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Equità

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Ieri l’Italia dei Valori non ha voluto partecipare alle consultazioni organizzate dal presidente del consiglio Monti. Abbiamo fatto questa scelta per un questione di serietà e coerenza. Abbiamo votato la fiducia al governo Monti solo perché il Paese non può restare senza governo in un momento come questo e perché prima delle elezioni bisogna che ci sia una legge elettorale democratica. Ma non siamo entrati a far parte della maggioranza.
Ieri Monti ha visto invece proprio la sua maggioranza, che è politica e non tecnica perché non si può certo raccontare che scelte così importanti non siano politiche. Quella coalizione politica è composta dal Pdl, dal Pd e dal Terzo polo ma non dall’IdV. Noi aspettiamo quindi che la manovra sia presentata ufficialmente e poi discussa in Parlamento. In quella sede faremo le nostre proposte e le nostre valutazioni, perché una manovra di questo livello non può essere “prendere o lasciare”. Deve essere discussa, emendata e se del caso pure cambiata.
Le nostre proposte andranno tutte in una direzione chiara: quella della massima discontinuità con il governo dei malfattori che c’era fino a poche settimane fa. E ciò che mi preoccupa è che tutte le ipotesi che girano in questi giorni sonoin stretta continuità con gli interventi di Berlusconi, anzi, quasi li completano.
Quello mandava le donne in pensione a 63 anni e adesso si dice di arrivare a 66. Aveva alzato di un anno la soglia delle pensioni di anzianità e ora se ne vorrebbe aggiungere un altro. Aveva fatto a meno, senza dirlo apertamente, di adeguare le pensioni all’inflazione e adesso pensano di farlo di nuovo e ancora più di prima, sottraendo alla mannaia solo le pensioni minimissime.
Noi proponiamo di andare in una direzione molto diversa, quella dell’equità. Pensiamo che non si possano chiedere sacrifici ai poveri senza toccare i privilegiati, inclusi per esempio quelli che in pensione ci sono già andati e con cifre da capogiro. In questo paese di Guarguaglini ce ne stanno tanti. E crediamo che senza interventi strutturali, come per esempio l’unificazione di tutti gli enti previdenziali, anche questo salasso sarà a fondo perduto e l’anno prossimo staremo da capo a dodici.
Ma perché tutte le proposte valide possano essere esaminate e valutate c’è un primo passo necessario che deve fare il governo: essere disposto a discutere, ascoltare e accogliere le proposte serie e costruttive. Come si fa in democrazia, e al contrario di come faceva Berlusconi. E’ quella la prima discontinuità necessaria.

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