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Digressione

Cara Severino, se c’è un ingorgo fai il vigile

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severino Cara Severino, se cè un ingorgo fai il vigileIeri a Milano, al dibattito sui vent’anni dall’inizio dell’inchiesta Mani pulite al quale partecipavamo io, Marco Travaglio, il sindaco Giuliano Pisapia, Leoluca Orlando e Bruno Tabacci, sono arrivati talmente tanti cittadini che il teatro Elfo Puccini non è bastato a contenerli tutti. Anche la Rete ha faticato a tenere in piedi i contatti con tutti quelli che hanno seguito per due ore l’incontro in diretta streaming. Erano molti più del previsto, e i nostri tecnici si sono prodigati per farci stare tutti.
Questa incredibile partecipazione spontanea dei cittadini conferma quello che noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre pensato, e cioè che gli italiani sono molto più avanti della loro classe politica. Sono molto più seri, onesti  e decisi a combattere veramente la corruzione che, come provano i dati diffusi ultimamente, è il vero cancro che sta divorando dall’interno la nostra economia. La verità, se vogliamo dirla tutta, è che i cittadini italiani non si meritano questa classe dirigente, politica e spesso anche imprenditoriale, che è insieme inetta e corrotta.
Non è colpa degli italiani, ma di chi li malgoverna, se vent’anni dopo tangentopoli la situazione invece di migliorare è peggiorata. Allora c’era da estirpare un tumore concentrato, oggi le metastasi sono ovunque. Allora si aveva almeno il coraggio di chiamare la malattia con il suo nome. Oggi facciamo finta che invece di un tumore sia un innocuo brufolone.
Lo ripeto ancora una volta: i mezzi per contrastare la corruzione ci sono. Le nostre proposte sono semplici, efficaci e si possono varare in mezza giornata: divieto di candidatura per i condannati; divieto di assumere cariche pubbliche, a livello nazionale o locale, per gli inquisiti; divieto di partecipare alle gare d’appalto per le aziende condannate per corruzione, ratifica della convenzione internazionale di Strasburgo per la lotta alla corruzione (che giace in Parlamento dal 1999), prevedere l’interruzione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio degli imputati in modo da avere sempre una sentenza di merito che certifichi se un pubblico amministratore è una brava persona o delinquente.
Il ministro Severino ha affermato di voler “ponderare” prima di varare misure contro la corruzione. Io le ho risposto che quando il malato sta morendo, bisogna operare, non perdere tempo.
Oggi il ministro della Giustizia spiega che “c’è un momento di ingorgo istituzionale” e io le rispondo che il vigile è lei, insieme al suo governo. Sono loro che possono sbloccare il traffico della corruzione e ripristinare le regole democrazia.
E allora variamo queste misure, che sono le più urgenti, con la stessa rapidità con cui sono state infilate le mani nelle tasche vuote dei lavoratori e dei pensionati. Poi potremo ponderare ulteriori misure.

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