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Vogliono privatizzare la Protezione Civile

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borghesi protcivile Vogliono privatizzare la Protezione Civile
jokersilvio striscia Vogliono privatizzare la Protezione Civile
Pubblico il video e il testo dell’interrogazione dall’On. Antonio Borghesi sull’esistenza di una bozza di decreto-legge recante la costituzione, per lo svolgimento delle funzioni strumentali del dipartimento della Protezione Civile, di una società per azioni con capitale interamente pubblico.
La domanda
Antonio Borghesi: Signor Presidente, signor Ministro, noi dell’Italia dei Valori le chiediamo se sia vero che in uno dei tanti, troppi decreti-legge allo studio sia prevista la costituzione di una società per azioni per lo svolgimento di funzioni strumentali al Dipartimento della Protezione civile – tra cui la progettazione, la scelta dei contraenti, la direzione dei lavori, la vigilanza, l’acquisto di forniture e servizi – e se sia prevista effettivamente la stabilizzazione di 1.200 persone e l’assunzione di 50 dirigenti presso la predetta società.
La risposta
Elio vito: Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, posso subito confermare all’onorevole Borghesi che il Dipartimento della Protezione civile sta effettivamente studiando e valutando alcune soluzioni normative relative alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania e all’avvicendamento delle funzioni del commissario delegato per il sisma dell’Abruzzo del 6 aprile 2009, il dottor Bertolaso, con il commissario delegato, il presidente della regione Abruzzo. Tutto ciò ha il fine di consentire che i predetti procedimenti possano avvenire in modo ordinato e coerente, senza che ne derivi alcuna soluzione di continuità a detrimento del complesso di iniziative poste in essere per il superamento di entrambi i contesti emergenziali.
Circa quanto da lei richiesto, onorevole Borghesi, in ordine alla ventilata adozione della normativa in oggetto mediante la forma del decreto-legge, posso dirle che allo stato ancora nulla è stato deciso e che spetterà al Consiglio dei ministri, qualora tale proposta venga avanzata, valutare l’opportunità dell’impiego di un tale strumento normativo in relazione alle esigenze di natura temporanea e alle condizioni di fatto sussistenti.
Per quanto riguarda un altro aspetto della sua interrogazione, sono attualmente al vaglio del competente ufficio legislativo del Dipartimento della Protezione civile alcune misure atte a consolidare e migliorare la capacità di risposta del Dipartimento stesso nella tutela delle primarie esigenze delle popolazioni colpite da disastri tali da richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza.
A tale proposito, non si può escludere che nell’intervento normativo in corso di confezionamento vi possa essere anche spazio per l’inserimento di disposizioni aventi ad oggetto il personale del Dipartimento della Protezione civile, così come – eventualmente – anche una nuova strutturazione dello stesso Dipartimento.
Circa il personale, che da tutti – anche a livello internazionale – è riconosciuto come particolarmente motivato e qualificato nella gestione delle emergenze, si sta valutando la possibilità di attuare procedure di reclutamento nei ruoli della pubblica amministrazione; e circa l’eventuale costituzione di una società in house con compiti prettamente strumentali essa risponderebbe alle medesime finalità di efficacia, efficienza ed economicità dell’azione propria del Dipartimento della Protezione civile.
In ogni caso, ribadisco che si tratta di norme che sono ancora in fase di studio e di riflessione: dunque non è possibile in questa sede giungere a indicazioni o a conclusioni sulle ricadute di un’eventuale tale normativa che sarà conclusivamente adottata, né è possibile prefigurare adesso valutazioni sul merito degli orientamenti che saranno infine prescelti e che naturalmente saranno portati a conoscenza del Parlamento.

La replica
Antonio Borghesi: Signor Ministro, lei non conferma e non smentisce, ma poiché circola già l’articolato – si tratterebbe dell’articolo 11 di un decreto-legge che dovrebbe essere approvato domani – noi dell’Italia dei Valori le diciamo che dopo la privatizzazione dell’acqua saremmo di fronte ad un provvedimento di privatizzazione della protezione civile, che rappresenta una delle funzioni più delicate e più importanti in uno Stato moderno: una funzione che, proprio perché deve intervenire sulle emergenze, spesso può farlo al di fuori delle regole e dei controlli.
Noi ne parliamo in un momento in cui, in Abruzzo, già si sta assistendo ai primi arresti per la gestione degli appalti del dopo-terremoto, dopo che questo Governo ci aveva garantito una particolare prevenzione, che, evidentemente, è fallita.
Con un provvedimento come questo vi saranno eventualmente ancora meno controlli e quindi ancora più tangenti; inoltre, ci troviamo di fronte ad un meccanismo che si colloca al di fuori di tutte le regole che il Ministro Brunetta – che non c’è più e se ne è andato – chiede invece di far rispettare. Ma così andremmo alla stabilizzazione di tanti precari e di tanti dirigenti – amici evidentemente di Bertolaso -, senza una valutazione di merito e senza un concorso: ci chiediamo che cosa potrebbe raccontare poi il Ministro Gelmini a tutti i precari della scuola che hanno perso il loro lavoro!
Concludo: complimenti, ancora una volta siamo e saremo in presenza, se venisse confermato questo provvedimento, di interessi privati in atti d’ufficio.
Noi dell’Italia dei Valori, signor Ministro, ve lo diciamo con forza: prima o poi dovrete rispondere al Paese del modo disinvolto con cui state trattando le cose pubbliche come se fossero affari privati (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

lagiornata12nov09 Vogliono privatizzare la Protezione Civile

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129 Commenti a “Vogliono privatizzare la Protezione Civile”

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    Grande Borghesi!!! Il governo non le ha saputo rispondere un bel niente! Che vergogna … adesso pure la protezione civile vogliono privatizzare. Occupate il Parlamento!!!

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    Grazie Antonio! Il suo intervento finale mi ha lasciato a bocca aperta, ma ancora di più la risposta del ministro. Mi vergogno di essere italiana

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    LA CAPORETTO, DELL’ERESIA BERLUSCONIANA.
    Che c’è vecchio “BOTTEGAIO INCOMPRESO”, non stai bene, la linea del Piave non tiene più, “I FANTI INIZIANO A MORMORARE”, il “PROCESSO BREVE” non è più sufficiente, il nuvuglio dei tuoi fidi cortigiani, sta forse iniziando litigare per spartirsi le tue vesti, senza aspettare il “BABBO MORTO”?
    Il “GIORNALE DEI FAMIGLI”, ci ha informato che all’orizzonte è in arrivo “L’URAGANO SPATUZZA”, con il “RELATIVO RISCHIO D’INCRIMINAZIONE PER CONCORSO ESTERNO IN REATI DI MAFIA, ED ESPROPRIO DEI TUOI BENI GRAZIE ALL’ARTICOLO 416bis”.
    “CORRI”, “CORRI”, vecchio “BOTTEGAIO INCOMPRESO”, “STANNO ARRIVANDO”, la giustizia Italiana è come un Diesel, quando parte va piano, anzi pianissimo, ma c’è il rischio che arrivi a destinazione, “BISOGNA FERMARLI, COSTI QUEL COSTI”.
    “CI VUOLE LO SCUDO SPAZIALE”, qui “OCCORRE METTERE MANO AL REATO DI CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA”, che fanno “QUEI BISCHERI DEI TUOI AVVOCATI”, stanno forse “AFFOGANDO NEL CODICE PENALE”, su via un po’ di coraggio, spostando qualche “PUNTO E VIRGOLA”, il cavillo per mandare in malora il lavoro di quelle maledette “TOGHE ROSSE”, si può sempre inventare o no?
    Povero il nostro vecchio “BOTTEGAIO INCOMPRESO”, il lavoro di una vita che finisce nelle mani, di quegli infami delle “TOGHE ROSSE” e vada “PER LE IGNOMINIE CHE SCRIVANO QUELLE MALEDETTE PENNE ROSSE” e lo “SBULLONATO POPOLO DEI GRILLINI”, che non demorde, mai.
    Ma “AL DANE’ i PICCIOLI”, del grande imprenditore, “NO, QUELLI NO, NON SI’ PUÒ”, quelli non si devono toccare mai, sono il sale dell’ “ERESIA BERLUSCONIANA”.
    “VIVA SILVIO, ABBASSO HAMMAMET”.

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    «Un tentativo di resistenza contro l’orrore che abbiamo attorno – dice Maria Grazia Calandrone – Abbiamo il dovere di batterci contro questa catastrofe, cominciando dalla scuola che deve fornire gli strumenti per capire. Siamo circondati da una cultura della paura e del sospetto che fa venire i brividi». Aggiunge Flavio Santi: «Questa destra è pericolosa. Noi tentiamo di scalfire il muro di silenzio. I poeti ci sono ancora, questo vogliamo dire: per fermare l’omologazione per cui tutto va bene e tutto è uguale». È la prima volta forse nella storia d’Italia che trenta poeti si mettono insieme per gridare più forte. L’antologia sta girando nei vari social metwork, appare su alcuni siti importanti (Micromega, Reset italia, Nazione Indiana e daoggi anche sul sito dell’Unità). È una piccola cosa, ma spesso dalle piccole cose viene il meglio. È un modo per dire no a quello che Leopardi chiamava «il servilismo verso l’imperio dell’autorità». E oggi purtroppo in giro se ne vede un bel po’. Servirà? Direbbe Franco Fortini: «La poesia / non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi».
    La Liberazione
    Gianni D’Elia
    Sciagurata sineddoche d’Italia,
    la parte per il tutto del peggiore
    carattere affarista, Smisuralia
    d’iniquo e ingiusto, sovrano e signore.
    Italiano del Duemila, tutta aria
    di denaro e potere, il solo amore,
    bassa statura, che animo non varia,
    di riccastro ed impresario in calore.
    Insigne erede di sozza fazione,
    ossessa forza, che il Paese caria
    dagli schermi e dai fogli del padrone,
    liberaci di te, ci manca l’aria.
    Per quanto studi per l’eterna azione
    cammini già la tua vita mortuaria,
    sei già nel tuo pacchiano Partenone,
    sciagurato diffuso in terra ed aria.
    S’aspetta che tu vada, odioso clone,
    Primo, Secondo e Terzo Berluscone,
    tu, già fuori della Costituzione,
    contro i cives e la Costituzione,
    tu e la tua burlesca Liberazione!
    http://www.unita.it/news/italia/91757/la_rivolta_dei_poeti_berlusconi_gi_le_mani_dalla_democrazia

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    non riesco mai a stare sul tema del post perche’ i miei pensieri si accavallano con tinuamente
    stavo pensando al ragazzo Cucchi..io sono costernata per cio che e’ successo ma non posso ASSOLUTAMENTE concepire come una sorella possa percepire soldi sia sulle interviste sia sulla vendita di foto alla rai….se a me morisse cosi un fratello SPUTEREI addosso a quei soldi…e darei tanti pugni e calci a chi ha contribuito a questo schifo…gli spaccherei tutte le ossa…pensate che per le foto date in anteprima alla rai ha percepito ben 50000 euro..tra l’altro quelle foto non dimostrano nulla perche’ le macchie sul viso del ragazzo hanno un nome tipo postaiche che tutti hanno dopo che sono morti.
    SECONDO IL MIO PUNTO DI VISTA oggi ognuno e’ libero di dire qualsiasi cosa e questo porta al degrado dell’italia..Sarebbe meglio scegliere una persona MOLTO CORRETTA MOLTO EQUILIBRATA..che direbbe cosa bisogna fare e basta.O mangi sta minestra o salti dalla finestra.E sopratuttoi non DEVE AVERE CONFLITTI DI INTERESSI e carica breve ..alla minima stron..ata via a calci sui denti.

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    SIAMO AL DELIRIO PURO !
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    SE NE DEVONO ANDARE TUTTI
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    DOVE?
    IN GALERA
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    Il destinatario delle minacce Br ha scritto il volantino
    È stato lo stesso destinatario delle minacce, un giornalista collaboratore della sede genovese del Giornale, a scrivere il falso volantino delle Brigate Rosse recapitato in redazione. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l’uomo per simulazione di reato e procurato allarme.
    La lettera minatoria, scritta a mano e con una stella a cinque punte, era stata rinvenuta la settimana scorsa sotto la porta d’ingresso della redazione genovese del quotidiano. Conteneva minacce nei confronti della redazione, del capo della sede Massimiliano Lussana e del giornalista collaboratore Francesco Guzzardi, «colpevoli» di aver compiuto inchieste giornalistiche sulla Valbisagno.
    Immediatamente è stata presentata una denuncia in questura e sono state avviate le indagini che questa mattina hanno portato alla clamorosa soluzione. Francesco Guzzardi avrebbe confessato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. Il capo della redazione genovese del Giornale, Lussana, nel dichiarare il proprio stupore per quanto emerso dall’indagine, ha voluto ringraziare «lettori ed istituzioni per la solidarietà e la vicinanza espresse in questi giorni al Giornale».
    http://www.altroquotidiano.it/?p=20530

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    IL GRANDE PATTO!!! ( 1 )
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    Il Grande Patto su cui Silvio Berlusconi si gioca tutto non è quello uscito dal tempestoso incontro con Gianfranco Fini nello studio del presidente della Camera al primo piano di Montecitorio la mattina di martedì 10 novembre. Il mini-compromesso sul processo breve, semmai, è l’ennesimo capitolo della sfida tra il premier e il suo ex delfino, sempre più desideroso di mettersi in proprio, con una gestione mediatica da far invidia al Cavaliere. La giornata del co-fondatore del Pdl era cominciata con il portavoce Fabrizio Alfano che gli aveva mostrato l’oroscopo di Branko al segno del capricorno, quello di Fini: “La Giustizia occupa tutti i vostri pensieri”. E finisce in un grande albergo nel cuore dei Parioli. “Tutti i paletti che ho messo sono stati rispettati. Non gliene ho lasciata passare nemmeno una”, si gonfia il doppiopetto l’ex leader di An prima di entrare nella sala gremita di fans che aspettano la presentazione del suo ultimo libro sul “Futuro della libertà”: professionisti, giovani, pariolini, comunità ebraica, volti a sorpresa come l’ex presidente della Consulta Giovanni Maria Flick. In prima fila, una accanto all’altra, le donne che sostengono Fini nella sua partita con il premier: la compagna Elisabetta Tulliani e l’avvocato-deputato Giulia Bongiorno, il cervello che muove tutte le prese di posizione finiane sulla giustizia.
    Ma il match che Fini giura di avere vinto è solo un tassello del Grande Patto berlusconiano di metà legislatura. Come in una maledizione, un sortilegio in cui Berlusconi è costretto a interpretare eternamente lo stesso ruolo, è la giustizia la madre di tutte le battaglie, il terreno di ogni scontro e il laboratorio delle intese più spericolate. Chiudere definitivamente, dopo quindici anni, la partita con la magistratura. Imporre la supremazia del potere politico sugli altri organi dello Stato, a partire dalle toghe. Ripristinare l’immunità per i parlamentari, l’articolo 68 della Costituzione abrogato dal Parlamento nel 1993, nei mesi di Tangentopoli. Riscrivere la Carta costituzionale, partendo dalla sovranità popolare che, nell’idea del premier, mette su un gradino più alto di tutti gli altri chi la riceve: lui, Berlusconi, e chi altri.

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    privatizzare, sembrava la panacea di tutti i mali.
    in realtà si è rivelata una colossale truffa ai danni dello stato, cioè dei cittadini che SONO lo stato.
    nell’immaginario collettivo lo stato è un’entità astratta, il più delle volte ostile, e il suddito italiota ha sempre avuto l’idea distorta che lo stato, meglio lo si riesce a fregare, meglio è.
    stolti che fregano se stessi e si credono anche dei furbi.
    lo stato, la “cosa pubblica” appartiene ai cittadini: privatizzare la cosa pubblica è un torto ai danni dei cittadini.
    anche perchè questi “privati” incamerano i guadagni, utilizzando però finanziamenti pubblici.
    atteggiamento schizofrenico: tutto in mano ai privati (capitalismo selvaggio) ma soldi pubblici (comunismo).
    come se non bastasse il servizio reso è scadente, nonostante le privatizzazioni siano state caldeggiate per avere servizi più efficienti!
    truffa e saccheggio coordinato e continuativo.

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    IL GRANDE PATTO!!! ( 2 )
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    Un accordone che scavalca i confini della maggioranza e che nei piani del premier deve arrivare a coinvolgere l’opposizione, il Pd di Pierluigi Bersani e soprattutto di Massimo D’Alema: la garanzia, ragiona l’uomo di Arcore, che questa volta si fa sul serio, che non ci saranno riforme da buttare nel cestino della carta straccia dopo tanto lavoro. Più che mai urgente, ora che i processi che lo vedono imputato sono entrati nel vivo e che il Palazzo sembra rivivere i giorni delle inchieste di Mani pulite. Nelle ore in cui si parla del processo breve a Montecitorio arriva la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato di essere al servizio del clan dei casalesi. Grande agitazione in Transatlantico: Luigi Cesaro, detto Giggino, l’amico del cuore di Cosentino, salta da un divano all’altro. Seduto su un termosifone discute con Mario Landolfi, anche lui tirato in ballo dai pentiti, si sbraccia con l’ex sottosegretaria Jole Santelli, si lamenta con il ministro Elio Vito. Scorrono i veleni: contro il vice-capogruppo alla Camera, il finiano Italo Bocchino, “il frocetto ” che gli amici di Cosentino considerano il capo del complotto contro il sottosegretario. “È stato il quotidiano “Roma”, di cui Bocchino è editore, a scrivere per primo della richiesta di arresto in arrivo “sbraitano”.E che fine ha fatto l’inchiesta su Globalservice e gli appalti di Alfredo Romeo?”, per cui i magistrati napoletani chiesero l’arresto di Bocchino. In quell’occasione, ricordano, Fini ricevette Bocchino e gli offrì solidarietà. Mentre su Cosentino il presidente della Camera ha messo la pietra tombale in pochi minuti: “Non può candidarsi alla presidenza della Campania”.

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    IL GRANDE PATTO!!! ( 3 )
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    Questo è il clima che si respira nel Pdl, non c’è da stupirsi che il Cavaliere tenga aperto un doppio binario. Il piccolo colpo di spugna, che serve a cancellare i processi che lo vedono imputato, il caso Mills, i diritti televisivi Mediaset, e l’arma finale che smantelli pesi e contrappesi democratici e consacri il suo potere. Leggi ad personam furono, nella legislatura 2001-2006 dominata dalla maggioranza Forza Italia-An-Lega con l’Udc, il provvedimento sulle rogatorie nel 2001, la legge Cirami del 2002 sul legittimo sospetto, il lodo Schifani del 2003, la prima sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato dichiarata incostituzionale dalla Consulta, fino al lodo Alfano di un anno fa e alla nuova sentenza di incostituzionalità dell’alta Corte del mese scorso. In mezzo emendamenti salva-Previti, leggi Cirielli, ddl sulle intercettazioni, norme sulle carriere dei giudici e sulla composizione del Csm.
    Marchingegni spesso dichiarati illegittimi o inapplicabili dagli organi di garanzia, che hanno scandito quindici anni di guerra personale contro i magistrati. Dopo la bocciatura del lodo Alfano, e il terrore berlusconiano di rimanere senza uno scudo di fronte ai processi, la giostra è ripartita.
    Il primo fronte è quello della leggina per evitare una condanna devastante sul piano politico, affidata come sempre alla fantasia dell’avvocato Ghedini.
    Nella sua doppia veste di legale del premier e di legislatore lo spiritato “Mavalà” sta facendo gli straordinari. Sempre con il codice di procedura penale con la copertina bianca e verde sotto braccio, al punto di portarselo perfino nella toilette di Montecitorio nelle ore più calde della trattativa, stremato dalla collega di parte finiana Bongiorno, una ancora più cocciuta di lui, l’unica in grado di riconoscerne i cavilli e di smontarli pezzo a pezzo.
    Scambio di bozze tra i due, prodotte in numero successivo, uno, due, tre, quattro, cinque, sempre più contorte, barocche, ghedinesche. Prima la trovata della prescrizione breve, che avrebbe tagliato di un quarto i termini di prescrizione per i reati con pena non superiore ai dieci anni, avrebbe messo il premier al sicuro, ma avrebbe significato la certezza dell’impunità per migliaia di imputati, con 600 mila processi a rischio stop.

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    La riforma del “Processo Breve” annunciata dal Governo è una vergogna che farà prescrivere moltissimi processi solo per salvare Berlusconi.
    La Vera Riforma che si dovrebbe fare deve comprendere:
    -la separazione delle carriere
    -la responsabilità civile dei magistrati
    -l’espulsione dei magistrati politicizzati e di quelli infiltrati dalla Massoneria
    Poi ovviamente lo stanziamento di piu’ fondi per le Procure che non riescono a compiere il proprio lavoro.
    Ma tutto questo credo non si farà, perchè l’obiettivo è tutelare solo il Premier e non i cittadini.

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    IL GRANDE PATTO!!! ( 4 )
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    Poi, il ripiego sul processo breve, accettato da Berlusconi durante il faccia a faccia con Fini tra urla e strepiti, con la riserva mentale di riproporre la prescrizione, magari con un apposito emendamento presentato da qualche peone ignoto al nuovo disegno di legge in arrivo al Senato. Anche perché il nuovo processo breve è già sotto tiro da parte dei giuristi: l’avvocato Raffaele Della Valle, che fu capogruppo di Forza Italia alla Camera nel ’94, lo boccia senza appello dalle colonne di “Libero”: “Escamotage illegittimo”.
    Il secondo binario, quello politico, lo segue direttamente il Cavaliere. Ed è il prossimo fronte, quello aperto, solo in apparenza a sproposito, dal direttore del Tg1 Augusto Minzolini nel suo editoriale del 9 novembre. Mentre il mondo guardava a Berlino e alle celebrazioni per i vent’anni dalla caduta del muro, l’ex cronista squalo di Montecitorio si è presentato davanti alle telecamere per reclamare il ritorno dell’immunità parlamentare, “voluto in Costituzione da Togliatti e De Gasperi, che non erano due malandrini “, ha specificato Minzolini, con l’aria soddisfatta del liceale che ha imparato a memoria la lezione. Ben edotto, in effetti. Perché la mattina dopo è stato lo stesso Berlusconi a mettere sul tavolo di Fini la questione dell’immunità parlamentare. E il presidente della Camera, che nel ’93 capeggiava i cortei del Msi contro “i ladroni che assolvono il loro capobanda”, come ebbe a dire il giorno del no della Camera all’autorizzazione a procedere per Bettino Craxi, ha dovuto ammettere che della cosa si può parlare.
    Aprire la partita sull’immunità è la chiave di volta per rimettere mano, finalmente, alla Costituzione, non solo sulla giustizia ma anche sull’elezione diretta del premier. Uno strappo che serve a Berlusconi per sfuggire alla morsa in cui si sente ricacciato dagli alleati. Con Fini, ormai, i rapporti sono interrotti. Troppi i no pronunciati dal presidente della Camera in faccia al Cavaliere, che a essere respinto non è certo abituato. E troppa evidente,ormai, la pianificazione di una leadership alternativa, studiata con cura: libri, apparizioni in tv, convention con i giovani in prima fila e e il cielo azzurro alle spalle, come al romano hotel Parco dei Principi.

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    IL GRANDE PATTO!!! ( 5 )
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    Un berlusconismo senza Berlusconi, soft, rassicurante. Fini sa che la condanna del Cavaliere a Milano come corruttore lascerebbe una pesante macchia anche sulla sua carriera politica, essendone stato per oltre 15 anni il delfino. Il principio di un salvacondotto giudiziario per l’ex amico Silvio non è dunque in discussione: se vuole ereditare il berlusconismo il cofondatore del Pdl non può apparire come l’uomo che ha lucrato sulle disgrazie del premier. Ma, al tempo stesso, Fini si presenta come l’uomo del futuro, estraneo alle guerre del premier, per nulla interessato a farsi trascinare in uno scontro senza quartiere contro le toghe e il Quirinale. Una strategia di logoramento che comincia a dare i suoi frutti. “Di certo qualche mese fa Fini era un cane morto e ora si è rimesso al centro dei giochi”, impreca un sottosegretario berlusconiano di stretta osservanza.
    “Con Bossi tratta lui. Con la sinistra discute lui. Con Napolitano parla ancora lui. E nel gruppo parlamentare anche i nostri fiutano l’aria e cominciano ad accreditarsi con quello che potrebbe essere il nuovo leader. Perfino alcune deputate che devono tutto a Silvio, hanno chiesto appuntamento a Fini…”.
    La Lega, per ora, resta fedele, sulla giustizia non muove un dito e aspetta il colpo grosso: la presidenza della regione Lombardia, sempre più a portata di mano,con il governatore Roberto Formigoni che potrebbe finire dirottato in Europa al posto dell’attuale commissario Ue Antonio Tajani, in corsa per la presidenza della regione Lazio.
    Con alleati così, ragiona Silvio, meglio parlare con gli avversari. Con Pier Ferdinando Casini i rapporti si sono rasserenati. E l’Udc si mostra più che disponibile a discutere di giustizia. L’uomo del partito che segue la pratica, Michele Vietti, è stato per anni sottosegretario nel ministero di viale Arenula con il governo Berlusconi, fu lui a lanciare l’idea di un ritorno all’immunità parlamentare, perché dovrebbe tirarsi indietro ora? Ma il corteggiato speciale di Berlusconi è il Pd.

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    UN PREVISTO E ASPETTATO EPILOGO
    “Ad uno dagli corda, prima o poi, finirà per inciampare.”
    Massima popolare
    “I mezzi capaci di riportare la più facile vittoria sulla ragione sono il terrore e la forza.”
    Adolf Hitler
    Senza infiocchettare eccessivamente la questione: nel blog del Comico (Beppe Grillo) si applica e si pratica la censura, addirittura … “ad personam” (si bannano nick ed e-mail).
    Si pratica la censura esattamente come in tutti gli altri luoghi dove si afferma esistere ipocritamente la democrazia (lì addirittura… diretta): questa parola ambigua in cui di dice vivere oggigiorno la politica, dove invece impazza più che mai la dittatura della borghesia (intesa come matrice culturale, sociale e politica).
    Sul suo blog – come insegna A. Hitler – si pratica la lotta per bande: il terrore minacciato e mai portato; e la forza più volgare e bruta sono i mezzi più capaci per riportare la vittoria sulla ragione.
    Ma a… “chiacchiere”! Il civile , rispettoso e democratico confronto è ormai bandito!
    Per quei pochi che comprendono qualcosa ormai siamo più che entrati in un capitalismo sfibrato e sfinito, più che mai “alla corda” e queste cieche “forze” (se così si possono eufemisticamente chiamare) vogliono migliorarlo, rivalorizzarlo come se questa pura operazione di resistenza ad oltranza fosse ancora possibile, fosse ancora attuabile e non si rendono conto che un nuovo mondo è ormai alle porte; con un unico problema, che occorre vederlo e soprattutto… concepirlo!

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    IL GRANDE PATTO!!! ( 6 )
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    Con D’Alema i contatti sono quotidiani: la posta in gioco è la nomina del leader che viene dal Pci alla poltrona di ministro degli Esteri europeo. Ma l’appoggio di palazzo Chigi alla candidatura D’Alema non resterà senza ricadute italiane. Più che uno scambio, una convergenza di opinioni. “Per la sinistra la sua nomina in Europa significherebbe l’uscita dalla palude. E sulla questione giustizia e sull’invadenza delle toghe D’Alema la pensa come noi”, spiega Mario Valducci, tra i più vicini al premier. “L’accordo sulla riforma della giustizia consentirebbe ai due leader, Berlusconi e D’Alema, di concludere per il meglio la transizione italiana”. E non solo: aprire il canale con Casini e con il Pd permette al Cavaliere di strappare a Fini la patente di uomo del dialogo sulle riforme. È questo il Grande Patto che sogna Berlusconi.
    Il Pd ci starà? Di certo nel giorno della richiesta di arresto per Cosentino nessun esponente di spicco del Pd ha pronunciato la parola dimissioni per il sottosegretario. In compenso, nelle stesse ore, è arrivata l’autocritica su Mani pulite: “Cavalcare Tangentopoli per la sinistra fu un errore”. Parola di Massimo D’Alema.
    Di
    MARCO DAMILANO
    http://ilpuntorosso.webnode.com/news/il-grande-patto-/

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    Postato da: Clara | 25.11.09 17:03 |
    art 658 Procurato allarme
    arresto sino a 6 mesi;ammenda da euro 10 a euro 516
    art 367Simulazione di reato
    reclusione da 1 a 3 anni
    Vuoi vedere che, in virtu’ dell’essere incensurato, pena sospesa, attenuanti generiche etc etc e, last but not least, lavorare per il giornale di cacca non sara’ punito?

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    *******************
    PUNITO?
    NO, PREMIATO !!!!
    SARÀ NOMINATO DEPUTATO-SENATORE?
    ( DIS ) ONOREVOLE !
    **********************
    art 658 Procurato allarme
    arresto sino a 6 mesi;ammenda da euro 10 a euro 516
    art 367Simulazione di reato
    reclusione da 1 a 3 anni
    Vuoi vedere che, in virtu’ dell’essere incensurato, pena sospesa, attenuanti generiche etc etc e, last but not least, lavorare per il giornale di cacca non sara’ punito?
    Postato da: laura wolf | 25.11.09 17:39 |
    @ Laura
    Un saluto in quel di Londra
    PS
    Anche a München aderiremo al
    NO B DAY
    NO B DAY MONACO_MÜNCHEN

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    Bravissimo Antonio

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    e la SOLUZIONE si chiama RESET!! OGNI altra via(già percorsa)si è rivelata un FALLIMENTO a carico dei CITTADINI!!
    Postato da: Blogger Solitario | 25.11.09 16:32 |
    Il termine Reset mi preoccupa, infatti tale soluzione è l’antitesi della Politica. Certo più semplice e sbrigativa ma dagli effetti dubbi ed insondabili.
    Non è poi nemmeno vero che tutte le altre vie sono state percorse: l’Italia è una Repubblica parlamentare con un bicameralismo perfetto ma gli aggiustamenti proponibili già in questo ambito sono diversi ed i sistemi di gestione di una democrazia occidentale sono anche molti altri.

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    Elmetto, giacca e cravatta
    http://www.beppegrillo.it/2009/11/elmetto_giacca_e_cravatta.html#comments
    E’ strano, a volte, come ci si svegli al mattino con delle nuove domande. Interrogativi a cui il giorno prima non si pensava neppure. Ed è inquietante che quelle domande siano così ovvie, solari, di una tale evidenza, che lo stupore ci prende al pensiero che mai, prima d’ora, le avessimo formulate.
    Se un sindaco provoca indirettamente la morte per malattie respiratorie a centinaia di suoi cittadini è colpevole? Va condannato per omicidio colposo multiplo aggravato? Se un presidente della Camera firma le leggi Fini-Giovanardi e Fini-Bossi ed è alleato con Berlusconi è un presidente di sinistra? Se un presidente della Fiat tace all’incasso degli aiuti statali e parla, dopo, contro la prescrizione breve è l’uomo di domani?
    L’ultima domanda, che arriva quando ancora sei davanti allo specchio, quella che ti rovina in modo definitivo la giornata, non è nuova, ricorre ogni mattina e non riesci a liberartene: “Fanno più schifo gli italiani o chi li governa?.” Poi ti metti l’elmetto ed esci ad affrontare l’ignoto.

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    La riforma del Processo Breve”annunciata dal Governo è una vergogna che farà prescrivere moltissimi processi solo per salvare Berlusconi.
    La Vera Riforma che si dovrebbe fare deve comprendere:
    -la separazione delle carriere
    -la responsabilità civile dei magistrati
    -l’espulsione dei magistrati politicizzati e di quelli infiltrati dalla Massoneria
    Poi ovviamente lo stanziamento di piu’ fondi per le Procure che non riescono a compiere il proprio lavoro.
    Ma tutto questo credo non si farà,perchè l’obiettivo è tutelare solo il Premier e non i cittadini.
    Postato da: La riforma del “Processo Breve” annunciata dal Governo è una vergogna che farà prescrivere moltissimi processi solo per salvare Berlusconi.
    La Vera Riforma che si dovrebbe fare deve comprendere:
    -la separazione delle carriere
    -la responsabilità civile dei magistrati
    -l’espulsione dei magistrati politicizzati e di quelli infiltrati dalla Massoneria
    Poi ovviamente lo stanziamento di piu’ fondi per le Procure che non riescono a compiere il proprio lavoro.
    Ma tutto questo credo non si farà,perchè l’obiettivo è tutelare solo il Premier e non i cittadini.
    Postato da: Daniele B | 25.11.09 17:29 |
    @ Daniele B
    Condivido le tre proposte.
    Aggiungerei ancora qualcosa:
    -Un controllo mensile sul lavoro svolto,una rendicontazione a livello di TEAM della procura per stabilire tempi e modi per la conduzione delle indagini,stare nei tempi previsti,condurre a termine l’indagine processuale senza dilazioni.

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    Il termine Reset mi preoccupa, tale soluzione è l’antitesi della Politica. Certo più semplice e sbrigativa ma dagli effetti dubbi ed insondabili.
    Non è poi nemmeno vero che tutte le altre vie sono state percorse: l’Italia è una Repubblica parlamentare con un bicameralismo perfetto ma gli aggiustamenti proponibili già in questo ambito sono diversi ed i sistemi di gestione di una democrazia occidentale sono anche molti altri.
    @Giuliano Ferrari
    invito a RILEGGERE:
    @marco aurelio
    RESET(Eng.):RI – ATTIVARE!!
    RESET quindi NON equivale a KAPUT
    puoi vederla così oppure puoi impegnarti(scendendo dallo scranno)a far si che le cose cambino .. ripartendo da quel RINASCIMENTO che politica-affari&chiesa romanocentrica hanno di fatto IMPEDITO in Italia.
    Il RISCATTO(morale e sociale)è facilitato e sostenuto dalla LEGALITA’ e dall’ORDINE delle REGOLE CONDIVISE ed ACCETTATE(NON ASSOLUTISTE o IDENTITARIE dettate dall’ALTO). In un paese dove la politica è SERVA quando NON complice di ALTRI POTERI(NON RAPPRESENTA il POPOLO SOVRANO – che IO preferisco chiamare CITTADINI INFORMATI e con l’ELMETTO), dove la GIUSTIZIA è applicata per CASTE, dove il DIRITTO è spesso un FAVORE, dove gli “intellettuali” argomentano di TUTTO e di NULLA pur di NON portare in evidenza le DOMANDE sui PROBLEMI quotidiani del paese .. in un paese del genere occorre ABBATTERE prima di RICOSTRUIRE(se necessario dalla Carta Costituente)le FONDAMENTA del VIVERE CIVILE.
    Le RAGIONI della POLITICA a NULLA valgono sui FATTI.

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    LA LETTERA
    “Se La Russa mi augura il cancro”
    La Russa allo stadio
    Salve,
    sono un ragazzo di 31 anni che da due anni lavora e vive a Barcellona.
    Premetto che purtroppo non abbiamo filmati ne’ una documentazione audio circa l’accaduto, perciò posso solo limitarmi a raccontarlo.
    Erano circa le 17 di martedì: io e i miei colleghi di lavoro ci godevamo gli ultimi minuti di pausa prima di tornare al lavoro. Improvvisamente qualcuno riconosce una nota fisionomia, la figura di un signore seduto al tavolino di un bar di Plaza Catalunya…
    “E’ La Russa!”
    E che cosa faceva il nostro ministro li’, a pochi metri a godersi la mite temperatura catalana?
    Ma, chiaro, era venuto a vedere la “sua” Inter, impegnata nella partita di Champions contro il Barcellona (solo un’ipotesi, inizialmente, poi praticamente confermata da lui stesso).
    REPUBBLICA TV LE SFURIATE DI LA RUSSA IN TV
    Bene, per farla breve, qualcuno di noi non ha resistito, vista la ghiotta occasione, e si è così avvicinato al Sor Ignazio…
    Questa la sua frase (ovviamente una provocazione, legittima, anzi, dovuta):
    “Salve Ministro (stringendogli la mano), spero che la partita le vada male, così come sta andando male il nostro Paese guidato dal suo Governo…”
    Una provocazione, certo, ma, garbata, mi pare…
    Ed ecco l’incredibile risposta del signor Ignazio La Russa, ricordo MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA:
    “Ed io spero che LE VENGA UN CANCRO…”
    UN CANCRO.
    Questa la vergognosa risposta di un MINISTRO alla provocazione di un cittadino italiano, un ragazzo di 26 anni.
    “SPERO CHE LE VENGA UN CANCRO”.
    Bè, lo so che non c’è nessuna prova o documento ma noi qui siamo in molti a poterlo testimoniare (eravamo un poco lontani ma eravamo li’).
    Credo che si debba cmq sapere (anzi, forse meglio dire “ribadire”) quale sia la caratura e il livello di chi in questo momento ci sta governando, l’arroganza, la maleducazione, la “violenza” verbale che questi signori si permettono di utilizzare nei confronti dei propri cittadini (di parte avversa, s’intende, ma pur sempre cittadini…)
    Fine della storia, spero che venga diffusa il più possibile, almeno sul web.
    Marco Pidalà
    Davide Sellari
    Barcellona
    PS
    Senza commento .

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    Da una lettera a Repubblica:
    Salve, sono un ragazzo di 31 anni che da due anni lavora e vive a Barcellona. Premetto che purtroppo non abbiamo filmati ne’ una documentazione audio circa l’accaduto, perciò posso solo limitarmi a raccontarlo.
    Erano circa le 17 di martedì: io e i miei colleghi di lavoro ci godevamo gli ultimi minuti di pausa prima di tornare al lavoro. Improvvisamente qualcuno riconosce una nota fisionomia, la figura di un signore seduto al tavolino di un bar di Plaza Catalunya…
    “E’ La Russa!”
    Uno di noi non ha resistito, vista la ghiotta occasione, e si è così avvicinato al Sor Ignazio…
    Questa la sua frase (ovviamente una provocazione, legittima, anzi, dovuta):
    “Salve Ministro (stringendogli la mano), spero che la partita le vada male, così come sta andando male il nostro Paese guidato dal suo Governo…”
    Una provocazione, certo, ma, garbata, mi pare…
    Ed ecco l’incredibile risposta del signor Ignazio La Russa, ricordo MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA:
    “Ed io spero che LE VENGA UN CANCRO…”

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    - A cosa serve un PD che non aderisce al NO-
    B-DAY ?
    - Perchè la cameriera non si è accorta che,
    sulla scrivania di Napolitano fra le cartacce
    da buttare,c’era anche la carta costituzionale?
    - Come mai Fini dice quelle cose che dovrebbe
    dire Bersani ?
    - Berlusconi sta aiutando la secessione di Bossi
    per poi chiedere asilo politico in Padania ?
    - Perchè Casini non riesce a fare politica senza
    comportarsi da ‘escort’ ?
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    CARI ITAGLIONI LEGGETE E MEDITATE ,ALLA MOZIONE DEL TRATTORISTAIMMOBILIARE ANCHE I VOSTRI COMPAGNI IN PARTE NON HANNO ADERITO
    FONTE REPUBBLICA
    Mozione di sfiducia bocciata al Senato. Palazzo Madama ha bocciato le mozioni presentate da Pd e Idv per chiedere le dimissioni del sottosegretario all’Economia. Centosedici sì, 165 no e due astensioni per quella del Partito democratico su un totale di 283 votanti. Novantacinque sì, 170 no e 17 astensioni per quella dell’Italia dei Valori. Alla votazione non hanno partecipato i radicali Marco Perduca e Donatella Poretti e a titolo personale Pietro Mercenaro del Pd.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 1 )
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    Sandra Amurri
    Quella che vi stiamo raccontando è una storia siciliana. È la storia della signora Maria Antonietta Aula, ex moglie di un uomo di punta di Forza Italia, fin dalla sua nascita, il senatore del Pdl, Antonio D’Alì, ex sottosegretario all’Interno, oggi presidente della Commissione Ambiente.
    Una storia che narra come il senatore D’Alì, rappresentante di spicco del governo Berlusconi, non abbia mai sentito il dovere di spiegare legami, seppure antichi, con boss di spicco, come il latitante Matteo Messina Denaro, condannato all’ergastolo per le stragi del 93, oggi a capo di Cosa Nostra. Ne emerge un racconto appassionato, lacerante, malinconico, libero dal giudizio che pure porta con sé. Un racconto che abbiamo scritto, che le abbiamo riletto al telefono, ottenendo la sua approvazione. Il giorno prima della pubblicazione, mentre aspettavamo, come da accordo preso, l’invio di una sua foto, riceviamo una e-mail in cui ci comunicava di aver cambiato idea e spiegava che il “rileggere una pagina ormai voltata della storia della mia vita mi ha fatto molto male e pertanto sono, oggi come mai, convinta di non volere più tornare su queste vicende”. Uno stato d’animo comprensibile ma non sufficiente per non pubblicare l’intervista, non per mancanza di sensibilità, o di rispetto, ma per un principio elementare di giornalismo.
    GIRA E RIGIRA tra le mani quei biglietti Maria Antonietta Aula. Una signora alta e bionda con gli occhi celesti e una cortesia d’altri tempi a delinearne i tratti. Famiglia della borghesia trapanese, è stata dall’età di 24 anni, per oltre vent’anni, la moglie del senatore del Pdl Antonio D’Alì, presidente della Commissione Ambiente, ex sottosegretario all’Interno, proprietario della Banca Sicula, poi ceduta alla Comit. La signora Aula è una donna che fatica ancora a rendersi conto di ciò che è scivolato davanti ai suoi occhi lasciando domande senza risposta. Risposte che non cessa di avere, visto che ci si dimentica solo di ciò che si chiede perché è poco importante, ma che, a tratti, vorrebbe smettere di cercare per liberarsi di un tempo ormai perduto. “Li ho ritrovati mettendo a posto le carte” dice mostrando i biglietti. “Congratulazioni. Francesco Messina Denaro e famiglia”.

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    Postato da: ANTONIO LUCIBELLI | 25.11.09 18:54
    Questa è la dimostrazione che l’ IDV è più leale del PD. Per noi non è una novità, su questo blog facciamo continuamente presente che Berlusconi rimane in sella grazie al PD che si muove in accordo con il PDL.
    Con Bersani mi sembra che il PD sia peggiorato, meglio di lui sicuramente Franceschini.

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    Fine della storia, spero che venga diffusa il più possibile, almeno sul web.
    Marco Pidalà
    Davide Sellari
    Barcellona
    PS
    Senza commento .
    Postato da: maria rosa | 25.11.09 18:34 | Segnala commento inappropriato
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    Tutto normale….mi sarei meravigliato se si fosse comportato come una persona educata.
    C osa vi aspettate da un verme simile?
    Io auguro a lui di saltare in aria, mentre va a giocare alla guerra in afghanistan, son sicuro che nessuno lo piangera’.

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    Cio’ che ha fatto il giornalista FRANCESCO GUZZARDI E’ UN VERO ATTO DI TERRORISMO.
    Se il messaggio fosse stato creduto senza essere scoperto sarebbe stata la scintilla della rivolta infiltrata all’origine e capeggiata dal sottobosco del GIORNALE.
    VITTORIO FELTRI E’ IL MANDANTE all’ORDINE di Mr. B
    Se viene provata l’ intenzione e la premeditazione di Mr. B attraverso registarzioni telefoniche si aprono le porte al nuovo processo per ALTO TRADIMENTO al PdC S.B.
    Maximus Roman Emperor SPQR
    dal blog di B.Grillo.

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    SCANDALI E DI NUOVO SCANDALI? è questo il percorso rinnovatore della strafatta casa delle libertà trasformata con un predellino in piazza ( si in piazza …signori filosofi della sedia a rotelle cigolante …risparmiateci per qualche tempo la vostra penosa presenza! meglio un ….franco qualsiasi) trasformata dicevo in P..D…L……. OGNI LOSCO MEZZUCCIO E’ BUONO ALLA BISOGNA DEL PARTITO, si mandano da soli lettere targate Br , si forniscono di cimici scadute da anni e le mettono in video , usano i servizzi( attenti cari signori a quello che fate la pazienza ha un limite ?) sensa ritegno per scopi politici. ORA MI CHIEDO IL 5 DICEMBRE ,potrà essere solo una serena chiacchierata tra amici? ognuno porta con se un sacco colmo di livore represso che gli accadimenti e le parole incaute dei mentitori del re hanno provocato. quanto ancora dobbiamo essere provocati? sono cresciuto all’ombra di ideali sani e del sacrificio di falcone e borsellino e non ho paura.!…… la paura la lascio ai bastardi e infami che stuprano il paese . ON. ADP , a roma il 5 salirò sul palco che ho alcune cosuccie da dire ai concittadini , perche sentano gli altri…gli assenti chiaramente. basta con i tentennamenti.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 2 )
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    Un cognome che fa sobbalzare. Francesco Messina Denaro, capomafia di Castelvetrano, trovato morto nel ‘98 nelle campagne durante la latitanza, cadavere che la moglie, davanti allo sguardo attonito dei poliziotti, coprì con la sua pelliccia di Astrakan. Francesco era il padre di Matteo, attuale capo di Cosa Nostra, latitante da 16 anni, condannato all’ergastolo per le stragi del ‘93. I Messina Denaro erano i campieri della famiglia D’Alì, nella tenuta di contrada Zangara. Terreno venduto da Antonio D’Alì al gioielliere di Castelvetrano, Francesco Geraci, prestanome di Totò Riina, che andò a riprendere i soldi nella Banca Sicula dei D’Alì per restituirli a Matteo Messina Denaro, come lui stesso raccontò una volta diventato collaboratore di giustizia, dopo essere stato condannato per mafia. Oggi su quel terreno, confiscato, Libera produce olio.
    IL REGALO DI NOZZE DI MESSINA DENARO
    “Non lo avevo mai visto, non c’era accanto al vassoio d’argento massiccio, costato sicuramente oltre un milione, che Tonino portò a casa mia per esporlo accanto agli altri regali di matrimonio”, racconta. Divorziata da sei anni. A 55anni, Maria Antonietta Aula, Picci per gli amici, è una donna che non ha conti in sospeso con l’ex marito, né vendette da consumare. Solo ora quel luogo della memoria, sospeso tra passato e presente che l’ha avvolta per molti anni, è divenuto il tempo della parola che non ha mai voluto affidare ai tanti giornalisti che le hanno chiesto un’intervista, anche per timore di finire nel solito clichè della moglie tradita, abbandonata, assetata di vendetta.
    “Gliel’ho restituito il vassoio dei Messina Denaro quando se n’è andato via. Non lo voleva, l’ha preso dopo aver insistito, in fondo era roba sua; perché sarebbe dovuto restare a casa mia?” Spiega davanti ad una tazza di caffè caldo, marmellata di arance fatta da lei, sedute nel parco di Villa Pilati. Un’antica dimora seicentesca, trasformata in bed and breakfast, immersa nella natura, tra palme secolari, agrumeti, cascate di bougainvillea in fiore, che si affaccia sul mare di Bonagia, a pochi chilometri da Trapani. “La mia forza è mio figlio che vive e lavora a Londra, un ragazzo sensibile che si è fatto da solo senza mai chiedere nulla a nessuno.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 3 )
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    Ne sono molto fiera”. Il senatore D’Alì, non è un mistero, è un uomo che usa il potere di cui dispone con la scioltezza con cui una vecchina snocciola tra le dita il rosario. La signora Aula, che il potere “fa sorridere” ma la infastidisce quando diventa ostentazione, snocciola, invece, una litania di fatti, tutti documentati, che raccontano come la politica e gli uomini delle istituzioni, non solo in Sicilia, convivano, con grande disinvoltura, senza suscitare alcuno scandalo, con la cosiddetta normalità mafiosa, che contribuisce a rendere la mafia “eterna”, restando sempre dentro quel circuito vizioso che confonde vittime e carnefici.
    Quando D’Alì era sottosegretario all’Interno, il pm Andrea Tarondo, che indagava su di lui, da una conversazione intercettata apprese che un poliziotto che aveva fatto parte della sua scorta, poi, affidato a quella di D’Alì, aveva inviato un fax, dalla questura di Trapani, all’insaputa del questore Pinzello, al ministero della Giustizia, su richiesta del sottosegretario del Pdl, in cui affermava che il pm “sparlava” di D’Alì. Il ministro Castelli aprì un’indagine. Il pm, convocato dal procuratore generale, dimostrò l’infondatezza dell’accusa ma al poliziotto non successe nulla. In seguito il poliziotto tornò a far parte della scorta del pm che informò di quanto accaduto il nuovo questore Gualtieri e il poliziotto venne destinato ad altro incarico. In seguito, si scoprì che la moglie del poliziotto gestisce il bed and breakfast “Le Vele” nel palazzo di proprietà di D’Alì, dove il poliziotto si recava con l’auto di servizio, durante l’orario di lavoro.
    “Questo, invece, è firmato Filippo e Rosalia Guttadauro, ma il loro regalo non ce l’ho presente; forse Tonino non l’ha esposto, oppure l’ha fatto senza dirmi di chi fosse”, continua a raccontare la signora Picci mentre sfoglia la rubrica dove il marito registrava tutti i regali ricevuti. Alla lettera G esclama: “Non c’è! Che strano, eppure il biglietto è qui! Ricordo molto bene il matrimonio di Rosalia e Filippo Guttadauro alla Favorita di Marsala, più di 700 gli invitati.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 4 )
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    “Questo, invece, è firmato Filippo e Rosalia Guttadauro, ma il loro regalo non ce l’ho presente; forse Tonino non l’ha esposto, oppure l’ha fatto senza dirmi di chi fosse”, continua a raccontare la signora Picci mentre sfoglia la rubrica dove il marito registrava tutti i regali ricevuti. Alla lettera G esclama: “Non c’è! Che strano, eppure il biglietto è qui! Ricordo molto bene il matrimonio di Rosalia e Filippo Guttadauro alla Favorita di Marsala, più di 700 gli invitati.
    La mamma della sposa, la signora Lorenza Messina Denaro in cappello, una sfilza di doppiopetti rigati, musica e fiumi di champagne Cristall. C’erano Cuffaro, Dell’Utri, Mannino”. Rosalia è la sorella maggiore di Matteo Messina Denaro. Suo marito, Filippo Guttadauro, medico di Bagheria, è il referente di Matteo Messina Denaro per la provincia di Palermo, si interessava alle sorti politiche di Cuffaro. Ora è in carcere, condannato a 16 anni. “Con me a fare la spesa veniva sempre Patrizia, la sorella più piccola. Matteo da bambino l’ho tenuto sulle ginocchia, erano i figli di don Ciccio, che abitava nella casa a fianco alla nostra a Zangara, dove ci trasferivamo per la vendemmia” dice mentre continua a sfogliare la rubrica. “Ma questa è la mia scrittura!”, esclama indicando il foglio alla lettera M. Legge ad alta voce: “Francesco Messina Denaro, grande centro argento consegnato 12-11-2000. Non lo ricordavo, l’ho scritto io quando gliel’ho restituito”.
    Si alza seguita dai due inseparabili Shih-Tzu, Trillo e Gelsomina. Va in ufficio. Torna poco dopo tenendo in mano due fogli. Una riga di inchiostro nero li divide verticalmente: Aula e D’Alì, carta intestata Antonio D’Alì Solina, Trapani. Scritto a penna: “Nota per l’assegnazione dei regali di nozze in base alla provenienza degli stessi; a seguire i rispettivi regali ricevuti per ordine alfabetico”. “Anche qui mancano quelli di Guttadauro e Messina Denaro, mah!”, sospira. “Difficilmente rispondeva alle mie domande”. Le parole, come scrive Simone de Beauvoir, smuovono le coscienze, agitano gli animi, fissano il pensiero, insomma restano, è meglio non rischiare.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 5 )
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    TELEGRAMMA DAL CARCERE
    “Restava zitto come quella volta, quando gli consegnò il telegramma inviatogli da Franco Virga: ‘Auguri, tu ti diverti e io sto qua rinchiuso’. Era dicembre del 1998, stavamo partendo per andare a trascorrere il Capodanno a Sharm el Sheik con il senatore del Pdl Domenico Contestabile e la sua fidanzata. Restai fulminata. Ma chi è questo, perché manda gli auguri a te, gli chiesi”. Franco Virga, figlio di Vincenzo Virga, capomafia di Trapani, arrestato dopo anni di latitanza, quando inviò quel telegramma era in carcere da due anni con una condanna a 9 anni per associazione mafiosa. Virga è il boss a cui Dell’Utri, presidente di Publitalia, si rivolse affinché chiedesse il pizzo per una sponsorizzazione a Vincenzo Garaffa, presidente della Pallacanestro. Come da sentenza di primo grado del tribunale di Milano, che condanna Dell’Utri per estorsione, reato derubricato in appello in minacce: “Abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione”, disse Dell’Utri a Garaffa che si rifiutava di pagare la mazzetta.
    “A volte, invece, mi diceva: ‘Antonietta, cara, tu vedi troppi film di mafia’. Non sbagliava, in effetti a ripensarci ora, quando vidi “la Piovra”, forse esagero ma era come se sul video vedessi scorrere la mia vita. Ricordo che durante la campagna elettorale nel 1994, occasione in cui conobbi l’avvocato Dotti e la Ariosto, non feci altro che girare in macchina per la città con l’imbianchino per coprire le scritte sui muri: D’Alì mafioso, D’Alì e i 40 ladroni. Gli dicevo: ma perché non reagisci sui giornali? Faceva spallucce, come diciamo noi”. Risultato: D’Alì ottenne 54 mila preferenze. Ma non la sua: “Io non ho mai votato Forza Italia e lui lo sapeva, forse per questo sentiva di non potersi completamente fidare di me. In effetti non condividevamo molto, cominciando dalla scelta, del tutto inaspettata, comunicatami quando era già avvenuta, di candidarsi nel ‘94 con Forza Italia su richiesta di Micciché. Ma la venuta di Berlusconi, quella proprio non me la posso scordare.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 6 )
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    Regionali del ‘96. Fu nostro ospite. Arrivò preceduto da 7 bauli su ruote pieni di abiti e camicie e dalla fedele Marinella Brambilla, che al mattino lo truccava con tanto di quel cerone che dovetti buttare le federe e la sera lo struccava usando quintali di kleenex. La sede dei Ds di fronte casa era tappezzata di bandiere rosse in segno di sfida. Tonino era in ansia, continuava a ripetermi di andare a dirgli di toglierle, mentre Berlusconi, quando le vide, andò a suonare il campanello e disse: ‘Grazie per l’accoglienza, siete davvero gentili’. Capii che era un grande comunicatore, capace di ribaltare situazioni a lui sfavorevoli.
    Ricevetti in anticipo la lista delle cose proibite e di quelle indispensabili: pesce senza spine, perché il presidente temeva di soffocare, bagnoschiuma esclusivamente al limone, teli da bagno bianchi da avvolgere attorno alla vita, latte di mandorle fatto in casa da bere al mattino ecc. Organizzai una cena per circa 150 persone, c’erano tutti: La Loggia, Schifani, Micciché. Prima di ripartire mi chiese come avrebbe potuto ricambiare a tanta gentilezza e io gli risposi: doni all’Unitalsi, di cui allora ero presidente, un pulmino per il trasporto dei malati. ‘Per tanto poco, signora, sarà fatto’. Del pulmino neppure l’ombra. Una sera di dicembre del ‘96 squilla il telefono di casa: era Berlusconi. Chiamava per invitarci nel suo palco con Veronica alla Prima della Scala. Gli risposi: ‘Presidente, cosa farà mio marito non lo so, io non verrò’. ‘E perché mai signora?’. ‘Perché attendevo da lei una risposta dovuta perché promessa’. Senza neppure chiedermi a cosa mi riferissi, rispose: ‘Va bene buonasera e riattaccò’. Quando lo raccontai a Tonino, mi rimproverò duramente. A Trapani, a Tonino lo chiamavano il piccolo Berlusconi perché anche lui aveva una tv, Telesud”.
    Dove ogni volta che veniva attaccato dalla stampa o sentiva aria di qualche indagine in corso si presentava in video e cominciava così: “Cari amici, volevo informarvi che ho ottenuto il contributo per la Chiesa, che arriveranno i soldi per il porto, ecc.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 7 )
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    Abitudine che D’Alì mantiene su facebook dove alcuni giorni fa ha postato una notizia importante per i suoi elettori: “Cari amici, vi comunico che farò sentire ancora di più la voce della Sicilia, dato che sono stato chiamato a far parte del comitato per la politica economica con Bondi, La Russa, Verdini, il ministro Tremonti, Cicchitto, Quagliariello, Gasparri, Bocchino”.
    LE CONDOGLIANZE DI GUTTADAURO
    Picci accende la macchina del caffè. Nell’attesa estrae dalla borsa una busta trasparente. Appoggia sul tavolo due telegrammi, li apre e con l’indice mostra il timbro di provenienza e la data: ufficio postale di Castelvetrano, 2 novembre 1983, intestati a dottor Antonio D’Alì Solina, corso Italia 108 Trapani: ‘Sentite condoglianze, Fam. Guttadauro Filippo’ e ‘Sentite condoglianze, famiglia Messina Denaro Francesco’. “Curioso eh?”.
    Hanno inviato al marito le condoglianze per la morte di suo padre, poi Picci aggiunge con un sorriso ironico: “Spero che li abbia anche ringraziati”. Riprende a parlare dei Messina Denaro. Ricordi che inevitabilmente pesano, ma che si sfilano dalla memoria con la leggerezza di fatti che appartengono alla propria storia. “Nel 1988, sì, cinque anni dopo la vendita di Zangara, lessi sui giornali che Francesco Messina Denaro si era dato alla latitanza con l’accusa di essere il capomafia di Trapani. ‘Tonino, hai letto don Ciccio è un capomafia, ma tu lo sapevi?’, chiesi avvicinandomi a lui con il giornale in mano.
    Risposta: ‘Antonietta cara, non lo sai i giornalisti come sono, devono pure scrivere qualcosa’. Don Ciccio era un uomo rispettato da tutti, anche dal prefetto di Milano, Amari, a cui faceva la raccolta delle olive”. Nonostante Francesco Messina Denaro fosse già stato sorvegliato speciale perché sospettato di numerosi fatti di mafia, che non potevano non essere noti, soprattutto a un prefetto della Repubblica, in aggiunta di Castelvetrano. “Era un uomo gentile, sua moglie Lorenza, un’ottima cuoca, faceva il pollo nel forno a legna come nessuno, una donna forte, i figli ne avevano soggezione. Matteo era un ragazzino vivace, occhi verdi trasparenti taglio orientale, molto bravo a scuola, che mi chiamava signora Antonietta. L’ultima volta che l’ho visto avrà avuto circa 20 anni, credo”.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 8 )
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    Cioè poco prima di diventare una delle più micidiali macchine da guerra di Cosa Nostra corleonese. A capo di una mafia che oggi ha dismesso la coppola, sostituito la lupara con il kalashnikov, che sposta capitali da una parte all’altra del mondo, controlla i voti, indirizza il consenso grazie a politici conniventi, ma che continua a comunicare con i pizzini: “Tu sei migliore di me”, scrive Provenzano latitante e Matteo risponde: “Lei mi dice che io sono migliore di lei io non sono migliore di lei, io sono come lei”.
    “Siamo andati a Zangara finché Tonino, inaspettatamente, dopo aver appena impiantato una nuova vigna, decise di vendere il terreno”, continua riavvolgendo il nastro della memoria. “Finché c’è stato lui in campagna non è mai successo niente, poi da quando sono rimasta sola ho subito due attentati intimidatori che ho denunciato. Uno nel 2001, quando mi hanno rubato il gruppo elettrogeno dall’azienda agricola in contrada Fulgatore, facendo restare a secco il vigneto. Poi, dopo qualche anno, le pecore dei mafiosi Agugliaro mi hanno mangiato tutto il frumento: ‘Cà cangiarono tutte cose da quando c’è lei e non c’è più u’ senature’, mi dissero. Ho saputo dai giornali che sono stati arrestati e condannati a 15 anni per tentato omicidio. Non è facile, lo so, anche gli investigatori mi consigliano di fare attenzione, ma che debbo fare, fino al 2015 devo pagare i debiti lasciatimi da mio marito per il vigneto che volle impiantare nell’azienda di papà. Adesso l’ho estirpato e spero di poter affittare il terreno per il fotovoltaico. Forse non sembra, ma sono una donna forte, certe cose non le permetto”.
    MATRIMONIO CHE VA MATRIMONIO CHE VIENE
    Tace. Il sorriso si spegne come se improvvisamente i ricordi fossero divenuti troppo dolorosi. Parla d’altro, degli ospiti che stanno per arrivare, dei fiori appena raccolti da sistemare nelle stanze. Si alza, entra in casa. Torna con il caffè. Racconta del pericolo sventato, almeno per ora, di vedersi annullare il matrimonio come richiesto dal marito, grazie all’appoggio di Ninni Treppiedi, fratello del capo di gabinetto del senatore D’Alì quando era presidente della provincia di Trapani, segretario del vescovo Francesco Miccichè.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 9 )
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    “Inconsapevolezza della indissolubilità del matrimonio!”, ripete con evidente dolore. Il senatore D’Alì, nel frattempo, si è sposato in un monastero sconsacrato. Testimoni di lui: l’ex ministro dell’Interno Pisanu e la moglie Annamaria. Testimoni di lei: Bruno Vespa e la moglie, il magistrato Augusta Iannini. Al fastoso ricevimento offerto dal sottosegretario all’Interno, a Palazzo Rospigliosi Pallavicini, con tanto di cassate e cannoli fatti arrivare dalla pasticceria Billè di Messina, come documentato da Il Tempo, c’erano proprio tutti: spiccavano Cuffaro, Dell’Utri, Bobo Craxi, Schifani, Gasparri, La Loggia, Bonaiuti, Tassone, Bertolaso, Santanchè, Billè.
    “Era il 4 aprile del ‘99, eravamo andati alla Processione dei Misteri del Venerdì Santo, c’era anche Gianfranco Micciché. Io sono rientrata prima. Nel cuore della notte si accende la abat jour, sento la sua voce: “Me ne vado, amo un’altra donna”. Il giorno dopo era fuori casa, tre anni dopo eravamo già divorziati”. Divorzio conclusosi con una liquidazione per la moglie di 200 mila euro. “Poco importa se per vivere preparo marmellate e organizzo banchetti per matrimoni, va bene così. Certo, avrei potuto chiedere un accertamento patrimoniale per sapere dove fossero finiti i 7 miliardi incassati dalla vendita della Banca Sicula, di cui possedevo azioni, avrei potuto chiedere spiegazioni sui conti a Montecarlo e se ricordo bene in Lichtenstein, ma non l’ho fatto anche per rispetto di mio figlio. Ma da quel giorno è come se fossi diventata trasparente. Il vescovo, che conoscevo bene essendo presidente dell’Unitalsi, andava a cena con lui e con quella che allora era la sua amante”. E la città guardava. “Ora che, invece, è la moglie – racconta la signora Picci – ci va a Lourdes con il cardinale Ruini a bordo dell’aereo del Vaticano”.

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    LA POLITICA NELLA TERRA DI COSA NOSTRA, PERALA MARIA ANTONIETTA AULA, EX MOGLIE DI ANTONIO D`ALÌ ( 10 )
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    La nuova signora D’Alì è Antonia Postorivo, 41 anni, calabrese di Roggiano Gravina, avvocato dello studio Previti, amica di Jole Santelli, sottosegretario alla Giustizia ai tempi di Castelli ministro. Habituè dei salotti romani, amica intima dell’avvocato Ghedini, ma anche di Micciché,che la presentò al senatore D’Alì. Per lei ha acquistato un prestigioso appartamento vicino a piazza Navona, che le ha intestato, oltre ad avere comperato una caserma della Guardia di finanza dismessa a Favignana, ristrutturata utilizzando per il trasporto dei materiali la motovedetta della polizia di Stato, come ci viene raccontatodapiùtestimoni,anchechiamandogli agenti al termine del turno. Storie di ordinario potere in terra di Sicilia, ma non solo.
    da Il Fatto Quotidiano del 25 novembre 2009
    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2387921&yy=2009&mm=11&dd=25&title=la_politica_nella_terra_di_cos

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    Spatuzza: ”Schifani incontro’ boss Graviano”
    25 novembre 2009
    Palermo. In un’informativa della Dia, depositata al processo d’appello contro il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, il pentito Gaspare Spatuzza ricorda un episodio dei primissimi anni ’90, sostenendo di avere visto l’attuale presidente del Senato, Renato Schifani, incontrare il boss Filippo Graviano.
    La vicenda si riferirebbe al periodo in cui Schifani esercitava la professione di avvocato civilista e amministrativista e Graviano non era ancora latitante. Schifani assisteva civilmente Giuseppe Cosenza, indiziato per mafia e poi sottoposto al sequestro e alla confisca dei beni (divenuti definitivi nel 1992) e alla sorveglianza speciale per tre anni. Nella propria informativa del 26 ottobre scorso, la Dia di Firenze ricostruisce che gli incontri si sarebbero svolti nella sede della Valtras, appartenente a Cosenza. Gli agenti si sono limitati a verificare che Cosenza era titolare della ditta e che é pregiudicato, oltre a indicarlo come “notoriamente collegato ai fratelli Graviano”. Di lui avevano parlato numerosi collaboratori di giustizia, ma non è mai stato condannato per mafia o omicidi. Manca invece la verifica sul difensore nei procedimenti civili e di fronte alle misure di prevenzione.
    “Ho cercato nella mia memoria – dice Spatuzza – di collocare i rapporti di Graviano Filippo su Milano. In proposito preciso che Filippo Graviano utilizzava talvolta l’azienda Valtras, dove lavoravo, come luogo di incontri. Accanto a questa c’era un capannone di cucine componibili di Pippo Cosenza, dove pure si svolgevano incontri, dove ricordo avere visto più volte la persona che poi mi è stata indicata essere l’avvocato del Cosenza (Schifani ndr)”. “Preciso – dichiara ancora il pentito – che in queste circostanze questa persona contattava sia il Cosenza che il Filippo Graviano in incontri congiunti. La cosa mi fu confermata dal Graviano Filippo a Tolmezzo, allorquando, commentando questi incontri, Graviano Filippo mi diceva che l’avvocato del Cosenza, che anch’io avevo visto a colloquio con lui, era in effetti l’attuale presidente del Senato Renato Schifani. Preciso che anch’io, avendo in seguito visto Schifani su giornali ed in televisione, l’ho riconosciuto”. Spatuzza sottolinea infine che Cosenza “é persona vicina ai Graviano, con i quali aveva fatto dei quartieri a Borgo Vecchio, ben conosciuta anche da Drago Giovanni (pure lui pentito, ndr)”.
    ANSA

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    e dulcis in fundo
    Ior: violazione norme antiriciclaggio conti Unicredit
    25 novembre 2009
    Roma. Violazione della legge 231 del 2007 che disciplina, per gli istituti di credito, una serie di norme antiriciclaggio…
    …tra cui la trasparenza della titolarità, sul deposito di conti correnti.
    Questa l’ipotesi di reato formulata dalla procura di Roma che ha aperto una indagine che coinvolge i rapporti tra l’Istituto Opere di religione (Ior), la Banca del Vaticano, e Unicredit. Si tratta di una inchiesta, coperta dal massimo riserbo, che riguarda secondo quanto si è appreso uno o più conti correnti, nella titolarità dello Ior, aperti in una filiale Unicredit di Roma. Depositi su cui sarebbero transitati almeno negli ultimi tre anni somme di circa 60 milioni di euro all’anno. La segnalazione della “non trasparenza” della titolarità dei conti correnti è stata fatta dall’Unità di informazione finanziaria, la struttura di “Financial intelligence” italiana della Banca d’Italia al Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di finanza che indaga su delega del procuratore aggiunto della Capitale Nello Rossi e del pm Stefano Rocco Fava.
    ANSA
    Investigatori: ”Conto Unicredit come schermo opaco”
    25 novembre 2009
    Roma. L’indagine della procura di Roma, per il momento senza indagati, mira a svelare la effettiva titolarità del conto aperto sulla filiale Unicredit di Roma e intestato all’Istituto opere di religione. Il sospetto di chi indaga è che dietro la sigla Ior, che costituisce secondo gli investigatori “uno schermo opaco”, si possano celare persone fisiche o società che tramite il conto presso la ex Banca di Roma – il periodo preso in esame risale appunto a quando la filiale che si trova in via della Conciliazione era ancora della Banca di Roma – abbiano costituito un canale per il flusso di risorse tra la banca del Vaticano e l’Italia. Secondo quanto si è appreso, per l’indagine non sarà necessario attivare richiesta di rogatoria con lo Stato Vaticano per indagare sulla titolarità dei conti correnti. Lo Ior, secondo le indagini, ha emesso assegni e bonifici intestati sempre all’Istituto di opere di religione. Anche su questo aspetto sono in corso indagini del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza per risalire ai beneficiari dei titoli bancari e anche a chi ha emesso sia bonifici, sia assegni.
    ANSA
    CI SONO PROPRIO TUTTI !

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    @ Daniele
    @ Maria Rosa
    Sottoscrivo e firmo tutte le proposte ma aggiungerei anche l’annullamento della prescrizione che è la carta che gioca la gente facoltosa con avvocati di grido.
    @ Clara
    Anche oggi ho avuto la solita iniezione di sfiducia. E quello li ci prende ancora di più in giro dicendo di essere ottimisti? Con simili personaggi?
    Un abbraccio

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    ————–G I U R A M E N T I ————
    GIURAMENTO……. di Giorgio NAPOLITANO!
    Invito il Presidente della Repubblica a prestare giuramento davanti al Parlamento a norma dell’articolo 91 della Costituzione (L’Assemblea si leva in piedi).
    Il Presidente della Repubblica legge la formula:
    «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione» (Vivissimi, prolungati applausi, cui si associano i membri del Governo e il pubblico delle tribune).
    GIURAMENTO ……del Presidente del Consiglio -Silvio BERLUSCONI..!
    Come previsto dall’art. 93 della nostra Costituzione, il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
    Questa la formula del giuramento: ”Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
    Il giuramento costituisce l’atto sostanziale attraverso il quale il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che svolgono funzioni pubbliche fondamentali, esprimono fedeltà alla Repubblica, e giurano di osservare lealmente la Costituzione e le leggi fondamentali dello Stato e di esercitare le proprie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.
    La cerimonia solenne si è svolta al Quirinale alle ore 17.00 di oggi, 8 maggio 2008.
    GIURAMENTO .l……dei Vice Ministri e Sottosegretari..!
    ..nelle mani del Presidente del Consiglio e formula letta da Gianni LETTA!
    —————
    NAPOLITANO..!
    «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione»
    BERLUSCONI e i MINISTRI..!
    ”Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
    I VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI..!
    ”Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
    … tempo ..INUTILE..!…BUFFONATE..!
    ..TUTTI..SPERGIURI…TUTTI ..!
    ….FEDELTA’….
    ..alla COSTITUZIONE…LE LEGGI e…l’INTERESSE della NAZIONE…(esclusivo)…
    ….negata l’autorizzazione per il Vice MINISTRO COSENTINO!
    ..Napolitano..di..NAPOLI..sa bene..conosce bene….UOMINI e COSE !
    …D I S G U S T O S O …!
    luigi75

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    ..In UNO STATO ..VERO…SERIO..!
    @ Luigi
    Caro Luigi…. quando mai l’italia e stata considerata una nazione seria!
    La verita’ e che noi siamo sempre considerati, degli approssimatori, per niente seri, siamo famosi per la nostra voltagabbaneria…. pronti a cam,biare bandiera a secondo delle circostanze, ci considerano altamente inaffidabili, e pressapochisti.
    Se vai su E BAY, e cerchi una macchina fotografica, o qualche altro articolo, che viene dalla cina, o giappone, in calce al prodotto si legge, NON ESPORTIAMO, IN IRAQ…AFGHANISTAN…MALESIA, ITALIA.

    CHISSA PERCHE’ POI!

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    Il VATICANO di..BERLUSCONI..!
    …frequentato da NAPOLITANO..!
    Passi dal libro “Vaticano S.p.A.”:
    “…Paolo VI affida il trasferimento all’estero delle partecipazioni a un sacerdote e a un laico…già conosciuto da Montini quando era arcivescovo di Milano. Si chiama Michele Sindona. Porta i capitali della mafia. Il sacerdote che mastica di finanza ed è amico degli Usa si chiama Paul Marcinkus… E’ lo stesso Sindona a presentare a Marcinkus il banchiere Roberto Calvi… I tre arrivano a manipolare gli andamenti della Borsa di Milano con le società del Vaticano che finiscono a Calvi via Sindona… Viene eletto papa il patriarca di Venezia Albino Luciani, uomo di altissimo rigore morale… il giornalista Mino Pecorelli pubblica i 121 nomi di esponenti vaticani che sarebbero affiliati alla massoneria… Luciani intende far piazza pulita allo IOR e trasferire tutti: Marcinkus, de Bonis, Mennini, de Strobel. Lo confida al segretario di Stato Jean Villot la sera del 28 settembre 1978. La mattina dopo il corpo senza vita di Giovanni Paolo I viene rinvenuto nel suo letto… Karol Wojtyla recupera la politica di Paolo VI e assicura a Marcinkus la continuità sull’indirizzo finanziario.. L’Ambrosiano di Calvi rischia il crack… si scopre che i crediti dell’Ambrosiano riguardano le società estere legate allo IOR… Il ministro del Tesoro Andreatta dispone la liquidazione del Banco Ambrosiano… Marcinkus gode della protezione incondizionata di Giovanni Paolo II… dovuta soprattutto ai fondi per oltre 100 milioni di dollari che il Vaticano inviò al sindacato polacco Solidarnosc… Triplice mandato di cattura, emesso il 20 febbraio 1987 dalla magistratura milanese contro Marcinkus e i dirigenti dello IOR Luigi Mennini e Pellegrino de Strobel…”
    “Si può vivere in questo mondo senza preoccuparsi del denaro? Non si può dirigere la Chiesa con le Avemarie”
    (Monsignor Paul Marcinkus, presidente dello IOR)
    “Non potete servire contemporaneamente Dio e Mammona”
    (Gesù, Vangeli di Matteo 6,24 e Luca 16,13)
    e..se..tutti e DUE..ctrdessero in San GENNARO ..che dopo..il..miracolo della MONNEZZA..li ..facesse…STATISTI che rispettano i GIURAMENTI !
    GIURARE IL FALSO…la..CHIESA ..non lo vuole!
    ….DIMISSIONI..o..IMPEACHMENT!
    luigi75

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    risposte del pdl in merito alla russa
    ha fatto bene…se sono in privato significa che non sono in pubblico…quindi doveva anche tirargli un cazztto…io non capisco perche’ quelli di destra di storace ed altri si stanno dissociando tutti da fini che e’ L’UNICO A RAPPRESENTARE la vera destra e MAI POTRA’ ANDARE CONTRO I PRINCIPI CHE SONO LA DIFESA DELLA PERSONA E LA TUTELA DI OGNI CITTADINO …comunque io non capisco come i destrini difendano berlusconi e disprezzino cio che sta dicendo fini…misteri degli umani..mah…io sono convinta che fini ce la fara’ a far cadere berlusconi …LO APPREZZO E LO STIMERO’ FINCHE MORTE NON CI SEPARI…ha sbagliato e’ vero ma ricredersi e’ da persona intelligente….
    ps il trans e’ un omicidio di stato…il mandante si sa chi e’…di pietro deve aguzzare l’ingegno…pero’ stavolta non e’ berlusconi…

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    Beh, hanno già fatto una sortadi privatizzazione (non formale, ma sostanziale) del governo sia a livello centrale che in certe strutture regionali o locali… , cosa cambia se privatizzano i suoi organismi..?
    c’è solo di attendersi dal male in peggio…

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    Se vai su E BAY, e cerchi una macchina fotografica, o qualche altro articolo, che viene dalla cina, o giappone, in calce al prodotto si legge, NON ESPORTIAMO, IN IRAQ…AFGHANISTAN…MALESIA, ITALIA.

    CHISSA PERCHE’ POI!
    Postato da: MARIO gb | 25.11.09 21:33
    E’ vero. E’ successo anche a me. Ci schifano.

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    Quali sono le ragioni che vi hanno spinto ad organizzarlo?
    Rispondo con le parole del nostro appello:“Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre 15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi.
    Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.”

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    Tonino… c’era da prevederlo!…
    Le categorie *destra* e *sinistra* un volta si distinguevano soprattutto perché la prima era più per il *privato* e la seconda più per il *pubblico*!…
    Hai forse cambiato opinione sull’idea che *destra* e *sinistra* non abbiano più senso?!… se no… perché… ci metti tanto ad accettare che anche *privato* e *pubblico* facciano parte dello stesso problema ovvero che non esista più neppure la loro *antica* distinzione?! .-(((

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    ..da..tentativamente volonteroso..
    alla paraCrozzianilWoody-cipputesco battutista:
    It’s enough
    …che non ci privatizzino
    ..il BaCkSIDE!..!…!
    Bye, Sergio Conegliano*
    ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
    * un qualsiasi pensionato Maverick
    a cui – en passant – è capitato di
    notare what happens a chi..
    si mette di traverso..[o.. nOn..
    adeguatamente aLLiNeToO!..!....!]

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    Privatizzare la Protezione Civile? E che se ne frega! Io sono un protetto militare in s.p.e. – Viva l’Italia!

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    ..Le COMARI ,..come lavandaie in un cortile!
    Giulio TREMONTI e Renato BRUNETTA !
    Dal Veneto , regione di origine genetica e politica , come due galletti si beccano e si insultano.
    In perfetto stile ” da cortile” si contendono il primato e il titolo di “VOLGARITA’”.
    BRUNETTA da ex socialista in carriera , ex sindacalista e insegnante universitario di politica economica , complessato perchè piccolo di statura.
    TREMONTI ex democristiano di sinistra , revigliano , insegnante di diritto tributario e noto consulente fiscale e tributario…col complesso del ^super IO^.
    BRUNETTA col suo ^cosigliori^ Gianni De Michelis e TREMONTI con Franco Reviglio, , PRIME DONNE in Veneto , vorrebbero SPENDERE , ma non hanno SOLDI!
    In pochi pagano le tasse ,..ma i due ministri non hanno niente da dire e non sanno cosa fare per trovare altri soldi !
    Se invece di litigare come comari ci dicessero come e cosa fare contro l’EVASIONE FISCALE , per trovare soldi tanti e subito , gli italiani sarebbero ..GRATI..e più contenti.
    Dei loro titoli accademici non ce ne può fregar di meno , se non ci aiutano ^SUBITO^ ad arrivare senza FAME alla fine del mese.
    luigi75

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    Un altro spreco della sanità in Campania
    Videointervista blog Luigi de Magistris
    http://www.luigidemagistris.it/

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    Buon giorno a tutti
    Volevo controllare quali e quanti terremoti ci sono stati stanotte ed ho trovato questo:
    LL’INGV: IN PERICOLO LA RICERCA SISMOLOGICA E VULCANOLOGICA ITALIANA
    Il Collegio di Istituto dell’INGV ha appreso con sorpresa e forte disappunto che una bozza di Decreto-legge datata 29 ottobre 2009 prevede una pesante ipotesi di riordino dell’ente.
    Lo scenario delineato nella bozza di D.L. e’ allarmante: si vorrebbe trasferire, forzosamente e arbitrariamente, l’intero settore del monitoraggio dei terremoti al Dipartimento della Protezione Civile.
    La separazione tra monitoraggio e ricerca e’ un gravissimo errore e una palese anomalia a livello mondiale che porterebbe in breve tempo al collasso qualitativo di entrambe le attivita’.
    Questa operazione e’ in totale contraddizione con l’itinerario di riordino degli enti di ricerca gia’ programmato e con il piano di integrazione delle infrastrutture di ricerca nazionali promosso dalla Commissione Europea e condiviso dal MIUR.
    Il Collegio di Istituto dell’INGV, in rappresentanza della comunita’ scientifica dell’ente, ha chiesto al Ministro Gelmini e al Sottosegretario Letta un intervento urgentissimo per scongiurare questa eventualita’, oltre a un incontro per manifestare direttamente il forte dissenso su tale iniziativa.
    Il Collegio di Istituto INGV
    http://cnt.rm.ingv.it/earthquakes_list.php

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    http://19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2109:il-giornale-berlusconi-potrebbe-essere-indagato-per-concorso-esterno-in-associazione-mafiosa&catid=2:editoriali&Itemid=4
    “Il Giornale:
    Berlusconi potrebbe essere indagato per concorso esterno in ASSOCIAZIONE MAFIOSA
    Scritto da Dario Campolo
    Mercoledì 25 Novembre 2009 10:33
    Il Giornale della famiglia Berlusconi è partito con un nuovo attacco e si gioca il tutto per tutto, infatti la notiza di oggi è: “Ecco l’ultima trovata dei pm antimafia: sequestrare il patrimonio di Berlusconi”. Il Giornale sta affilando le lame e sta cominciando a denigrare i magistrati di Palermo, Firenze e Milano. Evidentemente, se tutto ciò dovesse essere vero, c’è qualche talpa che sta suggerendo le varie strade che tali procure stanno prendendo cercandone quindi la mistificazione. Gli Italiani devono stare in campana perchè secondo me in questa fase ci stiamo giocando il paese ITALIA, quindi è necessario essere lucidi per capire con attenzione cosa stia accadendo. Un cosa è certa, le televisioni e i giornali della famiglia Berlusconi possono depistare tutto quel che vogliono, ma a noi rimane la speranza di persone oneste come Ingroia, Lari, Di Matteo, Scarpinato e tanti altri magistrati onesti nel compiere il proprio dovere. ”
    BERLUSCONI…mafioso o..compartecipe agli affari di MAFIA!
    Tutti sanno e sappiamo che BERLUSCONI..GOVERNA..per merito dell’elettorato MAFIOSO e MALAVITOSO del SUD e d’ITALIA!
    Anche in democrazia i GIUDICI che contano sono i MAGISTRATI !
    Se Totò RIINA ..come PROVENZANO venissero eletti dal voto di tanti elettori ,..la MAFIA andrebbe e resterebbe al POTERE per governare apertamente e ufficialmente l’Italia.
    Se governa BERLUSCONI ,..la MAFIA lo elegge o lo fa eleggere , e governa ..ugualmente l’italia..^in ombra^ !
    Uno STATISTA sospettato di “CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA” , e non lo dice solo SPATUZZA e solo di BERLUSCONI ,..ma il VOTO di SCAMBIO..mafia/chiesa/finanza e..Centro DESTRA ,..richiede e impone una riflessione e responsabilità anche del QUIRINALE,..di Giorgio Napolitano ,..Presidente ..Garante e..di apprezzata moralità civile e familiare.
    BERLUSCONI..è..NULLA di tutto questo!
    E’..un..AMORALE!
    luigi75

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    ..Si legge nella STORIA delle RELIGIONI ..!
    http://www.diritto.it/materiali/penale/dellaira.html
    “Ma non c’era già il reato di favoreggiamento? Non si poteva lavorare su quella fattispecie configurandola in modo da includere collusioni di vario tipo (specie elettorali), invece di introdurre distinzioni bizantine fra “partecipante” e “concorrente occasionale”??
    In realtà è già grave che un politico abbia contatti con esponenti mafiosi, se questi contatti venissero provati, il politico in questione, anche in assenza di più gravi reati, dovrebbe dimettersi e non dovrebbe essere più eleggibile.
    A mio avviso contro la camorra, mafia, drangheta, e simili, ci vorrebbe la legge marziale, e i capi mafiosi dovrebbero essere giustiziati. altro che lagnarsi del 41 bis, che cerca di impedir loro di governare le cosche dal carcere.
    Stendiamo infine un velo pietoso sull’affermazione della CEI che “i mafiosi sono già fuori dalla chiesa, per cui la scomunica non è necessaria”. Ma forse darebbe un messaggio forte, che i Don Abbondio della Cei non vogliono dare. Come non lo si è voluto dare col nazismo.”A pensar male si fa peccato, ma magari ci si azzecca…”
    Pubblicato in Contro le religioni organizzate, Crimine, Diritto, Politica”
    La CHIESA..a parole..PARLA BENE ,..ma..con i fatti RAZZOLA MALE !
    Concorso esterno in ASSOCIAZIONE di TIPO MAFIOSO o..FAVOREGGIAMENTO ?..o..
    RECIPROCO mutuo consenso e ..MALAVITOSITA’ !
    CHIESA/FINANZA/MAFIA/POLITICA/-e-BERLUSCONI !
    .”A pensar male si fa peccato, ma magari ci si azzecca…”
    ..e..con BERLUSCONI…..”.POSSIAMO ANCHE METTERE LE ALI AD UN MAIALE ; NON NE FAREMO MAI UN’AQUILA!”.b.clinton
    Silvio -B E R L U S C O N I !..E’..
    ” Il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. CHIAGNE E FOTTE , dicono a Napoli dei tipi come lui..”..diceva I.Montanelli!
    luigi75

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    Da Repubblica di oggi.
    Lettera al segretario di Stato Bertone con la preghiera di far arrivare il messaggio a Ratzinger dall’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo.
    Un testo destinato a rimanere segreto, come segreta sarà l’eventuale risposta e Marrazzo fa mea culpa col Papa: “Santità, mi perdoni per tutto quello che ho fatto…”. Si è rivolto direttamente alle alte sfere vaticane, Piero Marrazzo, l’ex presidente della Regione Lazio costretto a dimettersi dopo il coinvolgimento nello scandalo delle trans. E ha deciso di fare mea culpa e implorare il perdono di Dio appellandosi nientemeno che a papa Ratzinger. Ieri, dal Palazzo Apostolico vaticano è filtrata la notizia che nei giorni scorsi sul tavolo del cardinale segretario di Stato della Santa Sede Tarcisio Bertone è arrivata una lettera nella quale Marrazzo “implora il perdono del Santo Padre”, supplicando, tra l’altro, il porporato di far arrivare a Benedetto XVI questo suo sincero desiderio. E – stando a quanto si è appreso da fonti d’Oltretevere – non è da escludere che il segretario di Stato vaticano non l’abbia accontentato, forse perché mosso dalla loro notoria reciproca vecchia amicizia.
    Ma Marrazzo non dovrebbe invece chiedere scusa a chi l’ha votato ed ai suoi amministrati? A chi si è fidato di lui dandogli mandato di decidere sullo sviluppo del proprio territorio, della sanità e della scuola quando invece lui spendeva tempo e soldi in tutte altre faccende?
    Il suo pensiero, invece, da bravo cattolico ipocrita, va alle alte sfere vaticane ed all’intercessione per quelli che lui ritiene “peccati”, cioè le manie sessofobiche che permeano profondamente chiunque abbia frequentato preti ed oratori. I suoi “peccati” sono ben altri ma evidentemente l’imprinting cattolico ha cancellato in lui ogni valenza etica sociale. Nessun senso dello Stato e delle Istituzioni anche da parte di coloro che avrebbero dovuto rappresentare l’alternativa alla deriva morale berlusconiana.

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    E’ l’ennesima vergogna di voler cancellare per legge anche ogni regola sugli appalti!
    E poi il berlusca dove c’è polpa ci si fionda come un falco, ma in fondo lui fa sempre gli interessi degli italiani………….
    Mi auguro che in questa battaglia il PD non vi lasci soli, ma ho poche speranze se penso al Letta junior ancor più attaccato del Letta senior al carrozzone della Protezione Civile!

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    Perché non si ripresenti ancora una “notte della Repubblica” ( 1 )
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    Di Pietro Orsatti
    Sono troppi i segnali per poterli ignorare. Si sta preparando nel nostro Paese un periodo di grande tensione, di conflitti istituzionali combattuti senza tregua, e quel che è peggio tenuti sotto traccia, tutti interni all’insieme degli apparati dello Stato. Conflitti che stanno facendo a brandelli perfino la percezione stessa di Nazione, collettività, insieme. Stiamo assistendo impotenti al crescere di un clima che ricorda, ogni giorno che passa, quella fase di spaventosa degenerazione dei poteri palesi e occulti che mandò il Paese sull’orlo del baratro fra gli anni 60 e 70. Uno scontro, quello che sembra prepararsi, di dimensioni e confini incalcolabili. Se nel ventennio della “notte della Repubblica”, del terrorismo e dello stragismo di Stato e no, la collettività nel bene e nel male resse all’impatto devastante della violenza grazie alla mediazione garantita in qualche modo dalla politica, perfino dal “sistema dei partiti” che comunque faceva sintesi, che forniva sponde di dibattito e di ricerca di soluzioni partecipate, oggi è la stessa politica a essere da un lato obiettivo, da l’altro soggetto manovrato e ricattato da forze che sembravano essersi quietate, se non dissolte. E invece quelle forze che quasi cancellarono la nostra giovane, parziale, zoppicante democrazia, sembrano essere ancora capaci di farci ripiombare negli anni della tensione.
    Facciamo, quasi per titoli, il punto. Partendo da un “fattaccio brutto” di cronaca, quello del ricatto all’ex governatore della Regione Lazio Marrazzo e della brutta coda di presunti omicidi (e gli indizi che lo siano stati oggi sono davvero tanti) di testimoni. È evidente che ci siano stati dei servitori infedeli dello Stato che per un certo periodo di tempo si sono organizzati e hanno creato un gruppo criminale di taglieggiatori, spacciatori, e ricattatori che per delinquere utilizzavano come minimo abusandone il proprio ruolo di uomini dello Stato, le proprie divise e armi, i mezzi a cui avevano accesso per il proprio lavoro. Ci basta? No, non ci può bastare. Perché è impensabile che abbiano agito per così tanto tempo e con così imbarazzante visibilità senza che nessuno se ne accorgesse.

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    Perché non si ripresenti ancora una “notte della Repubblica” ( 2 )
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    Se ciò è avvenuto, ovvero che nessuno se ne sia accorto per così tanto tempo (il gruppo a quanto emerge agiva da più di un anno, se non due), sarebbe ancora più devastante che apprendere di una sorta di copertura da parte di livelli più alti, perché ci troveremmo davanti a una realtà inaccettabile di totale incapacità di controllo, di percezione della realtà. Quindi no, non ci può bastare. Come non ci è bastata a suo tempo la soluzione di quella brutta vicenda della Uno Bianca, che per anni è stata rimossa perché troppo sporca, intollerabile, imbarazzante.
    A questa aggiungiamo quello che è avvenuto in relazione alla cosiddetta vicenda Why not, a come venne smantellato e colpito l’intero gruppo investigativo, i testimoni, i collaboratori e i consulenti di quella indagine condotta a Catanzaro da Luigi De Magistris. Una epurazione collettiva di tali dimensioni che cancellò in pratica perfino un’altra procura, quella di Salerno, perché aveva iniziato a indagare su quello che era successo nel palazzo di giustizia della città calabrese. Anche in quel caso fughe di notizie, ricatti e contro ricatti e strani “movimenti” di alcuni uomini dello Stato spianarono il terreno a ogni possibilità che quelle indagini andassero in porto e che tutte le persone coinvolte potessero, in giorno, riaffrontare quella vicenda. Si toccava, in quella inchiesta, un aspetto fondante e non confessabile del potere. E si mostravano intrecci e salotti che non potevano essere svelati.
    E cosa dire del sistema Tarantini? Di un imprenditore che utilizzava ogni mezzo, compreso droga e prostitute, per accedere alle stanze dei potenti, agli appalti e al business che contava? Ce lo siamo dimenticati? Qui non voglio parlare dei costumi “ricreativi” del premier, qui parlo di quel enorme apparato di consiglieri, servizi, forze dell’ordine, amici politici e non, che hanno consentito che la presidenza del consiglio, l’istituzione e non Silvio Berlusconi, venisse posta sotto la possibilità di un ricatto. Un ricatto di dimensioni inimmaginabili se messo in atto.

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    Perché non si ripresenti ancora una “notte della Repubblica” ( 3 )
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    Poi ci sono i processi. Non solo quelli che riguardano il premier o suoi amici e soci come Marcello Dell’Utri. Ci sono i processi sulle stragi del 92 e del 93, e quello al generale Mario Mori per favoreggiamento alla mancata cattura di Bernardo Provenzano nel ’95. E poi un altro, invisibile, su altri esponenti delle forze dell’ordine per traffico di stupefacenti a Milano. E alla fine quello sulla trattativa fra Stato e Mafia. Tutti potenzialmente pericolosi non tanto, questo è il paradosso, per le ricadute dirette, quanto per i disequilibri e i disvelamenti che comporterebbero.
    La trattativa. E quel papello di Riina che in tanti dicono essere, alla siciliana, una “minchiata”. C’è un punto del papello che pretende di mettere le mani sulla legge La Torre sui beni confiscati, e oggi un emendamento alla Finanziaria della maggioranza prevede la possibilità di messa all’asta di parte di questi beni che invece (e questo dava fastidio ai mafiosi ancora più che la perdita di eventuali “piccioli”) finora potevano essere destinati al riuso sociale. Poi c’è la questione della “dissociazione” per i mafiosi che pare, da quello che emerge dagli interrogatori di Spatuzza e Graviano, sia uno dei punti in discussione almeno fino al 2004 dei boss con la politica. E poi l’idea, questa fresca fresca, di rivedere, guarda un po’, il reato di concorso esterno a associazione mafiosa, ovvero il reato classico dei “colletti bianchi”. Questo solo per parlare delle ultime “uscite” dell’attuale sistema politico, senza parlare del taglio alle intercettazioni, del processo breve e della prescrizione fulminante. Qui non si sta parlando di leggi ad personam, qui si parla di leggi fatte per proteggere una classe. Dice Roberto Scarpinato, lucidamente spietato: «La mafia non è un’invenzione delle classi popolari, ma delle classi dirigenti». Se generaliziamo, uscendo dalla strettoia mafia e antimafia, potremmo dire che il potere è esclusiva prerogativa delle classi dirigenti e che l’esercizio del potere è estraneo, di fatto, al controllo popolare. Al controllo democratico.

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    Perché non si ripresenti ancora una “notte della Repubblica” ( 4 )
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    Questo il quadro, non certo rassicurante, di quello che ci troviamo davanti. Un quadro che ci racconta di un Paese di ricattatori e ricattati, di patti innominabili, di conflitti che da nascosti a volte si disvelano e si materializzano. Anche nel sangue. È questo insieme di fattori che lascia senza fiato. Anche perché tutto si riproietta su un’Italia con il fiato corto, con una crescente tensione sociale che sta deflagrando con la chiusura di decine di migliaia di aziende e milioni fra cassaintegrati e disoccupati. E quei due allarmi lanciati dal ministero dell’Interno sui possibili pericoli terroristici, quello islamico e quello neo brigatista, piovuti proprio ora e così ravvicinati, lascia ancora più inquieti. Perché ricorda ben altri allarmi in altre epoche. Anni che speravamo aver dimenticato, lasciati alle spalle. L’unica nostra difesa è la memoria. Non dimentichiamo quello che è accaduto. Impediamo con la nostra consapevolezza che si ripeti. Ma non può bastare neanche questo. È la politica, quel poco che ne resta, a dover dare un sussulto, ed è il corpo elettorale, noi, a dover reagire smettendo di votare pensando solo a «cosa me ne viene in tasca». In un Paese dei favori e non dei diritti, l’esercizio politico popolare e diffuso è forse l’unico appiglio che ci rimane.
    http://www.orsatti.info/archives/2538
    PS
    DOVE SIETE TUTTI?

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    Marrazzo scrive al Papa per chiedergli perdono.
    Caro Pierino, non è al Papa che devi chiedere perdono, ma a chi ha riposto in te tanta fiducia, a cominciare dai tuoi familiari, moglie e figlie, che devono sostenere lo sguardo dei vicini, dei parenti, dei compagni di classe, anche perché non è stato un fatto occasionale (7 anni!), il che farebbe pensare a una sorta di devianza “naturale”.
    E se proprio senti il bisogno di un conforto spirituale, che ti avvicini a Dio, il perdono lo devi chiedere a Lui stesso, nel silenzio della tua coscienza.
    E, ancora, se necessiti di un mediatore, rivolgiti al più umile dei parroci, che forse saprà ascoltarti e consolarti meglio.
    Angela Vita

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    Caro Tonino, caro Borghesi,
    siamo particolarmente grati per la vostra interpellanza che ha messo in luce, per la prima volta da otto anni a questa parte, quello che appare essere un progetto Berlusconi-Bertolaso, sulla protezione civile.
    La Protezione civile come è stata oggi trasformata dall’infernale e inseparabile “duetto” B&B non è più quella che originariamente era stata concepita, seppure con alcuni difetti. Tuttavia aveva e ha (la legge 225 esiste ancora, semplicemente non è più rispettata) una caratteristica fondamentale individuabile nella gestione del territorio “corale” tra Stato e poteri locali; ora tutto questo è stato stravolto in nome dell’efficacia e dell’efficienza (tutta loro) nascondendo, invece, che dietro ogni “grande evento – emergenza” (tipo gare di ciclismo, mondiali di nuoto o qualche avvenimento papalino e altri “fasti & nefasti”) si siano erogati milioni di euro senza alcun controllo né amministrativo né politico né tecnico.
    Questa “privatizzazione” viene quindi da lontano ed è il coronamento di un progetto nato via via nel tempo. Bertolaso ne è diventato l’interprete principale, anche se lo spartito, forse, è stato scritto da altri. Ma resta il fatto che il Paese è stato ingannato dietro i fasti mediatici degli uomini in maglietta blu facendo credere, grazie a un pressing mediatico acritico e sciagurato, che in Via Ulpiano regnasse “efficacia & efficienza”.
    No, cari amici. Per anni, complice anche l’informazione è stato magnificato un’abilità che non esiste di un uomo trasversale (come titolava un arrticolo di Panorama qualche anno fa), quale Bertolaso, uomo buono per tutte le stagioni politiche. Nessun giornale ha mai messo in risalto la nomina a Dirigenti generali dello stato prima con ordinanza e poi perfezionato con legge. Silenzio assoluto. Ora si appresta a fare lo stesso. Si parla di 50 dirigenti, amici (dicono al bar). Da Berlusconi a Prodi per tornare a Berlusconi sempre lì immarcescente a minacciare dimissioni o ritiri alla Cincinnato in Africa…
    Ora, che i buoi sono scappati, anche l’informazione, molto velatamente sta scoprendo un mondo che è tutt’altro di quello che si è voluto far credere…
    NON LASCIAMO DISTRUGGERE LORO LA PC. Perché se tanto dà tanto, potremmo aspettarci la privatizzazione della magistratura, dei carabinieri… O no?
    Se volete approfondire l’argomento vi segnalo il blog
    http://protezionecivilepd.ilcannocchiale.it/
    Grazie ancora a Di Pietro e Borghesi

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    «Calma, severa, tacita, compatta,
    ferma in arcione, gravemente incede,
    la prima squadra…
    …Pendono alle stelle,
    lungo le staffe nitide, le canne
    delle temute carabine. Al lume
    delle stelle lampeggian le sguainate sciabole
    sciabole… schiavi
    sol del dover, usi obbedir tacendo
    e tacendo morir, terror de’ rei,
    modesti ignoti eroi, vittime oscure,
    e grandi…
    …Onore, onore ai Regi
    Carabinieri».

    Cesare Nigra – da “La Rassegna di Novara”

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    ERRATA CORRIGE:
    Ci sono delle “sciabole” in più. Attenti a non farvi male, visto che con armi bianche o colorate, come italiani ci sapete fare poco! Passo a riprenderle più tardi. Grazie.

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    Marrazzo scrive al Papa per chiedergli perdono.
    Postato da: Angela Vita | 26.11.09 10:52
    Non ha capito che è a se stesso che deve una spiegazione…
    Essendo invece vissuto sempre sotto i riflettori ne combinerà di tutti i colori per riscattarsi agli occhi del “pubblico”…
    Ora pateticamente sta cercando la sponda del “Santo Padre”…
    Sta facendo tutto tranne la cosa giusta…
    Eclissarsi….

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    DOVE SIETE TUTTI?
    Postato da: Clara | 26.11.09 10:43
    Ciao Leila,
    siamo qui .. solo un pò apatici e umorali(per via del tempo metereologico) .. per tirarci un pò sù il morale ho pensato di postare qualche battuta rigorosamente rubacchiata dal blog di quel GENIO(meriterebbe il NOBEL)di Daniele Luttazzi:
    “Ginevra: l’acceleratore(LHC) è ripartito. La collisione fra i primi due protoni è stata talmente forte che gli scenziati li hanno soprannominati Gianfranco e Silvio”.
    USA: Dj scopre di essere il figlio biologico di Charles Manson. “E’ come scoprire di essere il figlio di Hitler”, ha dichiarato il 41enne. “Coraggio, poteva andarti peggio” ha risposto il figlio di Bruno Vespa.
    Bilanci Juventus: assolti Giraudo, Moggi e Bettega. Appresa la notizia, Moggi era così felice che ha fatto uscire il giudice dal bagno.
    1. Checco Zalone:«Faccio l’ignorante per sfottere i politici»
    2. Checco Zalone:«Faccio l’ignorante perchè ridere dello scemo tranquillizza la gente che così si illude di essere furba con risate consolatorie, mentre il mio conto in banca va alle stelle senza infastidire i potenti. Un caloroso grazie a Medusa!»
    Italia, una donna su tre è vittima. A Berlusconi preoccupano le altre due.
    Scrivete la vostra frase d’amore: Federico Moccia seleziona le migliori per inserirle nei baci Perugina. Dopo Luttazzi con la sua Palestra, eccone un altro che non ha voglia di fare un c.azzo.
    http://www.danieleluttazzi.it
    buon divertimento!!
    PS:comprate la Guerra Civile Fredda

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    http://www.danieleluttazzi.it
    buon divertimento!!
    PS:comprate la Guerra Civile Fredda
    Postato da: Blogger Solitario | 26.11.09 12:03 |
    Grazie Marco, ecco una risatina, dopo tanto malumore, ci voleva proprio ! :-) PS
    Anche a Monaco il NO B Day Monaco München
    Noi ci siamo sempre !

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    Privatizzare la Protezione Civile? E che se ne frega! Io sono un protetto militare in s.p.e. – Viva l’Italia!
    Postato da: Ten. Col. Marzio D’Incecco | 26.11.09 07:44
    Viva l’Italia per cosa??? Per lo stipendio che le passa?? Dalle mie parti si dice:”In tempo di pace chi non ha voglia di lavorà prete o sordato se va a fà!!” Le dico questo perchè dal Suo postato si evince il totale menefreghismo per ciò che accade nel paese, tanto Lei è:”un protetto militare in s.p.e. (servizio permanente effettivo, per i profani ma non per me che sono stato Ufficiale e se fossi rimasto sotto le armi ora sarei di gran lunga un Suo superiore)”.
    Vede il mio motto è stato sempre PROFONDO RISPETTO PER LA DIVISA E PER LE STELLETTE, QUANDO PORTATA CON GIUSTIZIA, ONORE, DECORO, meno, a volte, per chi ci si infila dentro!!

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    @ Clara
    Dove siete tutti?
    Se ti riferisci a tutti noi che seguiamo le notizie che arrivano dal blog penso che stiamo cercando di riprenderci dall’amarezza per tutto quello che sta emergendo. Un conto sono i sospetti,un conto è vedere che tutti i punti, i pezzi del mosaico cominciano a combaciare. Aver visto approvare delle leggi,dl e bozze di dl diventati leggi assurde ora sembrano avere una risposta. Personalmente mi sento ancora frastornata.E’ proprio vero non c’è limite al peggio e soprattutto non c’è pudore,non cè vergogna da parte di certi individui.Forse tu chiedi dove sono tutti gli italiani,almeno quelli che sono a conoscenza di ciò che sta avvenendo.Credo che ognuno sta pensando a come organizzarsi,certamente tutti insieme,a come fronteggiare questa nuova emergenza in cui è piombata il paese senza che gli italiani,quelli onesti ,non ci rimettano con una nuova dittatura o con sangue di innocenti. Il rischio di scontri sociali e ideologici è molto alto.

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    @ clara
    Noi del blog ci siamo ed abbiamo capito benissimo cosa sta succedendo, anche se abbiamo idee diverse sulla soluzione. Qui gira un razionale pessimismo ed è difficile non farsi prendere dallo sconforto quando ogni giorno vedi la barca affondare con cento che continuano a bucare il fondo e solo tre o quattro che provano a buttare fuori l’acqua coi secchi.
    Per continuare sull’onda (speriamo non tanto alta) della metafora dobbiamo solo deciderci a buttare giù dalla barca gli imperterriti che continuano a bucarla e provare con alcuni (ma so che qui BS non sarà d’accordo) a passare dalla ns. parte.
    La domanda è: quanto tempo ci resta?

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    Postato da: Blogger Solitario | 26.11.09 12:03 |
    Di quello che Luttazzi dice di Grillo però non nè parli.
    Come mai?

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    Una giornata come tante.
    ..Altra pessima notizia viene da entrambe i rami del Parlamento: la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati ha respinto la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino, accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa. Palazzo Madama ha invece bocciato le mozioni presentate da Pd e Idv per chiedere le dimissioni del sottosegretario all’Economia.
    Nessuna sorpresa in verità, solo un po’ di schifo: in oltre 60 anni di storia Repubblicana solo 4 volte su 64 la Camera ha concesso l’arresto per un parlamentare. O questo è il paese del “fumus persecutionis” oppure è quello degli intoccabili.
    Per non parlare del livello morale e professionale di chi siede in Parlamento.
    Un giovane italiano che vive e lavora a Barcellona ha raccontato a Repubblica del suo incontro in un bar della città catalana con il ministro La Russa, in trasferta spagnola per seguire l’Inter: “Salve Ministro (stringendogli la mano), spero che la partita le vada male, così come sta andando male il nostro Paese guidato dal suo Governo…”
    Una provocazione, certo, ma, garbata, mi pare…
    Ed ecco l’incredibile risposta del signor Ignazio La Russa, MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA:
    “Ed io spero che LE VENGA UN CANCRO…”
    Questo il livello umano, democratico ed intellettuale del Ministro La Russa. Non ci sono commenti da fare. Attendiamo smentita circostanziata del ministro.
    L’altro giorno invece, forse in quanto digiuno e libero dall’incombenza del pasto, il ministro Rotondi ha dato aria ai denti auspicando l’abolizione della pausa pranzo.
    Coerentemente i palazzi della politica sono dotati di sei ristoranti, due buvette, e svariati bar. Costo medio di un pasto completo per gli onorevoli affamati circa 10 euro. Costo annuo per i contribuenti circa 10 milioni di euro.
    Un consiglio: accertarsi di aver collegato la lingua al cervello prima di parlare.
    Ed infine arriviamo alle note più dolenti: ieri sera un gruppo di circa trecento cosiddetti ultras della Juve in trasferta a Bordeaux si sono esibiti negli ormai consueti vergognosi razzisti cori da stadio.
    Solo la ciliegina sulla torta che arriva dopo le operazioni White Christmas per dare la caccia ai clandestini, dopo le sfuriate xenofobe dei vari Gentilini e Borghezio, dopo l’istigazione alla delazione per individuare i clandestini….
    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=28554a61ca93ad21

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    Ciao Clara.
    Il golpe e’ in atto.
    Un golpe dolce, come l’euches.sina.
    Essere tra i pochi italiani ad essersene resi conto non giova certamente all’umore.
    Gli altri italiani, quelli del “silvio santo subito”che usano il cervello come riempitivo per la scatola cranica, verrebbe voglia di lasciarli al loro inevitabile destino. Sentenze dei tribunali, ricerche d’archivio, dichiarazioni di pentiti, richiami della comunita’ internazionale, dati reali dell’economia e quant’altro si utilizzi per fare vedere loro CHi davvero siano le persone che hanno eletto non hanno sinora sortito nessun effetto. Quando poi leggi di personaggi come marrazzo e le sue scuse al papa ed i vari piddini che rilasciano dichiarazioni del cavolo ti rendi conto che andare contro l’attuale governo, per avere poi ‘sti deficienti come alleati in un eventuale prossimo governo e’ solo un palliativo. Meglio utilizzare le proprie risorse ed energie in campi piu’ proficui.
    Le associazioni di beneficenza con cui collaboro lavorano sodo in periodo pre-festivo ed i risultati dei nostri sforzi sono immediatamente visibili ed altamente gratificanti.
    Entrambe godiamo di posizioni privilegiate nell’osservare questo fenomeno di distruzione della nostra italia. Dimenticare la parte italiana che c’e’ in noi e occuparsi solo della patria adottiva sembrerebbe la strada piu’ razionale da seguire.
    Poi pero’ il pensiero corre ad una donna della mia famiglia, che oso’ sfidare i nazisti nella Francia occupata, li vide sconfitti, sopravvisse loro e visse a lungo………………ed allora mi risuonano in mente le parole
    Noi non ci arrenderemo MAI!

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    DRAGHI: PESANTI INFILTRAZIONI MAFIOSE DENTRO LE ISTITUZIONI NEL SUD………………………SCHIFANI; IN ARRIVO LETTERINA DI MINACCE DI MORTE, FORSE DI ORIGINE MAFIOSA———— certo con la spietata caccia al mafioso messa in campo dai -giudici comunisti- e dalle forse dell’ordine lige al dovere e all’onore patrio, qualche malcontento giù nel profondo sud dalla mafia è bene aspettarselo?- attenzione gente alle prossime mosse ( ricordiamo lima?). ci sono due mafie o che? vista l’enorme infiltrazione nei gangli dello stato dichiarato da draghi– una mafia d’alto bordo con i -cuffaro e i dell’utri- i la montagna di speculazioni finanziarie, e la mafia del rione sanità evidente e sanguinaria. chi tradisce la consegna poi deve pagare. meglio sperare nel solito giochetto del -mandiamoci una lettera per sviare- di cui sono capaci interpreti.

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    Di quello che Luttazzi dice di Grillo però non nè parli.
    Come mai?
    @luigi(napoli)
    NO PROBLEM .. Luigi(NA)! Luttazzi dice di Grillo che è un POPULISTA e un DEMAGOGO. NON perchè Luttazzi stesso NON CONCORDI con Grillo, i Meetup e il PROGRAMMA – CARTA di FIRENZE – COMUNI a 5 STELLE in TUTTI i suoi PUNTI, ma per il semplice FATTO che Grillo faccia pagare il BIGLIETTO in teatro/palazzetti(e qui ci si può PURE leggere una puntina d’invidia del P.ENE tra artisti)per i suoi SPETTACOLI nei quali Grillo fà esplicitamente POLITICA!! Luttazzi contesta a Grillo il fare POLITICA .. e quindi di far PAGARE il biglietto per uno SPETTACOLO che dovrebbe essere x sua natura GRATUITO. Luttazzi ricorda continuamente a TUTTI che la SATIRA è POLITICA, che l’attore/autore SATIRICO ha come OBIETTIVO quello di INFORMARE il PUBBLICO all’ascolto proprio attraverso lo scherno, la battuta IRONICA e la trasposizione della SATIRA che DEVE essere VOLGARE ed OFFENSIVA per PROVOCARE una RIFLESSIONE nel momento stesso nel quale sollecita la RISATA!! La SATIRA è una TECNICA di COMUNICAZIONE .. anche POLITICA!!
    Ecco perchè un attore/autore satirico, stando al Luttazzi pensiero, deve essere per DEFINIZIONE contro il POTERE .. MAI parte di ESSO .. nemmeno del POTERE della SATIRA stessa. Da qui la polemica Grillo-Luttazzi e via discorrendo ..
    ESEMPIO di SATIRA: adesso che ti ho SODDISFATTO il D.ERETANO con questa mia, puoi andarti a fare un bel C.LISTERE di GLICERINA, così la prox. volta la posti TU questa mia ..

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    Da 2 giorni ADP ha deciso di eliminarmi dall’invio dei suoi post.
    Alcuni di Voi saranno forse anche contenti, ma quello che è avvenuto, Vi garantisco, non è di certo una mia sconfitta.
    Dai luoghi in cui regna il pensiero unico, non è mai emerso niente di buono.
    Io sarò sempre al fianco di chi veramente vorrà lottare contro la corruzione.
    Io sò che il principale motivo che ha causato la mia “eliminazione”, sono le accuse da me fatte contro la “casta” della Magistratura.
    Ad ADP puoi toccargli tutto, ma guai se gli tocchi la sua beneamata “casta”.
    Avvertitelo che io continuerò a farmi sentire lo stesso.
    p.s.
    Non sono di sinistra ( a proposito non lo è di certo neanche ADP) e non ho mai fatto il militare, ecco forse anche perchè, l’odio non è un sentimento che mi appartiene.

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    Altra buona notizia è stato fatto fuori Ruffini.Su ordine di chi? Perchè i consiglieri PD hanno aderito? Per Garimberti i programmi di rai 3 non hanno successo?

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    Sono circa mille, tra lavoratori del gruppo Alcoa e sindaci della Sardegna, i lavoratori scesi in piazza per dire ‘no’ alla minacciata chiusura dell’azienda di alluminio che si trova a Portovesme, in provincia di Cagliari. La protesta, questa mattina per le vie del centro di Roma tra fumogeni, tamburi e petardi, ha avuto alcuni momenti di tensione. Partito da piazza della Repubblica, il corteo è giunto a largo di Santa Susanna e “improvvisamente – si legge in una nota delle forze dell’ordine- ha deviato dal percorso precedentemente concordato imboccando via bissolati, dove hanno cercato di forzare lo sbarramento della polizia” che si trovava lì. La polizia, quindi, parla di un “fronteggiamento tra manifestanti e forze dell’ordine”, durante il quale “un manifestante è stato colto da malore e subito soccorso”.
    I lavoratori, dal canto loro, denunciano che l’ambulanza è arrivata dopo trentotto minuti. “Un agente è stato spintonato- fa sapere quindi la polizia- ed è caduto a terra battendo la testa. Un altro agente ha riportato contusioni ad un ginocchio dopo essere stato colpito dal megafono lanciato da un manifestante”.
    http://roma.repubblica.it/
    ogni giorno una manifestazione, e loro a cosa pensano?
    a salvare il nano e se stessi dall’inevitabile.
    se non ci riusciranno i magistrati a levarli di mezzo ci saranno altri mezzi, prima o poi.
    chi tira troppo la corda rischia di strozzarsi.

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    La commissione Sanità del Senato ha approvato, a maggioranza, con i voti favorevoli di Pdl e Lega (13) e quelli contrari (8) del Pd, il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486
    IPOCRITI

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    @ Gianfranco Chiarello
    Io non credo che i suoi post siano stati censurati. Anche per me è stato difficile inviarne qualcuno e credo non perchè non dovevano essere pubblicati ma penso piuttosto che il motivo sia da ricercare al troppo “fermento” che c’è in rete. Le ricordo che proprio De Magistris davanti alle telecamere denunciò l’operato di alcuni magistrati tanto che vi fu la “famosa guerra delle procure”.Ricorda? E Di Pietro cosa fa? Si accanisce contro De Magistris? No,lo mette nelle liste per l’elezione al parlamento europeo…

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    Non sono di sinistra ( a proposito non lo è di certo neanche ADP) e non ho mai fatto il militare, ecco forse anche perchè, l’odio non è un sentimento che mi appartiene.
    Postato da: gianfranco chiarello | 26.11.09 14:41
    ???????????????????????:)

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    OPS..ho dimenticato un pezzo, anche se era ovvio
    La commissione Sanità del Senato ha approvato, a maggioranza, con i voti favorevoli di Pdl e Lega (13) e quelli contrari (8) del Pd, il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486
    Nel testo si chiede al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la RU486.
    IPOCRITI e le donne del Pdl dove sono?

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    Noi non ci arrenderemo MAI!
    Postato da: laura wolf | 26.11.09 13:35 |
    @
    Laura
    Anna
    Giuliano
    Tutti i Bloggers
    Sono tempi veramente bui e tristi e, credo siano solo l´inizio, verranno anche tempi peggiori, quando si riapriranno i vari processi per mafia, io, purtroppo, mi aspetto ancora di peggio, chissá cosa… e sinceramente ne ho paura.
    Il GOLPE si é gia consumato da un pó, ma solo in pochi lo abbiamo notato.
    È normalissimo che, a volte, ci prenda la tristezza, la malinconia, ma come, giustamente dice Laura:
    NOI NON CI ARRENDEREMO MAI!
    Lo so, a volte, ci prende, come dire? un senso di impotenza a cambiare le cose, ma dobbiamo crederci e non abbandonate il blog, dobbiamo continuare a fare controinformazione, come abbiamo sempre fatto.
    Un saluto a tutti

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    per amore della verità riporto quì ciò che dice di Grillo il Luttazzi:
    Domanda: Però almeno Grillo ha sciolto l’ambiguità: non più satirico, ma politico. Quello che lei gli aveva chiesto dopo il primo V Day.
    Risposta : “Sì e no. L’ambiguità non è stata risolta completamente. Grillo ha creato un partito. Da quel momento, ogni suo punto di vista è pregiudiziale. Fine della satira. Adesso i suoi sono comizi. A pagamento. La satira è politica, ma l’attività partitica è un’altra cosa. Al Franken, grande satirico, si è candidato coi democratici, ora è senatore, e ha subito smesso di fare spettacoli satirici. Grillo no”.
    Ora dico a te Blogger:Ammiro Grillo,ma sono daccordo con Luttazzi sul fatto che con la discesa nel campo della politica di Grillo i suoi spettacoli sono ora Comizi Politici,di conseguenza non si dovrebbe pagare per assistere ai comizi.
    P.S.
    Ti devi sforzare di essere più coerente.Non pretenderla solo dagli altri la Coerenza.

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    IPOCRITI e le donne del Pdl dove sono?
    @Cinzia Maria F. | 26.11.09 15:16
    è ipotizzabile pensare che siano ospiti di un talkshow o facenti una comparsata dalla D’Urso o a Buona Domenica! Le altre nei ministeri o nel lettone di Putin .. ovviamente! Qualcuna ancora in Vaticano a prendere la benedizione dal Santo Padre o da qualche suo tirapiedi in ossequio al mandato politico ricevuto dal gran visir dei truffatori .. immagino.

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    Da 2 giorni ADP ha deciso di eliminarmi dall’invio dei suoi post.
    Postato da: gianfranco chiarello | 26.11.09 14:41 |
    AdP ha ben altro da fare, molto altro da fare… infatti sei ancora qui vivo e vegeto mi sembra.

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    IPOCRITI e le donne del Pdl dove sono?
    @Cinzia Maria F. | 26.11.09 15:16
    è ipotizzabile pensare che siano ospiti di un talkshow o facenti una comparsata dalla D’Urso o a Buona Domenica! Le altre nei ministeri o nel lettone di Putin .. ovviamente! Qualcuna ancora in Vaticano a prendere la benedizione dal Santo Padre o da qualche suo tirapiedi in ossequio al mandato politico ricevuto dal gran visir dei truffatori .. immagino.
    Postato da: Blogger Solitario | 26.11.09 15:23 |
    confesso che mi era venuto il sospetto…

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    Postato da: Clara | 26.11.09 15:19 |
    Vede gentile, e sempre documentata, Clara io credo che le risposte ai grandi temi vadano ricercate nella saggezza popolare e non nella paura, ed a tal proposito cito:”Più buio di mezzanotte non viene mai!”. Con questo detto voglio dire che una volta toccato il fondo si può solo darsi una forte spinta con i piedi per riemergere, ne sanno qualcosa i nostri padri che hanno versato il loro sangue per darci la libertà, dal fascismo, libertà di cui godevamo a pieno prima dell’avvvento di Berlusconi. I corsi e ricorsi storici purtroppo si ripetono ciclicamente e se l’Italia arriverà al baratro della guerra civile non sarà che un’altra perla che consegnerà Berlusconi alla storia.
    Un caro saluto a Lei ed a tutti i bloggers che hanno a cuore le sorti democratiche del Paese,

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    Postato : Anna Mignogna 15.15
    Le chiedo scusa, forse non mi sono espresso bene, ma intendevo dire che non ricevo più dal blog di ADP, i post che giornalmente ricevevo (x poter leggere e scrivere i post attuali, devo seguire vie alternative e laboriose
    Spero sinceramente che il tutto sia dovuto a problemi tecnici, altrimenti la cosa sarebbe davvero deprimente .
    Io spero sempre che qualcuno metta in discussione, con argomenti convincenti, le mie convinzioni.
    Io sò di non sapere, per questo guardo con qualche dubbio, chi ha solo certezze (non mi riferisco di certo a Te).
    p.s.
    Sig. Generale, l’odio spesso annebbia la mente e non ci fà vedere le cose, con la giusta obiettività.

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    Per il morale della Truppa:
    Con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. Berlusconi è finito: do questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi Berlusconi ce l’ha messo. Ovvero gli italiani. Berlusconi è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te che non te butta de sotto”. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. Berlusconi è finito, il berlusconismo no”.
    Se gli italiani restano malati di fascismo congenito, perché Berlusconi cadrà a marzo?
    “Alcuni indicatori – settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA – segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che Berlusconi anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. Berlusconi andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come Berlusconi demolisca i fondamenti della Costituzione”.

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    Sig. Generale, l’odio spesso annebbia la mente e non ci fà vedere le cose, con la giusta obiettività.
    Postato da: gianfranco chiarello | 26.11.09 15:49
    Chi vede l’odio negli altri significa che nè è profondo conoscitore ed ammantadosi da agnello lo propaga e lo propina recitando la parte dell’umile escluso..! AAAA…TTENTI!!!!

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    Lettera di un ex italiano
    http://www.beppegrillo.it/2009/11/lettera_di_un_e.html#comments
    Per rinunciare alla cittadinanza italiana bisogna pagare SOLO 200 euro. Ma allora è un affare!
    “L’ultimo balzello pagato ai corrotti governanti italioti: 200 euro per non essere più italiano: è la tassa che ho appena pagato per potermi presentare dinanzi al console italiano nel Paese in cui risiedo e dichiarare la rinuncia alla cittadinanza italiana, avendo assunta quella del Paese che mi ospita dal 1972. Resto italiano dentro di me, provo angoscia e rammarico per il Paese in cui sono nato e cresciuto, ma nel cui squallore non mi riconosco più minimamente. “Più amo l’Italia più odio gli italiani” soleva dire una mia zia emigrata in Sudamerica. Ai tempi di Craxi. Figuriamoci che cosa direbbe ora! Io sono emigrato in Germania, ma ho deciso di restituire il passaporto italiano, stanco di dovermi sempre giustificare o inventare motivazioni per spiegare ai miei attuali concittadini lo sfacelo della Repubblica italiana, nata sul sacrificio di chi come miei parenti partigiani non aveva esitato a combattere il fascismo a rischio della propria vita, finendo in campo di concentramento. Valeva la pena, per questi b.astardi attualmente al potere? Che Dio, se c’è li maledica, ed il demonio, che c’è di sicuro – se li prenda in custodia al più presto. Tutti.” Graziano Priotto, Radolfzell
    Come direbbe il Renzi(Leandro non il sindaco di Firenze) .. bene hai fatto .. dovrebbero farlo in tanti di più ..

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    OPS..ho dimenticato un pezzo, anche se era ovvio
    La commissione Sanità del Senato ha approvato, a maggioranza, con i voti favorevoli di Pdl e Lega (13) e quelli contrari (8) del Pd, il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486
    Nel testo si chiede al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la RU486.
    IPOCRITI e le donne del Pdl dove sono?
    Postato da: Cinzia Maria F.
    Questa è l’unica cosa giusta fatta dalla maggioranza durante il mandato.
    La RU486 provoca dolori fortissimi alle donne e in alcuni casi perfino la morte.
    Non è sicura ed è una pillola omicida e criminale.
    Vietare la sua commercializzazione è un dovere morale.
    Ps da notare che chi si è battuto per la sua sperimentazione è il noto medico Silvio Viale, ex lottacontinuista che è passato dall’ “Uccidere un Fascista non è reato all’Uccidere le Donne e i Bambini è lecito”.
    Provo schifo per certi personaggi

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    Cronista del Giornale si autominaccia
    Due intere pagine di messaggi solidali. Che restano in Rete, a rendere ancora più paradossale la vicenda di Francesco Guzzardi, collaboratore del Giornale. Guzzardi è infatti l’autore del falso volantino delle Brigate Rosse trovato la settimana scorsa sotto la portad’ingresso della redazione locale del quotidiano. A tradire il giornalista, denunciato dalla Digos per simulazione di reato e procurato allarme, la prova calligrafica a cui reporter 50enne era stato sottoposto dagli inquirenti, che cercavano di capire la provenienza del volantino che conteneva minacce alla redazione, al capo della sede Massimiliano Lussana e allo stesso
    collaboratore, per alcune inchieste sulla circoscrizione genovese della Valbisagna.
    Ma il solidale popolo del Giornale non molla: “Caro Francesco, conservo i tuoi articoli e resoconti nella mia rassegna stampa come esempio del coraggio «normale» e quotidiano di un lavoratore, di un giornalista «colpevole» di informare e svolgere attentamente il proprio mestiere. Forza Francesco, forza «Il Giornale». Forza! Con affetto. Milena Pizzolo Ass. Territorio Municipio Centro Est. E ancora: “Sono un lettore dal primo numero e per la prima volta scrivo a quello che considero anche un po’ il mio Giornale per dare tutta la mia solidarietà al dottor Francesco Guzzardi e alla redazione per i vili attacchi che vi sono stati rivolti. Vi prego, continuate così, la libertà di idee e di valori che vi contraddistingue è un baluardo per noi lettori. Continuate a informarci di ciò che accade e denunciare le malefatte di certa politica. Antonio Schenone”.
    Ma questi che esprimono solidarietà ad un giornalista come Guzzardi che cosa hanno dentro il cranio?.
    Ecco il danno del berlusconismo, i cervelli sono stati alterati tanto da non riuscire più ad avere nemmeno una parvenza di logica nel ragionamento.
    Uno che dovrebbe essere in galera per procurato allarme, riceve complimenti.
    Codice penale italiano Art. 658 – Procurato allarme presso l’Autorità -
    Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l`autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516.

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    Questa è l’unica cosa giusta fatta dalla maggioranza durante il mandato.
    La RU486 provoca dolori fortissimi alle donne e in alcuni casi perfino la morte.
    Non è sicura ed è una pillola omicida e criminale.
    Vietare la sua commercializzazione è un dovere morale.
    Ps da notare che chi si è battuto per la sua sperimentazione è il noto medico Silvio Viale, ex lottacontinuista che è passato dall’ “Uccidere un Fascista non è reato all’Uccidere le Donne e i Bambini è lecito”.
    Provo schifo per certi personaggi
    @Daniele B | 26.11.09 16:10
    chi NON ti conosce ci legge un “pochino” di astio politico in questa TUA affermazione. Allora l’AULIN? Quello NON provoca ULCERE se utilizzato troppo frequentemente? E Fleming solo perchè BRITANNICO non avrebbe dovuto scoprire(seppur casualmente)la PENICILLINA e farla conoscere al mondo medico-scientifico?! Hai idea di quante persone morivano di setticemia più per le infezioni derivanti da interventi chirurgici(al tempo prodotti da ferite di guerra)?!
    Dai Daniele, capisco l’idea che la morale Cristiana ci insegna al rispetto della vita, ma la RU486 è più di 20 anni che è in commercio .. solo noi ITALIOTI stiamo ancora a farne una questione clinica(in realtà morale)quando sono passati in cavalleria PURE i vaccini con lo SQUALENE destinati alla lotta alla Pandemia(PROPAGANDA?!)dell’influenza suina(A/H1N1) .. la BUFALA più colossale dopo l’AVIARIA!! Lì il governo come si è comportato, sotto la pressione di Federpharma(la MOGLIE del ministro Sacconi)?!

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    @ Blogger Solitario
    Marco,
    A/H1N1 è una bufala messa in giro dalle case farmaeutiche per far cassa con la commercializzazione dei vaccini in complicità dei governi nazionali (compreso quello ITALYOTA) che hanno consentito a queste lobby di speculare sulla paura, sul terrore e perchè no anche sull’ignoranza popolare.
    Detto questo sulla RU486 il discorso è diverso.
    Non è affatto sicura come pillola.
    Non c’entra nulla la cosiddetta autodeterminazione della donna.
    Anzi dietro questo c’è un femminismo estremista che nulla ha a che vedere con la Femminilità della serie “il corpo è mio e ci faccio quello che voglio” tipico slogan delle donne laiciste, radicali, sessantottine e comuniste anni 70.
    Facendo così non capiscono che a rimetterci saranno solo loro.

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    Dopo l’acqua la protezione civile. Ho dovuto rileggere l’indirizzo del sito per capire se ero capitato su blob. Cavolo però, sto presidente della repubblica non serve proprio a nulla?! Cosa lo paghiamo a fare? Perchè non li manda tutti a casa?

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    @ Daniele
    no no, se parlo è perchè so quello che dico, non per presa di posizione a priori, mi creda.
    su questo tema sarebbe lecito che decidessero le donne, soprattutto quelle che possono testimoniare esperienze dirette.
    in alcuni ospedali, posso assicurarlo, era già in uso, fatto risalente al 2005, e l’impatto fisico e psicologico è molto meno traumatizzante rispetto all’intervento che comporta rischi maggiori, sia per l’anestesia generale, sia per l’invasività, diciamo “meccanica”.
    si ricordi che non esiste solo l’IVG, ma anche l’interruzione terapeutica e l’intervento per morte dell’embrione dovuta a cause naturali, e le donne che debbono subire tutto ciò ne avrebbero un innegabile vantaggio.
    la realtà è molto più complessa di come ce la raccontano, e chi decide sa bene come stanno le cose.
    ma per far piacere al vaticano si finge di non vedere.

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    La pillola Ru 486 è stata inserita nel 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’elenco dei farmaci essenziali. E nel giugno 2007 la Commissione europea ha approvato le nuove indicazioni per l’Europa dopo una revisione iniziata nel dicembre 2005. E’ stata registrata in 12 dei 15 Paesi della CE: attualmente è in uso in tutti gli Stati dell’Unione Europea ad eccezione della Polonia e della Lituania, oltre che dell’Irlanda e di Malta, paesi nei quali l’aborto è vietato.

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    Questa è l’unica cosa giusta fatta dalla maggioranza durante il mandato.
    La RU486 provoca dolori fortissimi alle donne e in alcuni casi perfino la morte.
    ……..dopo ci dici dove hai letto questa enorme bufala.
    Questa storia serve solo a spingervi sempre di più nel terzo mondo…contenti voi….

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    prot civ privatizzata ?
    unico caso al mondo.
    Speriamo privatizzino anche bertolaso e le catastrofi.
    Chissà se riusciranno a convincere i terremoti ?

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    tutti coloro che non sarannoa roma a manifestare contro i nani e veltronani sono italioti irrecuperabili.

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    Postato: Sig. Generale (alias A.M.) 16.03
    Io sono pronto a rischiare la mia vita, x garantire a Te di esprimere le Tue opinioni! Però spero che Tu non prenda alla lettera la mie parole.
    Quello che trovo “ignorante” in una parte di Voi è il fatto che qualificate, chi la pensa in modo diverso, come: italioti, popolo bue, leccaculo, ect.
    Voi non vi mettete mai in discussione!
    Anna Mignogna, è vero che ADP ha dato una grande mano a De Magistris, ma in cambio ha ottenuto molti voti, questo non possiamo trascurarlo.
    ADP, non è certamente uno stupido, infatti la polemica con il C.S.M. e con l’A.N.M. Lui l’ha solo accennata (conosciamo bene come sa essere battagliero ADP, quando lo vuole).
    Detto questo, spero sinceramente che gli avvenimenti futuri, smentiscano la mie opinioni.

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    L’influenza suina sarà pure una bufala ma quella se lo becca uccide anche un bufalo!!com’è?

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    @Daniele B.
    la realtà è molto più complessa di come ce la raccontano, e chi decide sa bene come stanno le cose.
    ma per far piacere al vaticano si finge di non vedere.
    @Cinzia Maria F. | 26.11.09 16:59
    Quoto e sottoscrivo Cinzia Maria F. e quando riportato nel suo commento: si FA’ ma NON si DICE!! E se viene FUORI .. NEGARE l’EVIDENZA! In fondo è la POLITICA di SEMPRE di una certa confessione religiosa ITALIOTA!

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    Voi non vi mettete mai in discussione!
    ci basti tu che ti discuti !
    Continua a discuterti…ma da un’altra parte.
    le chiacchiere sono finite.Avete già preso per i fon…lli troppo a lungo il popolo;se poi è bue,come è,peggio per lui

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    La preoccupazione di certa gente, è solo ipocrisia, lo ripeterò, finchè le dita riusciranno a pigiare sulla tastiera.
    Le donne vengono maltrattate ogni giorno, violentate, malmenate, uccise, spesso dai mariti o dai compagni….e nessuno fa niente, di realmente importante, per cambiare questa piaga.
    Poi, e per fortuna, capita che abbiamo la possibilità,di scegliere, su alcune cose importantissime, e i maschietti ipocriti e di solito puttanieri ed abortisti nel privato…..escono allo scoperto, e si preoccupano della nostra salute….
    Ne abbiamo discusso moltissime volte, ma c’è ancora qualcuno, che non vuol capire, che se un’azione fatta da una persona, tocca la strettissima sfera personale, non può assolutamente, fare danno ad altri. Allora perchè, non capisco proprio, gli altri vorrebbero, imporre a me, le loro idee e le loro scelte? io, sono per il libero arbitrio,,,,
    Per fare un esempio elementare, se aspetto un bambino, e non lo voglio, “ammazzo” il figlio dei finti inginocchiati o il mio???? Il mio, e allora? che cavolo vogliono, quelli che non la pensano come me?
    Volete fare figli? Bene, fatene quanti ne volete, nessuno verrà mai a dirvi che sono troppi…nessuno verrà a dirvi, che la vostra compagna deve abortire, io, per prima, rispetto la scelta libera di ognuno.
    Ognuno, si deve assume la responsabilità morale, delle proprie azioni.
    La pillola, è senz’altro meglio dell’aborto, la pillola può, anzi, risolve diversi drammi, come una violenza sessuale…o anche in questo caso si deve aspettare, per vedere se la donna resterà incinta, e poi magari in seguito fare l’aborto?
    Chi ha paura di questa pillola, dica alla sua donna di non prenderla, ma lasci libere le altre, di decidere per sè.
    Il divorzio e l’aborto, sono un segno di civiltà….non mi sono mai servita, nè dell’uno nè dell’altro, ma ritengo che debbano esserci, perchè OGNUNO sia libero, di scegliere cosa è meglio, PER SE STESSI, in un momento brutto e delicato, della propria vita.
    Ecco, la pillola, è un altro passo avanti….che risolverebbe, tanta sofferenza, perchè l’aborto, è sofferenza, e credo che la donna, che lo pratica, lo porta come un segno indelebile, nel cuore, per sempre….per sempre.
    Le donne in politica,,,,,brrrrrrrrr, meglio non parlarne.
    ps
    A Marrazzo, avrei potuto spedire la mia foto, almeno avrebbe avuto risposte immediate, visto che lui ci crede!!!!!!!!!!!!!!! Sai che chiacchierate…..bla, bla, bla, fino al perdono!

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    @alba
    ciao alba tu hai perfettamente ragione in quello che dici ma il problema secondo me e’ che in alcuni casi magari ti obbliga il compagno ad abortire contro la tua volonta…sai quante donne sono succubi degli uomini e poi gli resta un trauma ….io conosco una persona che ancora oggi rimpiange di aver abortito…ti dico una cosa personalissima…io quando sono rimasta incinta ero veramente piccola..quindi avevo deciso di abortire contro la volonta dei miei genitori e di tutti..poi varie vicissitudini ..e alla fine parlando per tre giorni a casa di un famoso cantautore mi covinsi a tenere e crescere il figlio insieme a me ..non ero ancora sposata …OGGI RINGRAZIERO SEMPRE quei tre giorni passati in casa di quella persona…mio figlio e’ il mio respiro..e di mio marito..pero’ vedi se avevo la pillola magari l’avrei bevuta e oggi???capisci alba e’ molto piu complicato di quello che sembra..anche il divorzio se guardi alle statistiche oggi e’ diventato una routine…quindi una coppia anziche resistere parlarsi..sopportarsi costruire qualcosa insieme vanno e si dividono…insomma alba io e te abbiamo una coscienza cosi come laura mariarosa angela anna clara e tutte le altre donne?????
    ps
    la moratti devolve meta del suo stipendio per le donne maltrattate e che subiscono abusi almeno questo e’ positivo

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    RU 468 in Italia,la storia penosa di uno stato il cui governo si piega ai voleri del vaticano,contro il bene per i propri cittadini.
    Già utilizzata in Francia dal 1988,Inghilterra 1990,Svezia 1991,ed ora in moltissime nazioni,
    quelle non a regime teocratico.
    Un grande passo in avanti della scienza medica,
    Permette di evitare la chirurgia,sala operatoria,anestesia,e rischi connessi,a chi chiede l’aborto volontario legale.
    Per chi ragiona slegato da credi fideistici,permette alla donna meno rischi,più privacy,ed alla comunità meno costi per ospedalizzazione e sala operatoria.
    Nel 95% dei casi permette l’aborto spontaneo senza invasività chirurgica,se utilizzato nelle prime 7 settimane dall’inizio della gestzipone.
    Le motivazioni,che ho sentito in TV,dalla Roccella,esponente PDL contraria,si riassumuno in una sola frase:
    “COSI’ L’ABORTO VOLONTARIO DIVENTA TROPPO FACILE”.
    Quindi,nulla a che vedere con problematiche scientifiche,o vantaggi per la donna e la comunità.
    Il punto è un altro.Visto che il ns governo vuol compiacere il vaticano,però deve applicare la L. 194,allora,sì,si attui la 194,ma NEI MODI PIU’
    DIFFICILI E SVANTAGGIOSI PER LA DONNA:
    Questa è la CARITA’ CRISTIANA dei nostri governi e prelati tutti patria,famiglia e crocifisso.
    Chi li vota e sostiene almenoriconosca ed ammetta questa volontà punitiva verso gli altri esseri che non ne condividono il credo.

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    @ Cinzia
    scusa se mi intrometto, ma non ho capito il tuo discorso.
    in pratica, siccome c’è il rischio che ci si penta di aver abortito, (o di essersi sposata, visto che parli anche del divorzio) sarebbe meglio non darle la possibilità di abortire (o di divorziare, basta sopportare e la vita è bella)
    quindi presupponi che le donne vadano trattate come bambine incapaci di scegliere, e che scelgano sempre gli altri per loro?
    io credo che la vita sia fatta da scelte, ogni scelta può dimostrarsi giusta o sbagliata a posteriori, e una persona MATURA si prenderà la responsabilità di tali scelte, accettandole e andando avanti.
    l’importante è avere la LIBERTA’ di scegliere, non credi?

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    Amedeo Moretti: – ore 12,28 -
    —-
    Caro improbabile mio superiore, il sottoscritto ha prestato servizio militare di leva obbligatorio come soldato semplice presso la Caserma Monfenera di Cagliari per la durata di mesi 12 (dodici). Nella sua vita lavorativa ha indossato sì una divisa, ma senza stellette e facendo un lavoro comunque molto ben retribuito. Non “avendo famiglia”, al momento opportuno si è prepensionato decidendo di godersi la vita il più possibile (la pensione è ottima ed ha un bel po’ di soldi da parte più altre proprietà). Ha due grandi difetti che comunque sono molto utili per la salute mentale: non prende sul serio il virtuale (né se stesso né gli altri) e quando piange, piange… quando fotte, fotte! Mai le due cose insieme (spero abbia capito!). Attenti! Rompete le righe e le palle!

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    1) Postato: Sig. Generale (alias A.M.) 16.03
    2) Però spero che Tu non prenda alla lettera la mie parole
    3) Voi non vi mettete mai in discussione
    Postato da: gianfranco chiarello | 26.11.09 17:09
    1) Come vede le frecciatine non sfuggono..
    2) Come potrei…!
    3) Lo facciamo talmente tanto che abbiamo permesso a Berlusconi di governare, criticando in maniera aspra e anche non andando a votare la parte che più ci rappresenterebbe…il condizionale è d’obbligo!!
    E comunque se lo vuole credere io non odio nessuno, potrei provare questo sentimento se qualcuno facesse del male ai miei figli e nipoti, sino ad arrivare ad uccidere. Quindi come vede l’odio è un sentimento troppo importante per sprecarlo con antagonisti politici di cui non si conosce neanche il viso (magari si potrebbe provare simpatia istintiva nonostante le divergenze)

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    Postato da: Ten. Col. Marzio D’Incecco
    Non capisco perchà mi parla della sua più che florida situazione economica, di cui onestamente non me ne frega niente, spero solo che paghi le tasse in proporzione…anche se ho i miei dubbi!!!
    Per quanto riguarda il rompere le palle, è solo una mia supposizione, ma lei deve essere un maestro. Spero abbia “sense of humor” oltre che “una ottima salute mentale”.

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    Quando a quest’ora accendo il pc e leggo i post avete già discusso abbastanza e quindi mi resta poco da dire. Qualcosina vorrei dirla anch’io sulla RU486. E’ sicuramente il metodo abortivo più sicuro che abbiamo a disposizione altrimenti non se ne farebbe uso.Per quanto riguarda il discorso sull’aborto e cioè se è moralmente giusto o meno anch’io lascerei la libertà di scelta alla donna e nessuno deve imporle se farlo o no nè tantomeno in che modo farlo.Per la mia professione ho visto donne distrutte per l’esperienza dell’aborto e odio l’ipocrisia di quelli,soprattutto uomini ,chiamati a decidere in tal senso. Si,ipocrisia e anche da parte di chi in ospedale si rifiuta di eseguire l’IVG perchè obiettore di coscienza e poi lo ritrovi in clinica che la esegue trnquillamente. Comunque sono del parere che certe commissioni dovrebbero essere formate solo da donne,i maschietti fuori.

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    Postato: Amedeo Moretti 19.02
    Non la ritengo così persona vuota, da portare odio verso chi non si conosce, io, parlando di odio, mi riferivo a quello che molti ( troppi) manifestano pubblicamente verso Berlusconi.
    Non che Berlusconi non sia meritevole di massime critiche, ma andare al di là delle sue colpe effettive, lo fà vedere agli occhi di molti, quasi come una vittima.
    La mia convinzione è che, una volta “eliminato” Berlusconi, noi saremo sempre governati da lestofanti, ed io, di questo, dò una grande fetta di responsabilità alla Magistratura italiana.

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    @ Anna
    concordo e aggiungo:
    le donne del Pdl che tanto si accaniscono contro la pillola, se dovessero ricorrere all’aborto, andrebbero in cliniche private, coccolate e accudite come regine.
    faccio parte di una associazione per i diritti delle donne, ne ho viste tante, ma non dimenticherò mai una donna, ricoverata per aborto ritenuto, quindi nemmeno per una interruzione volontaria,
    maltrattata dalle stesse infermiere. una non trovava la vena per l’anestesia e la poveretta è stata sforacchiata con l’ago nelle braccia e poi nelle mani, un macello.
    neanche nel Burundi!
    ma come stiamo messi?

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    dimenticherò mai una donna, ricoverata per aborto ritenuto, quindi nemmeno per una interruzione volontaria,
    maltrattata dalle stesse infermiere. una non trovava la vena per l’anestesia e la poveretta è stata sforacchiata con l’ago nelle braccia e poi nelle mani, un macello.
    neanche nel Burundi!
    ma come stiamo messi?
    Postato da: Cinzia Maria F. | 26.11.09 20:14
    Perchè non ha denunciato tali comportamenti alla Procura della Repubblica????
    Finiamola di fare i moralisti, se poi giriamo la testa dall’altra parte per non avere problemi!!

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    @ Amedeo
    mi mancava la sua puntualizzazione sui miei postati!
    è ovvio che, come associazione, abbiamo fatto quello che andava fatto, è il nostro lavoro.
    il mio intervento nel blog riguardava gli effetti della pillola, il fatto che possa evitare situazioni del genere, non le nostre denunce.
    può immaginare cosa succede in una grande città come Milano ogni giorno?
    come crede che una associazione se la passi tra leghisti e berlusconiani ogni giorno?
    abbiamo bisogno di volontari, se vuole un posto c’è anche per lei!

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    di questo, dò una grande fetta di responsabilità alla Magistratura italiana.
    Postato da: gianfranco chiarello | 26.11.09 20:01
    Per quanto esposto prima del parziale postato riportato nella mia risposta potrei concordare, anche se con alcuni distinguo….è nell’affermazione riportata in calce che non la seguo più. La Magistratura è un potere autonomo dello Stato, voluto dai Padri Costituenti, proprio per evitare che il Potere Legislativo e quello Esecutivo forti della posizione potessero mettersi al di sopra della Legge, in parte lo hanno fatto con l’immunità parlamentare, che vuoi o non vuoi in forme diverse esiste ancora, basta vedere lo scempio fatto dalla Commissione autorizzazioni a procedere nel caso Cosentino, 350 pagine di motivazioni spazzate via in meno di un quarto d’ora. VERGOGNA!!

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    può immaginare cosa succede in una grande città come Milano ogni giorno?
    come crede che una associazione se la passi tra leghisti e berlusconiani ogni giorno?
    abbiamo bisogno di volontari, se vuole un posto c’è anche per lei!
    Postato da: Cinzia Maria F. | 26.11.09 21:26 |
    Chiedo scusa per l’accusa di latitanza, che secondo la spiegazione fornita, seppur fra mille difficoltà, come evidenziato, non c’è stata. In futuro però non dia mai per scontato che chi la legge, specialmente di questi tempi, possa darle il beneficio del dubbio.
    Per quanto riguarda la proposta di adesione al volontariato, vivendo in zona, sarei da Lei domani mattina, nel mio piccolo mi occupo di disabilità(ho un figlio di 27 anni con problemi) ma a centinaia di Km. dalla sua città.
    Un saluto.

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    Amedeo Moretti:
    Lei ha sicuramente molto intuito: come ha fatto a capire che sono un Maestro? o, meglio il personaggio del celebre romanzo di Михаил Афанасьевич Булгаков “Il Maestro e Margherita”? Ma non pensi al Prof. Svoboda… tutt’altro!

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    Gli usa dovevano fare come l’urss in germasnia dopo la guerra:un bel muro anche in italia.
    Almeno certi imbecilli che scrivono imbecillità oggi sarebbero confinati dove meritano:nel mondo incivile e tarzaiolo

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    Gli usa dovevano fare come l’urss in germasnia dopo la guerra:un bel muro anche in italia.
    Almeno certi imbecilli che scrivono imbecillità oggi sarebbero confinati dove meritano:nel mondo incivile e tarzaiolo..o a rompere le reni a qualcuno….

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    @ Amedeo Moretti
    la ringrazio per il consiglio. a volte mi faccio prendere la mano e commetto l’errore di scrivere cose troppo personali che possono essere male interpretate.
    mi dispiace per suo figlio, mi creda. soprattutto nel momento che stiamo passando, il settore del sociale soffre da un lato la mancanza di attenzione e sensibilità da parte della classe politica, e dall’altro sta diventando un affare lucroso, grazie a fondazioni e associazioni non proprio limpide che si accaparrano i fondi pubblici, senza apportare veri servizi.
    i bandi per ottenere i fondi stanno diventando insostenibili per le piccole associazioni, che stanno scomparendo.
    è un altro discorso che andrebbe affrontato e portato all’attenzione di tutti, magari attraverso IDV locale.
    un saluto

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