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28.11.2017 – Intervista rilasciata a ‘The social Post’

Cari amici,

pubblico qui di seguito il link all’intervista rilasciata ad Anastasia Latini per ‘The social Post’

 

http://www.thesocialpost.it/2017/11/28/antonio-di-pietro-meglio-repubblica-giudiziaria-delinquenti/

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24.11.2017 – Canale 9 “La confessione”

Cari amici, pubblico, qui di seguito, il link al video dell'intervista che ho rilasciato al vice direttore de 'Il Fatto Quotidiano'  Peter Gomez .   https://it.dplay.com/nove/la-confessione-peter-gomez/stagione-2-antonio-di-pietro-intervista-peter-gomez/

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23.11.2017 – Intervista rilasciata alla rivista ‘Comunità Italiana’ la più longeva e diffusa pubblicazione italiana in Brasile

  Intervista esclusiva all'ex pm di Milano, a 25 anni dalla tangentopoli che sconvolse l'Italia: "In Brasile il giudice Moro sta facendo esattamente quello che facemmo noi allora" ANTONIO DI PIETRO, DA "MANI PULITE" ALLE PROSSIME ELEZIONI E' stato l'anima e il volto di Mani Pulite, l'inchiesta che nel 1992 portò a galla la tangentopoli italiana, cambiando la storia del paese. Con quell'inchiesta, dopo quarant'anni di granitica gestione del potere, vennero spazzati via i vecchi partiti e fu mandata in pensione la Prima Repubblica. Antonio Di Pietro, il magistrato inflessibile coi modi da "sbirro", sarebbe poi diventato leader politico e due volte ministro. In un'intervista esclusiva a Comunità Italiana, a 25 anni esatti dall'inizio di quell'inchiesta, l'ex pubblico ministero accetta di riaprire il libro dei ricordi e di ripercorrere le tappe di un'inchiesta che oggi, dopo tanto tempo e a migliaia di chilometri di distanza, presenta sorprendenti punti di contatto con la bufera giudiziaria che ha investito il Brasile. Tutto ha inizio a Milano, il 17 febbraio del 1992. Davanti al Pio Albergo Trivulzio finisce in manette l'ingegner Mario Chiesa, esponente del Partito Socialista Italiano. Ha appena intascato una bustarella da sette milioni di lire dal proprietario di una piccola azienda di pulizia che, come altri fornitori, doveva versare il 10% dell'appalto ai politici. E' l'inizio della bufera: nel giro di pochi anni saranno indagate 4.520 persone e si arriverà alla condanna definitiva o al patteggiamento di 1.281 imputati. Di Pietro, si dice sempre che in Italia, a quel tempo, tutti sapessero, ma per decenni nessuno volle o poté intervenire. Poi arrivò a Mani Pulite, che coincise con il crollo del muro di Berlino e con la fine del mondo diviso in due blocchi. Cosa era cambiato e quali furono le condizioni che permisero di far saltare, dopo tanto tempo, quel sistema ormai logoro e corrotto? Il vecchio Di Pietro direbbe: ma che c'azzecca il muro di Berlino? Quel sistema non è stato scoperto allora e c'è un film con Nanni Moretti, del 1991, che è la fotografia esatta di quello che sarebbe successo un anno dopo con la nostra indagine. In realtà noi non abbiamo ... Leggi tutto ...

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22.11.2017 – Intervista rilasciata a “Il giornalettismo”

22.11.2017 | di Gianmichele Laino    ANTONIO DI PIETRO: «PER BATTERE BERLUSCONI POTREI CANDIDARMI. MA PD E MDP DEVONO ALLEARSI» Quando lo contattiamo al telefono, intorno all’ora di pranzo, Antonio Di Pietro è ai fornelli. «Aspetti un attimo che mi organizzo. I politici solitamente sono accusati di pensare a magna’ io, invece, penso semplicemente a mangia’». Si percepisce subito che ha la verve giusta per parlare dell’udienza alla Corte europea dei diritti dell’uomo che oggi, 22 novembre, inizierà a esaminare il ricorso presentato da Silvio Berlusconi sulla sua incandidabilità (dovuta alla condanna per reati gravi), in virtù dell’applicazione della legge Severino. UDIENZA BERLUSCONI, L’OPINIONE DI ANTONIO DI PIETRO «Non capisco ancora dove voglia arrivare con questo ricorso – dice Di Pietro - la Corte europea di Strasburgo non è un quarto grado di giudizio. Berlusconi sempre condannato resta». Alla Corte europea dei diritti dell’uomo può appellarsi la persona, fisica o giuridica, che nel suo Stato di riferimento abbia esaurito tutte le vie di ricorso interne e che lamenti una violazione dei diritti umani previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, adottata nel 1950 dai Paesi membri del Consiglio d’Europa. «Dal punto di vista giuridico, in Italia, le regole sono state rispettate. Può la Corte europea di Strasburgo condannare il nostro Paese per aver fatto la legge Severino? In una democrazia moderna, in uno Stato di diritto, prevedere che chi si macchi di un reato non possa ricoprire cariche pubbliche dovrebbe essere qualcosa da sostenere a gran voce. Non vedo come la Corte di Strasburgo possa interferire con uno Stato indipendente».  

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20.10.2017 Briosco – Il pool di Mani Pulite si racconta 25 anni dopo

Cari amici, vi invito a vedere il filmato, diviso in due spezzoni, dell'incontro pubblico che si è tenuto a Briosco lo scorso 20 ottobre. Oltre a me erano presenti Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo. Ecco la prima parte: https://www.youtube.com/watch?v=lwcWOQFEl_I Ed ecco la seconda ed ultima parte: https://www.youtube.com/watch?v=gBLhu7TqKgI  

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14.11.2017 ore 10.00 – Grosseto – Auditorium Questura di Grosseto

Cari amici, parteciperò presso la Questura di Grosseto al Convegno organizzato dal Sindacato di Polizia CGIL dal titolo La corruzione nella pubblica amministrazione a 25 anni da Mani Pulite

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10.10.2017 – Intervista rilasciata a Roberto Poletti per ‘Siamo Italiani’ – Intelligo TV

Cari amici, pubblico uno stralcio dell'intervista che ho rilasciato a Roberto Poletti per Intelligo TV  ripresa da 'Il fatto quotidiano' 'Tanti lazzaroni sfuggiti a Mani Pulite oggi fanno la morale in tv '

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No alla fiducia, No a questa legge elettorale che renderà sempre più il parlamento subalterno alla volontà dei capi partito

Ricevo e pubblico ben volentieri il seguente appello del Coordinamento per la democrazia costituzionale di cui mi onoro di fare parte: Mettere la fiducia per costringere a il parlamento a votare la legge elettorale e' un atto di eccezionale gravita'. Anzitutto vuol dire che la maggioranza parlamentare tanto decantata potrebbe non esserci e governo e maggioranza pensano di risolvere le difficoltà' con un atto di imposizione come è il voto di fiducia. Si sta riproponendo lo scenario autoritario dell'approvazione dell'Italicum. Si ripropone in modo ancora più negativo un atteggiamento di spregio verso il ruolo del parlamento che anticipa quel che accadrà dopo le elezioni, se questa legge elettorale andrà in porto: Il futuro parlamento con questa legge non sarà scelto dai cittadini ma nominato dai capi dei partiti. Non solo non ci consentono di scegliere i paramentari ma neppure hanno accettato di introdurre modifiche di buon senso come la possibilità di esprimere due voti distinti tra liste del proprozionale e candidati nel maggioritario, meglio se con due distinte schede come hanno suggerito autorevoli costituzionalisti,limitando così pesantemente la possibilità degli elettori di scegliere. E' una pessima scelta per la nostra democrazia. Se il governo Gentiloni si assumera' questa responsabilita' vorra' dire che ha chinato la testa di fronte al diktat di Matteo Renzi e del Pd e questo malgrado avesse piu' volte affermato che il governo non sarebbe entrato - tanto meno con questa autentica imposizione - sulla legge elettorale. La parola del governo e del Presidente del Consiglio non avranno più alcun valore da qui in avanti, questo è un atto grave che avrà ripercussioni pesanti. Tutte le dichiarazioni di garbo istituzionale fin qui fatte suonano come autentiche prese in giro delle elettrici e degli elettori. Il Presidente della Repubblica farebbe bene a fermare questo atteggiamento autoritario e a non firmare una legge elettorale approvata con voto di fiducia a pochi mesi dalle elezioni e in spregio ad un referendum che ha bocciato lo stravolgimento della CostituzIone il 4 dicembre 2016. Se la legge elettorale verra' approvata con il voto di fiducia si aprira' una grave ferita nella qualita' della nostra democrazia. C'è da augurarsi ... Leggi tutto ...

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