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Enel: utili (e tariffe) da record

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Il bilancio dell’Enel è da record. Ha conseguito nel 2005 un utile netto di 3.895 milioni di euro a livello di Gruppo, con una differenza netta di 1.264 milioni di euro rispetto al 2004. Numeri impressionanti. Grandi numeri per un gruppo che ha ancora come azionista di controllo lo Stato italiano. E quindi noi tutti che, nella sostanza, siamo ancora in un regime di monopolio dell’elettricità.
L’Enel ha ottenuto i suoi profitti grazie al monopolio e alla mancanza di forti investimenti su nuove fonti di energia .
I cittadini italiani pagano l’energia mediamente di più che nel resto d’Europa. Si allineino i costi dell’energia a quelli europei, poi si valutino i dividendi e le scalate.
I punti di riferimento dell’Enel devono essere il livello di servizio, la competizione sui prezzi, il supporto al rilancio dell’economia italiana e lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Inoltre, l’operazione di acquisizione di Suez non sembra avere neppure le basi economiche necessarie. Cito dall’articolo di Alessandro Penati sulla Repubblica di oggi: “Il finanziamento dell’Opa porterebbe il debito combinato del gruppo Enel-Suez a 5 volte il loro margine operativo, al limite del declassamento del rating: Enel-Suez diventerebbe la società elettrica tra le più indebitate in Europa, asservita per anni all’obiettivo di riduzione del debito”.
Una situazione tale da non poter permettere né riduzioni di tariffe ai privati e alle imprese, né investimenti legati all’innovazione.
E, comunque, trovo profondamente immorale che un servizio essenziale per la nostra vita come l’energia, produca in regime di sostanziale monopolio, enormi utili sulla pelle dei cittadini e delle imprese.
L’Enel abbassi le tariffe, poi pensi al resto.

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