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Contro gli accordi del sottoscala

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Vi propongo questa mia intervista, pubblicata oggi su Il Fatto Quotidiano. Si parla di legge elettorale e alleanze, e questa è la premessa è questa:  “Lei non mi sentirà attaccare Bersani perché io non sparo sulla Croce rossa. E la Croce rossa assolve una funzione importante. Immagino un Bersani sofferente come San Sebastiano”.

L’inciucione con il Pdl sulle riforme è una lancia più che una freccia.
Nel Pd c’è una segreteria cui faccio salva la buonafede perché ci sono varie anime che lavorano per un centro trasversale, una nuova Dc. Non è facile fare il segretario di una fusione fredda con gli ex dc e i moderati, puoi rimanere bloccato sulle scelte di fondo.

A chi si riferisce: Veltroni, Letta, Franceschini?
Quello che è accaduto con la vicenda Lusi nell’ex Margherita la dice lunga. Nel Pd c’è un partito dell’inciucio che ha votato nel segreto per la responsabilità civile dei magistrati e ha salvato Tedesco. Bersani rischia di fare pure la fine della moglie cornuta.

A furia di rincorrere Casini e il Terzo polo.
Io non ho pregiudizi contro il Terzo polo, prendo atto però che punta a fare l’ago della bilancia di un nuovo sistema, come il Psi di Craxi nella Prima Repubblica. Il Pd s’illude di inseguirlo, ma rimarrà a mani vuote. Tradito. Cornuto, appunto.

Sempre se ci sarà l’Idv nel prossimo Parlamento. Un inciucio a due o a tre potrebbe portare a uno sbarramento elettorale contro voi, la Lega, Sel…
Temo un accordo oscuro che vada in questa direzione, lo ammetto. Perciò ho rifiutato l’invito del Pdl. Io non partecipo a incontri riservati, al chiuso di un albergo o in un sottoscala. Voglio trasparenza, voglio una discussione pubblica prima nella commissione Affari costituzionali poi in Parlamento. Lo so io perché si stanno vedendo senza farsi sentire.

Perché?
Ognuno vuole farsi una legge in base alle sue convenienze. Poi arriva il pacchetto già pronto e la sorpresa per metterci ai margini può spuntare in aula, con un emendamento. Ricordo che sulla legge elettorale il voto è segreto. L’ideale per il partito dell’inciucio.

A quel punto?
Se faranno lo sbarramento, non credo sarà del 10 %. In ogni caso noi ci stiamo già attrezzando per superarlo con una lista civica nazionale fatta da noi, Sel, Rifondazione, i nuovi sindaci e altre formazioni. Però penso che, alla fine, sarà impossibile andare contro lo spirito referendario che vuole il mantenimento del bipolarismo.

Sull’inciucio nel sottoscala: Bersani le ha risposto che anche voi due vi sentite lontano dai riflettori.
È vero, ci sentiamo tutti i giorni, che problema c’è?

Anche oggi?
Non ancora, grazie per avermelo ricordato. Adesso lo chiamo davanti a lei.

Di Pietro prende il telefonino. Sono le 17 e 56. Cerca il numero nella rubrica. Chiama la sua segreteria: “Mi date il numero di Bersani che ho il cellulare nuovo e non lo trovo”. Dopo un po ’ richiamano: “Bersani è in Tunisia? Ah sì me n’ero dimenticato”.

La foto di Vasto resiste negli enti locali.
Non solo, si allarga pure. A Palermo ci sono anche i Verdi e altri. Vede, alle amministrative la foto di Vasto sarà quasi dappertutto, escludendo il Terzo polo. La foto di Vasto è la più omogenea che c’è nel centrosinistra.

L’esatto contrario dell’inciucione di Roma.
Capisce perché riconosco a Bersani la buonafede? Ci sono di mezzo il governo Monti, le anime del Pd e la nuova fase che si sta aprendo. Qui ci ritroveremo il 50 per cento degli attuali ministri ricandidati, a partire da Corrado Passera.

La Dc trasversale, la Grande coalizione.
Ancora non sappiamo come finirà questa fase e perciò resto fermo per il momento. Certo, che questi saranno pure tecnici ma hanno conosciuto il potere e ci hanno preso gusto. Cercheranno di non mollarlo e ritornare.

La maggioranza dell’inciucio ha ancora un anno di legislatura. A parte la legge elettorale?
Ci proveranno ancora sulla giustizia, dopo la responsabilità civile dei magistrati. Ci sono le intercettazioni, gli imputati da salvare. La casta invece di tagliare costi e privilegi della politica impedisce alla Guardia di Finanza di acquisire i conti di Lusi al Senato. E Tedesco sta ancora lì. Più che altro temo gli sponsor di Lusi e Tedesco, quelli che stanno dietro.

Il Pdl detta legge sulla giustizia, sempre.
E parte del Pd è complice. Ma questo non è un Parlamento legittimato a fare una riforma della giustizia. Hanno tutti il conflitto d’interessi: metà sono avvocati, metà imputati. Stavolta non saranno fermati da un’altra Mani Pulite: sarà la gente a rivoltarsi, con i forconi. I cittadini sono incazzati davvero.

L’eterna questione morale.
Io ho sulla coscienza Razzi e Scilipoti, ma è una questione politica. Su quella morale non ho nulla da rimproverarmi, a differenza di tutti gli altri partiti.

L’inciucione porterà Berlusconi al Quirinale?
Il favorito però è Monti.

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