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Referendum, il nostro dovere fino in fondo


Se in un consiglio comunale di un Comune qualsiasi c’è qualcuno che ha rapporti con la mafia, ancorché non indagato, il Prefetto scioglie il consiglio comunale. Ciò significa che al di là delle responsabilità penali, per ragioni di prevenzione, si può sciogliere il consiglio comunale.
Noi abbiamo un consiglio dei ministri in cui c’è un Ministro in carica che è accusato dall’autorità giudiziaria, dunque non dal Prefetto, non dall’autorità amministrativa, di essere in concorso esterno con la mafia. A prescindere dalla sua eventuale responsabilità penale, per rispetto e per tranquillità delle istituzioni, si dovrebbe sciogliere il governo oppure si dovrebbe dimettere il Ministro.
Il Ministro degli Interni, che ogni giorno scioglie consigli comunali per fatti del genere, e il suo partito, oggi votano la fiducia e mantengono al governo una persona accusata di mafia. Questa è una violazione dello Stato di diritto ed è un approfittarsi del ruolo e delle funzioni per mantenere la poltrona.
Quella che io faccio è una denuncia politica. Che poi ci siano i numeri perché ci sono persone che, pur di non andare a casa, sono disposte a svendere la propria dignità è perché questo è il Parlamento di oggi. Un Parlamento che l’elettorato e il Popolo italiano non meritano.
Come può l’opposizione rendersi più incisiva?
Solo andando alle elezioni. Puoi fare tutta l’opposizione che vuoi, ma o fai la presa della Bastiglia coi forconi oppure rispetti la democrazia come facciamo noi dell’Italia dei Valori che insieme a tante altre forze politiche, attraverso la raccolta delle firme per l’abrogazione delle legge elettorale, stiamo cercando di cambiare le regole del gioco affinché la prossima volta i cittadini siano messi in condizione di poter scegliere chi mandare al Parlamento e soprattutto chi mandare a casa.
Su questo punto mi permetto di dare una notizia: tutti credevano che non ce l’avremmo fatta, e invece ci siamo riusciti. Venerdì mattina,il 30 settembre, andiamo in Cassazione e depositiamo queste firme che sono una marea, dopo di che chiediamo formalmente al capo dello Stato che prenda atto di questa assoluta ingovernabilità e soprattutto di questa assoluta sfiducia sia internazionale che del nostro copro elettorale per questa classe dirigente e metta in condizione il Paese, attraverso lo scioglimento delle Camere, di tornare alle urne al più presto.
Noi dell’IdV abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere.. Così come i democratici di Parisi, l’Unione popolare, Sel e tanti altri.
Noi dell’IdV abbiamo raccolto le firme anche per una legge di iniziativa popolare per abrogare le Province e per ridurre costi e sprechi.
Alfano ha detto: “A questo punto modifichiamo noi, in Parlamento, la legge elettorale”. Quindi questo referendum ha già raggiunto un risultato, impone di cambiare la legge elettorale. Non so se lo faranno, ma in questo caso noi diciamo, e chiediamo ai cittadini che ci aiutino in questo, che non può esserci nessuna legge elettorale che non preveda al primo punto la non candidabilità dei condannati. Hai fatto il delinquente? Non puoi stare in Parlamento. Non è possibile che a un delinquenti convenga fare il parlamentare piuttosto che il latitante! Secondo: se sei sotto processo non puoi governare, né come assessore in un Comune né come ministro nel governo. Terzo: se fai il parlamentare non puoi fare anche un altro mestiere. Non è possibile che, se fai l’avvocato, come parlamentare ti fai una legge che ti serve per vincere i processi.