Italia dei Valori Facebook Twitter YouTube Biografia NewsLetter Scrivimi

In Italia e in Europa c’è bisogno di un cambiamento vero

Anche se non sarò candidato alle prossime elezioni europee continuerò a dare il mio contributo all’Italia dei Valori, facendo campagna elettorale tra i cittadini e i nostri simpatizzanti, e lavorerò per questo Paese, come ho sempre fatto, in veste di magistrato prima, di ministro poi e di politico oggi. Ho fondato un partito che, attraverso i suoi rappresentanti, ha dato la possibilità di portare la voce dell’IdV all’interno delle istituzioni. Siamo stati protagonisti, insieme a milioni di cittadini, di importanti battaglie referendarie, abbiamo portato avanti una ferma e dura opposizione, fuori e dentro il Parlamento, smascherando gli inciuci di Palazzo.  Certamente, però, ogni storia ha il suo tempo. Per questo, credo che i leader di partito debbano cedere il passo alle nuove generazioni, accompagnandole nel loro percorso di crescita e formazione. Mai come in questo momento l’Italia e l’Europa hanno bisogno della nostra forza politica. Vogliamo continuare a lavorare per ricostruire un centrosinistra che, sulla base di un programma condiviso, possa dare agli italiani un governo formato da una maggioranza ispirata dagli stessi ideali e valori. Oggi, infatti, l’attuale esecutivo è tenuto insieme da equilibri a dir poco fragili. Questo, ovviamente, non può portare a nulla di buono. In tema di riforme del lavoro, per esempio, è emersa tutta la fragilità dell’attuale maggioranza, retta da forze politiche completamente diverse tra loro. Gli esponenti dei vari partiti, infatti, hanno prima criticato le misure contenute nel provvedimento voluto dal Presidente del consiglio, Matteo Renzi, ma, subito dopo, si sono affrettati a dire che avrebbero comunque votato la fiducia. Insomma, non possiamo certo parlare di coerenza quanto, piuttosto, di voglia di vivacchiare e rimanere aggrappati alle proprie poltrone. Non è un bell’esempio di fare politica. Allo stesso tempo, l’Italia dei Valori si presenterà alle prossime elezioni europee con il proprio simbolo perché vogliamo continuare a batterci per un’Europa diversa da quella attuale, che sia solidale e pronta ad andare in soccorso dei Paesi più deboli. Un’Ue non ispirata solo ai diktat del Paese più forte e a quelli delle banche. C’è bisogno di rimboccarsi le maniche e, con umiltà e dedizione, lavorare per fare in modo che le cose possano cambiare davvero, in Italia e in Europa.

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Mai come in questo momento l’Italia e l’Europa hanno bisogno di noi

Oggi abbiamo presentato la squadra dei nostri candidati alle prossime elezioni europee. Mai come in questo momento l'Italia e l'Europa hanno bisogno dell'Italia dei Valori e dei principi per i quali è nata. Principi che devono proseguire anche oltre la mia figura. Il mio più grande desiderio è, infatti, quello di veder camminare sulle proprie gambe il partito che ho fondato. Per questo non mi sono candidato: ho deciso di rinnovare la nostra squadra dopo un impegno ventennale in politica. Sarò tra i cittadini e farò campagna elettorale con lo stesso entusiasmo di sempre perché credo fermamente nel progetto dell’IdV. Ci batteremo per un'Europa nella quale tutti i cittadini siano uguali, un’Europa solidale, dei popoli e non delle banche e degli speculatori.

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Famiglie sul lastrico ed il governo litiga su decreto all’acqua di rose

I dati diffusi dall’Istat in questi giorni ci mettono davanti ad una realtà drammatica, che dovrebbe far saltare i nostri governanti dalle poltrone. Invece, come se nulla fosse, l’attuale esecutivo continua a vivacchiare, rimanendo sordo al grido di disperazione di chi, ormai, non ha più un lavoro e non sa cosa inventarsi per andare avanti. Forse sarebbe bene ricordare che sono migliaia i padri e le madri di famiglia costretti a recarsi presso le parrocchie o le mense per cercare di recuperare un pasto per i propri figli. Una realtà con la quale dovrebbe confrontarsi immediatamente chi è al governo. Senza una cura shock per la nostra economia e il rilancio dell’occupazione, il nostro Paese è destinato al tracollo e, con esso, migliaia di famiglie italiane. E’ questo il frutto delle politiche scellerate messe in campo in questi anni da chi prima ha finto che la crisi non ci fosse e poi non ha fatto assolutamente nulla per aggredirla, lasciando i lavoratori, gli esodati, i pensionati e i nostri giovani al loro destino, senza alcuna tutela o alcun progetto di supporto. Ed oggi, mentre le forze politiche presenti in Parlamento litigano sul testo del decreto lavoro, una misura comunque all’acqua di rose, che non fornisce risposte concerete al dramma occupazionale, fuori dal Palazzo c’è un’altra realtà, fatta da chi vive in condizioni disperate. Sono mesi ormai che diciamo che non c’è più tempo da perdere, che sono necessarie misure immediate e concrete per rilanciare la nostra economia, come quelle indicate dall’Italia dei Valori. Il Paese è allo stremo ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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Su voto di scambio è stato fatto comunque un passo avanti importante

In merito al reato di voto di scambio posso dire che, se avessi potuto scrivere io il testo, certamente non avrei ridotto la pena. Al di là di questo, però, non ritengo che sia corretto affermare, solo per fini elettorali e propagandistici,  che la norma sia sbagliata tout court. A tale proposito basta riflettere su un punto: prima, il reato di voto di scambio era previsto solo quando vi era in cambio la corresponsione di una somma di denaro. Ora, invece, è previsto il reato anche quando vi è la sola promessa di denaro. É stato fatto, quindi, un importante passo in avanti. Per questo dico che bisogna fare attenzione a denigrare l’introduzione di questo reato, affermando che non è stato fatto niente. Infatti è importante che ora esista questa norma in quanto, quella precedente, il 416 ter, nell’arco di dieci anni era stato possibile applicarla raramente. Inoltre dato che ci stiamo avviando verso una nuova tornata elettorale, e visto che alcuni con molta probabilità si attrezzeranno per comprare i voti, è ancora più importante che ci sia una norma, applicabile da subito, che regoli la materia.

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Mani Pulite: nessun attacco dei giudici alla politica

Vorrei dire a Berlusconi che gli italiani sanno benissimo cosa è accaduto nella stagione di ‘Mani pulite’. Non c’è stata nessuna guerra civile, nessun attacco dei giudici alla politica, ma solo una ricerca processuale della verità. Noi abbiamo indicato una malattia: il fenomeno corruttivo che aveva pervaso tutti i settori della società del nostro Paese e la politica, invece di occuparsi della cura, si è scagliata contro coloro che stavano cercando di fare pulizia. Questo linciaggio nei confronti della magistratura è stato favorito anche da una parte del sistema informativo, che ha mistificato la realtà, andando incontro alle esigenze di coloro che avevano interesse a delegittimare i giudici. Il risultato è che la piaga della corruzione in Italia non solo non si è arrestata ma, se possibile, è aumentata a dismisura.

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