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Immigrazione e criminalità

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fotoRom Immigrazione e criminalità
L’immigrazione sta diventando un problema sociale. Due elementi in particolare hanno determinato questa situazione: l’indulto che ha messo in libertà almeno 30.000 persone, molte delle quali stranieri, e l’ingresso di alcuni Paesi dell’est nell’Europa comunitaria.
L’indulto è stato votato dalla maggior parte del Parlamento, in fretta, nel mese di agosto 2006, per la cosiddetta emergenza carceri. Il risultato è che un anno dopo le carceri si sono riempite di nuovo e che nel frattempo sono stati compiuti delitti, furti, stupri, omicidi che potevano essere evitati.
L’indulto, va ricordato, è stato fatto per evitare il carcere agli amministratori pubblici, ai finanzieri. Nessuna azione di recupero è stata attuata per gli ex detenuti.
Nell’ambito dei Paesi dell’est merita una particolare attenzione la Romania: si poteva agire diversamente, fare una moratoria come hanno fatto altri Stati comunitari. In Romania ci sono due milioni di rom, decine di migliaia sono già entrati in Italia. Vanno fermati.
Il Paese non è in grado di accoglierne ancora. Oggi anche i buonisti, per effetto dell’esasperazione dei cittadini, cominciano a diventare sceriffi. La parte più indifesa della popolazione si trova a dover convivere con una criminalità quotidiana di importazione.
Non si può più rinviare il problema. In Italia deve entrare solo chi ha un lavoro regolare o ci aspetta un nuovo razzismo dalle conseguenze imprevedibili. Siamo arrivati al paradosso di esportare capitali per investimenti in Romania e di importarne i disoccupati.

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