Facebook YouTube Biografia Scrivimi

Il processo Berlusconi – Mills

Facebook
Google
Twitter
105
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico
           Short Url: http://bit.ly/xjuOyC

processo_mills_silvio.jpg
Il “Lodo Alfano” è incostituzionale e immorale. La Corte Costituzionale ha il dovere di intervenire. A prescindere dall’intervento della Consulta la raccolta delle firme, che inizieremo l’11 ottobre a Piazza Navona e che sosterrò in 22 date in tutta Italia, dovrà restituire ai cittadini l’ultima parola su una una legge che viola l’articolo 3 della Costituzione.
Dopo aver violato, per se e altre tre cariche dello stato, il principio secondo cui la legge è uguale per tutti Berlusconi vorrebbe fermare il processo Mills perchè un eventuale condanna dell’avvocato inglese farebbe emergere comunque le sue responsabilità politiche.
Riporto di seguito il testo del servizio, girato lo scorso 27 settembre, del nostro inviato al processo Berlusconi – Mills.
Sabato 27 settembre 2008 nell’aula 4 della decima sezione penale del tribunale di Milano si è tenuta l’udienza del processo Berlusconi-Mills. il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari per aver comprato con 600 mila dollari estero su estero la testimonianza dell’avvocato inglese.
Premier reso immune da ogni reato grazie al Lodo Alfano varato a tempo di record dal suo governo il 23 luglio scorso, Lodo Alfano che perciò congela sia questo processo, nel quale l’unico imputato rimane David Mills, che quello Mediaset, udienza andata in scena venerdì 26, ieri, nella quale i giudici hanno fatto ricorso alla Consulta accogliendo la sollevazione del pm Fabio De Pasquale, sull’eccezione di incostituzionalità del Lodo che contrasterebbe con l’articolo 3 della costituzione, secondo cui i cittadini italiani sono tutti uguali di fronte alla Legge.
Il pm De Pasquale, anche oggi, per il processo Mills, ha battuto sul tasto dell’incostituzionalità del lodo definendola legge criminogena, irragionevole che anziché introdurre principi serve soltanto a favorire una persona imputata.
In aula per le arringhe presenti gli avvocati parlamentari del premier Niccolò Ghedini, Piero Longo e il difensore di Mills Ferruccio Cecconi.
Ultimo a parlare per chiedere che il lodo Alfano sia esteso anche a David Mills, lo abbiamo sentito all’uscita dall’aula.
D. Martinelli: Avvocato, ha chiesto che il Lodo Alfano sia reso valido anche per David Mills. Il lodo Alfano si applica però solo alle 4 alte cariche dello Stato italiano, David Mills è cittadino inglese
Avv. F. Cecconi: No, non c’entra tanto che sia un cittadino italiano, polacco o inglese, l’unico tipo di osservazione che abbiamo svolto è un’osservazione legata alla ratio che ha ispirato che ha ispirato questo provvedimento. La r atio è quella di consentire lo svolgimento delle attività istituzionali in modo sereno. E’ altrettanto evidente che gli imputati, all’interno di una fattispecie di reato con queste peculiarità, cioè reati in concorso necessario, debbano essere trattati in questa maniera.
D. Martinelli: Ma non è palese l’incostituzionalità della norma stessa? Cioè il fatto che quattro italiani siano diversi dagli altri?
Avv. F. Cecconi: Questo è un problema che non devo affrontare io però. Io mi trovo davanti a una Legge e devo cercare, tenendo conto dello spirito col quale è stata attuata, di far si che venga applicata nel modo più ragionevole, e il modo più ragionevole, secondo me, è un’applicazione anche ai coimputati.


Piero Longo ha difeso una Costituzione che vive e che cambia, lanciandosi in accorati appelli da avanspettacolo. Ha pregato il collegio giudicante di decidere sereni, col cervello della logica e non della norma, chiedendo di respingere la ricezione di incostituzionalità del lodo Alfano
D. Martinelli: Rimane comunque un problema di fondo, che l’articolo 3 della Costituzione prevede che tutti i cittadini italiani sono uguali di fronte alla Legge. Il Lodo Alfano questo non lo garantisce più.
Avv. P. Longo: Questo per la verità, la Corte costituzionale ha detto che è vero solo in parte. Ci sono situazioni personali che meritano una norma diversa. Qui sono previsti diffusamente, come è stato ricordato anche dal collega Ghedini, differenze di trattamento processuale, o addirittura diritto penale sostanziale.
Non c’è nessun dubbio! Nessuno dubita che ci siano differenze, che l’articolo 3, altrimenti sarebbero identici quelli che hanno 17 anni rispetto ai 18enni e c’è una disciplina diversa. Quelli che hanno seminfermi rispetto agli infermi.
Il concetto di uguaglianza è un’uguaglianza a parità di condizioni. Non un’uguaglianza senza parità di condizioni.
D. Martinelli: Però la Costituzione non lo specifica questo, dice i cittadini tutti uguali di fronte alla Legge.
Avv. P. Longo: Questo l’hanno specificato Leggi costituzionali con anche al contrario. E anche la stessa Legge che ha stabilito che la precedente norma fosse lesiva di alcuni princìpi costituzionali ha detto che era possibile una differenziazione…
E’ inutile che lei tenti di farmi dire quello che io non sono convinto di dire. Lei nemmeno dovrebbe tentare di far dire alla Costituzione, e a tutta la giurisprudenza costituzionale una cosa che non è mai stata detta in questi termini.
D. Martinelli: Beh, rimane comunque un presidente del Consiglio che da cittadino comune si macchia di un reato comune per ques to motivo gli si fa un lodo su misura, Questo rimane di fatto.
Avv. P. Longo: Il presidente del consiglio è come il presidente della Repubblica. Non è affatto un uomo comune. Cioè è un uomo comune con funzioni particolari.
Si difendono le funzioni non l’uomo.
Niccolò Ghedini si è invece rifatto ad una serie di sentenze che hanno sospeso procedimenti riferiti alla legge 626, ha citato la convenzione di Vienna.
D. Martinelli: Avvocato Ghedini, il pm De Pasquale ha detto chiaramente che il Lodo Alfano non è una Legge che introduce nuovi princìpi, ma serve sostanzialmente a proteggere una persona.
Avv. N.Ghedini: Noi abbiamo cercato di spiegare perché non è così richiamandoci alla sentenza della Corte costituzionale e spiegando che già la Corte costituzionale ha ritenuto trattarsi di una sorta di leggittimo impedimento ex leg e che quindi è ; proprio per evitare che l’alta carica, chiamiamola così come la chiama la Corte Costituzionale, sia obbligata a scegliere tra svolgere le sue funzioni e andare a presenziare al processo. A noi sembra che questa sia una cosa meritevole di tutela e lo ha detto anche la Corte costituzionale.
D. Martinelli: Il fatto che David Mills rimanga un cittadino inglese con quale pretesto si potrebbe pensare di estendere e di applicare il lodo Alfano anche a Mills.
Avv. N.Ghedini: Noi infatti non l’abbiamo chiesto, ci siamo assolutamente rimessi sulla separazione del processo, c’è un grosso problema. Che se la Corte costituzionale dovesse accogliere i rilievi del pm e intanto il tribunale giudica Mills, poi questo tribunale diventa incompatibile, quindi in teoria sarebbe il pm che dovrebbe avere interesse a chiedere che il processo venga temporaneamente sospeso anche per Mills.
Ma per noi è assolutamente indifferente.
D. Martinelli: Sabato prossimo ci sarete comunque?
Avv. N.Ghedini: Si saremo qui ad ascoltare la lettura.
Le arringhe dei difensori si sono concluse nel tardo pomeriggio di sabato, il giudice Nicoletta Gandus ha fissato l’udienza a sabato 4 ottobre, per pronunciare l’ordinanza con la quale sapremo se rimetterà gli atti alla Consulta in accoglimento della richiesta del pm.
Per cui la Consulta si troverebbe due richieste uguali da due procedimenti diversi che riguardano la stessa persona: Silvio Berlusconi.”

-->