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Che brutto modo di ricordare la strage di Capaci

strage capaci 2 300x300 Che brutto modo di ricordare la strage di CapaciChe brutto modo di ricordare la strage di Capaci. A due giorni dall’anniversario i soliti noti presentano un ddl  per  dimezzare la pena del concorso esterno in associazione mafiosa.  E’  un’offesa a chi ha perso la vita in difesa dello Stato, ai familiari delle vittime e uno schiaffo alla giustizia.. Il silenzio dei governanti su questa proposta indecente è più eloquente di mille  parole

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Ineleggibilità, la partita a scacchi truccata

Questa legislatura è come una partita a scacchi truccata. E oggi assisteremo alla prima mossa visto che questo pomeriggio si riunirà la Giunta per le Elezioni e le immunità, quell’organismo parlamentare che dovrebbe calendarizzare la famosa legge del ’57, ossia l’ineleggibilità di Berlusconi a causa del suo conflitto d’interessi. Oggi capiremo dal nome del Presidente della Giunta se Berlusconi vuole forzare la mano da subito o vuole aspettare qualche giorno. Infatti, la Presidenza della Giunta spetterebbe per prassi all’opposizione, quindi al Movimento 5Stelle, essendo la maggiore forza d’opposizione, ma già da tempo si parla di assegnazione ai leghisti. Il motivo è chiaro a tutti: l’ineleggibilità del Cavaliere non è un tema da affrontare se questo Governo vuole sopravvivere. Non è un caso che nei giorni scorsi dopo che qualche parlamentare indisciplinato del Pd ha osato parlare di ineleggibilità si sia scatenato un putiferio. Già! Perché questo esecutivo è legato ad un gioco di ricatti del Cavaliere che non solo ha intenzione di assicurarsi l’impunità ma anche di continuare a godere per l’eternità dei vantaggi che trae dal suo palese conflitto d’interessi.  Purtroppo la nomenclatura del Pd ha già fatto capire da che parte pende. Povera Italia! Noi difenderemo le nostre istituzioni anche nelle piazze e continueremo a ricordare quel principio fondamentale della nostra Costituzione che recita: “la legge è uguale per tutti”.

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DI Pietro su Tangentopoli, Berlusconi ed intercettazioni

Sento solo parlare di riforma della giustizia e di abolire le intercettazioni. Le priorità  del Paese sono altre: il problema non è solo Berlusconi ma il berlusconismo che si è fatto strada nel Paese. Si cerca farsi largo con furbizia, cercando di truffare il prossimo e si pretende l’impunità. E, addirittura, si cerca di dare la colpa a chi fa rispettare la legge e non a chi la viola.   Berlusconi è riuscito ad avere l’impunità perché la sinistra si è calata le braghe e non ha fatto la legge sul conflitto d’interessi. Berlusconi, fra San Vittore e Montecitorio, ha scelto quest’ultimo perché in Parlamento si sta meglio che in carcere.    Il male di questo Paese è rappresentato dal sistema di mazzette e corruzione di Tangentopoli o dai giudici che l’hanno scoperto? Io ho semplicemente fatto il radiologo scoprendo un tumore sociale che avrebbe dovuto essere curato dalla politica.

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Il Governo è sotto ricatto di Berlusconi e non pensa ai cittadini

Alfano si diverte a fare il presidente del Consiglio ombra, parlando di matrimonio nell'interesse del Paese, quando è evidente a tutti che la sola cosa che può nascere dalla coppia di fatto Pd-Pdl è un insano proliferare di poltrone e strapuntini. Parliamo di un governo che non è stato voluto dai cittadini e che sta occupando il Parlamento. Un governo che è sotto il ricatto continuo del Cavaliere che minaccia di staccare la spina se non verranno soddisfatte le sue richieste, volte ad ottenere un lasciapassare per i suoi processi. Un Paese normale non dovrebbe dipendere dai processi di una persona, da un signore che gioca a tirare i fili delle marionette che sono al governo, atteggiandosi, come se fosse un grande statista. Non dimentichiamoci che Berlusconi ci ha già resi ridicoli agli occhi del mondo interno e, in questi anni, ha calpestato la nostra Carta. Ed ora dovremmo credere che questo governo, formato anche dal Pdl e il cui vicepremier è Angelino Alfano, abbia a cuore le sorti del Paese? No. Io non ci credo. Infatti, basterebbe ricordare il subdolo tentativo messo in atto, solo pochi giorni fa, dal Pdl che ha provato a fare il colpaccio presentando una proposta di legge in materia di intercettazioni che ricalcava il ddl Alfano e che prevedeva, tra l'altro, il bavaglio alla stampa e il taglio di uno strumento indispensabile per le indagini come le intercettazioni. Come se l'opera di demolizione del sistema giustizia, iniziata da anni, non avesse già prodotto abbastanza danni, come il taglio ai tempi della prescrizione, voluto per accontentare le richieste del Cavaliere e che vedrà andare in fumo migliaia di processi, la depenalizzazione del reato di falso in bilancio, l’abolizione del reato di concussione per induzione.  Le priorità di cui dovrebbe occuparsi un governo serio, sono ben altre. I temi del lavoro e della piena occupazione, della tutela dei diritti dei lavoratori e dell'equità sociale dovrebbero essere in cima alla lista. È a questo che dovrebbe pensare un esecutivo degno di ... Leggi tutto ...

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Vogliamo la verità sulla trattativa

Vogliamo sapere tutta la verità sulla trattativa fra Stato e mafia. Noi di IdV lo abbiamo gridato nelle piazze, lo abbiamo chiesto più volte in Parlamento e non ci stancheremo mai di ripeterlo e denunciarlo:  un Paese non può definirsi civile e democratico se non fa piena luce su una delle pagine più controverse e buie della sua storia e se non consegna alla giustizia coloro che hanno barbaramente ucciso chi lo ha servito con onestà e sacrifico anche a costo della propria vita. A distanza di 20 anni dalla stagione torbida della trattativa fra Stato e mafia continuano ad emergere frammenti di verità, come l’inedito filmato dei vigili del Fuoco, nel giorno della strage di via D’Amelio, in cui si vede un losco individuo armeggiare vicino all’agenda rossa del valoroso magistrato Paolo Borsellino. Chi era quell’uomo e per conto di chi lavorava? Non è più tempo di omissioni, depistaggi, strani suicidi e colpevoli silenzi. La procura di Palermo, nel processo sulla trattativa che inizierà a maggio,  ha chiamato a testimoniare personaggi eccellenti, fra cui il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.  Quella frase sugli ‘accordi indicibili’ contenuta nella lettera inviatagli dal suo consigliere giuridico, Loris D’Ambrosio, lo scorso 18 giugno, è inquietante. Tutti gli italiani hanno il diritto di sapere di quali accordi si parla e perché D’Ambrosio si dice preoccupato su episodi compresi fra il 1989 e il 1993. Al processo sfileranno tanti uomini delle istituzioni ai quali ci rivolgiamo: “Chi sa parli, non sia reticente, altrimenti si renderà complice degli assassini di tutti quei fedeli servitori dello Stato lasciati sull’asfalto e strappati all’affetto delle loro famiglie. Lo stesso Paolo Borsellino, poco prima di morire, disse: “Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”. E’ il più grande atto d’accusa del magistrato siciliano che ancora scuote molte coscienze e che dimostra quanto fosse arrivato vicino a dipanare la matassa di quegli ‘indicibili accordi’ di cui parlava il consigliere ... Leggi tutto ...

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