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La Carta dei diritti autostradali

casello La Carta dei diritti autostradali
Ho allo studio una Carta dei diritti degli utenti autostradali. La Carta sarà stilata con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, delle concessionarie autostradali e dei rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture. La Carta conterrà i diritti degli utenti delle tratte autostradali e definirà eventuali risarcimenti a loro dovuti.
A puro titolo esemplificativo: se il tempo di percorrenza aumenta sensibilmente per lavori in corso per un periodo prolungato, come è il caso della Milano-Torino, è ipotizzabile che il cittadino abbia diritto ad un risarcimento sotto forma di riduzione del pedaggio; se i costi di riscossione del pedaggio diminuiscono per il concessionario, il cittadino deve avere un beneficio e non il contrario, come invece avviene per il Telepass per il quale si richiede un costo ulteriore. Se le condizioni di sicurezza non sono garantite, in caso di incidente il cittadino deve disporre dell’assistenza di tecnici incaricati dal Ministero.
La Carta dovrà quindi rispondere a criteri di sicurezza e di equità per permettere al cittadino di vedere rispettati i suoi diritti.

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Il diritto alla casa

case_popolari.jpg Ieri ho scritto al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa, per inserire, in sede di conversione del decreto-legge 233 del 4 luglio 2006, (il decreto Bersani), una disposizione per il differimento di tre mesi della proroga sul termine degli sfratti nei comuni con più di un milione di abitanti (Milano, Roma, Napoli), fissato dal decreto-legge 1 febbraio 2006, convertito dalla legge 3 marzo 2006, n. 86. Una disposizione che non comporta costi per il bilancio dello Stato perchè è possibile ricorrere a risorse finanziarie previste in precedenti provvedimenti legge e non ancora utilizzate. Le risorse disponibili ammontano a circa 99 milioni di euro e saranno ripartite, da apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture, tra i comuni capoluoghi delle aree metropolitane per aiutare una parte della popolazione che si trova in particolari condizioni di disagio economico e sociale. La casa è diventata, da diritto sociale, un bene di lusso. I valori degli immobili e degli affitti sono aumentati in questi anni in modo indiscriminato. Il governo può e deve intervenire con un osservatorio permanente per il monitoraggio dei prezzi immobiliari e con misure per limitare aumenti ingiustificati.

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Lettera aperta all’Unione

Unione.jpg Oggi ho scritto una lettera ai leader dell'Unione sul tema dell'indulto. “Scrivo per una questione importante e che mi preme molto, sia come elettore del centrosinistra, ma soprattutto come presidente dell’Italia dei Valori, partito che è parte integrante della maggioranza al Governo. Si tratta dell’indulto e del provvedimento che sta per passare in Parlamento. La riforma, così come formulata, prevede che siano inseriti anche i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato, abuso, etc.), reati finanziari (falso in bilancio, frode fiscale, appropriamento indebito, aggiotaggio, etc.) e societari (fallimento etc.) : lo ritengo inammissibile per la credibilità della nostra coalizione. Se il problema è la questione del sovraffollamento delle carceri, non capisco perché a tutti i costi dobbiamo inserire tra le persone che godranno dell’indulto anche coloro che hanno commesso questi tipi di reato. Dall’altra parte, temo, anzi, ne sono certo, che questa sia l’ennesima mossa delle Casa della Libertà per scagionare persone e personalità con situazioni penali poco chiare e proprio su questi tipi di reato; non posso credere che la maggioranza voglia scendere a patti proprio su quelle cose che per cinque anni abbiamo criticato e osteggiato e che abbiamo detto voler cambiare. L’Italia dei Valori oggi accetta che, tra le normative in ambito giudiziario che hanno a che vedere con il provvedimento in questione, passi anche l’indulto, perché ci rendiamo conto che la situazione del sovraffollamento delle carceri è arrivata ormai al limite. Per questo, per la responsabilità che oggi abbiamo come forza di maggioranza e per il programma che con la coalizione abbiamo firmato, vogliamo andare avanti, ma non potremmo mai sopportare che uno dei primi provvedimenti sulla giustizia adottati dalla maggioranza di centrosinistra sia quello di liberare Previti quando, per anni, ci siamo battuti contro la legge sul legittimo sospetto, la ex-Cirielli, la depenalizzazione del falso in bilancio e la Pecorella. Come elettore del centrosinistra non potrei mai capire una scelta di questo genere. Come Presidente dell’Italia dei Valori e membro della maggioranza non lo potrò mai accettare, con tutte le conseguenze del caso”. Antonio Di Pietro

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Vincenzo Visco e la Guardia di Finanza

Vincenzo_Visco.jpg I vertici della Guardia di Finanza della Lombardia saranno trasferiti o destinati ad altri incarichi. Alcune delle più importanti indagini, tra le quali Parmalat, Unipol e Antoveneta, sono svolte dalla Procura di Milano in collaborazione diretta con la Guardia di Finanza. E’ legittimo da parte dei cittadini conoscere le ragioni di questa importante decisione presa dal vice ministro dell’economia Vincenzo Visco. Non possono esserci ombre di nessun tipo sulla rimozione di funzionari dello Stato che hanno svolto un ruolo decisivo in alcune delle più importanti indagini degli ultimi anni. Pur prendendo atto della dichiarazione rilasciata da Vincenzo Visco: “Nego categoricamente qualsiasi riferimento al caso Unipol negli avvicendamenti disposti dal comando generale della Guardia di Finanza. La notizia è un falso costruito ad arte”, la vicenda non mi convince. I magistrati della Procura di Milano hanno incontrato questo lunedì i vertici della Guardia di Finanza e, prima, ti avevano scritto una lettera scongiurandoti di non procedere al loro trasferimento per consentire il completamento di delicate indagini. Nel giro di pochi giorni si è assistito a un accordo trasversale in Commissione giustizia per l’estensione ai reati finanziari della legge sull’indulto e, subito dopo, alla decapitazione della Guardia di Finanza lombarda. Coincidenze? Ti chiedo, caro collega, di chiarire pubblicamente o in commissione parlamentare le motivazioni di questa decisione per evitare che i cittadini l’addebitino, come sta succedendo, alla necessità di insabbiare le indagini sulla Unipol, ed anche per evitare conflitti con la magistratura.

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Il rispetto delle regole

taxi.jpg Riporto il testo dell’ intervista rilasciata oggi alla Repubblica sui temi delle liberalizzazioni e dell’indulto per i reati finanziari. ADP: Con l’intervento sulle liberalizzazioni il governo sta facendo quello che gli è stato chiesto: far crescere la competitività, eliminare le sacche di privilegi. Tutte le categorie che lo capiscono e vogliono contribuire a migliorare questo disegno saranno ascoltate, ma se la ricerca di concertazione serve solo a dilazionare, allora dobbiamo andare avanti per la nostra strada, perchè su questo, il governo e la maggioranza si giocano la propria credibilità. R: Di fronte, però, alle proteste dei tassisti non viene messa in crisi la dottrina del “governare con il consenso” che il centrosinistra ha assunto un po’ come principio generale? ADP: Evitiamo l’equivoco: la concertazione è uno strumento utile se serve a prendere decisioni che servono l’interesse generale in accordo con tutti. Se chi abbiamo di fronte vuole difendere sé stesso e non l’interesse superiore, allora il dialogo non è possibile. Sui tassisti il governo sta facendo tutti gli sforzi possibili. R: Dopo le auto bianche toccherà ai farmacisti, agli avvocati e agli atri ordini coinvolti. Non si rischia di passare dalla concertazione al dissenso generale? ADP: Se chiede ai tassisti le diranno che è giusto intervenire sugli avvocati, se chiede ai notai se la prenderanno con le banche. Le liberalizzazioni sono giuste solo nella casetta altrui. Segnale che abbiamo intrapreso la strada giusta. Poi si può discutere: i molti farmacisti che ho incontrato hanno espresso il timore che le nuove misure facciano sparire le farmacie nei piccoli paesi e rendano meno capillare la sorveglianza sull’uso dei farmaci. Sono timori giusti che possono essere affrontati se l’obiettivo non è far rimanere tutto così com’è. R: Molti critici però accusano il pacchetto Bersani di non intaccare abbastanza i veri poteri economici e, nel caso dei farmaci nei supermercati, addirittura di favorirli. ADP: Stiamo liberalizzando come ci è stato chiesto, e continueremo a farlo. Seguiranno altri provvedimenti. Posso assicurare che non guarderemo in faccia a nessuno, piccoli e grandi privilegi. R: Il messaggio del governo è chiaro: però già al primo passaggio in commissione Attività ... Leggi tutto ...

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