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PASSAPAROLA di LUNEDI 22 NOVEMBRE 2010

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Testo:
Buongiorno a tutti, adesso conosciamo le motivazioni della sentenza, il cui dispositivo era già noto dal 29 giugno, con cui la Corte d’Appello di Palermo, ha condannato Marcello Dell’Utri a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, l’altro imputato Gaetano Cinà che era stato condannato per partecipazione all’associazione mafiosa e era il braccio destro di Dell’Utri nei rapporti con Cosa Nostra è morto nel frattempo e quindi per lui il processo si è estinto.


Berlusconi incontrava i boss di Cosa Nostra
(espandi | comprimi)
Le conosciamo, sono state depositate venerdì, sono 641 pagine, mi pare di ricordare, se i miei calcoli non sono sbagliati che il nome di Silvio Berlusconi è citato 460 volte, in media quasi una volta ogni pagina.

Mangano non faceva lo stalliere (espandi | comprimi)
Cosa dicono a proposito di quell’incontro? Dicono: deve reputarsi certo che impegnarsi per garantire l’incolumità di Berlusconi sia scesa in campo l’associazione mafiosa, minacce a Berlusconi e ai suoi familiari, interviene Dell’Utri, dice: ho trovato uno che può proteggerti, che può garantire, è un mafioso, si chiama Mangano.

Gli spiritosi magistrati della Corte D’Appello (espandi | comprimi)
I magistrati della Corte d’Appello molto spiritosamente ritengono che quelle telefonate non siano sufficienti a dimostrare quel patto e è strano, perché?

Testimoni che non possono testimoniare (espandi | comprimi)
Ciancimino? Massimo Ciancimino, qui siamo al capolavoro, non l’hanno mai sentito i giudici della Corte d’Appello, non l’hanno voluto sentire, non l’hanno mai visto in faccia, hanno semplicemente esaminato verbali trasmessi, ma i processi si fanno con i testimoni in aula, soprattutto quando sono nuovi, appena arrivati, li senti tu i testimoni, verifichi tu se sono attendibili, loro decidono che è inattendibile senza averlo neanche visto in faccia, anzi avergli neanche fato una domanda, senza avergli neanche parlato una sola volta, guardate che è molto strano!

Tutto ciò che porta a ritenere che ci sia stato un patto politico – mafioso alla base della nascita di Forza Italia e del voto che loro stessi ritengono che la mafia abbia dato per anni a Forza Italia, viene buttato via in qualche modo con qualche arrampicatina sugli specchi e così dobbiamo pensare che è possibile la tesi di un’adesione di Cosa Nostra sorta spontaneamente, indotta e determinata dalla convinzione che il sodalizio mafioso avrebbe avuto certamente da guadagnare da un programma garantista sui temi della giustizia, quale quello adottato dalla nuova formazione, è sicuro che Dell’Utri aveva avuto rapporti con la mafia fino al 1992 provati, è sicuro che Berlusconi ha pagato la mafia fino alla vigilia della strage di Capaci, ma quando la mafia vota per loro, un anno e mezzo dopo e decide di votare per loro nell’autunno del 1993 lo fa così, in base a una sintonia programmatica, gli piace al programma di Forza Italia ai mafiosi, è garantista e quindi per la prima volta nella loro vita danno il voto al buio!
Non si mettono d’accordo prima con quelli che andavano a votare e badate che in questa stessa sentenza c’è scritto che negli anni 80, una delle ragioni per cui Berlusconi subì attentati e estorsioni, era proprio il fatto che la mafia voleva agganciare i socialisti, Craxi, prima di votarli, tant’è che ci fu la bomba alla Villa di Via Rovani nel 1986 e poi nelle elezioni del 1987 i mafiosi votarono per il Psi, per dare una lezione alla Democrazia Cristiana che non aveva bloccato il maxiprocesso di Falcone e Borsellino, adesso che cambia il quadro politico e la mafia deve decidere per chi votare nel 1994, cosa fa? Vota sulla fiducia, eppure il partito l’ha fondato Dell’Utri, uno con il quale loro potevano parlare, eppure ci sono le agende nelle quali è segnato almeno uno dei due appuntamenti certamente tra Mangano e Marcello Dell’Utri e molti pentiti dicono che era proprio Mangano quello che andava a fare il pony express tra Milano e Palermo per verificare lo stato di avanzamento lavori della nascita di Forza Italia, tutto questo è ritenuto o insufficiente o addirittura mai avvenuto secondo questi giudici, ecco perché qualche appassionato delle sentenze politiche potrebbe anche parlare di sentenza politica per questa parte e ecco perché, forse, ci sono spazi e margini per un ricorso in Cassazione, fermo restando il rispetto che ognuno deve a ogni sentenza, il rispetto vuole dire intanto leggerle, cercare di capirle e poi nel caso in cui evidenzino punti deboli, farli sapere.

Leggerete domani su Il Fatto all’altra faccenda troppo complicata per trattarla adesso, che riguarda il provino che il figlio di un favoreggiatore dei Graviano D’Agostino ottenne al Milan, secondo il padre per interessamento di Dell’Utri, secondo il capo delle giovanili del Milan per interessamento di Dell’Utri, secondo i giudici questa cosa non è dimostrata, vedrete che c’è probabilmente qualche errore nella ricostruzione che fa la Corte d’Appello per cancellare anche questo elemento che sposterebbe il rapporto tra Dell’Utri e i fratelli Graviano e la mafia dal 1992 al 1994, trascinando ovviamente tutto quanto e facendo cadere quell’insufficienza di prove che invece i giudici ostinatamente hanno voluto riconoscere per il periodo successivo al 1992, lo leggerete su Il Fatto Quotidiano e ne approfitto in conclusione per ricordarvi che mancano ormai pochi giorni alla fine della campagna per il rinnovo degli abbonamenti a Il Fatto per chi si era abbonato ovviamente alla nascita de Il Fatto Quotidiano, chi si abbona avrà in omaggio un libro che si troverà soltanto in omaggio, verrà spedito a chi si abbona, un’antologia dei pezzi più belli che sono usciti quest’anno su Il Fatto Quotidiano quindi se credete, suggerisco soprattutto la versione Pdf che è la più economica e la più pratica, andate sul sito www.ilfattoquotidiano.it e abbonatevi oppure rinnovate l’abbonamento, oppure regalatelo a qualche vostro amico, passate parola e buona settimana! Marco Travaglio

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12 Commenti a “PASSAPAROLA di LUNEDI 22 NOVEMBRE 2010”

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    Se ce n’era bisogno questa è la conferma della BALLE silviesche e bertolasiane.
    (ANSA) – NAPOLI, 22 NOV – ‘Dopo due anni la situazione non e’ molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c’e’ ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata’. E’ quanto ha detto il capo degli ispettori Ue, Pia Bucella, che e’ da oggi a Napoli per fare il punto sulla gestione del ciclo dei rifiuti. Un ‘pericolo igienico-sanitario che puo’ trasformarsi in un serio rischio per la salute’, affermano Maria Triassi e Andrea Simonetti, membri della Societa’ italiana di Igiene.
    ma,si sa,silvio era impegnato a sconfiggere il cancro !
    In ogni caso napoli affonda nella puzza e nelle infezioni(fra poco),mentre loro,da casini a bersani a bocchino a bossi,parlano di bandierine

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    il trasformismo paga da noi, i mentana e i finiani osannati dagli intellettuali di sinistra (che mai ebbero il coraggio di fiatare), altri 4-5 anni poi chiamiamo ABBUSH! ;)

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    Travaglio è uno dei pochi giornalisti italiani ancora degno di definrsi tale! Grazie a lui per darci la possibilità di informarci davvero, senza filtri e filtrini di rai e mediaset, grazie anche a Di Pietro che rappresenta tutti i cittadini onesti dentro ad un parlamento che pullula di ladroni!!

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    Gli economisti sono come i filosofi:inutili ! Per lo meno quelli con tanto di stages e triple lauree del nulla.
    Postato da: Leandro Renzi | 22.11.10 15:09
    E secondo Sua Ignoranza chi sarebbero i veri sapienti?

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    Gli economisti sono come i filosofi:inutili ! Per lo meno quelli con tanto di stages e triple lauree del nulla.
    Postato da: Leandro Renzi | 22.11.10 15:09
    E secondo Sua Igno.ranza chi sarebbero i veri sapienti?

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    ascoltando Travaglio commentare la sentenza su dell’Utri , ci si può domandare quanti giudici sono corrotti e al servizio dei potenti o peggio ancora; sembra che il fenomeno non sia soltanto fisiologico e dunque per dirla come Antonino Caponnetto:”Tutto é finito”

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    Grande Marco!! Fai sempre centro! E’ un piacere poter ascoltare ogni tanto una voce fuori dal coro. SCODINZOLINI…. Guarda e impara!!

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    I magistrati della Corte d’Appello molto spiritosamente ritengono che quelle telefonate non siano sufficienti a dimostrare quel patto …….
    Travalio con la sua ironia sottile racconta le verità piu scomode di questo paese. Questa è ‘informazione che voglio vedere!!

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    Tre consigli al ministro Maroni
    1) Alleni la mente con la settimana enigmistica perché confondere il fatto che l’andrangheta cercava referenti politici anche della lega e con essa ha interloquito ( cosa che è agli atti) come un’accusa di favoreggiamento all’andrangheta e quindi un’offesa alla lega, vuol dire capire poco il senso delle parole, il che per un ministro dell’interno è un paradosso.
    2) A “Vieni via con me “ ha detto che tra i superlatitanti manca Matteo De Naro considerato il capo di cosa nostra. Siccome la famiglia mafiosa dei De Naro era nascosta e protetta, cioè assunti come fattori negli immensi latifondi della famiglia siciliana dei D’Alì, e siccome D’Alì è stato senatore di forza Italia, senatore del PDL, e malgrado fosse amico delle famiglie mafiose dei De Naro e dei Guttadauro ha fatto il sottosegretario al ministero degli interni (che è come mandare un pedofilo a fare il maestro) le consiglio di cercare il De Naro tra una nuova categoria di eroi: Gli stallieri!
    Su D’Alì qui un analisi illuminante.
    http://lamentelibera.wordpress.com/2009/11/25/storie-siciliane-e-di-denaro/#more-1402
    3) A “Vieni via con me” ha detto che nessun partito in parlamento ha favorito la criminalità organizzata. Cambi occhiali ministro e si legga gli incartamenti su Cuffaro UDC (mafia)
    Di Girolamo PDL (Andrangheta) Cosentino PDL (camorra), Dell’Utri PDL (mafia) e quindi Berlusconi (referente e riciclatore)

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    Sarebbe il caso di fare questo bel riepilogo in prima serata in televisione e mettere nero su bianco sui giornali di massima diffusione ….. altrimenti la complicita’ come al solito e’ di tutti ad esclusione di pochi.

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    è mai possibile che la questione morale venga sollevata dalla garfagna?

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    Gent.ssimo Onorevole Antonio DI PIETRO, sono un Vice Brigadiere dei Carabinieri in Pensione, purtroppo dico in pensione, per che sono dovuto andare in pensione anticipatamente, per riforma, dopo aver denunciato alla Magistratura Militare, il mio comandante, il quale con false dichiarazioni, traeva in inganno l’amministrazione Militare, così percependo soldi non dovuti.
    Dopo la mia denuncia, nei confronti del mio comandante, nei miei confronti, venivano posti in essere, atti vessatori, continuati e prolungati nel tempo, da parte della mia scala gerarchica, fino a far in modo che venissi mandato via dall’arma dei Carabinieri, per riforma.
    Visto che Lei è un uomo di giustizia, prima di essere Onorevole, mi rivolgo a Lei per trovare giustizia nella mia triste vicenda lavorativa, e personale, che dura ormai da cinque anni.
    Vorrei tanto che Lei ascoltasse la mia triste storia dove i miei superiori, mi hanno attaccato , solo per aver fatto il mio dovere denunciando un atto illecito alle Autorità Giudiziarie competenti, mentre chi ha commesso illeciti, oggi si trova ancora in servizio, protetto dalla scala gerarchica,
    come possono avvenire ancora queste ingiustizie in Italia, nonostante il Suo costante impegno per portare la legalità nel nostro Paese.
    Confido in un colloquio con Lei.
    in attesa le invio i miei più grandi Saluti.
    Costantino Spina.

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