prescrizione di 10. Il tutto su proposta del Pd, con i voti del Pd e del Pdl e con la firma della cosiddetta ministra della Giustizia, i cui conflitti d’interessi di superavvocato dei maggiori gruppi imprenditoriali e finanziari furono segnalati dal Fatto in beata solitudine . Ciascun artefice di quel capolavoro aveva da guadagnarci: B. risparmiava anni di galera in caso di condanna per il reato più grave del processo Ruby (concussione per induzione); e Penati vedeva evaporare per legge le tangenti che è accusato di aver estorto agli imprenditori fino al 2001 e girato in parte alle casse dei Ds. Perciò scrivemmo (insieme all’Espresso e a Liana Milella di Repubblica), che la legge anticorruzione non era solo inutile, ma pure dannosa. Ricevemmo piccate letterine delle molto onorevoli pd Ferranti e Finocchiaro che negavano l’evidenza del colpo di spugna. Ora che i fatti si sono incaricati di sbugiardarle, tacciono e fanno carriera: l’una è presidente della commissione Giustizia, l’altra degli Affari Costituzionali. Certi meriti vanno premiati. E l’unico che si oppose in Parlamento alla porcata, Antonio Di Pietro, è stato espulso dal centrosinistra e dunque dalla politica attiva, per lesa omertà. Certi demeriti vanno puniti. E poi difficilmente un centrosinistra con Di Pietro e Ingroia avrebbe potuto riallearsi con B. Bisognava fare pulizia degli onesti. Ora che tutte le carte sono scoperte, lorsignori ci risparmino almeno le tartuferie. Quelle del centro-destra e dei suoi house organ che sparano su “Penati furbetto” che “intasca la prescrizione” (il Giornale), “si distrae un attimo e lo prescrivono” (Libero), ma quando il furbone B. intasca la prescrizione parlano di assoluzione. E quelle del centrosinistra su Penati che promette di “impugnare la prescrizione in Cassazione” (l’Unità) e sul Pd che annuncia una nuova legge anticorruzione firmata dal Grasso ridens, ben sapendo che non passerà mai perché il Pdl leverà le castagne dal fuoco a tutti bloccandola. Lo vedono anche gli orbi che l’inciucio è figlio dei ricatti incrociati che avviluppano uomini chiave di Pdl e Pd in un unico sistema marcio: da Telecom a Parmalat, dalla banda Furbetti alla banda Tarantini, da Finmeccanica a Montepaschi. Io copro te, tu copri me: e la chiamano “pacificazione”. In mezzo, visti come sabota-tori della presunta “tregua”, un pugno di pm che si ostinano a fare il loro mestiere. In due giorni la Procura di Palermo ha sequestrato 80 milioni di beni mafiosi e quella di Milano 1,2 miliardi (miliardi!) sottratti dai Riva all’Ilva. Con una vera legge anti-corruzione-riciclaggio-evasione si potrebbero recuperare enormi fortune per risolvere “i veri problemi del Paese”. Invece questi tartufi del Partito Unico, Cancellieri in testa, ripetono che “le priorità sono altre”. Il che, con i ladri e i loro amici al governo, è pure vero.
Da Il Fatto Quotidiano del 24/05/2013.











Siamo alle solite! Sulla modifica della legge elettorale il governo ha messo in scena il solito balletto delle ipocrisie. Infatti, dopo i roboanti proclami delle settimane scorse, ieri l’annuncio di modifiche minime al Porcellum. E che modifiche! Basti pensare che di preferenze, almeno per ora, non se ne parla. Ancora una volta, quindi, sarebbero le segreterie di partito a nominare chi mandare in Parlamento e non i cittadini che avrebbero tutto il diritto di scegliere da chi essere rappresentati. Insomma, pare che la pezza sia peggio del buco. E non poteva essere altrimenti, visto che gli elementi alla base della discussione sulle ‘grandi riforme’, e in particolare sulla legge elettorale, sono stati il tira e molla dell’uno e dell’altro schieramento politico, i loro veti incrociati, le minacce. Invece di tergiversare e arrivare a compromessi al ribasso, cercando di dare qualche mese di vita in più a questo governo, l’unica cosa che un esecutivo, degno di questo nome, avrebbe dovuto fare, in materia di legge elettorale, era quella di rispettare la volontà del milione e duecentomila elettori che, attraverso il referendum, si è espressa in modo netto e chiaro: abrogare l’odioso Porcellum e tornare al Mattarellum. La voce e le richieste dei cittadini, invece, sono state ignorate. Se per tutte le ‘grandi riforme’ annunciate il metodo continuerà a essere, come credo, quello degli accordicchi volti a soddisfare gli appetiti di chi è nel Palazzo, questo governo non realizzerà proprio un bel nulla nell’interesse della collettività. Questi governanti allo sbaraglio, lontani anni luce dalla realtà, dovrebbero confrontarsi con la quotidianità che vivono i cittadini per capire di cosa ci sia bisogno. Forse non hanno ancora capito che è in atto un vero e proprio depauperamento della nostra economia con conseguenze drammatiche sull’occupazione. Oggi anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, si è dovuto arrendere alla realtà affermando che il Nord è sull’orlo di un baratro e questo trascinerebbe tutto il Paese indietro di mezzo secolo. Mi chiedo cosa aspetti il governo a mettere in campo interventi mirati e immediati per risolvere le vere ...


