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La vicenda di Hina Saleem, la giovane pachistana uccisa dal padre perchè conviveva con un ragazzo italiano, deve far riflettere sulla proposta di legge per la cittadinanza per chi risiede da cinque anni nel nostro Paese. Il numero di anni è un fattore importante e, probabilmente, è opportuno aumentarlo. Anche l’adesione ai valori della Costituzione è importante. Ma, a mio avviso, per ottenere la cittadinanza italiana vanno, prima di tutto, rispettati i valori fondamentali alla base della convivenza civile. E tra questi c’è la libera scelta coniugale.
Il padre di Hina aveva un lavoro regolare da più di 10 anni, disponeva delle carte in regola per acquisire la cittadinanza già ora, senza la necessità di una nuova legge. Insieme alla nuova legge sulla cittadinanza vanno definite punizioni severe per chi viola i diritti civili, ad esempio attraverso matrimoni combinati e imposti. I diritti civili non sono negoziabili, chi non li rispetta non deve poter ottenere la cittadinanza italiana.
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I diritti civili degli stranieri “regolari” che vivono nel nostro paese non c’entrano proprio un bel niente.
Qui abbiamo un padre-padrone che ha ucciso la propria figlia in nome di un aberrante ed erroneo senso religioso.
Ora guardiamo inorriditi a quello che ha fatto quest’uomo, dimenticando che sino a quarant’anni fa il codice penale italiano riconosceva ai cornuti le attenuanti per l’omicidio d’onore, dandogli in pratica l’autorizzazione non scritta a fare della propria moglie quel che si voleva. Il codice penale italiano, non un qualsiasi codice etico o religioso di paese cosiddetto arretrato.
Quel che posso dire è che un dolce sorriso di ragazza è stato spento per sempre e che spero il suo ricordo finisca per tormentare questo assassino sino alla fine dei suoi giorni.
E che Allah si dimentichi di lui.
Il delitto d’onore in Italia è stato abolito 40 anni fa. Non mi sembrano pochi. Mi sembrano tanti. Trovo questa notazione, che ho sentito fare anche da Lucarelli, disgustosa, perché sottende una comprensione per un padre che non merita neppure la qualifica di uomo.
Chiarito che l’Islam non c’entra (almeno così sembrerebbe dalle dichiarazioni dei responsabili della comunità) trovo che un delitto del genere sia inaccettabile in ogni luogo del mondo. Se non è giusto imporre la nostra legge altrove, è sacrosanto farla rispettare qui.
Per cui credo che l’integrazione coi nostri valori sia il requisito minimo per dare la cittadinanza. C’è chi potrebbe averla subito, chi mai.
Non è una boutade, ma per cose come questa io toglierei la cittadinanza italiana a un italiano.
Io ne farei più una questione di doveri e diritti. Chi si assume i giusti doveri, deve avere poi i relativi diritti.
Fatto questo fa parte del tessuto della società Italiana, e che prenda la cittadinanza dopo 5,6 o 10 anni non riesco cosi su due piedi a valutarne la differenza.
Credo che alcune persone con certe convinzioni (per me perverse) sulla religione, farebbero cose come queste dopo 5,10 o anche 30 anni che sono in Italia.
Certamente l’argomento va preso molto seriamente, e tutti, politici e cittadini devono sapere a priori (prima di proporre o criticare) che una soluzione perfetta che funziona sempre non esiste e non esisterà mai.
I flussi migratori sono sempre esistiti e sono alla base dell’esistenza del genere umano, quindi sono necessari ma comunque si portano dietro problematiche difficili e senza una soluzione semplice.
La vicenda avvenuta alcuni giorni orsono, presenta problemi non indifferenti al governo che vuole diminuire i tempi per dare la cittadinanza a tutti gli esuli, lavoratori, delinquenti che giornalmente si presentano sulle nostre coste del meridione.
Mi sono anche chiesto: come mai nessun barcone si ferma in GRECIA. Bah mistero del credo ITALICO e dei VATICANISTI.
Credo che ci sia da riflettere molto; e la scelta non sarà senz’altro perfetta.
Stiamo a sentire cosa diranno i nostri beneamati dipendenti, che quarda caso aspettano con ansia tutti quelli che sono in procinto di partire.
Beati loro; avranno almeno un pò di soldi da gestire e anche i lavoratori dei centri di raccolta avranno qualcosa con cui sfamarsi.
Cosi va il mondo, meditate gente meditate,
Un saluto al Dott. Di Pietro sempre attento ai problemi degli italiani e non solo del suo ministero
Speriamo che resista all’infinito.
Mi viene in mente una battuta simpatica:
10 – 100 – 1000 DI PIETRO. Ma dove trovarli??????????
saluti a tutti
Franco
Caro Di Pietro, vogliono impegnarsi per Lei due miei clienti di Bari…Gabriele Gabriella ex ispettrice regionale ed il dottor Fanelli Gurrado Alessandro…Possono essere contattati, a mio nome all’indirizzo della Gabriele Via Benedetto XIII n 3 70124 BARI…
Giustissimo che gli stranieri in Italia,devono rispettare la legge.
Ma quando un padre uccide il proprio figlio,non e’ piu’
una questione di legge.
Certi legami vanno al di sopra di tutto.
Un figlio in che scala lo collochiamo.
PENSO CHE PRIMA DI DARE LA CITTADINANZA AGLI STRANIERI, OLTRE AD UN ADEGUATO NUMERO DI ANNI DI PERMANENZA IN ITALIA, DEBBANO SUPERARE UN ESAME CHE DIMOSTRI CHE ACCETTANO :
1) LE NOSTRE LEGGI
2 LE NOSTRE REGOLE DI CONVIVENZA
3) GIURINO FEDELDTA’ ALL’iTALIA.
QUESTO E’ IL MINIMO PER SPERARE IN UNA CONVIVENZA CIVILE.
Salve On. Di Pietro, ma è logico che non si può concedere la cittadinanza italiana tanto per rimediare qualche voto in più alle prossime elezioni, e non tenere presente i grossi problemi da Lei enunciati. Vede, i “compagni” hanno verificato che i cittadini seri non li voteranno più, e allora cercano voti anche dai farabutti, banditi, assassini. Ecco perché hanno fretta!!!. La prossima volta solo loro li voteranno!!
Al di la dell’orrore che la tristissima vicenda suscita in ognuno di noi, va detto che un singolo episodio, per quanto preoccupante, non inficia un comportamento corretto di una moltitudine di persone: per il gesto sconsiderato di un singolo non si può condannare tutto un popolo. Certo è che bisogna riflettere molto seriamente perchè va detto senza peli sulla lingua che una parte dell’Islam è violento e propugna la conquista del mondo anche con l’uso del terrorismo che è la punta di lancia di una filosofia di vita e non l’aberrante disegno di un pugno di folli. Vi siete chiesti come mai i terrosti non hanno mai attaccato seriamente pozzi di petrolio, oleodotti, navi cisterna, raffinerie? Eppure con poca spesa l’occidente sarebbe in gionocchio e i carri armati e gli aerei senza carburante si fermano come si fermano le fabbriche delle armi e tutto il resto.
Il problema della cittadinanza è serio e non si deve dare a chiunque e comunque e se si vogliono i diritti bisogna prima aver compiuto i propri doveri.
Poi a mio avviso bisogna tenere conto delle condizioni di reciprocità tra stati .. siamo sicuri che uno stato arabo accorderebbe la propria citatdinanza ad un infedele non convertito? siamo sicuri che uno stato arabo conceda agli Italiani gli stessi diritti che noi diamo a loro? esempio casa lavoro assistenza medica? A me risulta di no …. e quindi sarei drastico o si tratta alla pari oppure ognuno a casa sua! Gli Italiani si stanno dimostrando dei cretini sprovveduti, a lungo termine i rischi che facciamo correre alle future generazioni sono immensi ma per fare bottega nessuno se ne cura.
Questo governo è una totale delusione.
rispondo a Nazzareno Mancini , dove dice che li voteranno solo farabutti e assassini, invece chi è che si trovato d’accordo x fare l’INCIUCIO sull’indulto? il SANTO NANO di arcore no???? e allora chi ha rimesso in libertà i criminali? ora cmq per tornare in tema bisognerebbe che chi viene nel NOSTRO paese DEBBA accettare le regole e leggi che ci sono, a parte che circa 15 anni fà ho assistito e partecipato perchè invitato a un matrimonio combinato tra una siciliana che è venuta in Toscana quando aveva 8 anni, ed era già FIDANZATA E PROMESSA a un suo compaesano si saranno visti in 10 anni 20 volte(lo so perchè abitavano nell’appartamento sopra al mio) e poi si sono sposati, quindi non dobbiamo meravigliarci troppo dei matrimoni combinati dagli extracomunitari , noi ne abbiamo anche in casa nostra
e a chi dice :
Questo governo è una totale delusione.
Postato da: alessandro lippo | 17.08.06 23:04
perchè forse ti fà pagare le tasse che col santo nano evadevi? x ora ha fatto molto bene ( a parte l’indulto/inciuciato)
A TUTTE LE HINA DEL MONDO:
SCAPPATE!!
una volta passava in televisione uno spot prodotto da un ministero(non ricordo quale) che avvertiva noi Italiani, qualora si fosse andati, in paesi Arabi di rispettare usi costumi e tradizioni, perchè, diceva, Ricordatevi che siete in casa d’altri e pertanto dobbiamo portare rispetto.
Questa pubblicità sono anni che non c’è più,
facciamone un’altra: chi viene qui, si ricordi che abbiamo delle regole, minime e massime, non si piscia nei cassonetti per la strada, si paga quando si monta in autobus, si lavora per vivere, non si può rimanere perennemente a carico dello stato sociale, non può il nostro credo religioso(qualunque esso sia) farci uscire dai binari della legalità, e sopra a tutto, qui in Italia ed in Europo, la donna è al pari dell’uomo, ed i figli non sono una proprietà esclusiva del padre con diritto di vita o di morte. Lo stato Italiano è laico, la religione è una cosa a se, tra correligionari, è utile, innalza i valori dello spirito ma all’interno delle leggi dello stato. Se osservare questo codice è troppo, desistete, non venite qui.
Io che ho lavorato a Losanna, Zurigo e München non capisco l’utilità per l’Italia di concedere la cittadinanza agli stranieri in base allo jus soli per i neonati o dopo soli cinque anni di permanenza.
CHI INTENDE FAVORIRE QUESTA LEGGE che si è fatta cadere inaspettatamente dal cielo ? la collettività italiana o l’immigrato ?
La ragazza pakistana men che ventenne era già stata in comunità (droga ?), E LO SI DICA, lavorava in un bar (a far cosa e come, che tipo di bar ?) e conviveva con uno jellato che si è già agitato con dichiarazioni scomposte e inscenando un tentato suicidio.
Che padre vorrebbe una figlia così ? Qui la religione c’entra come i cavoli a merenda e simili tragedie sono avvenute anche nelle famiglie italiane.
Ci sono ragazze adolescenti nella nostra società permissiva che mostrano segni evidenti di oligofrenia soprattutto in campo affettivo/sessuale, vivono alla giornata prive di valori da condividere sul lungo periodo con un compagno di vita.
Alcune direi che dedicano un breve periodo della loro adolescenza a conquistare i maschi più ‘dotati’, rassegnandosi poi a convivere in modo irrequieto con partner normo-dotati.
Tali comportamenti femminili stanno esasperando anche noi occidentali che vediamo le nostre famiglie dissolversi a causa del disimpegno affettivo delle donne.
Ma andiamo, c’e’ ancora qualcuno disposto a credere che il possesso della cittadinanza italiana sia un privilegio, una conquista?
Capisco se si tratta della cittadinanza svizzera (ricordate il film di Nino Manfredi “pane e cioccolata”?) oppure della cittadinanza a stelle striscie (ego sum cives romanus).
Di quali benefici in piu’ godranno i cittadini italiani?
L’assistenza sanitaria e’ sempre piu’ costosa, le pensioni sono sempre piu’ striminzite, la scuola e’ in pieno degrado, la mobilita’ sempre piu’ compromessa per le autostrade sempre piu’ intasate, i parlamentari sono tra i piu costosi dell’Unione europea, ovvero i meglio pagati, ecc.
cittadinanza si ma solo a chi conosce la lingua italiana e la storia italiana nonchè conoscenze sull’umanesimo, dovrebbe essere così anche per gli Italiani
sono favorevole che agli stranieri venga riconosciuto, dopo cinque anni, il diritto alla cittadinanza.
Pero’ si dovrebbe poterla anche revocare, con immediata espulsione, a quei cittadini stranieri che si macchino di gravi reati. Sono sicuro che la possa essere un buon deterrente per far si che gli immigrati accettino e rispettino le regole che sono vigenti nel nostro paese. Probabilmente casi come quello di Brescia si potrebbero evitare.
La vicenda di Hina Salem fa riflettere sulla necessità di regolare i flussi immigratori in Italia.Fermo restando che ogni essere umano ha il diritto di vivere dove meglio gli aggrada,la concessione della cittadinanza italiana è un atto non formale che permette di vivere in una comunità di cui si condividono finalità e valori fondanti.Nel concedere la cittadinanza italiana a gruppi etnici,bisogna tenere conto della cultura di base e soprattutto delle affinità con la nostra,non perchè è la migliore,ma perchè è quella che risulta dominante nel nostro popolo,e pertanto si possono evitare tensioni piuttosto aspre interetniche.Io suggerisco che sia concessa la cittadinanza italiana agli extracomunitari in tempi diversi da gruppi a gruppi,non per creare discriminazioni,ma per dare la possibilità di una integrazione culturalmente più valida,usufruendo delle strutture culturali e sociali pubbliche.Non escluderei a priori anche la possibilità di non concederla affatto a persone che sono lontane mille miglia dalla nostra cultura e che in pratica la rifiutano.Chiederei però allo stato italiano di favorire anche l’impegno dei cittadini italiani per conoscere a fondo le culture dei paesi extraeuropei.Gli extracomunitari possono essere un’utile fonte di arricchimento culturale anche per noi.
Sono completamente d’accordo con il messaggio precedente. Inoltre mi sembra incredibile che tanta gente possa credere che una cittadinanza (o meno) possa fermare un drama famigliare come quello accaduto. E che cosa facciamo con gli italiani che hanno ucciso i loro figli e ancora sono in “vediamo”? “Giuramento di fedeltà all’ Italia” ma siamo impazziti o questo BLOG lo legge solo la Lega ? Madre di Dio mi sembra di leggere qualche romanzo ottocentesco …
Deluso Sig Di Pietro. La credevo di sguardo molto più lungo.
Visto che oramai siamo declassati ad un Paese semi libero da Freedom House http://www.freedomhouse.org/ non mi preoccuperei molto per i diritti civili, in fondo tra noi e il Pakistan non c’è molta differenza. Per di più sembra che invece di risolvere problemi importanti come lo sfruttamento dei lavoratori (legge Biagi), il conflitto di interessi, il debito pubblico, i nostri politici siano completamente presi da indulto, intercettazioni, Libano… scusa Antonio ma ricorda ai tuoi colleghi che forse è meglio che si diano una sveglia… forse l’hanno dimenticato… ma il muro di Berlino è caduto in una notte sola !
CARO TONINO,
MA GUARDA CHE NOI NON ERAVAMO MICA POI TANTO DIVERSI DA QUESTI ARABI QUA’.
BASTA RICORDARSI CHE, FINO AGLI ANNI SESSANTA, IN SICILIA (O NEL SUD IN GENERE), IL DELITTO D’ONORE ERA UNA COSA CONSIDERATA DEL TUTTO NORMALE!
AD UNA DONNA ERA AFFIBBIATO L’APPELLATIVO DI “BOTTANA” BASTA CHE USCIVA DA CASA DA SOLA!!!!
FIGURARSI SE SI FACEVA FILMARE O VOLEVA FARE L’ATTRICE COME LA POVERA HINA SALEEM.
DATO CHE SEI MAGISTRATO FORSE DOVRESTI RICORDARE CHE IL CODICE PREVEDEVA ANCHE DELLE ATTENUANTI SE ERA UN DELITTO D’ONORE…..
CIAO DON TONINO,
BACIAMO LE MANI A VOSCIENZA….;-)
La vicenda è sconcertante ma penso che il numero di anni per diventare cittadino italiano non c’entri molto.
Certo ogni nuovo cittadino italiano deve fare propri i nostri valori sociali e culturali per potersi considerare tale.
Inoltre non li ammetto affatto, ma i matrimoni combinati ci sono sempre stati nel nostro paese.
Ma secondo me l’unica cosa su cui bisogna essere severi è sul rispetto delle leggi italiane. L’immigrato che viola la legge, specie con l’omicidio dovrebbe essere espulso dal paese senza riserve.
Caro Antonio, il caso che riporti è comunque un caso. Forse a qualcuno fa comodo amplificarlo, selezionarlo, porlo all’evidenza, con l’aiuto dei mass media. Sarebbe stato posto all’evidenza con la stessa enfasi con il governo precedente, governo in cui sedevano i separatisti padani; io non credo, così come temo che certi fatti verranno posti all’evidenza e strumentalizzati da qualcuno per far credere che gli immigratio sono peggio di noi. In questi giorni, se si scorrono le pagine dei giornali, magari in decima pagina, possiamo leggere di efferati delitti da parte di cristianissime persone che la domenica va magari a messa con l’abito griffato, allora se i pesi sono unici, e le misure altrettanto, io vorrei una messa in discussione di questa massa di italioti che si nasconde dietro un crocefisso ma scorda quello che quel Cristo ha predicato. Non va bene la cittadinanza dopo 5 anni, forse, può essere pure così, ma allora togliamola pure a chi la cittadinanza ce l’ha già ma sembra non voler rispettare le regole, sai quanti italiani diverrebbero extraitaliani se non extracomunitari. Ciò detto, resta chiaro il fatto che i diritti si concedono senza riserve su chi li concede. I diritti sono diritti.
Mirco Marchetti – IDV – Pesaro-Urbino
Ps. A settembre ci vedremo
X franco hours 23.34
Modestamente ti posso dire che di sesso, il motore dell’universo, tu non sai nulla e dovresti umilmente ascoltare o dedicarti alle cause perse come mi pare di intuire stai già facendo.
Ci sono donne che si sono ”rovinate” e hanno polverizzato patrimoni e famiglie con figli per ”la gran mazza” di qualche disgraziato.
Quanto alla pakistana di Brescia, se l’informazione da me registrata alla radio è verosimile, la dipendenza dalla droga sta devastando anche famiglie italiane dove matricidi e figlicidi avvengono ripetutamente anche se ci dà sollievo rimuovere queste realtà dalla mente.
BASTA COL RAZZISMO ANTI-ISLAMICO e ANTI-SEMITA (anti-arabo)
La Legge dovrebbe essere uguale per tutti e quindi chiunque la violi deve pagare come stabilito sia d’origine pakistano, svizzero, tahitiano o italianissimo. Giudicare diversamente reati uguali è una ingiustizia.
Per favorire l’integrazione penso sia necessario adeguare il flusso degli stranieri, quello che i fatti dimostrano è che purtroppo molti di essi trovandosi in un paese democratico e sollecitati da certi movimenti politici ben interessati (associazioni a spese dello stato, sindacati etc.)pensano di integrare noi ai loro usi e costumi e un certo permissimismo, ripeto interessato, fa si che si verifichino fatti come quello di Brescia. E’ forse giunto il momento di cessare il business e riportare la politica alle sue origini?
Penso che questo fatto venga da tutti noi vissuto e commentato da un punto errato .
Hina Saleem non aveva chiesto (per quello che sono a conoscenza ) la cittadinanza italiana;
eppure viveva in italia, parlava molto bene l’italiano,lavorava , e non da poco, aveva accettato il modo di vita italiano, tanto da opporsi alle usanze perverse della famiglia di origine,usanze assolutamente non italiane, sapendo di rischiare per questa sua decisione, e lottando fino che ha avuto vita ed energia per imporre la sua volontà, una volontà nuova….. ,italiana .
mi auguro due cose:
che il suo nome non venga dimenticato ,che nasca una associazione o quantaltro che porti il suo nome, che aiuti le giovani immigrate o extracomunitarie ad alleviare, risolvere e superare problematiche come queste.
Che il voler diventare un cittadino italiano implichi per il soggetto richiedente, un adempimento una partecipazione ,attiva, ricca di oneri qualificanti , più che onori o diritti acquisiti.
solo seguendo questo percorso si puo pensare e sperare di acquisire cittadini ,ripeto CITTADINI
orgogliosi di essere italiani.
Rispondo a Armando Augella che Hina, stimatissima dal datore di lavoro (un barista, non un tenutario di squadre di calcio corrotte o un furbetto del quartierino) e dai concittadini che la conoscevano sia a Brescia che a Sarezzo, era stata in comunità non per droga ma perchè, una delle tre volte che aveva denunciato inutilmente il padre, era stato per molestie sessuali. Come al solito, il processo non si era potuto fare ( le leggi salva mafiosi salvano anche altri tipacci) ma i servizi sociali erano intervenuti in suo soccorso. Per il resto, constato che non è ancora estinta la genia di maschi italiani del genere che ha mantenuto il vergognoso delitto d’onore in questo paese fino agli anni 80, facendo inorridire l’Europa, e che, ancora adesso, di fronte a un gruppo di disgustosi assassini per prima cosa biasima la vittima e, già che c’è, la società “permissiva”. In una cosa concordo con lui: qui la religione non c’entra niente. C’entra la cultura fallocratica e simili tragedie, certo, sono avvenute anche nelle famiglie italiane. La tragedia peggior però è che c’è ancora qualcuno che reagisce in questo modo. Spero davvero che qui a Brescia intitolino una via a Hina. A lei e a tutte le donne morte assassinate per la libertà. Sarebbe ora di raccontare “questa” Storia, che è politica molto più delle pietose sceneggiate del pollaio partitocratico.
La cittadinanza agli extra comunitari e inaccettabile , perchè i motivi sono tanti tantissimi :
ne elenco alcuni .
1 ) RELIGIONE
2 ) CULTURA
3 ) ORIGINE
Non e facile un’integrazione così repentina ….
Io consiglierei ai nostri SENATORI e ONOREVOLI …..di andare a lavorare nei paesi ISLAMICI
Senza i privilegi di stato ma come semplici cittadini , vorrei vedere sé questo perbenismo o liberalismo da strapazzo naturalmente all’ITALIANA gli venga concesso…..e vergognoso , inaccettabile , impensabile che il governo faccia queste proposte che MORTIFICANO i nostri emigrati all’estero che non hanno tali diritti….
Sono stato emigrato per 14 anni in GERMANIA ma questi diritti non li avevo……anche se ero un EUROPEO-ITALIANO…….
Io sarei il primo a mettermi in piazza e raccogliere le firme contro il provvedimento per la cittadinanza agli stranieri…..
PERCHE non fate un REFERENDUM a fate decidere a noi ITALIANI ……
Ritengo che la cittadinanza per gli extracomunitari, sia considereta come un premio, per la loro correttezza dopo anni di permanenza nel nostro stato.
Non servono 1000 condizioni per averla, ma una solo. 10 anni di permanenza nel nostro stato con almeno 5 assunti regolarmente econ la fedina penale pulita, dimostrando infine una autentica integrazione familiare all’interno della civiltà nazionale.
Di solito, per mia scelta deontologica personale non mi permetto di commentare gli interventi di nessuno, o peggio di irriderli; ma “contributi” come quelli di Armando Augella mi fanno rabbrividire… Qui siamo ancora alla donna tentatrice e diabolica magari da punire, (evviva il macho!) e per me immagini negative (ci mette pure la droga) e soprattutto senza senso come quella che il signor Augella dà della donna vanno stigmatizzate.
Sono d’accordo col dare cittadinanza agli stranieri, ma 5 o 10 anni purtroppo non fanno la differenza; la differenza la fanno fanatismo ed irragionevolezza, e quelli non sempre li si riesce ad individuare con certezza. C’è un rischio che travalica gli anni e che sta a noi accettare o meno di correre, io sono per accettarlo perché ogni cultura è per un’altra soprattutto un’occasione di arricchimento, ma…
Premesso il mio rispetto per tutte le religioni e i credo, e che per me l’Islam non è affatto un babau cattivo ma una cultura millenaria da rispettare e studiare… Proprio per questo, proprio per il rispetto che si dovrebbe verso la ricchezza originaria e irripetibile di ogni cultura, mi sento di affermare che in questi ultimi secoli i discendenti di quelli che tremila anni fa studiavano il cielo e hanno creato il sistema metrico decimale che abbiamo fatto nostro (e per fortuna, se no sai che casino a fare i calcoli col vecchio sistema romano!), negli ultimi secoli – causa l’integralismo e il fanatismo diventati governo non solo degli stati ma anche delle menti – hanno fatto enormi passi indietro.
Stiamo commentando un fatto terribile, e non è certo il primo. D’accordo che il padre di Hina è tutto fuorché un padre, ma io mi chiedo (ad esempio) come mai nessun latino-americano abbia mai fatto una cosa del genere… e credo pure che non lo farebbe mai. La sua struttura mentale, nient’affatto collassata negli ultimi secoli a causa di idee religiose sbagliate e irragionevoli, non glielo permetterebbe.
I figli, come le loro scelte, condivisibili o meno, purché non facciano danno a se stessi e ad altri… sono sacri.
D’accordo Sign Ministro , le pongo però una domanda: un cittadino italiano che si trasferisce in un Paese Ue , dopo quanti anni acquista la cittadinanza del Paese che lo accoglie?
Caro Antonio
pezzi di medioevo gli abbiamo anche in casa nostra, ora se ne aggiungono altri di importazione, certo bisognerà spiegare loro anche attraverso delle regole sociali che oltre ad un viaggio nello spazio emigrando essi hanno compiuto anche un viaggio nel tempo e nella storia. Per noi non è più possibile accettare comportamenti tipici di quel oscurantismo (ripeto a noi non sconosciuto) dal quale tuttora a fatica tentiamo di allontanarci. Noi non possiamo certo tornare indietro. CamminIamo insieme verso quel umanesimo illuminato unica speranza rimasta per il futuro dell’ essere umano.
(può partire la musica)
Quello che dice l’onorevole Antonio Di Pietro non è sbagliato, ma che c’entra con la cittadinanza?
E poi sono divertentissimi i messaggi di chi rivendica con orgoglio ed in contrapposizione agli altri la sua italianità, per la cultura eccetera…. senza nemmeno sapere scrivere in italiano!!
Complimenti alla chiarezza di Antonio P: l’integrazione è una strada a due sensi.
Infatti, che senso ha discriminare secondo la nazionalità? se un italiano viola la legge, o non parla la lingua, o non è cattolico, o che non abbia mai giurato fedeltà all’Italia che facciamo, gli togliamo la cittadinanza????
Saluti
Evidentemente i fatti di cronaca non insegnano niente…… Avete voglia a parlare di integrazione, di democrazia e civiltà. I presunti terrosisti, arrestati in inghilterra erano tutti cittadini europei. Addirittura nati li….ma non scherzavano affatto. Noi siamo maestri a parlare di retorica ma , andate a vivere in certi paesi islamici e vedrete quanta libertà avrete!!Ma andateci non per turismo, e senza frequentare i posti alla moda e villaggi europeizzati…-che poi gli attentati li fanno anche li-e vi renderete conto con chi abbiamo a che fare. E basta con la storia di Italiani emigranti…era un’altra cosa.Non sapete nemmeno di cosa parlate. Andate Andate Andatevene fuori dalle b..le
Ma perchè non ve ne andate in Libia a cercare la cittadinanza a Gheddafi?? Persino i nostri morti ci hanno rimandati…dopo averli disotterrati con le ruspe!!!
Qualcuno dice che sono una ricchezza, boooh qualcun’altro la butta sul morale, molti quasi tutti ci speculano sopra, in un motivo o in un’altro ci prosperano e lucrano. Altrimenti non avrebbe senso l’esistenza di tante organizzazioni.
Io dico solo che siamo destinati ad un impoverimento sociale culturale e politico, ad un imbarbarimento di massa. Mi volete spiegare quale ricchezza portano questi? Il muro di Padova? W L’ITALIA
Benissimo cittadinanza,anche se non sanno niente dell’Italia benissimo al ricongiungimento familiare anche se poi si fanno raggiungere dalle seconde terze e quarte mogli, da una tribù di figli e percepiscono assegni familiari che lo stato Italiano elargisce con generosità. Ma qualcuno pensa all’Italiano che lavora paga le tasse e non arriva a fine mese? Penso che qualcuno dovrebbe farsi un giro per il bel paese. Ma non in Macchina Blù con autista e scorta e vedere come si vive in certi posti.
DiPietro
Sono del parere che sia meglio prevenire in tempo …sono del parere che 5 anni sono pochi per diventare cittadino Italiano.
PM
Si cinque anni sono pochi. In altri stati europei ce ne voglioni di più sopeattutto ce ne vogliono di più per noi europei. Ho vissuto in belgio per tanti anni e diventare belgi non è facile, soprattutto perché tutti gli emigranti italiani e anche i figli sono costretti a scegliere tra la cittadinanza italiana e quella belga, e per affettività scelgono tutti quella italiana, risultando dei cittadini che non votano e che non hanno certi diritti, come di lavorare in certe istituzioni o persino all’università qualche anno fa.
Sono d’accordo con il ministro, un’acquisizione di cittadinanza deve comprendere la conoscenza dell’italiano dei diritti civili della costituzione, è come un atto di fede, e magari rinunciare alla cittadinanza di origine. Niente doppie cittadinanze per i figli nati in Italia bensì il dovere di scegliere come si impone alla maggioranza degli europei quando nascono in un altro paese. Inutile poi che le terze generazioni in America latina continuino ad essere anche italiani (fino a che generazione?) perché nati da padre italiano, e che possano votare…
In quanto alle elezioni dei nostri italiani all’estero, ho saputo ieri che in Germania non erano esattametne le stesse liste che da noi, ossia non si potevano votare verdi e comunisti italiani ad esempio, qualcuno ne sa qualcosa?.
un bel problema davvero questo della cittadinanza.. ma chi dice che un extracomunitario, anke se residente in italia da 30 anni, che ottiene la cittadinanza anke con un giuramento solenne, poi non obbedisca piuttosto alle leggi della sua cultura, e adotti quelle come punto di riferimento? è un bel problema, ma più vasto.. si tratta di conoscere e capire la cultura straniera, e farle abbracciare i nostri principi.. che però essendo per molti aspetti discordi, alla fine restano incoinciliabili. e allora, che si fà?
Gli esponenti del centro sinistra sono demagogicamente troppo servili verso il fondamentalismo islamico ed alcuni di essi dimostrano di essere compiacenti sostenitori del terrorismo medesimo … i risultati di tale aberrazione saranno presto visibili Il fondamentalismo islamico rappresenta il nazismo del nostro secolo con cui occorrerà confrontarsi: alleandosi con esso o contrastandolo.
Non ci interessa di che partito sei, ma quello che pensi dovrebbe essere fatto per l’Italia…
http://www.wikipolitica.it
E’ SICURAMENTE DOVEROSO RITENERE GIUSTO CHE CHI RISIEDE IN UNO STATO, DEBBA RISPETTARE LE LEGGI CIVILI ED ETICHE DEL PAESE IN CUI VIVE.
QUESTO E’ VALIDO SIA PER I CITTADINI DI QUELLO STATO CHE PER GLI STRANIERI.
ALTRA COSA E’ GARANTIRE GLI STESSI DIRITTI A TUTTI COLORO CHE ONESTAMENTE PARTECIPANO ALLA VITA DI UNA COLLETTIVITA’, PAGANDO LE TASSE E CONTRIBUENDO ALL’ACCRESCIMENTO DEL PAESE STESSO.
QUINDI, CONCORDO SUL PRIORITARIO BISOGNO DEL RISPETTO DELLE LEGGI E DEI VALORI, NON CONCORDO A SPOSTARE IL PROBLEMA SULLA CITTADINANZA O MENO.
E PER TUTTI GLI ITALIANI CHE VIOLANO LE REGOLE, COSA FACCIAMO? GLI TOGLIAMO LA CITTADINANZA?
Onorevole,
Sono d’accordo e anzi mi permetto di suggerire che per poter ottenere la cittadinanza occorrerebbe non solo una dichiarazione di adesione ai diritti e valori fondamentali della costituzione, ma anche un esame scritto per verificare se questi valori e diritti sono effettivamente consciuti. Inoltre è imprescindibile un esame scritto e orale per la conoscenza della lingua ad un livello adeguato.
Vorrei anche suggerire che l’esame di lingua italiana costituisse un elemento di graduatoria nel rinnovo del permesso di soggiorno e/o della residenza (il chè è molto meno della cittadinanza). Lei non sa quante persone che non sanno dire due parole in croce hanno un permesso di soggiorno o addirittura una carta di reidenza, mentre persone che conoscono molto bene la nostra lingua e cultura, fanno una fatica incredibile per poter ottenere anche solo un rinnovo del permesso per qualche mese.
Gentilissimo Signor Di Pietro
Sono un’italiana che vive all’estero precisamente in Australia, ho doppia cittadinanza e credo di essere ben integrata nella mia patria di adozione. Il termine di attesa per la cittadinanza qui e’ di due anni. C’e’ una cerimonia di giuramento, la fedina penale deve essere immacolata e se si parla la lingua e’meglio ma non ancora obbligatorio.
A me farebbe molto male se il mio diritto di acquisire la cittadinanza del paese dove ho scelto di vivere fosse ridotto drasticamente o addirittura negato dal comportamento scellerato di persone che evidentemente hanno dei problemi di inserimento sociale e una percezione distorta della loro personalita’.
Per stabilire quanti anni siano necessari per essere riconosciuti come faceti parte di una comunita’ sociale non si dovrebbero considerare i casi di estrema negativita’ ma soprattutto i migliaia di casi di regolare inserimento sociale che tanto arricchiscono ogni giorno di nuovi impulsi la nostra societa’ civile.
Spero che il suo blog raccogliendo tante testimonianze diverse la posssa aiutare a cambiare la sua idea a proposito.
Cordialmente Bianca Bonino
Come la democrazia non può essere importata dall’esterno, ma deve essere conquistata e poi difesa con un lungo processo di evoluzione, anche la civiltà (e poi dovremmo metterci d’accordo su cosa significa) non può essere insegnata.
Le parole “diritti fondamentali” hanno un significato diverso nelle varie zone del nostro pianeta.
Se uno è nato in un ambiente dove è ritenuto un “diritto” per un padre scegliere il marito per la figlia, come può una “legge straniera” convincerlo del contrario?
Purtroppo l’integrazione è un problema grosso come una casa, e ritengo che nella maggior parte dei casi venga sottovalutato e non studiato a suffiucienza…. spesso anche per ragioni personali o di partito.
Giovanni
Mi sembra che si stia parlando troppo di un fatto gravissimo che sicuramente per la cultura di quei paesi è nella norma, quindi: vogliamo pensare come Oriana Fallaci oppure come i Poliziotti di Venezia che hanno trovato lavoro ai vu-comprà che poco prima inseguivano con le borse firmate?-
Io credo che in futuro quello dell’integrazione sarà un problema da risolvere in tutte le sue realtà.
Per il momento prendiamo esempio dai paesi dove l’integrazione multiraziale è in vigore da sempre, vedi America, migliorando se possibile alcune Leggi.
Avanti tutta.
vi siete domandati:ma c è bisogno di simili fatti di cronaca per scatenare le riflessioni ?e se non si fosse verificato alcun evento nessun dubbio avrebbe attraversato le menti illuminate di chi dovrebbe bene governarci? cordialità
Posizioni come quella espressa dal poco-dotato Armando Augello fanno riflettere sulla opportunità di introdurre la “sospensione” della cittadinanza con successivo esame atto alla verifica delle condizioni di riabilitazione.
Dubito che questo nostro titolato concittadino possa riconquistarla.
è ora di basta di fare discriminazione perchè uno straniero è diventato matto e ha ammazzato la figlia.
ogni giorno al tg ci sono le notizie degli italiani che vanno fuori di testa e ammazzano i parenti però nessuno ci fa caso più di tanto.
mi piacerebbe che si capisse che le malattie mentali e i delitti passionali ci sono tanto fra gli italiani che fra gli stranieri, proviamo una volta a vedere al di là di quello che ci dicono studio aperto e il tg4 (fra l’altro da un parlamentare dell’opposizione dovrebbe essere il minimo).
Ok! sono d’accordo con te ma ne ho piene le scatole di essere d’accordo e poi vedere che i politici fanno tutto l’opposto di quello che dicono.
Le cose da fare sono semplici ma guarda caso, sicuramente in preda a qualche virus micidiale, da Roma partono delle pensate degne di deficenti.
Aiuto!!!!
Facciamo qualche cosa.
Se i diritti civili non sono negoziabili, e nella fattispcie non sono stati rispettati non solo si deve una paricolare attenzione, ma al bisogno e con rincrescimento si è obbligati a rivedere la legge sulla cittadinanza. Non possiamo modificare i loro principi, come sarà difficile integrarsi con formazioni intellettuali diverse. E’ altrettanto vero e indiscusso, che non si possono considerare tutti nella stessa misura ” ci mancherebbe” L’argomentazione ha valore per esemplari del tipo di genitore come quello della povera Hina Saleem. Noi non potremo mai comprendere e perdonare tali disumani delitti .
Beh non è così semplice e lineare, non credo che il rispetto dei diritti civili e, comunque, della Costituzione e delle Leggi di uno Stato possano essere legati al fatto che si abbia o meno la citadinanza di tale paese!
Se ciò che è stato fatto da un cittadino pakistano che da dieci anni lavora e risiede in Italia fosse stato fatto da un cittadino italiano non credo ne diversifichi o ne renda più o meno gravi le conseguenze.
Ci piacerebbe che solo gli ALTRI fossero i cattivi ma di delitti efferati compiuti da Cittadini Italiani Dalla Nascita ne sono piene le cronache.
NON E’ GIUSTO CHE UN CASO SOSI’ EFFERATO, PREGIUDICHI LE ASPETTATIVE DI MIGLIAIA DI PERSONE.
POI GUARDIAMO ANCHE IN CASA NOSTRA CIO’ CHE AVVIENE NELL’AMBITO FAMILIARE, SOPRATTUTTO NEL NORD ITALIA!…….
LINO D’ANTONIO NAPOLI
SANTE PAROLE!!!
Aspettavo da tempo che sul blog si parlasse degli extracomunitari e in particolare degli islamici.
Incomincio col dire che nel ’72,se ben ricordo,le associazioni ambientalistiche dicevano che bisognava ridurre le nascite,in quanto il territorio italiano era troppo affollato.
Per densità,se togliamo le zone montuose,credo che superiamo i giapponesi.
A sentire quei ciarlatani di politici vorrebbero incrementare,ulteriormente, la popolazione italiana con dei popoli, la cui cultura è in netto contrasto con la nostra.
La maggior parte di questi stranieri è senza permesso di soggiorno e quindi sono dei clandestini,violando la legge italiana. Se trovano un lavoro,quasi sempre è in nero.
Vorrei sapere cosa costano allo Stato italiano i centri d’accoglienza;le uscite in mare per portarceli a casa nostra;il mantenimento nelle carceri per reati vari.
Dobbiamo farci le moschee,darci le case perchè sono indigenti (vedi Milano).Sostenerli anche economicamente.
L’Italia è una Nazione ricca!
Vorrei provare andare a casa loro per ottenere la costruizione di una chiesa;di avere una licenza commerciale o di occupare intieri quartieri delle loro città spacciando droga o altro.
Se c’è la necessità di manodopera straniera,questa deve essere regolamentata con leggi opportune.Non si danno permessi di soggiorno a clandestini,si rispediscono da dove sono venuti;se ritornano,allora bisogna darli la giusta punizione.
Ci sono troppe agenzie che danno a loro lavori interinali,guadagnandoci sopra.
Sono convinto che la maggioranza che invocano l’ingresso degli extracomunitari abbia degli interessi. La storia di dire che gli italiani non fanno i lavori umili e quindi lo devono fare gli stranieri è una barzelletta. Da noi assieme alle persone di colore lavorano anche i nostri operai,facendo le stesse cose.
Le nostre città del Nord sono invase da questa gente,che per vivere non hanno tanti scrupoli.
Voler dare la cittadinaza italiana agli stranieri,dopo cinque anni, significa non conoscere i proplemi dei cittadini italiani.
Dovremo spianare le montagne,oppure lasciare le nostre case per fare posto a questa gente?
Cari politici non sarebbe ora di far funzionare meglio il vostro cervello?
Sono convinto che la maggioranza degli italiani non vuole questa invasione senza controllo.
Se le sinistre vogliono indiscriminatamente queste persone,allora se le portano a casa loro.
Vorrei dire al signor Antonio Sciancalepore che qui non si tratta solo di pazzia ma di fanatismo eccerssivo di loro regole che su cervelli parecchio recettivi possono portare a questi risultati. Credo sia giusto vedere caso per caso chi nel suo intimo abbia accettato le leggi e il modus vivendi del paese di cui dovrebbe diventare un membro e tenerne fuori gli esaltati perche’, anche se ce ne sono tanti da noi, non vedo perche’ prendercene altri che oltretutto ci riportano indietro al nostro felice periodo delle morti d’onore e alla concerzione di una donna schiava di consuetudini e di coercizione che ormai non hanno motivo di esistere . Non vorrei che visto il nostro buonismo e la nostra eccessiva permissivita’ esterofila dovessimo essere noi a metterci lo chador
Mi parrebbe interessante includere nelle valutazioni anche il concetto di decadenza dalla cittadinanza ottenuta jus soli e non sanguinis: chi, avendo ottenuto la cittadinanza italiana jus soli, se ne dimostra indegno per aver compiuto determinate violazioni ai principi di convivenza civile, ne viene dichiarato decaduto.
Libano . Sono contrario all’invio di truppe , si mandino i militari a combattere la criminalità nei quartieri . E i medici militari a potenziare i servizi ospedalieri,che ce n’è un gran bisogno .L’Italia ha bisogno di giustizia sociale un paese con otto milioni di poveri che taglia su scuola e sanità non può permettersi il lusso di mandare eserciti all’estero.
Valentino Roiatti Udine Italia
E’ indubbiamente un fatto che pone necessaria profonda attenzione.
Certo e’ un caso estremo; ma quanti sono o possono essere i casi simili di comportamenti coercitivi all’interno delle famiglie e delle comunita’ con radicate religioni poco rispettose delle liberta’ personali e che non emergono |?
Si apprende dalla stampa che in Inghilterra molti arrestati sono cittadini inglesi, nati da stranieri in Inghilterra e quindi di seconda generazione, che mantengono forti legami con le tradizioni dei loro avi.
Ed in Francia, le proteste nelle perirerie delle citta’, pure coinvolti cittadini francesi figli di emigrati.
Aspetto di non facile soluzione perche’ implica varie sfacettature della vita e che pone forti dubbi sulla facilita’ di concedere la cittadinanza.
Scrive giustamente in sig. Nencini:
“Se uno è nato in un ambiente dove è ritenuto un “diritto” per un padre scegliere il marito per la figlia, come può una “legge straniera” convincerlo del contrario?”
Le leggi non son sono fatte per convincere, ma per STABILIRE dei comportamenti. Se ci fosse un adesione culturale alle disposizioni delle nostre leggi saremmo una società civilissima, ligia, ordinata e con un bilancio dello Stato in attivo.
SAREBBE BELLO, MA COSI’ NON E’.
Si pensi solo alla questione fiscale: già in questo senso si delinque in abbondanza, ma se non ci fosse alcuna legge in questa materia, le tasse non le pagherebbe proprio NESSUNO.
E’ a questo che serve il diritto: REGOLARE i rapporti sociali fra i cittadini, dettare DIRITTI E DOVERI di un intera società attraverso le leggi.
Chi desidera abitare nella nostra società DEVE, COME TUTTI, rispettare le nostre leggi. Non importa che le condivida, ma è ASSOLUTAMENTE DOVEROSO che le rispetti.
Mi sorprende che un ex magistrato metta assieme cose così diverse: da un lato il grado di assimilazione di un immigrato e dall’altro la legge penale. Quest’ultima obbliga tutti coloro che, cittadini o stranieri, si trovino sul territorio italiano; per cui, anche se si tratta di uno straniero, lontano anni luce dai nostri cosiddetti “valori”, non sfugge ai rigori della legge penale.
D’altronde, non sarà certo la permanenza stabile di cinque o dieci anni a far integrare pienamente uno straniero renitente, come dimostra la vicenda dei cittadini britannici di origine pakistana, di seconda generazione (cioè ragazzi nati, pasciuti e cresciuti in GB), che odiano il loro paese. Eppoi, come si fa a verificare se uno straniero si è perfettamente integrato? gli si fa un esamino orale? lo si spia per vedere se ha tutti i nostri vizi? gli si chiede di sputare sul ritratto di Maometto? oppure li interniamo preventivamente in campi di rieducazione, alla maniera cinese? e la Costituzione, che assicura a tutti il diritto della diversità nel rispetto delle leggi? perché ci scandalizza l’omocidio (d’onore) di Hina e non ci fa senso il fatto che noi abbiamo cancellato questa forma agvolata di assassinio soltanto nel 1981? che differenza etica c’è tra l’assassinio per causa d’onore di Hina ed uno dei tanti omicidi familiari dettati da motivi economici?
Agli italiani che a migliaia, nei primi anni del Novecento, sbarcavano a New York e poi acquisivano la cittadinanza americana non facevano nessun esamino e non chiedevano se avevano già un lavoro negli Usa. Abbiamo già dimenticato ed abbiamo messo la puzza sotto il naso, da perfetti cialtroni quali siamo?
Ho letto alcuni interventi e associavo loro alcune mie idee: ad esempio sugli arabi incivili ed antiquati, violenti e omicidi. Forse i siciliani hanno la stessa personalità perchè c’è stata l’invasione araba secoli addietro? Il tono ironico della domanda non ci deve far dimenticare che poi i siciliani sono andati in America.
Pensavo ad un’altra cosa: “Gli arabi minacciano l’Europa, quindi L’ITALIA deve difendersi!”. Si ricorda l’Europa quando considera l’Italia un confine indifeso, ma non la si ricorda quando si guarda alle percentuali di extracomunitari nel resto del continente. Casi come il nostro sono avvenuti anche in Germania, in Francia, in Inghilterra. Casi del genere avvengono nei Paesi che noi pretenderemmo di “democratizzare”, Irak compreso. Significa che la globalizzazione non avrà successo? Significa che la globalizzazione è esclusivamente economica e non sociale? Qualche esponente di destra vuole avere la gentilezza di spiegarlo?
La terza cosa che pensavo riguarda il giochetto dei numeri della demografia (che è connessa al ruolo della famiglia nelle varie società): negli anni 50 c’è stato il baby boom e i tanti neonati sono diventati i tanti anziani di oggi; appena si estingue questa generazione, l’equilibrio sarà ripristinato o no? il baby boom c’è stato anche nei Paesi in via di sviluppo, ed adesso si sta estinguendo: è positivo o no? (con ciò voglio ricordare che i più lenti ad adeguarsi sono gli africani e gli arabi, mentre gli altri extracomunitari non costituiscono affatto una minaccia: vorremo continuare a generalizzare?).
Secoli di storia non lasciano dubbi su ciò che siamo, una civiltà per sua scelta, democratica ed aperta ai diritti degli umani, farla riconoscere è nostro compito come lo è stato per i nostri avi .La chiesa può dare insegnamenti abbondanti in materia di rispetto per l’Uomo, con le sue esperienze negative e positive ,già dai tempi dei romani, ma attenzione ! I martiri di tutti i tempi non accettavano il consumismo drogato delle nostre società come parte vera dei diritti ed è pur vero che esso sembra agli occhi di un diverso ambiente mentale e sociale un libertinaggio e quindi offesa nel proprio credo di vita. Alle precedenti semplicistiche considerazioni ritengo che la società dei consumi debba rivedersi , perchè ciò è una barriera ad una vera integrazione dei popoli. ANIELLO PENNACCHIO
Vorrei aggiungere qualcosa. In Olanda la nuova legge prevede un test di democraticità per gli extracomunitari arabi. Personalmente la considero un’idea positiva, e non solo per la minaccia di ‘invasione’. Infatti dovrebbe porre maggiore attenzione al problema della generalizzazione: non solo gli arabi sono i più refrattari alla democrazia rispetto agli altri extracomunitari, ma addirittura pongono problemi diversi nel mondo del lavoro: per gli albanesi, i cinesi, i nigeriani, ecc. vi sono i boss locali che li importano da noi e li sfruttano per la prostituzione, l’accantonaggio, il lavoro nero, ecc. Per gli arabi i problemi sono diversi: pretendono le pause preghiere, lavorano poco, minacciano i valori della famiglia, possono diventare terroristi. Perchè ricordo queste cose? Perchè ogni volta che un arabo “minaccia l’Italia”, si invocano pene più dure per tutti. Il che mi sembra negativo.
Si permette qui a dei FARISEI di impicciarsi di una tragedia famigliare in un complicatissimo contesto multiculturale, lasciando esprimere pregiudizi rancorosi e razziali istigati da mezzi di informazione delinquenziali di un occidente in guerra che invia truppe di baby-killers in terra di musulmani detentori di giacimenti petroliferi.
MARIAGRAZIA FASOLI di Brescia ci ha notificato che Hina ha sporto ben tre denunce al padre ‘tradizionalista’, ha soggiornato in comunità dove dubito che le assistenti sociali le abbiano suggerito atteggiamenti concilianti, vista la superiorità della nostra civiltà.
Infine, forse per l’esasperata situazione, la figlia ormai maggiorenne viene indotta a denunciare il padre pakistano e ‘tradizionalista’ di molestie sessuale.
All’interno di un clan asiatico-pakistano una figlia che denuncia il padre per molestie sessuali, decretandone la morte civile in Italia, commette qualcosa di peggio di omicidio.
Noi saggi non dobbiamo accettare tutte queste informazioni al ‘valore di facciata’.
Prudenza avrebbe suggerito che Hina si tenesse almeno a debita distanza dalla famiglia e dal clan d’origine.
C’è gente approssimativamente informata come Bonino e Bertinotti che in TV hanno tentato di indottrinare ‘noi pecore’ GIUSTIFICANDO l’ECCIDIO di Beslan, originato dall’autoritarismo di Putin.
Qui invece non si vuol giustificare alcun omicidio,
ma si invita a riflettere con carità e umiltà.
io credo che uno straniero in italia o in qualsiasi paese straniero debba rispettare le leggi che si applicano in quel paese.
e comunque,la vita vissuta con libertà,piace a tutti, anche ai mussulmani che tanto profetizzano il valore morale della loro religione.
è un dato di fatto che l’occidente ha influito fortemente sulle menti dei giovani stranieri.
cosa pensavano di ottenere i genitori di questi ragazzi?
forse lo stesso stile di vita ceh conduceveno nel loro ambiente,reclusi ed obbligati a sottostare ad una vita che forse non amavano?
cosa significa decidere della vita dei propri figli?
addirittura ucciderli?
perchè i figli non possono decidere chi amare?
allora,io come italiana mi sento insultata da questo loro rifiuto di integrazione.
non servono a nulla gli sforzi di integrazione se poi questi personaggi rifutano la possibilità che gli viene offerta.
capite l’assurdità del gesto: il padre preferisce la figlia morta,uccisa di suo pugno,piuttosto che vederla felice e magari sposata con un’italiano.
questo è un classico gesto razzista,dei più feroci
La vicenda di Hina Saleem …
Condivido pienamente quanto da te affermato il 17.08.2006.
il rispetto delle regole è fondamentale.
due righe semplicemente … spero di incoraggiamento … per tutto quello che stai facendo.
Ricevo molto volentieri queste e-mail.
grazie
Andrea Ferrari
Sono d’accordissimo col messaggio di Di Pietro. Prima il rispetto assoluto dei fondamenti civili dello Stato ospitante, poi la nazionalità,
quando vi sia una ragionevole certezza (e il tempo, ma non solo, contribuisce a formarla ) che tal rispetto sia garantito.
Caro Antonio,
ho lacorato 15 anni all’estero e so come eravamo trattati dagli svizzeri, dai tedeschi, dsgli inglesi , mi permetto di dire la mia. Prima della cittadinanza occorre l’integrazione culturale con tanto di esame linguistico e non solo…..in “Alto Adige” si devono attendere 4 anni per aver diritto al voto nelle elezioni Comunali anche per noi Italiani.Questo ha un significato??????????????
Un abbraccio G. MONTI da Castrocaro.
Ricordo che solo pochi mesi fa, un tizio, mi sembra della Campania, ha ammazzato sua sorella perchè disonorava la famiglia convivendo con un uomo non di suo gradimento.
Toglieremo la cittadinanza Italiana anche a questo tizio?
Più che parlare di cittadinanza e religione bisognerebbe parlare di “IGNORANZA”, e false interpretazioni della morale.
Ricordo che, non più di 30 anni fa, in molte chiese italiane le donne e gli uomini erano ancora rigorosamente separati. Il termine “donna timorata di Dio” l’abbiamo inventato noi cristiani.
Parlando di immigrati, la proma cosa da fare serebbe, eventualmente, quello di istituire dei corsi di EDUCAZIONE CIVICA e CULTURA ITALIANA (compresa la lingua), a cui dovrebbero obbligatoriamente partecipare gli immigrati (con votazione di merito) per mantenere il permesso di soggiorno.
“Punizioni severe per chi viola i diritti civili”?. Ed i diritti costituzionali di democrazia, di lavoro, di istruzione, di assistenza sanitaria, di equità fiscale, di tutela giurisdizionale, che vengono derisi e calpestati giornalmente dalla classe politica e dirigente del nostro Paese a quali “punizioni severe” espongono i loro trasgressori?
DOBBIAMO RIFLETTERE
la cosa piu agghiacciante di questo assurdo
delitto non e solo il gesto in se, anche i padri italiani qualche volta hanno ucciso i propri
figli, ma non hanno trovato la solidarieta e la
giustificazione della nostra comunità.
COSA CHE STANNO FACENDO I MUSULMANI
ho seguito delle interviste televisive dove in
maniera chiara giustificavano l’operato dei
parenti. INCREDIBILE. Queste persone non
cambieranno mai vivono ancora nel medio evo, e chissa quanti secoli ci vorranno epr essere come noi. Come pensiamo che diventando italiani
cambiano. Credo che un giorno ci pentiremo
amaramente di essere tolleranti con chi è
assurdamente sempre intollerante. Non sono razzista anzi odio qualunque forma di discriminazione e ho i massimo rispetto
per le idee altrui e le altre religioni, ma di fronte
ha fatti come questo capisci che bisogna rivedere le proprie convinzioni, almeno in parte,
se persone che stanno in italia da tanto tempo
sono rimasti integralisti religiosi fino
al delitto cosa sarà della nostra società fra qualche tempo. Quando saranno molto più numerosi? Dovremo diventare tutti mulsulmani
ho aspettarci qualche coltellata, magari dal nostro vicino di casa? PENSO CHE DOVREMO RIFLETTERE TUTTI
Gentile Ministro,
mi sembra che questa giusta attenzione al problema cittadinanza italiana – rispetto dei diritti civili, adesione ai valori della nostra Costituzione, osservanza delle leggi italiane, vada posta anche per chi è già cittadino italiano. Qual è il nostro livello di rispetto, adesione ed osservanza di diritti, Costituzione, leggi del nostro Paese? Credo sia opportuno interrogarsi, anche per evitare che possa passare il messaggio che Noi al riguardo siamo ineccepibili, e gli Altri siano portatori di carenze o di valori da cancellare.
Ma con quale faccia tosta pretendiamo di ergerci a maestri di civiltà, proprio noi italiani, che abbiamo disertato in massa un referendum, di grande significato dal punto di vista dei diritti civili, sulla bioetica, appecoronandoci ai parroci di una chiesa tra le più oscurantiste del mondo? e quando vogliamo inculcare agli immigrati i nostri “valori” dobbiamo parlare del rogo delle streghe, degli indemoniati e degli eretici o dobbiamo strappare le pagine dell’enciclopedia? quando confrontiamo la nostra religione cattolica dobbiamo parlare dell’idolatria e del politeismo dei santi e delle varie vergini o non dovremmo piuttosto inchinarci di fronte al Corano che divulga un vero monotesimo e disprezza realmente ogni forma di idolatria?
Nessuno mi toglierà mai il sospetto, anzi la certezza, che questa decisione è dovuta a motivi puramente economici. Sarebbe dunque più sensato ripensare un po’ a questa cosa, e vedere perchè gli altri stati dell’Unione Europea riescono a concedere la cittadinanza anche dopo 5/8 anni, mentre l’Italia si trova così eticamente impreparata davanti al fatto.
Non vorrei dire delle fesserie, ma se non erro anche in altri stati europei si può ottenere la cittadinanza dopo un certo numero di anni. Sarebbe interessante studiare bene la situazione in tali Paesi, prima di prendere delle decisioni al riguardo.
Quello che poi non si può fare è quelo che è stato fatto abbondantemente anche in questo forum: generalizzare. Conosco immigrati perfettamente inseriti; persone che provengono da Paesi musulmani e che mangiano carne di maiale e bevono vino. Cosa che dovrebbe essere assolutamente bandita dalla loro religione.
Assurdo, quindi, sostenere che “queste persone non cambieranno mai”.
LA RESPONSABILITA’ E’ E RESTA PERSONALE. Se il padre ha ammazzato la figlia, è altrettanto vero che la figlia si era staccata da una certa mentalità.
La stessa comunità pakistana ha condannato severamente il gesto, puntualizzando che secondo la loro religione tale gesto è inconcepibile.
Quindi, non si possono dare ricette valide per tutti. Ogni singolo caso dovrebbe essere valutato indipendentemente dagli altri.
Una cosa comunque è certa: chi ha i piedi sul territorio nazionale (che sia o meno cittadino italiano) è tenuto a rispettare la Costituzione, le leggi e, in una certa misura, anche usi e costumi dello Stato Italiano. Non dello Stato da cui proviene. Questo deve essere MOLTO chiaro per tutti, non solo per chi vuol diventare cittadino italiano.
http://canali.libero.it/affaritaliani/milano/default.html
In città è già allarme indulto
Tra rapine e violenze sessuali
L’ultimo episodio: un peruviano di 22 anni tenta di stuprare una ragazza di 14. Poche settimane dopo il provvedimento voluto dal ministro Mastella e votato dal Parlamento, sono già almeno una decina, solo a Milano, i ritorni in carcere. Singolari alcuni casi: un tossicodipendente di Seregno ha addirittura chiesto ai carabinieri di far rientro a San Vittore per farsi curare
propongo anche di togliere la cittadinanza ad un italiano che commette medesimi reati.
Al fondo di questo blog, caro Di Pietro, c’è un’istanza razziale profondamente radicata anche nel nostro popolo, che trova orripilante un delitto se commesso da persone “altre” da noi italiani e non si scandalizza più di tanto per le nostre incomparabili vergogne: ogni scarafone è bello a mamma soia. Ma guardiamoci allo specchio, stolidi cialtroni, e se avessimo un minimo di dignità lo dovremmo prendere a sputi. Prima di parlare degli altri noi dovremme sempre ricordare chi siamo. Il razzismo degli ex morti di fame è più penoso di quello dei ricchi doc. Che popolo di sbruffoni che siamo, caro Di Pietro; ma è possibile che ancora non se ne sia accorto? e dov’è il fiuto del vecchio poliziotto? tanti anni a contatto con la crema dell’intellighenzia magistratuale italiana non l’ha dirozzata nemmeno un po’ dai suoi ancestrali pregiudizi montanari?
Perfettamente d’accordo.
Condivido il pensiero di Pierre
Il grande regista inglese Ken Loach ha affrontato l’argomento in un bel film uscito nel 2004 dal titolo”un bacio appassionato”. La pellicola è una bella commedia, genere un pò inusuale per Loach, regista impegnato e di grande sensibilità sociale e ci aiuta a capire meglio la “cultura” cui ancora oggi è ben intrisa la comunità pakistana del Regno Britannico.
Caro Antonio sono desideroso di esprimere anch’io il mio parere sulla vicendam Hina Saleem.
Vorrei ancora una volta manifestare TUTTO IL MIO DISSENSO per l’INDULTO che è stato un ulteriore conferma dell’incertezza delle pene dello stato BUONISTA Italiano.
Il caso Hina Saleem viene sviato all’opinione pubblica con rabbia verso l’emigrante non integrato, condito di razzismo, mettiamoci la proposta di legge per la cittadinanza italiana spostata a cinque anni ecc ecc, purtroppo il fatto è che chi HA INTENZIONE di commettere un reato in Italia, sa cosa gli potrebbe aspettare come pena … ma non è certa.
Saremo una DEMOCRAZIA quando riusciremo a proteggere anche chi non delinque e ha voglia di vivere come Hina, per ora simo noi la vera Amerika, a chi ha sbagliato, diamo un’altra possibilità di sbagliare … vedi Vanna Marchi e figlia.
Grazie Antonio, vero montanaro doc.
Gentile Ministro,
mi sa tanto che anche sulla questione della cittadinanza, l’ IDV dovrà dare il suo contributo affinchè l’ Italia non si trasformi in un teatro di crimini come quello succutato.
Ci vuole tolleranza e l’ idea di una società mista alla base di una integrazione, ma anche e soprattutto rispetto della costituzione dello stato al quale si richiede cittadinanza.
Anche in questa vicenda l’ estrema sinistra dimostra di affrontare la questione dell’ integrazione sociale con una impostazione ideologica.
Il pragmatismo dell’ IDV mi auguro che prevalga sul resto delle posizione all’ interno dell’ Unione.
un cordiale saluto
Fabio Federico
CARO MINISTRO,
OLTRE TUTTO è NECESSARIO PER CHIUNQUE RICHIEDA LA CITTADINANZA UN ESAME SCRITTO DI STORIA, GEOGRAFIA E LINGUA ITALIANA. INOLTRE, BISOGNEREBBE GIURARE FEDELTà ALLA REPPUBBLICA.
SOLO IN QUESTO MODO IL RICHIEDENTE SARà OBBLIGATO A IMPARARE E CAPIRE CHE ANCHE SE QUI ESISTONO CULTURE DIVERSE, IL RISPETTO NON MANCA MAI. SOLO COSì I RICHIEDENTI DI CITTADINANZA SARANNO OBBLIGATI A IMPARARE I VALORI CHE HANNO CREATO QUESTA ITALIA E ACCETTARLI, SENZA COMPROMESSI.
Egr. Dott. Di Pietro. Prima di cittadinanza di stranieri, bisogna garantire cittadinanza alle persone oneste di questo paese continuamente calpestate e derise dalla attuale classe politica. Senza questo e’ inutile parlare di altro. Oggi l’onesta’ e’ diventata un impiccio al malaffare e spiace dirlo con l’esempio eclatante di questa classe politica.L’indulto io non lo dimentico. MAI
Quella di Amato non è altro che una boutade estiva che è servita a sperimentare come l’opinione pubblica avrebbe preso una simile proposta, che ovviamente poi tutti i cittadini dovrebbero pagare, mica lui e che? e’ scemo. LA sostanza del problema sta nel fatto che fintanto che si tratta di dare la cittadinanza a persone o gruppi che hanno una cultura assimilabile alla nostra e viceversa, nulla quaestio. Ad es., un inglese non ha nessun problema di adattamento culturale a diventare cittadino italiano e viceversa. Il problema nasce allorquando si pretende a forza di voler far diventare cittadini europei gente ed a volte, purtroppo, anche gentaglia, che proviene dai paesi più disparati del mondo, dove mangari a casa loro vivevano sotto le capanne della loro tribù, in un villaggio con un rigagnolo maleodorante al centro della strada per fogna e via dicendo. Già l’Olanda ha pagato un prezzo salatissimo a questa faciloneria nell’assimilazione di genti barbare, spiace ma così vanno definite, e l’Inghilterra ancora di più. L’errore grave degli europei, specie dei paesi ex coloniali è quello di aver voluto lavarsi la coscienza dei misfatti operati nelle colonie, prendendosi in casa un pò di ex sudditi. Il problema è sorto quando questi sono diventati moltitudini, fino al punto che in certi quartieri trovare un inglese, un francese o un tedesco doc è un’impresa. Insomma l’ipocrisia regna sovrana. Si badi bene tutti hanno eguali diritti qui come a casa loro, ma non credo che il melting pot etnico culturale sia una bella pensata, poiché la perdita della propria identità culturale come nazione è un prezzo troppo grande da pagare per un Paese occidentale. Soprattutto se pensiamo che specie i musulmani, che sono quelli problematici volendosela dire tutta, ovunque vanno vogliono imporre le loro pseudoregole anche religiose, ma non rispettano quelle altrui neppure in casa di questi ultimi.Essi sono rimasti diversi e diversi secoli indietro come sviluppo antropologico, questa è la realtà altro che buonismi. Noi non abbiamo tutte queste colpe da perdonarci, non abbiamo bisogno di introdurre tra i cittadini valanghe di palandrane musulmane,a meno che non le si voglia usare come massa di manovra elettorale.Piuttosto bisognerebbe aiutarli a casa loro visto che non è pensabile che vengano in massa tutti qui ed inculcare al contrario ai nostri giovani e meno giovani che non hanno voglia di studiare che i lavori anche quelli più umili sono più che degni, altro che!
Salve ministro di pietro mi permetto di citare un vecchio detto ” L’OCCHIO DEL PADRONE INGRASSA IL CAVALLO “,oggi in italia ci sono troppi padroni e cercano di ingrassare solo i loro cavalli e a quanto pare ne hanno anche troppi di cavalli da ingrassare.
MI spiego meglio in italia non ce più giustizia lo dimostra anche l’indulto,il parere del popolo si chiede solo quando voi non vi mettete daccordo o per scaricarvi delle vostre responsabilità. L’ITALIA dopo il suo splendore sta facendo la caduta dell’impero romano,un extracomunitario ha più diritti di un italiano,gli arabi ci stanno costruendo le mecche le nostre coste sono mal sorvegliate e i nostri guardacoste e finanza hanno l’ordine di scortare i clandestini che incuranti delle nostre leggi arrivano ogni giorno a migliaia.Orbene ci avete venduti,se costoro una volta qui si obbligassero a comportarsi come dicono le nostre leggi oggi non avremmo il caso del pakistano,questi signori sono ospiti non padroni ma per colpa vostra che siete troppo indulgenti stanno facendo i padroni.Tra non molto non ci sarà più un italiano verace manco a cercarlo con la lanterna,tra mafia nostrana.mafia cinese,delinquenza albanese non avremo certo un bel futuro davanti.Quando ci sveglieremo da questo sonno allora sarà troppo tardi ,che DIO ce la mandi buona.
era una bella figa
On. DI PIETRO,
non sono totalmente concorde, in quanto non è la quantità di anni che si sta nel nostro Paese che deve giustificare la richiesta di Cittadinanza ma la cultura che ogni singolo straniero si porta dietro!
Purtroppo la cultura Musulmana è totalmente diversa dalla nostra e di questo, molti musulmani ne abusano e basta vedere i fatti ma molte altre culture sono diverse dalla nostra eppure hanno un atteggiamento ben più corretto!
Purtroppo mi rendo conto di essere di parte in quanto sono sposato con una Latinoamericana (a cui peraltro il Ministero non ha ancora rilasciato la Cittadinanza perché sono burocraticamente in ritardo, manca solo la firma finale ed è gia il 26° mese!) ma nello stesso tempo questo mi fa capire molto bene le distinzioni!
Personalmente sono a favore della riduzione a 5 anni e fosse per me la ridurrei anche a meno, ciò che va combiato nella legge, a mio avviso, è il vincolo che si deve porre a queste persone, ovvero, a chi compie reati deve essere tolta la Cittadinanza e a chi li reitera deve essere anche espulso con decreto di non reingresso per qualche anno o per sempre!
La Cittadinanza deve rendere Cittadini italiani solo chi fa in modo di meritarsela!
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Pongo un quesito, che lega la questione della cittadinanza a quella dei PACS. Attualmente a seguito di matrimonio con una persona italiana è possibile richeidere la cittadinanza dopo 6 mesi. Perchè chi convive more uxori (coppia di fatto) deve attendere degli anni?
Nelle auspicate leggi sulla cittadinanza e sui PACS sarà necessario prevedere una norma che equipari le coppie miste alle coppie italiane.
Anche io credo comunque che l’acquisizione della cittadinanza debba avvenire mediante una sorta di concorso per titoli ed esami. I titoli: gli anni di permanenza in Itali (minimo 5, ma forse anche 3), il paese di provenienza (punteggio più alto per gli europei), l’integrazion effettiva (ad esempio relazioni affettive e lavorative documentate con italiani etc). Gli esami: lingua italiana scritta e orale con attenzione anche ai detti, proverbi, locuzioni umoristiche etc; conoscenza approfondita della Costituzione.
La questione della cittadinanza e’ a mio avviso complessa e puo’ risultare fuorviante collegarla alla vicenda della povera Hina Saleem. Purtroppo anche in Italia ci sono ancora oggi padri-padroni che impongono matrimoni combinati alle figlie o, peggio, genitori che costringono i figli a prostituirsi o ne abusano. Che si fa con questa gente? Togliamo loro la cittadinanza?
Se il padre di Hina aveva le carte in regola per ottenere la cittadinanza io (prima del delitto!) glie la avrei data e a delitto compiuto lo avrei condannato all’ergastolo, cosi’ come sarebbe successo ad un italiano che avrebbe compiuto lo stesso delitto.
F.
Questo fatto ci dimostra come la religione sia stata ancora una volta una bella scusa. Certo se è questo è il modo di tirare su una famiglia…Se non c’era la religione forse questa ragazza era ancora viva e vegeta, chissà. Peccato che è morta una ragazza che aveva capito molte più cose dei loro parenti. Quante persone moriranno ancora per la ‘religione’ ? Io penso che questo fatto non sia politico. Non ho bisogno di schierarmi con nessuno. Ognuno rifletta e tragga le sue conclusioni. Forse un giorno finiranno tutte queste nefandezze.
Invece, caro Antonio, proporrei di istituire, magari a cura del dicastero che si occupa di istruzione, specifiche prove annuali tendenti ad accertare l’integrazione del cittadino comunitario od extracomunitario, verificando il suo grado di adattamento, la conoscenza delle leggi, gli usi, le abitudini e quant’altro necessario, in modo da attribuirgli anzitempo la cittadinanza italiana e bandendo, quindi, il limite temporale minimo di permanenza nel nostro Paese, chiaramente visto come barriera aleatoria e deleteria.
A tale riguardo, narro il caso, che mi ha completamente stupito, di una cara amica, una ragazza extracomunitaria che vive da circa un paio di anni nel nostro Paese. Ebbene lei in questo breve arco di tempo ha totalmente assimilato il modo di vivere all’italiana al punto da conoscere la lingua perfettamente, di aver ben chiare le leggi e di rispettarle sistematicamente, di partecipare alla vita ed ai problemi della città. Insomma ha dimostrato di poter vivere nel nostro Paese senza alcuna difficoltà, oltre che ad amarlo e onorarlo al punto da bandire, ove necessario, la cittadinanza d’origine che non gli ha offerto alcuna opportunità di vita.
Ora, tenere queste persone nell’incertezza per cinque o più anni, lasciarli in balia della burocrazia e ai ricatti dei propri datori di lavoro che approfittano della loro precaria condizione, è semplicistico e inutile. Per cui posso capire la preoccupazione che molti Italiani nutrono verso questa gente, considerata aliena e dannosa alla società, ma non giustifico l’azione politica avversa ed antiumanista degli assennati governanti. In tale contesto, inoltre, non si trascuri la disperazione che conduce gli stranieri in Italia, ed in altri paesi cosiddetti sviluppati, i quali si sobbarca estenuanti e gravosi oneri, sia fisici che psichici ed a volte anche al rischio della vita, per raggiungere un agognato obiettivo che è quello di condurre una esistenza tranquilla e prospera per se e per le proprie famiglie.
Altro aspetto è l’atteggiamento riluttante degli ospitanti che il più delle volte scaturisce da un immaginario contorto che prefigura lo straniero come soggetto ostile, dedito al malaffare ed alla truffa, sporco ed incivile. Si tratta ovviamente di pura generalizzazione in quanto molti di loro, onesti e laboriosi, si occupano di faccende che gli italiani nemmeno lontanamente si sognerebbero di fare, come l’assistenza agli anziani, i lavori domestici, i lavori stagionali nei campi e nell’industria, etc.
Questo caso non ha nulla a che vedere con la cittadinanza. Quante ragazze Italiane ancora oggi sono sottoposte ad angherie familiari (anche se non così estreme) per matrimoni non graditi?
Dare la cittadinanza ad una persona vuol dire riconoscergli uno status giuridico che prevede diritti e doveri, ciò vale per chiunque sia esso bianco, nero o a pallini.
Il caso della povera Hina lo inquadrerei in un terribile e raccapricciante fatto di cronaca, tanto quanto madri che uccidono i figli o figli che uccidono le madri. Tutti casi ampiamente regolamentati dalla nostra legislatura basata sul fondamentale rispetto della dignità dell’individuo e della sua libertà. In sostanza non mi sarei meravigliato se quel padre fosse nato a Catania o a Trento.
L’integrazione e la convivenza di culture diverse sono processi epocali ineludibili che noi, figli di questo tempo, dobbiamo tentare di governare, per quanto ci concerne, con lungimiranza per lasciare un mondo migliore ai nostri figli o nipoti.
Limiti temporali, muri, carte bollate, timbri o certificati nulla hanno a che fare con tutto questo.
On. non perda di vista i macrosistemi, altrimenti continueremo a fare la solita politica Italiana dell’orticello di casa nostra, che non ci porterà molto lontano.
Con Stima
Claudio Patricolo
Anchio, come altri non vedo cosa centra l’omicidio della povera ragazza con la cittadinanza che è segno di civiltà nei confronti di cittadini extra europei venuti nel nostro paese per lavorare. Preso la cittadinaza italiana non possiamo imporli la cultura italiana.Salutissimi Enzo
sempre + convinto di averti votato
Gentile Ministro Di Pietro,
concordo con la sua opinione sulla questione della cittadinanza e aggiungo alcune mie considerazioni. Mi sembra che cittadinanza voglia dire, oltre che naturalmente rispetto dei diritti universali, anche un insieme di consuetudini, modi di vivere, pensare; un sentire e un porsi nei confronti della vita che è “comune”. Allora perché dovremmo sancire una cosa non vera e fare pure una forzatura sul piano legislativo? Per dimostrare accoglienza, solidarietà, bontà? Nessuno vuole fare il contrario, ma cos’è questa smania di legiferare su tutto? E’ un gravissimo errore ritenere che in 5 anni una persona che viene da fuori comprenda una cultura e sviluppi una comunanza di idee e sentimenti. E mi verrebbe da dire che non solo non è possibile, ma non è neppure giusto concettualmente, perchè non corrisponde alla richiesta dei cittadini stranieri (almeno non di tutti). Chiunque di noi si trasferisse in Camerun o in Madagascar difficilmente diventerebbe uno del posto in 5 anni! E per fortuna! Cosa accadrebbe se fossimo tutti delle canne al vento? Già nella cosiddetta nostra cultura facciamo fatica a ritrovarci noi, per questo processo di distorsione e abbruttimento che dovremmo cercare di “curare”. Ma se se non riusciamo noi a con-vivere bene, a tollerarci tra noi, a rispettare le ”nostre” regole, allora perché confondere tutti questi problemi con quelli (di natura semmai totalmente diversa) portati da milioni di persone con mentalità e consuetudini non sempre compatibili, che peraltro sono spesso giustamente intenzionati a mantenere, con rancori etnici che bisognerà aiutare a riassorbire… Come faremo? La politica procede con la solita approssimazione, sembra confusa sulla direzione da prendere e neanche su un fenomeno così serio dimostra di volersi porre con vera capacità di ascolto. “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”[Seneca]
La saluto ringraziandola perché lei è tra le persone che in politica svolgono il loro ruolo nell’interesse dei cittadini.
Roberta
la riduzione degli anni per ottenere la cittadinanza, era un obietivo dichiarato in campagna elettorale?
Ecco i primi cento giorni di governo; indulto e cittadinanza agli stranieri, oltre al numero record dei sottosegretari.
Proviamo ad immaginare un risultato della coalizione se andassimo alle elezioni oggi?
Benissimo invece il lavoro del nostro presidente Di Pietro, con Autostrade e azzeramento vertici ANAS, veramente un atto rivoluzionario.
Possiamo essere contenti di lavorare bene in una coalizione che sta perdendo consensi?
In questo bipolarismo tutta la nostra capacità innovativa sembrerà più un disturbare i manovratori.
Speriamo bene.
queste cose sono sempre accaudute e accadranno sempre, è chiaro che, grazie alla ricerca dello scoop giornalistico ed alla possibilità di diffondere notizie di qualsiasi genere oltre che sulla carta stampata anche su altri tipi di canali (vedi internet), queste “notizie” hanno un rilievo notevole per chi legge e sfoglia un giornale oppure un settimanale, chiarendo in merito che la nostra editoria è delle più orribile e menzognere e finisco qua sulla nostra editoria.
Sicuramente tra un paio di giorni i giornalai ohp chiedo scusa i giornalisti rivedranno completamente l’intero accaduto e daranno un’altra versione.
Gli italiani non leggono i giornali ma lo sfogliano ed è questo che rendere l’editoria italia molto forte e sopratutto ricca.
Mi auguro che tutti voi su questo blog condividete la mia idea ed evitate di acquistare i quotidiani e vedere i vari TG.
LE NOTIZIE VERE ESISTONO QUANDO DIETRO NON CI SONO INTERESSI ECONOMICI DI NESSUN GENERE
Contro il sindaco di Sanremo, dottor Claudio Borea, è stato presentato esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, poiché il Primo cittadino, pur avendo ricevuto una circostanziata segnalazione corredata di un’ incontrovertibile documentazione, in merito al problema delle sc ie chi mi che, ha ignorato la comunicazione: si può quindi ravvisare il reato di omissione di atti di ufficio, come dagli articoli sotto riportati del Codice penale.
Art. 40 Rapporto di causalità Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l’esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione.
Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.
Art. 328 Art. 328. Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione. Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse, non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a lire due milioni. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa.
Art. 361 Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale
Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferire, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito con la multa da lire sessantamila ad un milione.
La pena è della reclusione fino ad un anno, se il colpevole è un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria, che ha avuto comunque notizia di un reato del quale doveva fare rapporto.
Le disposizioni precedenti non si applicano se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa.
Quello della ragazza pakistana uccisa dal padre è un episodio (tragico) che, a mio avviso, ha poco a che vedere con la questione della cittadinanza; direi che sia più legato ad una questione “culturale”, di mentalità chiusa per non dire cieca.
In realtà, l’Italia è uno dei paesi in cui è PIU’ DIFFICILE OTTENERE LA CITTADINANZA E SPIEGO IL PERCHE’:
Sappiamo bene che non mancano leggi sul tema dell’immigrazione. Il problema è che ancora nel nostro paese non esiste una legge quadro che riconosca che l’Italia E’ un paese d’immigrazione, sempre più caratterizzato da un marcato pluralismo etnico (volente o nolente la Lega..), culturale ereligioso. Esattamente come altri grandi paesi europei ed occidentali. Riconoscere questo significa prendere atto del fatto che vi sono centinaia di migliaia di persone che vivono e lavorano con noi, frequentanoi nostri stessi servizi sociali, contribuiscono alla nostra economia ed al nostro sistema previsenziale. Ma non sono cittadini, restano “stranieri”, “immigrati”. Vivono in una zona grigia di diritti “a metà”, utili alla nostra economia, ma pur sempre “estranei” alla nostra comunità civile.
Qualcuno pensa che questa condizione di marginalità e di precariato sia necessaria a preservare l’identità nazionale. Io penso ESATTAMENTE L’OPPOSTO.
La forza di una comunità nazionale è nella solidità dei suoi legami, nella qualità della convivenza.
LA CITTADINANZA E’ ESATTAMENTE QUESTO LEGAME che, nella diversità di culture, riesce ad unire uomini e donne che sottoscrivono idealmente un patto di convivevnza.
Un compiuto percorso di cittadinanza e di integrazione passa anche attraverso il riconoscimento di una compiuta libertà religiosa che, ad oggi, in Italia non è pienamente garantita proprio ale comunità di immigrati.
Come è ampiamente noto, negli ultimi anni governo e parlamento NON hnno approvato nuove “intese” COME PREVDE L’ARTICOLO 8 DELLA COSTITUZIONE; le richieste sono rimaste in panchina.
Ma forse, quel che è più grave, non sono riusciti AD APPROVARE UNA LEGGE – DAVVERO LIBERALE altro che chiacchiere- SULLA LIBERTA’ RELIGIOSA.
L’INTERA MATERIA E’ REGOLATA DALLE NORME DEGLI ANNI 1929 E 1930 E NON ABBIAMO BISOGNO DI RICHIAMARE LA CULTURA POLITICA CHE LE POTEVA ORIENTARE…
Ricordiamoci che episodi del genere sono successi anche da noi, tra cittadini italiani di religione cattolica.
Il rispetto dei diritti civili è dovere di tutti e non solo degli immigrati, perchè non essere di religione cattolica non vuol dire essere necessariamente predisposti a ledere i dirirtti altrui. Bisogna distinguere il fanatismo religioso dalla religione. Molti musulmani meritano più rispetto di tutti coloro che si dicono cattolici ma che in realtà sono soltanto bigotti.
Stiamo attenti colpevolizzare le differenze religiose perchè si rischia di alimentare odio tra cattolici e non di cui sinceramente è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno.
Mi sembra che l’on. Di pIetro stia scadendo un po’ nella demagogia…
Non e’ una questione di cittadinanza agli stranieri, ma di educazione ai diritti civili, che farebbe molto bene anche a noi italiani…
Negli ultimi tempi il dumero di delitti “passionali” e’ stato preoccupante, e i protagonisti tutti italianissimi.
.SEGUE.
..Inoltre (da un punto di vista più prettamente BUROCRATICO), l’Italia è uno dei paesi europee che presnte una normativa per l’acquisizione della cittadinanza FRA LE PIU’ RESTRITTIVE:
il figlio di starnieri nato in Italia deve attendere il dciottesimo compleanno, dopodiché ha facoltà di afre domanda per acquisire la cittadinanza.
HA UNA NNO DI TEMPO PER FARLO E PERDE IL DIRITTO SE NON LO ESERCITA ENTRO IL DICIANNOVESIMO COMPLEANNO (!!!).
Se va all’estero PER UN PAIO D’ANNI PERDE IL DIRITTO.
A rafforzare questa normativa XENOFOBA, perché eslat il concetto di “ITALIANITA’”, è stato intodotto il diritto di voto per italiani residenti all’estero.
Con ogni probabilità costoro hanno un’immagine cristallizzata e nostalgica dell’Italia di cinquant’anni fa, nessuna intenzione di tornare a vivere in Italia, non pagano le tasse i Italia, molti non parlano quasi più l’italiano (e dov’è finita, in questo caso, l’ “italianità”??).
PERCHE’, PER SEMPLICE APPARTENENZA GENEALOGICA DEVONO DECIDERE DEL GOVERNO DELLA NAZIONE??
Nelle altre democrazie (quelle vere, che funzionano..) vige una regola molto più semplice ed efficiente: CHI PAGA LE TASSE HA IL DIRITTO DI VOTO. PUNTO.
Sarebbe un buon inizio dare una spallata a queste leggi anacronistiche basate sul “legame di sangue”.
CARO MINISTRO E PRESIDENTE
PENSO CHE SIA MOLTO AZZECCATO IL TEMA SUL DIRITTO DI CITTADINANZA DI CUI SI STA PERDENDO IL SENSO E IL SUO VALORE PIU’ ALTO.
DI PRIMO ACCHITO, DOPO LA LETTURA DEL POST, QUELLO CHE MI VIENE IN MENTE CHE IL TERMINE CITTADINANZA O CITTADINO E’ DI ORIGINE ROMANA “CIVILITAS” .
” SINE ARMIS CERTARE= contendere civilmente senza le armi, CICERONE”.
MENTRE TUTTO CIO’ CHE ACCADE TUTTO SIA COMPLETAMENTE DIVERSO… DAL SUO SIGNIFICATO ORIGINARIO OVVERO PROTAGONISTA DIGNITOSO DELLA CIVILTA’ DELL’UOMO.
Caro Antonio,
questa volta mi trovi in disaccordo: molti sono gli Italiani che non sanno dove stiano di casa i diritti civili! CHe dire dei tragici fatti di cronaca, dal delitto del piccolo Tommaso a quello di Cogne? E sei così certo che in certe zone d’Italia non vi siano ancora i matrimoni “combinati”?
OT
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Come si può uccidere una ragazza (mi riferisco a Hina Saleem) solo perchè innamorata di un uomo di religione differente?
Come possiamo permettere di applicare la “Sharia” nel nostro paese (ma non solo nel nostro paese..)?
Non sapete cos’è la SHARIA?
Beh, allora leggete…
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Clicca sul mio nome per saperne di più.
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Come si può uccidere una ragazza (mi riferisco a Hina Saleem) solo perchè innamorata di un uomo di religione differente?
Come possiamo permettere di applicare la “Sharia” nel nostro paese (ma non solo nel nostro paese..)?
Non sapete cos’è la SHARIA?
Beh, allora leggete…
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Non è mai accaduto che UN ITALIANO VERACE abbia ammazzato la moglie, la figlia, talvolta l’intera famiglia, per motivi D’ONORE o perchè E’ STATO ABBANDONATO in seguito a insopportabili maltrattamenti fisici e morali ? Gli è stata tolta la cittadinanza ? CREDO PROPRIO DI NO. Anzi credo che anche a questo ipotetico criminale sia stato riconosciuto, come è giusto, il diritto alla difesa in sede penale, maqgari anche d’ufficio , a spese dei contribuenti tutti.
Quest’ultima idea di Di Pietro, con cui sono, quasi sempre, d’accordo, mi sembra affrettata e sbagliata, troppo dettata dall’emozione del momento.
marcella de negri
In merito alla cosiddetta “Strage di Qana” di cui Lei ha parlato nel Suo blog del 30 Luglio scorso, vorrei farLe presente quanto segue:
Il portavoce dell’IDF (Israel Defence Forces, Forze di Difesa Israeliane) IMRA ha rilasciato il seguente comunicato relativo all’inchiesta ufficiale condotta sull’eccidio di Qana (il testo è tratto dalla rivista “Arutz Sheva”)
[inizia]
Il 2 agosto 2006, il capo dello staff delle IDF ha presentato i risultati dell’inchiesta condotta in merito ai fatti di Qana avvenuti il 30 luglio. L’inchiesta conferma le informazioni fornite nella conferenza stampa tenuta dall’IDF il giorno stesso dell’accaduto, secondo la quale l’IDF aveva indicato l’edificio in questione come bersaglio di un attacco aereo avvenuto il 30 luglio alle ore 00:52 con due missili, il primo dei quali è esploso mentre il secondo sembra aver fatto cilecca.
L’edificio era stato indicato come bersaglio in conformità con le regole di ingaggio dei militari riguardanti l’uso della forza contro le strutture sospette all’interno dei villaggi i cui residenti sono stati avvertiti in precedenza di evacuare la zona. Le strutture colpite erano adiacenti alle zone dalle quali sono partiti razzi verso Israele. Dal 12 di Luglio, sono stati lanciati oltre 150 razzi che sono partiti da Qana e della zona circostante. I residenti di Qana e dei villaggi circostanti sono stati avvertiti parecchie volte, con vari mezzi, di evacuare la zona (il che significa che i civili che erano nella costruzione erano là malgrado i ripetuti avvertimenti).
Secondo le informazioni disponibili all’IDF, la costruzione non era abitata da civili e veniva usata come covo dai terroristi; se le informazioni avessero indicato la presenza di civili nell’edificio, l’attacco non sarebbe stato effettuato. Purtroppo Hezbollah usa cinicamente ed intenzionalmente i civili come scudi umani.
[termina]
Sempre nella rivista Arutz Sheva si trovano però indicati una serie di fatti particolarmente “strani” che suscitano molti sospetti:
[…CONTINUA…]
[…SEGUE…]
Ufficiali dell’IDF hanno comunicato ai giornalisti come vi sia una discrepanza fra il momento in cui ha avuto luogo il bombardamento ed i rapporti relativi all’esplosione. Il generale dell’aeronautica israeliana, Amir Eshel, ha affermato che vi è la possibilità che siano stati gli stessi terroristi Hezbollah che hanno fatto scoppiare l’edificio, oppure che una causa sconosciuta abbia causato lo scoppio di esplosivi immagazzinati precedentemente nella struttura stessa. Eshel ha spiegato che le informazioni registrate indicano che gli aerei israeliani hanno bombardato la costruzione fra la mezzanotte e l’una e che l’attacco successivo ha avuto luogo alle 7:30 del mattino ad una distanza di almeno mezzo chilometro dall’edificio. Eshel ha affermato che il comunicato relativo all’esplosione che ha causato la morte dei civili è stato diffuso verso le 8 del mattino successivo. Egli dice che non è chiaro che cosa sia accaduto fra l’una e le otto del mattino seguente.
“Effettivamente,” scrive Robert Spencer per “Front Page Magazine”, suscita incredulità il fatto che questi civili libanesi non solo sono rimasti in una casa che era stata bombardata per otto ore, ma che sono andati tranquillamente a dormire in quella stessa casa dopo il bombardamento: infatti TUTTE le vittime sembrano essere state apparentemente colte nel sonno, malgrado il fatto che il bombardamento israeliano dall’aria continuasse in quella zona.”
Ci sono altri misteri. Il tetto della costruzione era intatto. Il giornalista Ben Wedeman della rete CNN ha notato che c’era un cratere vicino all’edificio, ma ha osservato che la costruzione non sembrava essere sprofondata in conseguenza del bombardamento aereo israeliano.
Poco dopo l’alba una chiamata ha invitato i giornalisti ed i lavoratori addetti al salvataggio a intervenire sulla scena. Nonostante il fatto che Hezbollah sostenga che i civili non potevano evacuare la zona come conseguenza del fatto che l’esercito israeliano aveva distrutto i ponti e le strade, i giornalisti e le squadre di salvataggio non hanno avuto alcun problema ad arrivare sulla scena dalla vicina Tiro.
[… CONTINUA…]
[…SEGUE…]
Le squadre di soccorso dei libanesi hanno aspettato a evacuare la costruzione fino a che non sono arrivati i giornalisti con le macchine fotografiche. L’assenza di uno sforzo reale di soccorso è stata spiegata dicendo che mancavano le attrezzature di soccorso. Dalle macerie però non sono state estratte persone ferite o sotto shock.
I soccorritori che trasportavano le vittime sulle barelle di tanto in tanto hanno sollevato le coperte in modo che le macchine fotografiche potessero mostrare le facce ed i corpi dei morti. Ma, nota “Koret”, le facce di color grigio-cenere delle vittime hanno fatto pensare che i cadaveri sembravano quelli di persone morte ormai da molti giorni.
Le foto dei soccorsi trasmesse in tutto il mondo sono “estremamente sospette”, scrive Spencer, citando il lavoro di “UE Referendum” che mostra le numerose anomalie delle foto. “La cosa più evidente”, scrive, “è che il timbro-datario di varie foto mostra come i medesimi cadaveri siano stati fatti sfilare davanti ai reporter in differenti occasioni, come se ogni volta fossero appena stati estratti dalle rovine. Inoltre alcuni operai portano equipaggiamenti differenti in foto differenti, tuttavia stanno chiaramente trasportando il medesimo cadavere.”
Come si vede, si tratta molto probabilmente di una operazione di propaganda degli Hezbollah. Malgrado ciò, non mi pare che i giornali italiani abbiano pubblicato una sola riga a tale riguardo.
Così come non sono state pubblicate smentite alla notizia, apparsa a caratteri cubitali sui giornali, del presunto assassinio di un ragazzo sulla spiaggia di Gaza da parte di una bomba israeliana – mentre invece sui giornali esteri a distanza di alcuni giorni dal fatto si è riconosciuto che si trattava di una mina di fabbricazione palestinese collocata dai terroristi di Hamas per “scongiurare” un “possibile” sbarco via mare di soldati israeliani.
Lei ha scritto nel Suo blog che “…lo Stato di Israele è messo più a rischio dai bombardamenti sconsiderati, voluti dal suo governo, che da ogni altra minaccia.” Mi pare invece che il rischio maggiore sia proprio la propaganda filoaraba che viene stampata dai giornali italiani e che viene propalata da pennivendoli prezzolati o minus habentes.
Con profonda stima e apprezzamento per il Suo impegno in Parlamento
A mio avviso non è molto importante il lasso di tempo in cui si vive in italia. Ci sono famiglie che non si integrano perchè non si vogliono integrare. Perchè cos’è l’integrazione? Non è forse il riuscire a mischiarsi tutti insieme, riuscire a convivere e a tollerarci? Invece gli immigrati vengono accolti in italia già come clandestini e gente di cui non fidarsi, tendono a formare nuclei, palazzine o quartieri interi in cui vivere tra di loro.
Perchè? Perchè a mio avviso non conoscono la lingua e non conoscono la nostra società, e non la conosceranno se non facciamo campagne di alfabetizzazione per immigrati. Perchè gli immigrati non possono pensare di venire nel nostro paese e poter vivere come nel loro, perchè il nostro paese a regole diverse e in qualche modo si devono adattare senza perdere la loro cultura. Perchè la nostre leggi non cercano di adattarsi alle loro esigenze e la nostra società non li accetta… Bisogna che ci si venga incontro tutti e due ma il primo passo lo dobbiamo fare noi italiani…
In Italia ci sono le “Leggi”e chi non le rispetta,straniero o italiano che sia,ne deve subire le conseguenze. Quanti sono gli italiani che per la violazione della Legge non paga mai?
Al di là dei buonismi bisogna essere franchi e dire che ci sono dei concetti che in noi europei sono radicati da qualche secolo e diamo completamente per scontati, ma così scontati non sono per la maggior parte dei popoli “non occidentali”
Mi riferisco alla dichiarazione dei diritti dell’uomo (e della donna) conquista della rivoluzione francese. Noi ormai la diamo completamente per scontata ed è dentro il nostro dna ma non credo che sia così ovunque.
Questo può anche sembrare ipocrita in quanto noi siamo garantisti dell’uomo a casa nostra ma non altrettanto all’estero, quando sganciamo tonellate di bombe su civili senza colpa, per garantirci l’accesso al petrolio.
Ciò non toglie che almeno dove è possibile, i diritti umani dovrebbero essere prima ancora che rispettati, semplicemente fatti conoscere, e fatti condividere almeno con una dichiarazione formale.
Il senso del mio post è: non ci si può aspettare che chi viene da una realtà molto diversa dalla nostra, rispetti i valori che abbiamo se prima questi valori non li conosce affatto, e non gli è data la possibilità di studiarli e conoscerli.
Il discorso e’ davvero molto semplice… vuoi emigrare in Italia…? Perfetto, vieni, lavora sodo, contribuisci a dare ricchezza al paese e non fare casino.
Invece ci ritroviamo ad assistere a dibattiti su musulmani che non vogliono il crocifisso nelle nostre scuole.
Se mi recassi in un paese estero per viverci, per educazione sono io che devo adeguarmi alle leggi, usi e costumi di quel paese.
Solo in Italia non e’ cosi’…?
Siamo la solita terra dei cachi.
Io conosco la storia vera di un tizio (conosco il nome ma non posso ovviamente dirlo) di una certa regione italiana che non posso ovviamente menzionare, che uccise il figlio perchè era omosessuale. Allora? Che mi dite?
…e non é certo l’unico caso di questo genere, basta leggere la cronaca. Purtoppo delitti di questo tipo sono frequenti da noi e anche in tutti gli altri paesi europei, per non parlare di Stati Uniti, Australia e Canada. Dunque?
Che c’entra la legge sulla cittadinanza?
Che c’entra il tempo di permanenza in un paese?
Che c’entra lo studio e la conoscenza di una piuttosto che di un’altra costituzione?
Che l’Iitalia non debba avere nessuna fretta di accogliere e naturalizzare straniere di alcun genere é un fatto ma questo fatto dipende da ben altri fattori legati alla miseria, alla sovrapopolazione e alla disorganizzazione del nostro paese e non certo ad una questione morale o di delitti.
Meditate gente meditate!
Bravo, Tonino ! Hai scoperto l’ acqua calda! Mi sembra ovvio che occorra rispettare i diritti civili di tutti.
Come è ovvio il fatto che a non rispettarli non siano solo i pakistani ma anche gli italiani , basta leggere le cronache nere degli ultimni mesi o ultimi anni che ci raccontano cose orribili, compiute senza essere musulmani, ma essendo – almeno anagraficamente- cristiani.
Franco
Leggendo l’articolo ho avuto modo di pensare che Lei sia contrario alla legge per la cittadinanza ai cittadini extracomunitari residenti da 5 anni.
Poi leggo il programma del Suo partito e ci trovo scritto:
“Riconoscere agli stranieri extracomunitari residenti stabilmente sul territorio ed in regola con il permesso di soggiorno il diritto di voto alle elezioni amministrative”
Secondo me è un controsenso , forse si cerca di cavalcare l’emotività del momento??
Ma andate a fan…lo, azz prima proponete le caz…te e poi vi piangete addosso. di pietro cos’è un’altra stro…ta tipo indulto?, se non approvate la legge sulla cittadinanza cosa fai minacci ancora dimissioni, ma siate seri per favore. di pietro non mi convinci più, ormai può crederti solo qualche schokkato filogrilliano.
Amen.
Spero che quando questa legge dovrà essere votata in Parlamento non ci si sia già dimenticati della mia concittadina coraggiosa e martire della causa di parità femminile.
Purtroppo però c’è Mastella alla Giustizia, ed il “nostro” Pisicchio non mi pare tenga molto alla linea del Partito (vedi indulto).
Piccola parentesi:
Federica Rossa Gasperrini, Pino Pisicchio, De Gregorio… incominciano ad essere tantini i “dissidenti”. Non so come si possa risolvere questo problema ma certamente per le prossime elezioni sarà necessario trovarsi dei compagni di viaggio migliori.
La follia del singolo non deve sfociare nella repressione dei diritti di tanti
E se cominciassimo ad attuare una seria campagna del tipo “ognuno a casa sua”?
Qualcuno si diverte a fare sboccati commenti senza però avere letto.
Nella sua lettera, Di Pietro, non dice di essere contrario alla proposta di legge che permetterebbe agli emigrati di acquisire la cittadinanza dopo 5 anni, ma che questa proposta contenga anche severe punizioni per chi viola le nostre leggi.
http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/politica/indulto-4/indulto-salva-furbetti/indulto-salva-furbetti.html?ref=hpsez
Così l’indulto salverà i “furbetti”
Niente carcere per gli scandali finanziari
di ORIANA LISO e FERRUCCIO SANSA MILANO – “L’indulto? Un affare d’oro, per chi di affari se ne intende. Finanzieri, banchieri, immobiliaristi. Indagati alcuni, imputati altri, per tutte le possibili combinazioni di reati economico-finanziari. Per semplicità: i “furbetti del quartierino”. Fazio, Fiorani, Consorte, Ricucci. Ma anche Tanzi, Geronzi, Cragnotti. Per loro i tre anni di sconto di pena previsti dall’indulto hanno il sapore della certezza della libertà.
Fatti due conti, la nuova legge aiuterà tutti loro, in caso di eventuale condanna, a fare pochi o nessun giorno di carcere perché l’indulto – che copre tutti i reati commessi entro il 2 maggio scorso – “abbuona” di fatto sei, e non tre, anni di carcere, grazie alla possibilità di accedere prima del tempo all’affidamento ai servizi sociali e, in generale, alle misure alternative. Basta sfogliare il Codice penale per rendersi conto che le eventuali condanne più alte – che potrebbero aggirarsi sui dieci anni – saranno comunque ridotte sensibilmente.”
Ieri ho letto sempre su repubblica del DS Pacenza e scandali fondi CEE.” COSENZA – Il capogruppo dei Ds nel consiglio regionale della Calabria, Franco Pacenza, di 48 anni, è stato arrestato dalla Guardia di finanza nell’ambito di un’indagine sulla gestione di finanziamenti dell’Unione Europea destinati alla realizzazione di insediamenti industriali”.
Onorevole, Lei scrive: punizioni severe per chi viola i diritti civili. I diritti civili non sono negoziabili. Temo che in Italia tutto sia negoziabile.Anche la Giustizia.
Sono d’accordo sul fatto che abbassare il limite prima di potere diventare cittadino italiano non sia una cosa auspicabile.
Inoltre il diritto alla cittadinanza non dovrebbe essere automatico, ma sottoposto ad un controllo della conoscenza dei principali diritti/doveri del cittadini.
E come me la pensano diversi miei amici stranieri, residenti e lavoranti in Italia, che si sono “spaventati” dalla facilità con cui concediamo (e concederemo con le nuove modifiche) il diritto di voto e di cittadinanza.
la cittadinanza va data dopo almeno 10 anni a chi intende integrarsi con il nostro paese,dopo aver superato delle prove, riguardo la costituzione,la lingua, il viver civile, è inutile darla a chiunque dopo 5 anni, ci troveremo invasi di extracomunitari che tra 20 anni,saranno i nuovi italiani, ma non scherziamo.
la sinistra è partita malissimo,questo sta diventando il paese dei balocchi,con tutti questi pinocchio in parlamento,la fretta di dare la cittadinanza a chi giova?
non ci sono altre priorità? ma l’italia vuole veramente essere un paese democratico? o stiamo seguendo l’esempio americano? la democrazia del nord europa i politici italiani se la sognano, ma come dargli torto,altrimenti mezzo parlamento starebbe in galera.INDULTO PORCATA ITALIANA,
CI SIAMO FATTI RICONOSCERE DI NUOVO.
la vicenda di hina mi ha sconvolto…e ancora di più mi ha sconvolto il legale che dice di non saper comunicare con il padre,di non capirlo.come potrebbe diventare cittadino italiano?e quanti sono come lui?hina sarebbe stata f iera della cittadinanza.ma quanti della sua religione sarebbero stati coraggiosi come lei?e quanti avrebbero accettato la sua libertà?io continuo a credere ancora pochissimi.
ESPRIMO PROFONDO SDEGNO E RACCAPRICCIO PER L’ ATROCE FINE DELLA SVENTURATA RAGAZZA PAKISTANA SGOZZATA CON INAUDITA FEROCIA DAL PADRE PER LA SEMPLICE COLPA DI ESSERSI OCCIDENTALIZZATA.VOGLIO RICORDARE L’ANALOGA SORTE TOCCATA IL 7 FEBBRAIO 2005 AD HATUN SURUCU, RAGAZZA TURCA DI 23 ANNI UCCISA DAI FRATELLI IN GERMANIA DOVE LA FAMIGLIA RISIEDEVA DA BEN 30 ANNI. PER NON PARLARE DELL’ALTRA SENTENZA DI MORTE ESEGUITA AD OPERA DI ISLAMICI CONTRO IL REGISTA OLANDESE VAAN GOOGH!E CHE DIRE DEL CLIMA DI TERRORE IN CUI STANNO FACENDO PRECIPITARE MEZZO MONDO!? APRIAMO BENE GLI OCCHI, QUESTA E GENTE CHE VUOLE SPAZZARCI VIA MENTRE NOI CONTINUIAMO A TRATTARLI COME OSPITI DI RIGUARDO .ALZIAMOCI IN PIEDI A DIFENDERE I NOSTRI SACROSANTI E INVIDIABILI VALORI OCCIDENTALI.CHI NON OSSERVA LE NOSTRE LEGGI E INDEGNO DELLA NOSTA CULTURA E VADA A QUEL PAESE CON ILSUO RETAGGIO .PAROLE PROFETICHE QUELLE DELLA FALLACI A CUI VA TUTTO IL MIO .SOSTEGNO . SEMPRE I PROFETI SONO PASSATI PRIMA AD ESSERE DEI FOLLI.POVERA ORIANA !BRUTTO DESTINO ,QUELLO DELLA CASSANDRA!
@angelica ardovino
Guarda che la questione omosessuale non c’entra proprio niente con questo fatto…
Qui si tratta di musulmani (almeno 3 a quanto pare… padre, zio e un altro?) che reputavano Hina Saleem una musulmana non devota…
Infatti possiamo dire che fosse “italiana”, vista l’eta’, le abitudini, la convivenza e il contesto in cui e’ cresciuta.
Ma chi l’ha uccisa non l’accettava. Come facciamo a dare la cittadinanza italiana a personaggi di questo tipo?
La cittadinanza è un diritto per gli Italiani, bisogna sapere che in Stati Uniti consegnano la cittadinanza soltanto per il fatto di essere nato in quel Paese, però molti peruviani, approfittano la cittadinanza per portare la droga negli Stati Uniti, vi rocordo che il 95% del foglio di COCA vanno destinati al narcotraffico e di lì vengono esportati via mare, magari il Governo peruviano facesse qualcosa, invece, sembrerebbe che ci sono interessi del Perù e ci sia il governo coinvolto con il narcotraffico. Secondo me, bisogna prima vedere per rendere più semplice il problema con i nostri connazionali residenti all’estero JURIS SANGUINIS di cui loro si hanno diritto e mantengono la tradizione e l’amore per la nostra cara Italia, quindi, prima si debbe sapere che esiste un’alra Italia all’estero e ci sono molti che possono chiedere la naturalizzazione per matrimonio dall’estero.
N.b..: Visitate questo sito: http://www.sintesidialettica.it Rivista di Cultura Politica
Alberto Calle
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Alberto Calle
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Complimenti Tonino,
hai ragione e le azzecchi tutte.
5 anni per avere la cittadinanza sono troppi e la sensibilità della popolazione non è ancora matura sui diritti di cittadinanza. E’ giusto dare la possibiltà di dare diritti di elettorato passivo ed attivo per le elezioni amministrative ma il processo di integrazione ha i suoi tempi e bisogna procedere poco alla volta.
Altrimenti succede come in Olanda che il processo di integrazione ha visto tempi breve ed ora ci sono due comunità (mussulmana e olandese) all’interno del paese che rischiano lo scontro e loro prevedevano 5 anni per acquisire la cittadinaza.
Bisogno avere pazienza ed aspettare i tempi giusti
Purtroppo in questo momento a mio avviso è prematuro cambiare il diritto alla cittadinanza, non è un problema di anni, anche, ma soprattutto di etnia, è ovvio che quella che desta maggiore preoccupazione è quella araba, una consistente frangia non sarà mai o quasi mai integrata, lo dimostrano purtroppo i fatti. In Inghilterra dove in passato è stato introdotto il diritto alla cittadinanza facilitato, hanno dovuto fare un passo indietro per i troppi conflitti venutosi a creare. Non sono d’accordo sul voto agli immigrati, anche se amministrativo, in quanto c’è il rischio serio di creare conflitto tra le due comunità, basta pensare per es. ai problemi scolastici, all’alimentazione, agli orari di preghiera, ecc.., ma più grave ancora sarebbe il preludio a rappresentanze nazionali su cui convergerebbero inevitabilmente i voti di costoro e visto il numero potrebbero benissimo formare per es. il partito arabo italiano con percentuali vicine all’IDV e noi sappiamo che peso hanno oggi i micropartiti con l’attuale sistema, vi potreste trovare con la proposta dei minareti al posto dei campanili, Purtroppo esiste un progetto di panarabismo che prevede l’inclusione dell’europa, è ovvio che questo non averrà con le armi, ma grazie alle nostre stupide leggi aperte momolaterali che non prevedono patti di reciprocità, per cui approfitteranno di questa falla, come hanno fatto in paesi come l’olanda considerata ormai una colonia araba grazie alle loro politiche d’apertura idiote masochiste false progressiste.
Di Pietro, bisogna lavorare sull’integrazione, solo che nessuno vuole farlo, tutti evitano di farlo, e questo va bene per più di qualcuno per far valere le sue idee politiche.
Anch’io sono convinta che 5 anni per concedere la cittadinanza siano pochi, soprattutto perchè conosco molti stranieri che pur trovandosi in Italia da parecchio tempo non sanno mettere in fila 2 parole e capire l’italiano è basilare per considerarli integrati. La stragrande maggioranza sono operai e lavorano tutto il giorno con altri stranieri: come possono integrarsi: come imparare l’italiano?Non hanno soldi per arrivare a fine mese, figuriamoci per fare un corso di italiano(lavoro in banca)! L’integrazione per loro sarà un processo molto lungo, che non arriva da sè, ma va incoraggiata e tutti dobbiamo fare uno sforzo per non lasciare che si creino comunità troppo autoreferenziantisi (che tendono spontaneamente a formarsi) e soprattutti ghetti malfamati come quello di Padova. In questo serve in particolare che la presenza della polizia si faccia sentire, che si intervenga quando si viene a sapere per esempio che una certa comunità gestisce il traffico di droga nella zona!!!(Brescia)
L’integrazione sarà invece (secondo me)automatica per le generazioni future, che cresceranno ed andranno a scuola con i nostri figli.
Inoltre vorrei pregare tutti di considerare che anche in Italia fino a non molto tempo fa si combinavano i matrimoni, e forse in alcune zone succede ancora. Ed era previsto il “delitto d’onore” fino all’1981!
Il caso della ragazza uccisa, vergognoso ed ignobile, è un’eccezione
SMETTETELA DI CONSIDERARLO UN COMPORTAMENTO DA MUSULMANO TIPO!!!
I musulmani che arriverebbero a tanto in una situazione del genere sono delle rare eccezioni, fortunatamente; dei malati di fanatismo. Molti, seppure molto convinti della bontà dei matrimoni combinati, non oserebbero mai malmenare una figlia e tanti invece capirebbero le sue scelte(mi baso su conversazioni avute con signori indiani e marocchini)
Di fanatici incomprensibili ne abbiamo anche tra gli Italiani, e nessuno si sognerebbe mai di pensare che siamo tutti così!!!Per esempio una ragazza che dice di seguire Satana ed accoltella madre e fratellino minore, figli che uccidono genitori o parenti per soldi ne abbiamo avuti parecchi!!!Follia, fanatismo pseudo-religioso, adorazione spregiudicata del DioDenaro, esistono e sono casi patologici da individuare, punire, e se possibile prevenire.Ma non è che impediamo alla gente di far figli per evitare che ammazzino i genitori!
SE SI GUARDANO LE STATISTICHE SONO CASI ECCEZIONALI, COME QUELLO DI ERICA E OMAR IMPUTABILI ALLA FOLLIA DELL’UOMO, NON DEL MUSULMANO
A Hina e a tutti quelli e quelle come lei: le vittime dell’irragionevolezza.
LA QUADRATURA DEL CERCHIO
“Tre sono le cose che possono far quadrare un cerchio: l’ideologia esasperata, il fanatismo religioso e il pensiero corrente.”
(Prefazione a un racconto del 1987, leggibile presso il sito dell’autore)… Cliccare sul nome sottostante; non costa nulla. Grazie
(e. b.)
Caro Di Pietro,
la Sua opera stà suscitando molti consensi in tutta Italia. Sono disponibili ad essere Suoi referenti nella città di Bari, una delle più popolose del sudItalia, i signori GABRIELE GABRIELLA E FANELLI GURRADO ALESSANDRO ALL’INDIRIZZO DI VIA TOMA N 16 70125 BARI, loro recapito.
Ma che cosa cambia il numero degli anni? Se si hanno certe convinzioni, il fatto scatenante potrebbe presentarsi dopo 12 0 13 anni di perfetta cittadinanza. Nel momento in cui la figlia 15enne 18enne o 20enne, emancipata perchè cresciuta in Italia, deve confrontarsi con la famiglia, che emancipata non è. E non lo è per tanti motivi, perchè deve lavorare 10 ore al giorno, perchè ha contatti solo con famiglie della stessa lingua o terra. Secondo me la tragedia è moltiplicata di un fattore 100. Ovvero si insegna ai figli a ragionare all’”occidentale”, senza però dare loro gli strumenti per prevenire le conseguenze delle loro scelte. Non basta dire che da una parte ci sono i barbari e dall’altra ci siamo noi, e chi compie quei gesti non è degno della cittadinanza. Troppo facile. Nella nostra presunzione di civiltà, mettiamo nelle mani di ragazzi e ragazze di diversa provenienza culturale (che non vuol dire di diversa cultura, in quanto probabilmente la loro cultura, essendo nati e cresciuti in Italia, è come la nostra!!) la bomba a orologeria dell’”emancipazione” (o quella che da noi si chiama così pensando alloro stile di vita), senza però spiegare loro che potebbe scoppiargli tra le mani. In sostanza penso che buttare li un numero di anni è un tipico comportamento da scaricabarili, di chi spera che il tempo smussi gli spigoli delle culture diverse, e che non ha capito che uno stato maturo, prima di pretendere che gli altri si adeguino, deve comprendere con chi ha a che fare. Ancora una volta la politica e i politici, stanno offrendo un pessimo esempio di populismo mediatico, sparando numeri mulipli di 5 nella speranza di fare terno!! Saluti.
COMUNICATO STAMPA
Dopo aver appreso la tragica notizia dell’omicidio della giovane Hina Saleem, l’U.C.O.I.I. esprime la propria ferma condanna dell’accaduto. Il Corano ci insegna chiaramente che chi uccide una persona è come se avesse ucciso l’intera umanità.
L’U.C.O.I.I. condanna altresì la strumentalizzazione politico-mediatica di una tragedia famigliare, che non può essere assunta a norma del vissuto della comunità islamica.
Crimini di questo genere purtroppo accadono nell’ambito di tutte le culture e non trovano giustificazione nei principi di nessuna religione.
17/08/06 Il Consiglio di Amministrazione dell’U.C.O.I.I
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“…la strumentalizzazione politico-mediatica di una tragedia famigliare,…”
Condivido in pieno e faccio mia la posizione dell’U.C.O.I.I.
Giuseppe Puleo
(Milizia dell’Immacolata Padre Kolbe).
A TUTTI QUELLI CHE SI AFFANNANO A DIRE CHE PER MATURARE IL DIRITTO DI CITTADINANZA NON SONO SUFFICIENTI 5 ANNI VOGLIO DIRE CHE BASTANO E AVANZANO SE NELLA SENSIBILITA’ DELLA PERSONA VI E’ LA PREDISPOSIZIONE AL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA E DELLE LEGGI DELLO STATO E DELLA CIVILE CONVIVENZA….
CI SONO INFATTI PERSONE CHE TALE MATURAZIONE NON L’HA CONSEGUITA IN TUTTA L’ESISTENZA. BASTI PENSARE AI RESPONSABILI DELLE RIPETUTE TRUFFE AI DANNI DELLO STATO, DI CUI ALCUNI SONO STATI PERFINO INDULTATI CON IL RICATTO..
COME PURE VI SONO ALTRI CHE FANNO RIPETUTO RICORSO ALLA FORZA DELLE ARMI PER COSTRINGERE SINGOLO E PAESI ALLA SOTTOMMISSIONE… (SONO OLTRE TRENTA I CONFLITTI ARMATI SUL PIANETA)
SEMBRA CHE SI STA PERDENDO IL SENSO E IL SUO VALORE PIU’ ALTO DI CITTADINO E DI CITTADINANZA
DI CUI CICERONE GIà PRIMA DELLA DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO(1*) CI DA UN ESEMPIO AMMIREVOLE.
IL TERMINE CITTADINANZA O CITTADINO E’ DI ORIGINE ROMANA “CIVILITAS” .
” SINE ARMIS CERTARE= contendere civilmente senza le armi, CICERONE”.
MENTRE TUTTO CIO’ CHE ACCADE INTORNO E’ ESATTAMENTE DI SEGNO OPPOSTO AL SIGNIFICATO ORIGINARIO DEL TERMINE: PROTAGONISTA DIGNITOSO DELLA CIVILTA’ DELL’UOMO.
UN CARO SALUTO
Sono perfettamente d’accordo con Lei, come al solito. Prima della cittadinanza va il rispetto dei valori umani e civili. 5 anni sono effettivamente troppo pochi per dare la cittadinanza. 10 sarebbero quelli ideali. La cittadinanza va anche legata al rispetto dei valori civili e umani, in pratica, se non vengono rispettate queste regole fondamentali…via la cittadinanza e ritornatene a casina tua. Di certa gente ce ne abbiamo già abbastanza dei nostri, noi importiamo solo brava gente.
Distinti saluti
quello della ragazza pakistana uccisa dal padre è un episodio (tragico) che però, a mio avviso, ha poco a che vedere con la questione della cittadinanza; direi che sia più legato ad una questione “culturale”, di mentalità chiusa per non dire cieca.
Spesso siamo noi italiani i primi a calpestare o ignorare i diritti civili, anzi, a mio avviso siamo sempre stati “maleducati” (nel senso più letterale del termine) in tal senso. Quanti omicidi tra parenti sono successi per “questioni d’onore” nel nostro paese? E hanno mai tolto la cittadinanza ai colpevoli Non mi risulta.
Mi fa piacere, però, che abbia toccato il tema della cittadinanza agli stranieri e a questo rigurado vorrei indicare quelli che, secondo me, sono i punti salienti della questione e perché c’è un urgente bisogno di rinnovamento anche in questa materia:
1)Sappiamo bene che non mancano leggi sul tema dell’immigrazione. Il problema è che ancora nel nostro paese non esiste una legge-quadro che riconosca che l’Italia E’ un paese d’immigrazione, sempre più caratterizzato da un marcato pluralismo etnico (volente o nolente la Lega..), culturale e religioso. Esattamente come altri grandi paesi europei ed occidentali.
Riconoscere questo significa prendere atto del fatto che vi sono centinaia di migliaia di persone che vivono e lavorano con noi, frequentano i nostri stessi servizi sociali, contribuiscono alla nostra economia ed al nostro sistema previdenziale.
Ma non sono cittadini, restano “stranieri”, “immigrati”. Vivono in una zona grigia di diritti “a metà”, utili alla nostra economia, ma pur sempre “estranei” alla nostra comunità civile.
Qualcuno pensa che questa condizione di marginalità e di precariato dei diritti civili sia necessaria a preservare l’identità nazionale.
Io penso ESATTAMENTE L’OPPOSTO.
La forza di una comunità nazionale è nella solidità dei suoi legami, nella qualità della convivenza.
LA CITTADINANZA E’ ESATTAMENTE QUESTO LEGAME che, nella diversità di culture, riesce ad unire uomini e donne che sottoscrivono idealmente un patto di convivevnza.
Un compiuto percorso di cittadinanza e di integrazione passa anche attraverso il riconoscimento, ad esempio, di una compiuta libertà religiosa che, ad oggi, in Italia non è pienamente garantita proprio ale comunità di immigrati.
Come è ampiamente noto, negli ultimi anni governo e parlamento NON hanno approvato nuove “intese” COME PREVDE L’ARTICOLO 8 DELLA COSTITUZIONE; le richieste sono rimaste in panchina.CONTINUA.
.CONTINUA.
Ma forse, quel che è più grave, non sono riusciti AD APPROVARE UNA LEGGE – DAVVERO liberale, altro che chiacchiere- SULLA LIBERTA’ RELIGIOSA.
L’INTERA MATERIA E’ REGOLATA DALLE NORME DEGLI ANNI 1929 E 1930 E NON ABBIAMO BISOGNO DI RICHIAMARE LA CULTURA POLITICA CHE LE POTEVA ORIENTARE…
2)Inoltre (da un punto di vista più prettamente BUROCRATICO), l’Italia è uno dei paesi europei che presenta una normativa per l’acquisizione della cittadinanza FRA LE PIU’ RESTRITTIVE:
il figlio di starnieri nato in Italia deve attendere il diciottesimo compleanno, dopodiché ha facoltà di fare domanda per acquisire la cittadinanza.
HA UN ANNO DI TEMPO PER FARLO E PERDE IL DIRITTO SE NON LO ESERCITA ENTRO IL DICIANNOVESIMO COMPLEANNO (!!!).
Se va all’estero PER UN PAIO D’ANNI, PERDE IL DIRITTO (!!!!).
A rafforzare questa normativa XENOFOBA, perché esalta il concetto di “ITALIANITA’”, è stato intodotto il diritto di voto per italiani residenti all’estero.
Con ogni probabilità costoro hanno un’immagine cristallizzata e nostalgica dell’Italia di cinquant’anni fa, nessuna intenzione di tornare a vivere qui, non pagano le tasse in Italia, molti non parlano quasi più l’italiano (e dov’è finita, in questo caso, l’ “italianità”??).
PERCHE’, PER SEMPLICE APPARTENENZA GENEALOGICA DEVONO DECIDERE DEL GOVERNO DELLA NAZIONE??
Nelle altre democrazie (quelle vere, che funzionano..) vige una regola molto più semplice ed efficiente: CHI PAGA LE TASSE HA IL DIRITTO DI VOTO.PUNTO.
Sarebbe un buon inizio dare una spallata a queste leggi anacronistiche basate sul “legame di sangue”e cominciare ad educarci ad una cultura dell’integrazione.
Sinceramente credo che debba valere anche un principio di “reciprocità”. Nel senso che non riesco proprio a provare rispetto per una comunità che non rispetta la vita e la libertà di scelta.
Sentendo le parole del capo della comunità pakistana mi sono poi sentito ribollire il sangue.
Certe azioni si condannano e basta, non si può dire che il padre è da condannare ma ha sbagliato la ragazza e, in fondo, avrà avuto le sue buone ragioni. Io uno così lo voglio fuori dai confini nazionali, uno così l’italia non la deve vedere nemmeno in cartolina perchè lui è più pericoloso del padre di Hina (che non era una statistica, ma una persona). Perchè le parole sono macigni e se il capo di una comunità dice certe cose fa dei danni.
Ci sono donne in Italia che scelgono liberamente di diventare mussulmane, di seguire gli usi di quella cultura (o anche di altre).
Non ho mai sentito di frotte di italiani che per strada vanno a pigliare queste donne a sassate perchè hanno fatto quella scelta.
Se dovete fare dei paragoni, fateli almeno corretti. Avete provato a pensare a ciò che hanno fatto a quella ragazza per più di pochi secondi? Avete un’idea di cosa significhi sgozzare una persona?
Per intenderci non è l’essere mussulmani a determinare questo tipo di comportamenti. ma che in Pakistan il discorso dei matrimoni funzionasse così è risaputo.
Sono discorsi scomodi, si corre il rischio di sembrare razzisti ma sinceramente io so di non esserlo semplicemente come Agatha Cristie faceva dire a un suo personaggio, “a me non interessa giustificare chi ha ucciso, io sto dalla parte delle vitttime”.
Carissimo on. e Ministro DI PIETRO ,
” Da quale PULPITO viene la PREDICA !! ”
Il tema da Lei scelto ,”l’assassinio” di Hina Saleem ,ha offerto l’occasione per commentare , giudicare e discutere di ” TOLLERANZA” e “CONVIVENZA” fra razze , culture ,abitudini , ma , soprattutto , di “VALORI” D I V E R S I .
Non vale la pena e NON E’ CIVILE , soprattutto , con toni e sfoghi di VOLGARITA’ , approfittare , per motivare , a TORTO , contro tutti gli stranieri che vengono e VIVONO n Italia.
Per chiunque , il rispetto dei valori , usi e costumi , è OBBLIGATORIO , se si vuole essere accettati e ” LIBERI ” nel paese che OSPITA.
In Italia , come nella nazione più diversa dall’Italia , chi vuole viverci e lavorare , DEVE rispettare , INCONDIZIONATAMENTE , leggi , regole , usi e costumi .
Tutto il resto è STERILE POLEMICA ,- di comodo ,-e ,se VOLGARE , pone anche la riflessione , come molti degli interventi sottolineano , nei confronti di quegli italiani che si qualificano ” CRITICI e GIUDICI “.
La IMMIGRAZIONE , in Italia , dei tanti “poveri diavoli ” , non si arresterà , con questi metodi.
L’Italia ha anche bisogno di loro , ma , senza il rispetto di leggi e regole ,- ALTRO che CITTADINANZA ”
—E questo è GIUSTO e IRRINUNCIABILE—-
Anche , per chi scrive su questo BLOG , in modo volgare e INCIVILE , tenuto conto che anche molti di questi extracomunitari , ‘ – più degni , dignitosi e civili di loro , lo leggono , -sarebbe ora di SMETTERLA e , se vogliono continuare a far parte ” civilmente ” di questo strumento di Democrazia ” si comportino , se ne sono capaci , da – - – - – - C I V I L I – - – italiani.- – - —-
…altrimenti ……….stiano con i…..” VERMI ” !!
I Comuni attrezzino parte delle aree a parcheggio gratis e consentano il transito nella ZTL alle auto a servizio delle neo-mamme: Mamme e bebè gratis in centro.
Lo Sportello dei Diritti della Provincia di Lecce la cui delega è stata assegnata all’Assessore Carlo Madaro, si pone l’obiettivo sul territorio di essere il punto di riferimento delle varie realtà comunali, onde mettere in rete non solo le problematiche, con la prospettiva di più facili soluzioni, ma anche le conoscenze e le progettualità. Nell’ambito della propria attività istituzionale tesa a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, ha registrato l’esigenza delle donne a vivere la maternita’ non in situazioni di forte stress e stanchezza. Sul banco d’accusa c’è la societa’ che porta, sempre piu’ spesso, le donne a vivere con difficolta’ il doppio ruolo di madri e lavoratrici, causando nei nascituri forme di stanchezza ed esaurimento che si manifestano con disturbi che interessano sin dai primi mesi di vita, con l’alimentazione ed il sonno. In tale contesto lo “Sportello” si propone di attuare azioni positive per il conseguimento di tali obiettivi, uno tra questi è la creazione da parte dei Comuni dei “ parcheggi rosa “.
La proposta è che i Comuni aprano alle donne incinta o con neonati al seguito consentendo il parcheggio gratis e l’accesso alle ZTL, ricordando le difficoltà per le donne incinte o con neonati al seguito ad usare mezzi pubblici o a due ruote. La concessione da parte dei Comuni si concretizzerebbe nel riservare zone molto comode, molto vicine all’entrata o all’uscita dei centri commerciali e pubblici, consentendo così alle donne incinte di parcheggiare gratis negli spazi blu e senza limiti di tempo nei posteggi che prevedono il disco orario. Sarebbe una bella iniziativa per le mamme che aspettano un bambino e che hanno meno agilità per muoversi, senza fare lunghe camminate a piedi costrette a trasportare carichi pericolosi.
In tale ottica, il sottoscritto ritiene prioritario rivolgere attenzione alle condizioni delle future mamme con il fine di preservare in primo luogo la salute .
Lecce, 19 agosto 2006 L’Assessore al “Mediterraneo” CARLO MADARO
con delega allo “Sportello dei Diritti”
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http://www.provincia.le.it SPORTELLO DEI DIRITTI
CARO DIPENDENTE SONO DACCORDO CON TE SUL RISPETTO DEI VALORI FONDAMENTALI ALLA BASE DELLA CONVIVENZA CIVILE.MA QUESTO CHE CENTRA CON LA CITTADINANZA.COME FAI A QUANTIFICARE GLI ANNI CHE TI RENDONO RISPETTOSO.UN MUSSULMANO UN CRISTIANO E UN BUDDISTA NON SARANNO MAI UGUALI MA SE SI RISPETTANO POSSONO VIVERE CON LE STESSE REGOLE.DIVENTANDO ITALIANI PRIMA FORSE RIESCONO A SENTIRSI PIU INTEGRATI E NON DIMENTICHIAMO I TANTI ITALIANI DI NASCITA CHE QUELLE REGOLE NON LE CONOSCONO ANCORA.NON DIMENTICHIAMO LA FRANZONI CHE IL FIGLIO SE LO E’ SOSTITUITO FREGANDOSENE DELLE REGOLE DEL BUON VIVERE.CONCLUDO CHIEDENDO A QUANDO LE LEGGI CHIESTE DA NOI ELETTORI IN CAMPAGNA ELETTORALE…COME SEMPRE SOLO CHIACCHIERE
On. le Di Pietro,
mi ha molto deluso il fatto che Lei non sembra aver tenuto in minimo conto l’opinione contraria della stragrande maggioranza di chi La segue, in merito all’invio di truppe armate in Libano.
Ci rifletta, La prego!
Sempre d’accordo con Antonio.
OT
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IL 17 AGOSTO HO LETTO QUESTA NOTIZIA:
“Usa, arrestato l’omicida della baby modella La reginetta di bellezza JonBenet, di 6 anni, fu trovata morta nel ’96. Fermato un maestro a Bangkok: ‘L’ho uccisa per disgrazia, ma l’amavo’.
OGGI VI PROPONGO DI LEGGERE QUESTO BELLISSIMO POST…
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Clicca sul mio nome per entrare nel blog di Falla Girare.
Confermo che alla base di questo blog, che accosta cittadinanza agli immigrati e delitti etnici (cioè capre e cavoli), ha al fondo un sentimento razzista. Detto in altri termini: la violazione delle leggi penali è più intollerabile se avviene per mano di un immigrato, che privilegia le sue proprie costumanze etniche; e per questo io italiano nego a te musulmanoi diritti connessi all’acquisizione della cittadinanza italiana di cui ti sei dimostrato indegno. Se non è razzismo questo…
La cittadinanza fa acquisire diritti, ad esempio politici, che con l’osservanza delle leggi non c’entra nulla, perché le leggi devono essere osservate a prescindere, e per un ovvio motivo di ragionevolezza, di civilità, di equità, di democrazia, la loro violazione deve suscitare lo stesso grado di stigmatizzazione sociale, indipendentemente dalla nazionalità di chi commette la trasgressione.
Un musulmano che vive e lavora da un certo tempo in Italia, che paga le tasse (forse di più di quelle che paga un italiano), ha tutti i diritti di vedersi riconosciuti anche quei diritti che la mancanza di cittadinanza gli nega. Se poi è un delinquente deve essere punito, ma la cittadinanza non c’entra.
Non bisogna neppure pretendere esami di italianità, perché la nostra Costituzione, con la quale ci sciacquiamo la bocca ogni giorno, non impone omogeneità etniche o culturali, anzi tutela le diversità, le minoranze!
Cari compatrioti, invece di chiedere agli immigrati l’esame di italianità fate voi piuttosto un esame di coscienza, e quando scoprirete di avere ben radicato un fondo di razzismo guardatevi allo specchio e sputateci sopra.
Ci sono molti “motivi” e “modi” per uccidere una persona; motivi razziali, culturali, religiosi ecc. ecc. I modi possono essere altrettanto vari, ma ne specifico uno che produce, solo in Italia ben 8.000 morti all’anno: la guida di un veicolo.
E’ di poco fa la notizia che un camionista,mentre scriveva un sms, ha tamponato un’auto e ucciso la conducente. Quanti si comportano così?
La vita di una persona che vale meno di un sms!
CARO STEFANO
CREDO SIA DIVENTATO DEL TUTTO FUORI LUOGO QUESTO BLA BLA O BLATERARE SULLA CENSURA DEI “POST CHE NON SONO IN LINEA …E CON DIFFERENTI OPINIONI…..”.
NELLA LETTURA DEI POST DEI BLOGHERISTI SE NE LEGGONO TANTI DI QUESTO TIPO ALTRO CHE CENSURA.
UNA COSA DEL GENERE SAREBBE DEL TUTTO INOPPORTUNA PERCHE RAPPRESENTANO IL SALE DELLA LIBERA E COSTRUTTIVA DISCUSSIONE SUI VARI TEMA DEL BLOG.
UNA CARO SALUTO
Spet.le sig Carnelutti Ci sputi sopra alla sua immagine riflessa nello spechio, ho lavorato a contatto diretto con molte razze nei loro paesi nativi e non mi sono mai permesso di definire PUTTANE le loro donne, come ha fatto il padre di Hina.Si evidenzia che Lei non ha girato molto e non conosce la legge, di rispettare le leggi e regole dei paesi ospitanti. Quello che ha scritto è in perfetto contrasto con la quotidianità e l’onore e orgoglio di essere ITALIANO ,difendere il nostro paese da persone che lo volgiono solo disprezzare non è RAZZISMO.Noi negli anni abbiamo lottato per la costituzione e non intendo di farla calpestare da nessuno. I buoni e cativi ci sono ovunque e non si ha bisogno che lo dica Lei, Vada a casa loro e calpesti il Corano , vedrà cosa succede. Cordialmente
la violenza genera solamente odio. Se “noi” italiani ci riteniamo “civili” abbiamo il DOVERE di dare il buon esempio e non il diritto di commettere quello consideriamo un errore. Rispondere con violenza ad un’atto di violenza vuol dire inevitabilimente innescare una faida ed alimentare il fuoco già caldo dello scontro di civiltà. E’ ORA DI FINIRLA. Invece di innalzare dei muri ideologici, è l’ora di cominciare a parlare con queste persone e capire il perchè di questo gesto. Il 100% dei mussulmani che conoscono VERAMENTE questa religione, affacciata sul mediterraneo ma a noi ancora sconosciuta, condanna l’accaduto e non lo giustifica in nessun modo. Come noi non li conosciamo ed abbiamo paura, loro non conoscono noi e hanno lo stesso paura. DIAMO IL BUON ESEMPIO E PREVENIAMO. Il padre facciamolo giudicare da giudici italiani, in modo da fargli capire che per il VIVERE CIVILE occorre rispettare delle regole fissate nel codice penale e civile, ed i membri del consiglio di famiglia, non meno colpevole del padre, facciamoli lavorare, per esempio, in un centro diocesano che si occupa dei poveri e dei bisognosi, oppure in una mensa per i poveri o meglio ancora come aiuto operatori in un centro per gli adolescenti, in modo che anche chi è accecato dalla violenza capisca che anche da “noi” c’è bisogno d’aiuto, che c’è bisogno anche di “loro” che tutti siamo uguali e che da ogni parte del mondo c’è bisogno di aiuto.
Criterio fondamentale per avere la cittadinanza italiana è lo studio della costituzione nella sua prima parte, della lingua italiana e l’adesione ai diritti civili.
Rispetto delle libertà dell’individuo.
Rispetto della donna, della libera autodeterminazione della proria vita, delle scelte sessuali (omosessualità, transegenderismo, lesbismo), di diversi culti o filosofie di pensiero e di vita, della libera espressione…etc…
Aggiungerei che anche che noi italiani avremo bisogno di una materia (Educazione Sociale?) che si inizi a studiare alle medie e in maniera approfondita al liceo, su tutte queste tematiche (educazione civica, diritto costituzionale, laicità, educazione stradale, educazione sessuale….etc…). Ma per questo dovremmo rivolgerci a Fioroni…
Quando leggo le proposte di legge sugli e per gli immigrati, mi sorprendo sempre a pensare”Perchè gli addetti non chiedono oiù informazioni a chi , italiano, è già stato immigrato ed ha visssuto esperienze analoghe?”
Per cercare di capire i musssulmani, mi sono letta il Corano; non ho letto le tradizioni dei loro vari paesi, però sò che in parecchi , chi cambia religione perde tutti i diritti civili nei loro paesi e pure le loro proprietà! Dovremmo approfondire questi aspetti e riflettere!
Un saluto a tutti voi
Rispondo al sign. Stefano C.
. Da un’amica di nome Angela
Signor Stefano , condivido con lei che nel glob ci si possa crivere il nostro pensiero col rispetto verso tutto il mondo , la censura dovrebbe essere fatta solo in caso di mancanza di rispetto verso chi legge , mi rivolgo a chi fa le censure …. AMICHE E AMICI CHE VALUTATE COSA CENSURARE , IL DOVERE INIZIALE DA PARTE VOSTRA è DI PORTARE RISPETTO VERSO CHI SCRIVE CON RISPETTO VERSO TUTTO IL MONDO …….quindi censurare opinioni che non rispecchiano le vostre idee non mi sembra corretto da parte vostra , perchè il dialogo con opinioni anche diverse fa riflettere ed è dibattito di dialogo , vi chiedo gentilmente che se non è per altre cause a noi sconosciute di lasciare tutti i commenti scritti che rispondono al rispetto verso tutti noi che leggiamo , soprattutto se sono commenti anche firmati . Signor Stefano spero che i commenti non siano stati censurati da chi controlla ciò che scriviamo , ma per altre cause che noi magari non sappiamo ed è giusto che lei abbia fatto la sua lamentela . Distinti saluti , le invio un cielo di sorrisi che entrino nella sua casa e in tutte le case del mondo
NON POTEVO NON ESSERE SOLIDALE SU QUELLO CHE SUCCEDE IN CALABRIA
CERTO I DEPUTATI ED I SENATORI CHE MANIFESTANO CONTRO UN CITTADINO POTENTE CHE CADE NELLE MANI DELLA MAGISTRATURA ,CITTADINI ELETTI SENZA ESSERE STATI VOTATI ,VOTATI I LORO PARTITI ,MANIFESTANO PER DIRE COSA ALMENO CI DICONO COSA VOGLIONO DIRE
SU COSA PROTESTANO QUESTI ONOREVOLI IO NON HO CAPITO SE QUALCUNO HA CAPITO ME L OSPIEGHI
SONO DACCORDO CON TE PRESIDENTE
MA VORREI CAPIRE LE LORO MOTIVAZIONI CONTRO LA GIUSTIZIA
Un saluto a tutti voi
Scrivo all’ Onorevole Antonio Di Pietro
Onorevole Antonio , io condanno tutti gli atti violenti che si fanno ad ogni essere umano di qualsiasi religione , colore di pelle , idee politiche , quindi cosa è successo alla ragazza è veramente una cosa assurda , dove ancora oggi dove in tutto il mondo ci sono religioni diverse e si vive tutti insieme , si uccide perchè quella ragazza amava un Italiano , comuncque io mi rivolgo al padre che ha detto che le ragazze Italiane sono tutte delle poco di buone , certo che in tutto il mondo ci sono persone che rispettano il prossimo come ci sono persone che non rispettano il prossimo , una cosa è certa che il padre non ha rispettato l’opinione della figlia e per questo dovrebbe riflettere che ci sono Italiane che sposano persone di tutte le razze del mondo cosa che io ritengo giusto che ci si deve sposare per ciò che dice il cuore e non per forza chi non si ha nel cuore , Onorevole Antonio io toglierei la religione nelle scuole e chi vuole fare religione la dovrebbe fare nelle Chiese dove ha la sua idea di religione , Moschee o Case che insegnano la religione , perchè insegnare solo la religione Cattolica in un mondo dove esistono tutte le religioni non mi sembra corretto , poi come lei saprà avendo insegnato nelle scuole che chi va a scuola per scaldare il banco e non rendere utile ciò che dovrebbe apprendere stando seduto dietro il banco , rifiuta la religione per non fare nulla nel momento che cè l’ora di religione , quindi non sarebbe più giusto studiare la religione fuori dalla scuola e uno studia la religione che secondo ognuno di noi le sembra più giusto di studiare ? Io invio un abbraccio enorme a quella ragazza *:-):-) e che la legge faccia il suo corso , perchè è giusto che chi commette uccisioni si assuma la propria responsabilità , i figli non sono di proprietà nosta perchè le abbiamo dato la vita , ma sono figli che Dio ci ha donato come gioia per poterli educare e amare . Dalla sua amica Angela
Spet.le sig Carnelutti, lei fa confusione, qui le “razze” non centrano nulla. Anche perchè se ci riflette bene Hina era della stessa “razza” di suo padre e del resto della micro comunità in cui ha preso forma questo delitto. Ho virgolettato apposta la parola razza perchè, tra l’altro poi, antropologicamente parlando, le razze non esistono. Esiste invece un problema di Etnia, quello si. E certe Etnie, francamente, le considero meno rispettabili di altre. Non so lei, ma io non ce la faccio proprio a provare rispetto per chi per convinzione culturale vuole costringere con la forza e la violenza qualcun’altro. Hina non voleva sposare il proprio cugino, Hina non voleva sottostare a delle regole che rifiutava. Regole, agiungo io, sbagliate.
Si deve avere a volte il coraggio di dirlo, senza aver paura di apparire “razzisti”. E io lo affermo con forza, quelle regole che volevano imporre a Hina sono sbagliate. Non si impongono mariti o mogli con la forza. non si impone una religione con la forza. Non si impone nemmeno di smettere di fumare con la forza.
Io non credo nemmeno che sia possibile “rieducare” una persona come il padre di Hina. O almeno credo che sia molto difficile riuscire a fargli capire la portata del suo errore. Certi convincimenti hanno radici talmente profonde che assai difficilmente sono modificabili.
Quello che si può fare però è da un lato punire con adeguata severità il singolo e creare le condizioni affinchè questi episodi non si ripetano.
Come qualcuno ha già scritto la nostra costituzione prevede nei primi articoli l’accettazione di certi principi di base. Come molto spesso succede da noi in Italia le regole ci sono, ma ci scordiamo di applicarle. Mi domando quanti tra coloro che fanno giuramento nel prendere la nstra cittadinanza sono consapevoli e coscienti di che giuramento stiano facendo e su cosa stiano giurando.
Vista la scarsa attenzione che tipicamente noi italiani dedichiamo alla lettura dei contratti che firmiamo però nutro fondati dubbi in proposito ^^
Egregio Onorevole Antonio Di Pietro,
concedere più o meno facilmente la cittadinanza non significa che l’individuo che ne benefici rispetti a pieno i diritti civili delle persone che le vivono intorno. Una cosa è la burocrazia, un’altra è il rispetto che un individuo possiede verso i suoi simili e il comportarsi di conseguenza.
Tuttavia, mi rendo conto che nel nostro contesto socio-culturale non ci si può fermare ad una analisi puramente morale altrimenti, col tempo, assisteremo ad altri fatti di cronaca come quello di cui parliamo in questi giorni.
Secondo la mia opinione per ottenere la cittadinanza italiana cinque anni non bastano, ed è sbagliato a mio avviso, concederla solo in base a limiti di tempo. In alcuni stati, come per esempio il Giappone, il candidato deve superare esami di lingua e di storia del paese. Ovviamente questi esami da soli non sono sufficienti, però coadiuvati da un lungo (si parla di anni) soggiorno, potrebbero contribuire a far integrare gli aspiranti concittadini ad una coscienza collettiva tipica del luogo.
Cordiali saluti…
NEI VIAGGI CHE EFFETTUO ALL’ESTERO PER PIACERE , MI ADEGUO SEMPRE O QUANTO MENO CI PROVO A QUELLI CHE SONO GLI USI E COSTUMI LOCALI.
CONCEDERE LA CITTADINANZA A IMMIGRATI REGOLARI CHE OGNI GIORNO CONTRIBUISCONO AL SISTEMA ITALIA E’ GIUSTO, PERO’ DEVONO SAPERE CHE QUI IN ITALIA ESISTONO DEI VALORI SULLA LIBERTA’ CIVILE , LA PARITA’ TRA UOMO E DONNA ETC…
CHI VORRA’ RIMANERE SARA’ BEN ACCETTO , MA DOVRA’ RISPETTARE QUESTI VALORI!
PER ALCUNI POTRA’ SEMBRARE INTOLLERANZA O RAZZISMO , MA NON E’ COSI’ . E’ SOLO RISPETTO DELLE REGOLE!
HO SEMPRE TROVATO SIMPATIA E CORDILITA’ QUANDO ALL’ESTERO DICO DI ESSERE :
ITALIANO.
ANDREA FANGUCCI IDV FIRENZE
Egr.Sig. Vistori,
la invito a rileggere con più attenzione quello che ho scritto, perché dalla sua replica arguisco che lei non abbia capito granché delle cose che ho voluto comunicare, e soprattutto il significato di fondo del mio intervento, centrato sui rigurgiti razziali manifestati da chi ha scritto il blog e da molti degli intervenuti.
Il razzismo, in questo caso, non è del padre assassino, ovviamente, ma da chi, come lei e l’anonimo programmatore del blog, chiede pene esemplari. Perché esemplari? il nostro sistema penale prevede pene già di per sé molto rigorose (anche se non vengono sempre espiate fino in fondo): cosa vorrebbe fare, ripristinare la pena di morte?
L’omicidio di Hina è quello che da noi, fino al 1981, veniva trattato penalmente come omicidio per causa d’onore; infatti, dato che il Corano non c’entra nulla, il movente dell’assassinio va ricercato nella cultura etica, non religiosa, dell’assassino, che ha inteso tutelare la sua onorabilità. Quella stessa cultura etica che, da noi, aveva esplicito riconoscimento nell’omicidio per causa d’onore e consentiva all’assassino di avere una pena assai blanda. Se si tratta di un fatto di civiltà, dunque, proprio noi italiani siamo gli ultimi a poter scagliare la prima pietra.
E non basta, perché allorché venivano eseguiti questi omicidi per causa d’onore non mi risulta che vi fossero ondate di sdegno collettivo come in questo caso. Così come non vi sono ondate di sdegno collettivo per i quotidiani omicidi di familiari -l’ultimo è oggi in cronaca nera- per abbietti motivi di lucro, che evidentemente trovano maggiore giustificazione nelle coscienze degli italiani.
Collegare l’omicidio di Hina con la proposta di abbassare il limite di tempo per la cittadinanza è sintomatico del livore etnico e razziale di chi mette sul piatto della bilancia due cose assolutamente diverse. I criteri per l’acquisizione della cittadinanza non hanno, e non possono avere, nulla da vedere con i convincimenti etici, religiosi, politici di chi aspira a condividere con noi tutti i diritti ed i doveri connessi con la cittadinanza, e che sono diritti e doveri prevalentemente politici, come il diritto di voto. Tra i requisiti per acquisire la cittadinanza non ci può mai essere la prova di italianità, come condivisione dei nostri prevalenti usi e costumi, perché sarebbe in contrasto con la Costituzione, che laicamente non impone a nessuno alcun credo ed anzi tutela la sua diversità. Capito?
Ma che azz commentate non l’avete capito che di pietro vi sta preparando per un’altra inc…..ta tipo indulto, farà finta di strapparsi le vesti e poi come gli altri voterà la legge. Se non riuscite a capire che il blog gli serve a questo, siete proprio infatuati.
Un’altra castroneria che mi è capitato di leggere a margine di questo blog è quella che invoca il principio di reciprocità. Anche questo è sintomatico di una cultura schiettamente razzista, perché questo principio, valido in altro campo, sottolinea comunque ed enfatizza le diversità e mira a tutelare le proprie specificità. Applicare questo criterio di reciprocità nell’àmbito delle relazioni sociali interetniche significa voler approfondire il solco tra noi e “loro”. Il principio di reciprocità vige tra gli Stati e non tra le persone. Chi invoca questo principio nelle relazioni sociali con gli immigrati non si rende conto degli assurdi ai quali si andrebbe incontro, perché si finirebbe per applicare in Italia, per reciprocità, le stesse regole vigenti nei loro paesi d’origine e che noi consideriamo sommamente incivili.
Quando qualche cervellone, in questo blog, fa osservare che in alcuni paesi arabi o islamici non vengono rispettati diritti che da noi sono fondamentali ed incoercibili mi viene da rispondere. “Embè? vogliamo introdurre in Italia la sharia per gli arabi?”. Ma che ragionamento è questo? se noi riteniamo che certi diritti siano sacri ed inviolabili perché attengono alla persona in quanto tale non sarebbe una contraddizione negarne il riconoscimento agli immigrati per ragioni di reciprocità? o sono diritti negoziabili (e dunque non irrinunciabili)?
Per piacere, prima di aggredire la tastiera con furori moralistici, riflettete, informatevi (e tenete sempre a portata di mano uno specchio, mi raccomando, per la terapia dello sputo).
Giusto, ma ti pomgo una domanda:
e per quei cittadini italiani che non rispettano i diritti civili, e non sono pochi, che facciamo? Togliamo loro la cittadinanza, esiliandoli?
On. Antonio Di Pietro
Mi sono iscritto al partito IDV dal novembre 2005 dopo avere dato le dimissioni quale componente della segreteria cittadina e provinciale dei DS di Catanzaro perché stanco della politica personalistica e non proprio limpida dei dirigenti dei DS (a tutti i livelli).
E’ di questi giorni la notizia dell’arresto del capogruppo dei Ds alla Regione Calabria Franco Pacenza, un arresto che ha suscitato clamore e solidarietà ( io la definisco collusione) solo ed esclusivamente nella classe politica regionale e non nella popolazione Calabrese stanca di essere presa in giro da questi personaggi.
Il signor Pacenza è stato arrestato mentre era in vacanza in Sardegna poiché in Calabria il mare è inquinato per il mancato funzionamento dei depuratori. In poche parole a noi Calabresi la sporcizia e l’inquinamento a lui il mare limpido della Sardegna.
Mi auguro che la magistratura faccia fino in fondo il suo dovere indagando non solo sul suddetto ma anche sugli altri componenti della giunta regionale.
Ho letto il suo articolo in merito alla solidarietà ed alla passerella, nel carcere di Cosenza, dei parlamentari Calabresi è sono concorde con la sua opinione, anzi mi auguro che possano entrarci e non uscire più.
Come vede ho tanta rabbia dentro. Vorrei che questa mia terra decollasse, ma finchè avremo questa classe politica non sarà possibile.
Come Lei ho sempre contestato e manifestato contro le ingiustizie ed è per questo che mi chiedo come fa a rimanere in questo governo corrotto? A sedere accanto a parlamentari inquisiti, condannati e quantaltro.
Qualunque battaglia per la giustizia e la legalità Lei porterà avanti mi troverà accanto
Francesco Romano
Federazione Provinciale di Catanzaro
Egr. sig Carnelutti, cercherò di spiegare meglio il mio pensiero, evidentemente non sono stato chiaro nel mio precedente intervento. Quando dicevo che non si può parlare di razzismo certo non mi riferivo al padre della ragazza. Semplicemente lei non può dare del “razzista” a chi si scaglia contro il padre di Hina perchè i razzisti, quelli veri, non si indignerebbero mai per la morte di una ragazza immigrata. I razzisti, quelli veri, sono quelli che direbbero: “meglio, una in meno”.
Chi come me si incazza, lo fa perchè una persona è morta per difendere il proprio diritto alla libera scelta, la scelta di aderire a una cultura (in questo caso la nostra) che è proprio uno dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra costituzione.
Qui pare che tutti si preoccupino di salvaguardare i diritti di chi uccide. ma i diritti di chi viene ucciso? Di chi le violenze le subisce?
Poi mi lasci fare anche un’altra riflessione, è vero in passato in Italia vi era il delitto d’onore, ma ora grazie al cielo non c’è più. Ci siamo evoluti. E’ proprio in forza di questo che rivendico il mio diritto di essere incazzato. E quando parlo di punizione esemplare non mi riferisco certo alla pena di morte, ma come dice lei a far si che la pena che già il nostro ordinamento prevede venga scontata per davvero e completamente.
Riguardo ai criminali “nostrani” io la ragiono così: ci sono eventi imprevedibili e eventi prevedibili. Questo era un evento prevedibile. Ci sono denuncie fatte e poi ritirate dalla ragazza e altri segnali di allarme che sono stati sottovalutati. Io non credo che la “bomba a orologeria” sia l’aver dato a Hina l’emancipazione, la bomba a orologeria è il non aver spiegato a gente come il padre di Hina che appena ha messo piede suol suolo italico lui doveva rispettare quei principi che sono per noi fondamentali, tra cui il lasciare Hina libera di scegliere la vita che preferiva. Credo che poche persone come il padre di Hina accetterebbero se gli venisse detto di firmare un foglio all’ingresso in Italia nel quale sottoscrivono di accettare quanto ho detto.
Spero ora di essere stato più chiaro su come la penso. Prima di dare del razzzista a qualcuno, rifletta la prego, soesso la realtà è troppo complessa per poterla etichettare facilmente.
Egre. Sig. Carnelutti cito:
“Applicare questo criterio di reciprocità nell’àmbito delle relazioni sociali interetniche significa voler approfondire il solco tra noi e “loro”
sulla reciprocità, dipende cosa intende lei e cosa intendo io. Io non voglio un solco tra me e chi ragiona come il padre di Hina, ci voglio un fossato e se dentro ci sono dei Caimani anche meglio.
Questo proprio perchè certi principi sono irrinunciabili e per davvero. Io parlavo di rispetto delle reciproche culture e dicevo esattamente che non a tutte le culture è giusto applicare questo principio. Sul fatto che poi non si possa ragionare così a livello di persone ma solo tra stati, beh, a questo punto il razzista è lei. Io non guardo al colore della pelle di una persona, o allo stato di provenienza, io do più importanza a quello in cui una persona crede. Poi se vuole continuare questa conversazione la prego di nuovo di lasciare da parte specchi e sputi. La invito a provare almeno a dare pari dignità al suo interlocutore. Non sono un razzista, si fidi e non mi piace sentirmi dare epiteti che lei usa con leggerezza.
cordialità
Forse sarebbe necessario istituire una norma che preveda la revoca della cittadinanza nei 10/15 anni successivi al suo conseguimento in caso di gravi violazioni delle leggi nazionali
Gentile Ministro,
non credo che la vicenda della giovane pakistana uccisa abbia a che fare con la cittadinanza.
Penso sia più giusto considerarlo per quello che è:un delitto.
La società italiana è piena, purtroppo di delitti familiari: genitori che uccidono i figli, figli che uccidono i genitori e via dicendo.
Si sa che la maggioranza delle violenze, in Italia, accadono dentro la famiglia.
I diritti civili, stabiliti dalla Costituzione, debbono essere validi per tutti coloro che abitano il nostro paese, stranieri o italiani che siano.
Cordiali saluti
Carmen Rossi
Egregio Signor Ministro,
non posso che condividere la sua posizione in merito ai diritti ed ai doveri che anche chi é nato in un altro Paese deve assolutamente rispettare nel nostro. La pregherei anche, di leggere il post sul blog di Grillo redatto in merito all’Eni.
Cordiali saluti.
Nanotecnologie, Morgellons, sci e chi mich e: una cosa sola
I due filmati che vi propongo, mostrano gli agghiaccianti esperimenti che hanno portato alla creazione di un agente patogeno umano altamente resistente e contagioso (Il frutto della ricombinazione genetica di diversi parassiti). Il microorganismo è il risultato di un modello sintetico (nanotecnologico) ed è un prodotto di ricerca “proteomic” e “genomic”. Il patogeno, come evidenziato nei video 1 e 2, viene diffuso per via aerea ed è altamente contagioso. Quale mezzo migliore dell’operazione SC IE CHI MIC HE, per diffondere il morbo? Voglio ricordare che la sindrome di Morgellons è comparsa nelle aree sottoposte ad aer osol. Si vedano, a tal proposito, gli articoli pubblicati in precedenza sul blog Sci e C hi mic he (Chem trai ls).
In definitiva, si tratta di un prodotto di laboratorio con una vasta gamma di impieghi, principalmente militari.
Nei sintomi descritti dalle vittime aggredite dall’agente patogeno artificiale, si nota un perfetto parallelismo con quelli mostrati dai pazienti affetti dal morbo di Morgellons. Particolare interessante… il parassita predilige i follicoli piliferi.
CARO ALBerio o BLA BLA
A meno che sotto questo pseudonimo non si nasconde il famoso BLA BLA, che corrisponde alla prima sillabba rovesciata di ALBerio, mi fa pensare che scende proprio dalla luna O da qualche altro pianeta del sistema solare…
Perche la maldestra e sinistra “l’inc….ta, come la chiama lei, dell’indulto inciucio allargato ai reati contro la cosa pubblica è stata preparata da altri.
Anzi l’unico partito che si è battuto responsabilmente e civilmente affinche la forchetta dell’indulto, non fosse allargata ai malandrini della cosa pubblica, e stato l’IDV con il suo leader Antonio Di Pietro…
UN CARO SALUTO
Egregio On. Di Pietro.
In relazione ai fatti accaduti alla giovane pakistana, penso che tutta l’ italia sia scossa di fronte all’ ennesima violazione dei diritti umani.
Tuttavia, emerge un altro problema che forse sarà gia noto a molti che è quello dell’ integrazione degli extracomunitari che anche dopo anni che risiedono in Italia, molti non si identificano nei nostri valori e costumi. Ma allora viene da chiedersi se è giusto dare il permesso di soggiorno a quei immigrati che dopo tanti anni di residenza ci considerano estranei o peggio dei nemici. Penso bisognerebbe fare dei test (segreti) di integrazione per quantificare quanto siano contenti di essere italiani.
Senza voler discriminare nessuna nazionalità, abbiamo un esempio palese nel nostro paese che riguarda i cinesi che per carità sono delle brave persone ma non si vogliono integrare, non mangiano i nostri prodotti, non frequentano altra gente di altri paesi, neache noi italiani, assumono nelle loro aziende solo altri cinesi, e comunicano e si aggregano solo fra di loro.
Il loro intento sembra quello di voler diventare i nuovi italiani sostituendosi a quelli attuali senza averci nulla a che fare!!!
Postato da: dixy din
“Da elettore di IDV, cosa c’entra un omicidio con la cittadinanza?
Siamo fuori di testa?”
Gli omicidi hanno dei moventi, risalire al movente di un omicidio signifca capirne le cause e, laddove possibile, trarne un insegnamento per evitare il ripetersi delle stesse condizioni per altri individui, così da evitare del ripetersi dell’evento. In questo caso l’omicidio in questione ha tra le sue cause l’intolleranza nei confronti di alcuni principi che sono la base della nostra stessa costituzione. Quella su cui si giura per avere la cittadinanza per intenderci. Credo che il nesso sia questo.
In poche parole rendere più semplice l’acquisizione della cittadinanza può consistere nel ridurre i controlli su chi la prende. Credo sia una mera e tristissima questione statistica, se metto altre 10.000 persone come Hia e suo padre nelle stesse condizioni si alza la probabilità che altre “Hina” vengano uccise per motivi analoghi.
Io, per come la penso, credo che alla base il problema sia come detto anche da altri la mancanza di integrazione e anche una buona dose di disinformazione (fatta da noi verso che si trasferisce in italia). Chi viene in Italia non è informato a dovere su come certi suoi usi e costumi qui non sono ammessi.
In pratica c’è una correlazione tra le cause di questo delitto e il problema dell’immigrazione (e di come le istituzioni si pongono nei confronti di essa) anche se questo legame non è così evidente ^^
ma perché, lei è più contento adesso che un episodio del genere è stato commesso da un pakistano invece che da un italiano?????v
Ma gli italiani, la vogliono la società multiculturale? Non è una domanda capziosa e non sottende nessun parere: è davvero una domanda e basta.
Secondo la Costituzione, il popolo è sovrano. Prima ancora che di “giusto o sbagliato”, dovremmo interrogarci su quali sono i sentimenti comuni.
Quello che io sento in giro, tra la gente comune, è che la società multietnica è vissuta come un’imposizione. Personalmente la trovo interessante, ma trovo anche più interessante una democrazia dove l’autorità non agisca in modo paternalistico decidendo “quello che è meglio per i cittadini”.
Perché non indire un referendum?
Sogno un’Italia dove le tecnologie siano così diffuse da permettere consultazioni dirette su tutte le questioni sociali. Meno democrazia di rappresentanza, più democrazia diretta. E’ l’unico modo per riavvicinare la gente alla propria classe dirigente (=snellire progressivamente quest’ultima).
Caro Di Pietro,
negli anni sessanta ero bambina, e ricordo molte donne vestite di nero e col fazzoletto in testa, gonne lunghe e l’obbligo d’indossare sempre un velo nelle chiese. Vivevo inoltre in un paese in cui una mentalità maschilista consentiva l’omicidio ad un marito, purchè fosse giustificato come DELITTO D’ONORE, che fu abolito, mi pare, negli anni settanta.
Da allora ci siamo evoluti: maggiore scolarizzazione, più cultura, hanno consentito di abbandonare moduli di pensiero francamente medievali. La parità uomo-donna, peraltro, non è ancora pienamente attuata.
La convivenza serena fra mentalità diverse favorisce l’evoluzione; passato il primo momento di sgomento, saranno cento, mille le Hina che manderanno a quel paese il loro padre-padrone, se si sentiranno supportate e tutelate dallo stato
(vedi PACS), e da una rete di donne amiche.
Ad Hina va il mio pensiero di madre, perchè anche lei è figlia nostra, una figlia che non abbiamo saputo proteggere. Lei sì che è una martire.
Quanto a quelli che si chiedono se vogliono o no una società multiculturale, e se non sarebbe il caso d’indire un referendum sull’argomento, ma di che blaterano? Del sesso degli angeli? Cari amici, mettete i piedi in terra, siate realisti! La società multiculturale è già qui, e soltanto i leghisti beceri che non hanno mai messo piede fuori dal loro paesino della Brianza, che non hanno viaggiato e nemmeno studiato un po’, possono ostinarsi nel volerlo ignorare, e nel voler perseguire la loro inesistente “razza padana”(ovini?Bovini? Ma che è?):
Le migrazioni fanno parte della storia dell’uomo, e sono sempre causate da siccità, carestie, guerre, fame, dunque dall’ingiustizia sociale. Combattiamo l’ingiustizia e le migrazioni diminuiranno. Con grande stima per Lei, Di Pietro.
OFF TOPIC
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L’INDULTO DIABOLICO!
Vi ricordate la triste vicenda di Suor Maria Laura Mainetti?
Be’, “grazie” all’indulto le sue carnefici torneranno in LIBERTA’!
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Clicca sul mio nome per entare nel blog di Falla Girare.
Onorevole Di Pietro:
L’Unione delle comunità islamiche in Italia ha pubblicato un annuncio a pagamento in cui si suggerisce che da settant’anni il sionismo massacra le popolazioni del Medio Oriente, quasi coltivasse una segreta vocazione genocida. L’annuncio puo’ essere letto su differenti giornali.
E’ una vergognosa menzogna avvallata dalla sinistra estrema italiana, che fa parte del governo cui appartiene anche Lei.
Contro questa emerita vergognosa menzogna Lei deve prendere le dovute distanze.
L’Unione delle Comunita’ Islamiche in Italia DEVE ESSERE MESSA AL BANDO insieme a tutti i politici italiani che avvallano le sue scelte.
Condanniamo anche gli editori dei giornali che PER SOLDI hanno accettato di pubblicare una menzogna!
Saluti.
Pier Carlo Montecucchi
I media in Italia come in tutti i restanti paesi NATO sono fermamente nelle grinfie dei sionisti:
Corriere RCS, La Repubblica / L’Espresso e le decine di giornali locali di proprietà del gruppo De Benedetti, La Stampa e poi La7 con Lerner Ferrara Deaglio e il resta della banda.
Sai di che sto parlando ? Dei nostri padroni che ora esigono anche venerazione religiosa.
Ciò che non è di loro proprietà è comunque da loro controllato o infiltrato. Siamo tutti sotto il loro ricatto. Ci possono stroncare la carriera e … anche la vita.
Jürgen Möllemann nel 2004 in Germania ‘suicidato’ col proprio paracadute a Münster e la ministro svedese degli esteri Lindh accoltellata ‘magistralmente’ a morte in un supermercato l’ 11 settembre 2003.
Poveri indottrinati: preparatevi a visitare i carri bestiame delle FS per deportati il prossimo 27 gennaio.
Caro Antonio,
la simpatia per il tuo movimento, nelle ultime elezioni, confesso, è stata tanta, però adesso la campagna elettorale è finita e tu sei al Governo. Della fragilità di questo Governo mi preoccupate tu e Mastella, pronti sempre a remare contro. Tu non volevi l’indulto, Mastella non vuole che si faccia pagare le tasse agli autonomi, di cui uno su cinque, per l’anno 2003, ha dichiarato 550,00 euro mensili. Fatemi un favore: ingoiate qualche rospo anche voi, come noi lavoratori dipendenti…, e rimettiamo in piedi sto Paese, sperando, poi, che ci sia qualcosa in più per tutti (sui contratti, sulle pensioni, sulla sanità, sulla scuola, sulle norme, affinché siano efficaci, chiare, precise e , quindi, rispettabili ). Quando dico qualcosa in più non intendo necessariamente denaro; ma, stabilità, tranquillità, meno furbetti del quartierino, regole certe.
Cordialmente
Su HINA,
il fatto che suo padre lavorasse in Italia da più di dieci anni smentisce che cinque hanni siano pochi. Forse, per rilasciare la cittadinanza, è necessario adottare un sistema che individui caso per caso, attraverso una commissione composta da uno psicologo, un giurista, un religioso d’appartenenza, un professore scolastico, un rappresentante del mondo del lavoro, ecc…, l’ essere degno all’integrazione del soggetto. La commissione potrebbe decidere caso per caso da un minimo ad un massimo di anni entro il quale l’integrazione s’intende completata (es. 5-10 anni). Ma, a monte ci deve essere per forza di cose, visto che degli immigrati abbiamo bisogno, la possibilità, per loro, di accedere ad una casa, ad una retribuzione che non li sfrutti, all’accertamento della frequenza scolastica dei propri figli, ecc…, cioè tutte quelle regole, doveri, obblighi e diritti a cui ci atteniamo noi cittadini.
A quanti continuano a menarcela con la banalità che anche gli Italiani commettono reati invito questi signori a riflettere che forse oltre ai nostri non ci servivano altri delinquenti o tali potenzialialmente. Tanto si è visto con l’esperienza americana (vedi “moti di Los Angeles” di pochi anni or sono) che l’integrazione è una favola per certe “culture” radicalmente diverse dalla nostra e spesso per un comune senso di colpa (“io non sono razzista ma…”) si tende a concedere fin troppi privilegi a chi clandestino in questo come in altri paesi europei ed occidentali non dovrebbe neanche essere presente e ne approfitta ricreandosi dei microcosmi che non intendono minimamente accettare le “Regole della casa”. A questo punto bisognerebbe avere il coraggio di affrontare direttamente la questione e far intendere a chi vuole essere “ospitato” che qui le regole esistono già e chi non le accetta può starsene altrove. Ma infondo pensandoci bene c’è sempre un indulto od una sanatoria dietro l’angolo.
Avevo subito postato il mio sdegno per le parole di quell’iman pakistano che diceva:
‘Se è stato il padre avrà avuto le sue buone ragioni’…
Sono per la massima integrazione tra civiltà…ma integrazione non vuol dire distruggere i valori i diritti delle donne del libero arbitrio in nome di tradizioni + o – religiose..che di religione non hanno nulla ma sono solo ingnoranza e voler mantenere le donne in uno stato di schiavismo….
Spero che in televisione nei media..ma cosa molto + importante.. tra le persone emergano gli islamici illuminati e che facciano capire che Allah o Dio non vuole il sangue di nessuno…ma anzi chi uccide nel nome di Dio/Allah è un bestemmiatore….
sulla cittadinanza ci sarebbe molto da dire. Nella civilissima Svizzera un paio di anni fa il solito referendum “xenofobo” ha confermato che chi nasce in Svizzera da persone che non hanno la cittadinanza, non la acquisisce automaticamente. In Svizzera c’è il 21% di islamici, e la paura di tutti è che se dovessero diventare “cittadini” un partito islamico con il 21% dei voti avrebbe un grosso peso sulle istituzioni democratiche di quel Paese.
In Francia Chirac ha dovuto evidenetmente tener conto dei 5 milioni di “Francesi” di religione Islamica, ed ha (poco) elegantemente fatto dietrofront sull’invio di truppe in Libano.
E noi? Quando il “partito Islamico Italiano”, regolarmente eletto in Parlamento, presenterà proposte di legge per imporre il velo e l’infibulazione a tutte le donne e per applicare la legge coranica?
Povero Giovanni d’Austria, pace all’anima dei caduti alle porte di Vienna…
Credo che l’immigrato denunciato da un familiare, che abbia ricevuto minaccia alla propria incolumità, vada immediatamente espulso dal nostro Paese, con revoca della cittadinanza se già cittadino italiano.
Ritengo che l’acquisto della cittadinanza non sia da mettere in relazione (solo) con il numero di anni di residenza nel Paese. Mia moglie è ungherese, in Ungheria la cittadinanza si acquista dopo 10 anni di residenza, ma questo non è l’unico requisito: è infatti richiesta la dichiarazione di accettazione dei principi costituzionali e la prova della conoscenza della lingua, della storia e della cultura ungehrese.
A mio avviso chi richiede la cittadinanza in un Paese (come pure la residenza a tempo indeterminato) deve dimostrare di condividere in tutto la cultura e le tradizioni del Paese del quale deisdera diventare citttadino o residente a tempo indeterminato. Non solo, ma in caso di reati penali gravi conro la persona o lo Stato, dovrebbe essere prevista la revoca della cittadinanza e l’espulsione immediata.
La regola deve valere per tutti: quando si va in casa d’altri o vi si accetta le regole o si ritorna a casa propria.
A mio parere ritengo che si debbano formare sui valori della nostra costituzione, sui diritti civili e sulla nostra storia quelle persone che desiderano la cittadinanza italiana. Dopo il periodo di formazione si richiederà il giuramento sul rispetto di questi istituti e sulla loro tramandazione.
Non dobbiamo avere il timore di proporre leggi più severe verso certi crimini. Ciò che è successo è terribile e merita una punizione esemplare. PS non sono casi sporadici quelli che riguardano violenze inaudite dal padre verso i figli (il più delle volte figlie) nelle famiglie islamiche. Mi chiedo se sia una coincidenza il fatto che così tanti musulmani interpretino la loro religione in modo così aggressivo e violento.
Riporto un estratto da repubblica.it
La donna è comparsa venerdì nella stazione dei carabinieri
“Voglio denunciare mio marito, ha ucciso mia figlia”
È tornata la madre di Hina
“Mohammed ha fatto giustizia”
“Lei non era una buona pachistana”.
L’articolo lo trovate qui
http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/pakistana-uccisa/madre-hina/madre-hina.html
Caso Hina:
noi cittadini italiani, figli di italiani da sempre, di religione cattolica (per quello che resta di essa) viviamo una situazione paradossale: dobbiamo convivere in casa nostra con gente che ci diprezza per le nostre tradizioni religiose e civili, che dice apertamente che il loro obiettivo è quello di colonizzarci nella religione perché la nostra è impura e inaccettabile.
Quella ragazza è stata scannata dal padre perché voleva ragionare con la sua testa: ora io chiedo ai buonisti ipocriti che continuano a parlare di integrazione e a dare addirittura una scadenza (5 o dieci anni): ma non vi rendete conto che è ridicolo tutto questo.
Islamici moderati: cosa significa questa definizione? Per me che non conosco il Corano contano solo i fatti e quindi osservo che la violenza più feroce è un mezzo comune per far “rispettare” le leggi coraniche. E io dovrei subire e accettare di vivere nel mio Paese fianco a fianco con gente che, nei fatti, si dimostra così fanatica? No, non posso accettare che la mia più semplice libertà di espressione venga minacciata da persone che ci impongono l’accoglienza e il silenzio. Non voglio tornare indietro di centinaia di anni. Non voglio che le mie figlie e le loro figlie crescano in un paese (il mio) dove gli venga impedito con la violenza di vestirsi come riterranno più opportuno per la loro dignità. E’ semplicemente anacronistico.
Ma non vedete come vengono trattate le donne in molti paesi del mondo? Spesso valgono meno di un animale domestico! E allora quando i loro padroni maschi sbarcano sulla mia Italia dovrei accettarli e offrire lavoro e sostegno economico?
Riflettiamo. Nonostante sia già troppo tardi.
Maurizio Spalvieri
OT
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Queste sono le notizie che non ti aspetti:
‘In Libia non c’è libertà di stampa’…
Ad affermarlo è stato Saif al-Islam, figlio del colonnello GHEDDAFI!
Secondo la prima classifica mondiale della libertà di stampa (pubblicata da Reporter sens frontière), infatti, la Libia si trova alla 129° posizione!
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Massimiliano Borella
BELLA SCOPERTA.
LA LIBERTA DI STAMPA?
COMINCIA AD ESSERE UNA VERA UTOPIA.
NON DA MENO IN ITALIA, CON L’ENORME CONFLITTO DI INTERESSI CHE SI RITROVA… NEI MASS MEDIA, A CUI E’ BENE CHE I NOSTRI DIPENDENTI SI DIANO UNA MOSSA A DARE RISPOSTE CONCRETE.
PER ESEMPIO NEI TG TROVA PIU’SPAZIO IL GHIGNO BEFFARDO DEL ROTONDI CHE AFFERMAZIONI RESPONSABILI DEL LEADER DELL’ITALIA DEI VALORI.
UN CARO SALUTO
Una caratteristica delle organizzazioni che predicano il fanatismo e’ l’intransigente e chiara affermazione dei propri principi.
Questo e’ un grande vantaggio perche’ le rende individuabili. Infatti esse rifiutano di riconoscere i diritti umani (specie quelli delle donne).
Per togliere ad esse la pretesa di rappresentare l’Islam
potrebbe essere molto utile formulare una dichiarazione in cui il sottoscrittore precisa quali sono i diritti della donna e quale e’ la sua visione dell’Islam.
Un esempio di dichiarazione potrebbe essere la seguente:
“1) Dichiaro che ogni figlia e’ libera di sposare chi vuole e che il padre puo’ solo consigliare, e mai obbligare con la violenza.
Le punizioni per la mancata ubbidienza al padre possono essere solo dei rimproveri, mai delle violenze
2) Ogni donna e’ libera di scegliere il modo in cui vestirsi e non deve essere obbligata o minacciata per il suo abbigliamento.
3) Ogni donna e’ libera di scegliere il lavoro che preferisce e di andare dove vuole, e di scegliere da sola le compagnie che vuole frequentare.
4) Dichiaro che il vero Islam, in cui credo, rispetta e promuove tali diritti e dichiaro che ogni religione ad essi ostile e’ disonorevole.
5) Dichiaro che una religione che spinge un genitore a ferire o uccidere una figlia e’ una falsa religione senza onore. Chi pensa con tali azioni di rappresentarer l’Islam, e’ invece in grave peccato.
6) Nessuno deve infliggere mutilazioni sessuali (infibulazione) ad una bambina, ad una figlia o parente.
Se una religione o una tradizione spinge i suoi fedeli a simili pratiche questa e’ una falsa religione che getta il disonore sulla terra dove cio’ avviene e sulle persone e le autorita’ che approvano o tollerano una tale vergogna.
Se verro’ a conoscenza di tali pratiche ne denuncero’ gli autori alla Polizia”
Il sottoporre tale dichiarazione alle massime autorita’ islamiche potrebbe avere due esiti:
1) Tali autorita’ firmano, e allora dare la massima pubblicita’ alla dichiarazione e ai firmatari, per mutare il pensiero di molti fedeli islamici.
2) Non firmano: Allora sarebbe utile prevederne l’espulsione.
Tale dichiarazione dovrebbe essere il primo atto da firmare per il permesso di soggiorno.
Giancarlo Caputi
info@capmansrl.it
BRAVO IL GOVERNO!
DOPO L’INDULTO TOCCA ORA ALLA CITTADINANZA AGLI EXTRACOMUNITARI:
-AMMAZZA LA FIGLIA
-TENTA DI VIOLENTARE BAMBINA
-AMMAZZA UNA DONNA E UN ARTISTA
-RAPINE
-SCIPPI
-DROGA
………MOSCHEE IN OGNI DOVE IN ITALIA!
BENVENUTI IN ITALIA IL PAESE AL CONTRARIO…….
BENVENUTI IN ITALIA IL PAESE DELLA TOLLERANZA…..
BENVENUTI IN ITALIA IL PAESE DELLE PROMESSE NON MANTENUTE…..QUELLE DEL NUOVO GOVERNO……UGUALE A QUELLO PRECEDENTE!
IL CHIERICHETTO EXTRACOMUNITARIO CHE UCCIDE UNA FEDELE CHE VA IN CHIESA !!!
IL PAKISTANO CHE UCCIDE LA FIGLIA
PERCHE’ NON SEGUE LE REGOLE ISLAMICHE !!!
ADESSO LI METTEREMO IN GALERA
E CI COSTANO COME MINIMO 300 MILA DELLE VECCHIE LIRE AL GIORNO
QUESTA E’ L’ITALIETTA DELLA TOLLERANZA E DEL BUONISMO !!!
DI PIETRO !! BASTA IMMIGRAZIONE
CHI VIENE IN IN ITALIA DEVE RISPETTARE LE LEGGI ITALIANE
SE NO VIA A CASA LORO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Nessuno vuole prendere a pretesto quello che è successo a Brescia per fare peoclami xenofobi o dare sfogo alla propria rabbia contro gli immigrati…e nessuno vuole trarre spunto da questo barbaro ed incivile episodioper gettare polvere sul progetto (sul quale peraltro non sono d’accordo) di concedere la cittadinanza agli immigrati…
Però una cosa è certa…QUESTE PERSONE SONO TROPPO DIVERSE DA NOI PER POTER AMALGAMARSI CON LA NOSTRA CULTURA E LA NOSTRA CIVILTA’…LO DIMOSTRA LA CIRCOSTANZA CHE UNA PERSONA CHE HA PROVATO A FARLO, LA POVERA HINA, VITTIMA PIU VITTIMA DI TUTTE, E’ STATA,PROPRIO A CAUSA DI QUESTO SUO DESIDERIO, BARBARAMENTE MASSACRATA DAL PROPRIO PADRE….E LA COSA PIU’ TRISTE ED RIPUGNANTE E’ CHE QUESTO IGNOBILE GESTO NON E’STATO COMMESSO DA UN FOLLE CRIMINALE PSICOTICO O “LOMBROSIANO” (COME PURTROPPO TANTE, TROPPE VOLTE ACCADE ANCHE IN ITALIA O IN MOLTISSMO ALTRI PAESI CHE SI PROCLAMANO “CIVILI” E GUARDANO IL MONDO DELL’ISLAM CON L’ARIA SPREZZANTE ED IL TIPICA IGNORANZA DA “PRIMI DELLA CLASSE”), BENSI’ DA UN PADRE PERFETTAMENTE LUCIDO, CHE AVEVA L’APPOGGIO ED IL SOSTEGNO DI TUTTA LA PROPRIA FAMIGLIA…
RIFLETTIAMO SU UNA COSA…SULLE PAROLE DELLA MADRE DI HINA QUANDO HA SAPUTO CHE LA PROPRIA CREATURA ERA STATA SGOZZATA…”MIO MARITO HA FATTO GIUSTIZIA, MIA FIGLIA NON ERA UNA BUONA PACHISTANA”…
RIFLETTIAMO SU QUESTO…PER CAPIRE CHE NON SARANNO MAI COME NOI…E NON POTRANNO MAI DECIDERE CON NOI E PER NOI….
Cinque anni o dieci anni , la cosa ?nsignificante perch?asti vedere gli ultimi fatti inglesi dove i terroristi islamici erano nativi in Inghilterra .
La questione ?entalit? religione che nella esasperazione porta a mettere in mostra l’inconciliabilit?llorch?iamo in presenza di fondamentalisti .
Per la Squassino
Ma veramente lei pensa che qualcuno vorrebbe essere come lei e pensarla come lei?
Illusa!
Qualsiasi quotidiano italiano,giornalmente riporta notizie di reati commessi da estracomunitari,non a caso le prigioni italiane ne erano piene,visto il recente indulto e le leggi non applicate.
Solo il caso ha voluto che le vicende di questi giorni capitassero tutte a Brescia col suo 14% di abitanti extracomunitari, creando un primato tale da mettere in evidenza il fatto.
Ma il problema immigrati caro Onorevole é vasto e molto complesso e questo governo come il precedente e’ “incapace” e lascia correre.
Il 70% di quelli ammessi in italia una volta arrivati e sbrigate le formalita’ nei centri d’accoglienza inizia a vivere in semiclandestinamente, senza fisso lavoro o dimora,tra il lecito e l’illecito, ma con documenti regolarizzati ;per la maggior parte si stanziano nel sud italia e vanno ad ingrassare quelle aziende che sfruttano il loro lavoro per la raccolta delle verdure o della frutta o in fabbriche piu’ o meno regolari a 15/20 euro al giorno e senza alcuna garanzia.
Basta andare nelle campagne di una qualsiasi regione del centro sud o in una di quelle aziende, piccole manifatture, contoterziste dall’abruzzo alla sicilia per rendersene conto.Idem la situazione nell’edilizia.
Chissa perché costruire una casa in puglia o in sicilia (una volta comprato il terreno ) costa almeno la meta’ che costruirla in lombardia o nelle marche ,chissa’ perche…. anche in questo caso se vai a vedere le maestranze e gli improvvisati carpentieri noti che sono al 90% estracomunitari. Premesso che grosso modo le materie prime costano uguale a milano come a Napoli,l’unica spiegazione e’ il LAVORO NERO
Praticamente il governo si fa ‘ garante di queste situazioni promiscue permettendo che aziende poco serie speculino abbondandemente su questa situazione..Quindi “CHI COMANDA” (come anche il cittadino comune) sa’ benissimo che in quel cantiere,in quel campo in quela fabbrica c’e’ un extracomunitario sfruttato , ma vista la situazione sociale irrecuperabile pensa che sia meglio avere degli extracomunitari impegnati , malpagati e male integrati piuttosto che girovaghi e delittuosi ,ma nel frattempo ne permette lo sfruttamento e ne e’ COMPLICE contribuendo inoltre ad aggravare la situazione economicasociale dello stato (tasse no pagate,inps non versata,iva evasa,e mantenimento del lavoro sottopagato)……..
Ed i soliti “cojoni” pagano
OT
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Voce del verbo RICATTARE: “Fare qualcuno oggetto di ricatto”.
E’ questo quello che sta facendo ATESIA, società del gruppo Almaviva, con 80.000 dipendenti!
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Per leopoldo nepi.
Seguendo il tuo ragionamento non ti dice nulla il fatto che sia la Lega padana a non volere legalizzare gli ingressi? Il fatto che tanti immigrati clandestini sono occupati come bestie in aziende del nord, gestite da leghisti sfegatati che fanno mostra di razzismo xenofobo, non ti fa pensare che se questi immigrati venissero regolarizzati finirebbe il lavoro schiavistico di cui approfittano le aziende del nord? pensaci un attimo e poi mi rispondi.
PER Mustafà Aldovrandi.
Considera che il lavoro nero esiste anche per gli Italiani pur essendo per diritto “regolari”.
Il lavoro nero al sud é di certo superiore ,di molto ,a quello del Nord Italia ed a nulla servirebbe regolarizzare chiunque entri in italia .Lavoro e regolarizzazione per legge dovrebbero andare di pari passo;
quindi secondo me’ una volta individuato il tumore(lavoro nero) lo si rimuove (si punisce l’azienda) e si apllica la cura (regolarizzazione forzata del dipendente)
Ma MANCA la volonta’ politica di fare leggi ed azioni del genere.
SEMPRE PEGGIO….
TUTTO IL MONDO è PAESE…..
MESSINA …. APRILE…………….
GIOVANNI MORABITO 24 ANNI
UCCIDE LA SORELLA(COLPEVOLE) DI AVER DISONORATO LA FAMIGLIA .
HA FATTO UN FIGLIO CON IL NUOVO CONVIVENTE, DOPO LA SEPARAZIONE CON IL MARITO……..SIGNORI IL PAKISTAN
è PIU VICINO DI QUANTO PENSATE
Per una volta tanto, credo di non essere d’accordo col ministro. Forse è davvero opportuno ripensare a quanti anni occorrono per pttenere la cittadinanza italiana, magari 15 invece dei 10! Però credo che ogni cittadino abbia il diritto di essere completamente se stesso, e di dover sottostare alla costituzione ed alle leggi del suo paese (in questo caso l’Italia), ma non ad una non peraltro definibile “cultura di riferimento” (affermazione aberrante dell’attuale cancelliere tedesco Angela Merkel). Quel padre pachistano deve finire in galera (e senza indulti!) perchè ha ammazzato la figlia, non per le motivazioni alla base della sua criminale azione.
Altrimenti accanto alla costituzione ed al codice civile e penale dovremo affiancare il “prospetto del buon italiano”, da studiare per chi richiede la nostra cittadinanza, per poi notare che forse tanti nostri concittadini sono meno “italiani” di quanto potremmo credere. Lasciamo perdere perciò le razze, ma anche i loro surrogati, le culture, che servono solo a creare divisioni contrasti e guerre, proprio come hanno sempre fatto (in opposizione a quanto aspirerebbero fare) le religioni!
Gli italiani (CRISTIANI, quindi correligionari) che sono emigrati nelle Americhe all’inizio del secolo scorso, hanno dovuto subire una dura prova del fuoco prima di essere integrati. Negli USA, l’italiano negli anno ’30, aveva meno diritti di un negro. L’italiano che si recava in questi stati già possedeva una mentalità “occidentale” e pertanto non faticava ad inserirsi.
Per ottenere la cittadinanza americana, i nostri connazionali hanno dovuto farsi un “sedere quanto una verza”, ma quanti decenni sono passati? E ora si pretende che a un’accozzaglia di pretenziosi mussulmani si dia una nazionalità che i nostri “vecchi emigrati” si sono sudata con il sangue (vedi Sacco e Vanzetti)? Certo, costoro fanno comodo per avere i voti, ma i politici devono pensare che se un loro provvedimento, positivo per le loro pretese di voto, può rivelarsi catastrofico socialmente e finanziariamente, perchè bene o male siamo noi Italiani a dover pagare. Ci siamo mai chiesti perchè l’Italia è il paese preferito per gli sbarchi? A parte la posizione geografica, il Italia si pratica una carità pelosa, gestita appunto dalla Caritas o da altre non ben definite associazioni caritative, che vengono profumatamente sovvenzionate, con i soldi nostri.
Agli sfollati, si danno medicinali e assistenza sanitaria gratuita e se hanno bisogno di una TAC, a loro la fanno subito, ed io devo stare in una lista di attesa di tre mesi. D’accordo che i tempi cambiano, ma dando loro dopo cinque anni, la cittadinanza italiana, si rischia di essere sfrattati.
Io ho fatto tanti sacrifici per raggiungere una decorosa posizione, lavorando e pagando le tasse. Se questa gente vuole lavorare, può farlo, pagando agli Italiani quello che preleva sotto forma di servizi. Dopo aver dato prova di essersi socialmente integrati, magari dopo una ventina d’anni, gli potremo dare il benvenuto.
Per il momento hanno usanze MOLTO differenti dalle nostre, e strani modi di interpretare la vita.
Per il signor Antonio Lorin:
In che senso, mi scusi?
Per favore, sia più chiaro nell’esprimere il suo pensiero…
Sono sempre pronta al dialogo e al confronto con coloro che la pensano diversamente da me.
Saluti
Onorevole Ministro Di Pietro, lei parla benissimo ma non si capisce da che parte stia, da quella di un governo assurdo o da quella di una opposizione decisa e coerente.
La democrazia è vero che consente a tutti di esprimere ciò che si pensa ma non consente a tutti di realizzare ciò che potrebbe essere giusto. Perciò se da una parte si esprime un pensiero anche discutibile dall’altra siamo di fronte alla realizzazione di un progetto politico completamente diverso da quel pensiero.
L’impressione che si evince è quella di un uomo politico con il capo chino costretto ad accettare le decisioni scellerate di un gruppo evidentemente + potente che se ne frega.
Le voglio rinnovare la domanda ….” MA LEI DA CHE PARTE SI SENTE DI STARE???”
Cordialmente
Fabrizio Nusca
L’Italia, come tutti i paesi dove sfamarsi non è difficile e le guerre si vedono soltanto in televisione, è diventata meta di uomini e donne che vengono da paesi dove sfamarsi è dura e con le guerre spesso ci convivi.
E’ gente povera, ma non è questo il problema.
E’ gente che vive secondo regole diverse: da loro le donne portano i capelli coperti, non ridono e non camminano per la citta’ di notte, non vanno in discoteca, non mostrano gambe sedere fianchi e ombelico, non vanno a lavorare.
Obbediscono a padri fratelli e mariti, non hanno diritto di parola, non parlano, non possono parlare.
Questa esistenza femminile amputata e messa sotto tutela è giustificata da una RELIGIOSITA’ FANATICA E INTRANSIGENTE.
Ci siamo mai chiesti che effetto fanno le nostre ragazze e che effetto facciamo noi, donne che godono di pari dignita’ (almeno sulla carta) e uguali diritti, a quegli uomini stranieri, abituati a prendere senza dare, a non essere giudicati o respinti, legittimati, come si credono, dalla loro appartenenza di genere a comandare ?
Facciamo un effetto esplosivo: provochiamo desiderio e disprezzo.
E sono proprio questi, desiderio e disprezzo, gli ingredienti della violenza sessuale.
Un uomo ha aggredito una ragazza in discoteca, a Chieti, era algerino, dopo 48 ore di fermo è stato rimesso in liberta’. Inammissibile. Uno stupratore, a qualunque etnia tribù o famiglia appartenga, deve essere messo in condizione di non reiterare il crimine, non certo evirato, ma punito e rieducato.
Si chiamava Abderramane Lazarec, lui, LEI AVEVA 17 ANNI.
In questo agosto torrido e vuoto, come sempre il mese della vacanza, a macchiarsi di crimini contro le donne, sono stati uomini extracomunitari.
Era cingalese l’uomo che ha ammazzato la bella ragazza di Brescia, assalita in Chiesa, mentre, per incarico materno, accendeva candele votive.
Era pachistano l’uomo che ha ammazzato e seppellito in giardino la sua stessa figlia, per punirla di volersi omologare alle nostre ragazze (capelli sciolti, fianchi svelati).
Si è lamentato il silenzio delle femministe, delle opinioniste di sinistra, della sinistra.
Se molte hanno preferito tacere è per non incrementare l’odio e la paura.
Non è di questo che hanno bisogno né le povere ragazze stritolate fra due culture come la pachistana Hina, né le nostre, esposte al desiderio e al disprezzo di chi vuole velata sua sorella e pronta all’uso la figlia del suo datore di lavoro.
Signor Ministro,
la mia opinione è che questa vicenda non sia in alcun modo correlata al tempo necessario per acquisire la cittadinanza. E’ un problema di aberrazione mentale che nessuna coscienza delle leggi potrà sradicare; e aggiungo: un’istanza criminale, puramente soggettiva, di una questione più ampia di deriva culturale e sociale.
Conosco persone nate all’estero e che, già dopo pochissimo tempo, rispettano le leggi più di cittadini nati e cresciuti in Italia. No, non credo sia dovuto a termini di tempo.
Vorrei puntare l’attenzione sul fatto che l’estensione della cittadinanza proposta dal Governo, non indiscriminata beninteso, non assegni soltanto diritti e privilegi ai nuovi cittadini, ma anche doveri da rispettare, tasse da pagare ecc. Quanti evasori italiani ognuno di noi conosce?
Cortesi saluti
La cittadinanza dovrebbe essere guadagnata piano piano mentre da noi tutto è più facile .
I nostri “regnanti” dovrebbero tutelare i diritti degli italiani,ma si sà,quando si vuole stare in troppe scarpe non si capisce più nulla.
Io mi chiedo ancora perche danno anche la cittadinanza a questi terroni mafiosi? questo è solo atto di razzismo avercela sempre con i neri…cosa credete che sia una cittadinanza Italiana? Preferisco essere clandestino nel mio paese anziche in regola in italia…
Egregio Ministro, come tutti gli anni il mese di settembre viene dedicato alle lacrime degli Italiani, come FINANZIARIA, nel poco che i media ci danno ho capito che come tutti i governi, fino a oggi in italia, chiedete sacrifici e rigore, come se fossimo noi lavoratori che mandono avanti la baracca ITALIA avessimo tutte le colpe di cio che chi ci governa SBanda, credevo che almeno un governo di centro sinistra fosse un po più consapevole dei sacrifici che un cittadino con circa 800,00 € al mese deve fare per arrivare al 31 di ogni mese e non al 27 , anche voi, mi scusi si comprendo anche lei, aiutate a vuotare le carceri da quei signori che hanno messo in ginocchio o quasi la nostra economia portando all’estero i nostri soldi, le nostre industrie e tutto quello che ne consegue.
Lei forse dirà io ero contrario, ma la legge è passata, credo anche questa finanziaria passerà con o senza il suo consenso, mi sta molto deludondo il COMPAGNO FASSINO, perche anche lei non le dice di venire un po più allo scoperto in cio che voule il 1° DS, si sta dimenticando delle pensioni o stipendi, che prendono certi cittadini che non hanno mai lavorato e non sanno nemmeno cosa vuol dire stare 10 ore in fabbrica senza auto blù, anche lui viene da una famiglia dove il lavoro era il credo, oggi con quale coraggio chiede sacrifici ai lavoratori.
Una mia riflessione, ma l’on. Berlusconi ha fatto tutto male per gli italiani !!!!!!
sono un operaio che ha gia passato i 36 anni di lavoro e ora si aspetta da questo nuovo governo un ‘altro allungamento della sua vita lavorativa ….grazie
mi ero letto bene il vostro programma e credevo che gli obbiettivi primari fossero ben altri ,specialmente dopo l’epoca del berlusca….
non credevo che l’indulto e le pensioni fossero i vostri obbiettivi primari …non ho mai capito molto ….sono stato sempre un socialista e lo sarei ancora ….ma almeno una cosa la voglio dire : quel farabutto che ha distrutto il socialismo italiano almeno criticava i comunisti di allora legati alla madre russia …..la linea di Di pietro mi sembrava buona ….ma sè questa è la partenza ….addio sogni ….che buffo non sono mai stato comunista ma se qualcuno difende ancora l’operaio italiano …..sono propio i comunisti ….ma che brutta Italia ….ditelo a Di Pietro ….in Italia ci sono ancora gli operai ….anche se ora hanno meno soldi ….e piu’ anni di lavoro …
Caro Ministro la volevo rinngraziare per il suo impegno così tenace contro la politica di profitto di Benetton nelle Autostrade.Società che non doveva essere privatizzata in quanto è l’Autostrada degli italiani che adesso la ritrovano con pochi servizi vedi gli incolonnamenti per mancanza di corsie in più.Questi sono i veri incollonamenti non davanti ai caselli,penalizzandoci a noi esattori che diamo un servizio scambiandoci con dei telepass che non funzionano riducendo così il personale.Grazie per il suo blog ci risentiamo a presto. Dino
Lavoro con un austriaco residente in Svezia e con la cittadinanza svedese…
mi diceva che le regole per acquisire la cittadinanza svedese sono molto severe, bisogna aver lavorato almeno 10 o 15 anni e soprattutto si deve fare un esame dove rispondere a nozioni di legge e soprattutto di lingua.
Come si fa andare d’accordo fra concittadini se si parllano lingue diverse?
prensiamo la svezia come esempio… io lavoro in una fonderia piena di extracomunitari in cui sono costretta a tradurre ogni comunicazione interna in inglese e francese.
Una idea che mi pare buona ed è comunque innovativa, la si può leggere nel mio sito http://www.marcotempesta.it, nella sezione ‘scritti’, dal titolo ‘un gulag new age’.
Una idea che mi pare buona ed è comunque innovativa, la si può leggere nel mio sito http://www.marcotempesta.it, nella sezione ‘scritti’, dal titolo ‘un gulag new age’.
Una idea che mi pare buona ed è comunque innovativa, la si può leggere nel mio sito http://www.marcotempesta.it, nella sezione ‘scritti’, dal titolo ‘un gulag new age’.
Sono perfettamente d’accordo con quanto detto sulla vicenda di Hina.
Lo Stato deve difendere la propria legge, i propri principi, se la comunità pachistana, la famiglia, la madre di Hina, non si costituiscono contro padre, zio, cognato allora dovrebbe farlo lo Stato contro di loro, in difesa della ragazza e , come detto prima, DEI VALORI IN CUI CREDIAMO E CHE CON TANTA FATICA CI SIAMO CONQUISTATI.
Chi viene in italia deve rispettare le nostre leggi, deve obbligatoriamente imparare la nostra lingua e inserirsi a pieno titolonella nostra società e per la cittadinanza io proporrei di aspettare un cambio generazionale ( come esempio cito il padre di Hina , che potendo,secondo i dettami dell’attuale legge italiana ,prendere la cittadinanza italiana, si è dimostrato un estremista ) e comunque controllare tutto prima di concedere la cittadinanza. I figli degli immigrati devono frequentare le nostre scuole, non scuole private. Le moschee non si costruiscono, per praticare una religione basta riunirsi in una stanza e pregare insieme.Tutto questo che ho scritto è stato dettato dalla preoccupazione per la ragazza che a volto scoperto ha denunciato l’omicidio del padre di Hina e che ora deve nascondersi per paura di agguati mortali. E vogliamo lasciar perdere una simile questione? Non andare in fondo al problema ? Quando riusciremo allora a risolvere e cambiare qualcosa? Ma se non facciamoqualcosa ora poisarà sempre peggio ed il fatto positivo è che sonole donne islamiche che si mobilitano dimostrando forza e coraggio.
Un’ultima cosa Signor Di Pietro perché non fonda un partito di CENTRO con Prodi?Saluti, con stima ,Valeria
Nell’attesa di una nuova legge sulla cittadinanza, bisognerebbe possibilmente rispettare quella che c’è.
Sono laureato in Giurisprudenza, e questi principii mi sono rimasti… Lei dovrebbe capirmi.
Sono un dipendente comunale in un paese della provincia di Teramo con deleghe quale Ufficiale dello Stato Civile e Ufficiale d’Anagrafe.
Mi riferisco alla Circolare Ministero Interno n. 22 del 07.11.07, diramata dalle Prefetture ai Comuni il mese scorso.
Tratta della problematica inerente l’individuazione della documentazione idonea a dimostrare i requisiti che attribuiscono allo straniero nato in Italia il diritto di chiedere ed ottenere la cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 4, comma 2, legge 5 febbraio 1992, n. 91.
Ebbene è manifestamente in contrasto con l’art. 4 citato e con l’art. 1, comma 2, lett. a) del relativo regolamento di esecuzione, approvato col DPR n. 572/93, poiché dà rilevanza giuridica alla mera presenza di fatto dello straniero sul territorio dello Stato, disgiunta dalla soddisfazione de “le condizioni e gli adempimenti previsti dalle norme in materia d’ingresso e di soggiorno degli stranieri in Italia e da quelle in materia d’iscrizione anagrafica”, e ammette inoltre, in contrasto con la legge, la possibilità che tali requisiti (a questo punto dobbiamo domandarci quali siano: situazioni di fatto o registrazioni amministrative?) subiscano un’interruzione.
Tale circolare, infarcita di considerazioni sociologiche, spero abbia la Sua attenzione.