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C’era una volta la scuola pubblica

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scuola pubblica Cera una volta la scuola pubblicaCon la proposta di legge di riforma della scuola, che ha come prima firmataria l’on. Aprea, si mette mano agli organi collegiali delle istituzioni scolastiche e si sostituisce, di fatto, il finanziamento pubblico con i finanziamenti privati, mettendo in discussione l’idea stessa di scuola pubblica. Da qualche giorno stiamo assistendo a una forzatura per accelerarne i tempi di approvazione. E’ gravissimo che stiano cercando di far passare questo provvedimento senza nessun tipo di confronto con la società e, addirittura, impedendo che sia discusso in Aula.

E’ andata così: la Commissione cultura ha approvato il testo e, invece di metterlo all’esame del Parlamento, ha chiesto “il trasferimento in sede legislativa”. E’ una procedura che consente di stringere i tempi di approvazione della legge ma che, secondo il Regolamento della Camera, si deve utilizzare esclusivamente per “progetti di legge riguardanti questioni che non hanno speciale rilevanza di ordine generale”.

Non mi pare che, in questo caso, si possa usare un iter semplificato. Vorrei richiamare l’attenzione sul metodo assolutamente antidemocratico che si sta utilizzando per affrontare una questione che riguarda la collettività tutta. Basta trattare la scuola, un’istituzione dello Stato, come un argomento di secondo ordine! Negli ultimi anni abbiamo già assistito allo scempio effettuato dalla coppia Tremonti-Gelmini, che ha sottratto più di 8 miliardi dalla scuola pubblica, devastando un bene comune a cui una società civile non deve e non può rinunciare.

Continuare a ostacolare o, addirittura impedire il dibattito in Parlamento e tra i cittadini, lasciare che sia una Commissione ristretta a modificare la governance delle scuole pubbliche è un diktat antidemocratico a cui non possiamo sottostare. Per questo, abbiamo chiesto l’intervento del Presidente della Camera Fini.

Intanto, lunedì 2 Aprile, nel corso di un Convegno sulla Cultura ‘Facciamo lavorare la testa’, organizzato dall’IdV, porremo la questione al ministro Profumo, presente alla tavola rotonda. A lui chiederemo di prendere una posizione per ristabilire almeno la regolarità nelle procedure.


45 Commenti a “C’era una volta la scuola pubblica”

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    Operaio marocchino si da’ fuoco a Verona, e’ grave

    Il 27enne, di origine marocchina, si è cosparso di benzina davanti al municipio di Verona

    Nel BELpaese della giustizia, dell’equità, dell’opulenza e della lungimiranza e spirito di abnegazione della casta politica succede anche questo… sempre più spesso. CHE VERGOGNA.

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    L’ho sempre detto che in Parlamento ci sono più ignoranti che zucche in un ettaro (coltivato a zucche). Ora in Commissione cultura ignorano il Regolamento della Camera, o non è così?
    Commissione “cultura” !?!?

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    Ci sono due modi per pagare un debito come il nostro.
    Il primo, quello adottato da sempre dall´Italia, e´svalutare la moneta corrente,in modo da ristrutturare il debito.
    A detta di economisti l´euro dovrebbe essere svalutato del 40% nei paesi dei PIIGS e del 15% in Francia,per poter evitare la recessione e iniziare la ripresa.
    Ma l´Euro e´la moneta che condividiamo anche con i paesi del Nord Europa, che non necessitano di svalutazione, quindi non si tocca.
    Per mantenre una moneta forte con un´economia debole bisogna quindi ridurre i salari e le spese.
    Un governo democratico avrebbe per prima cosa ridotto le spese e i “privilegi” cercando di mantenere gli stipendi minimi al di sopra di un livello minimo di sussistenza.
    Avrebbe dovuto colpire con tasse NON la merce di prima necessita´(cibo e casa) ma il superfluo.
    Auto di grossa cilindrata, vacanze barche etc.
    In grecia si e´fatto quello che sta facendo Monti in Italia.
    Non solo non si e´risolto il problema del debito, ma si sono imposte misure di austerity che hanno colpito principalmente i redditi bassi e quindi diminuito i consumi e non ultimo il prelievo fiscale.
    Si e´arrivati ad una ristrutturazione forzosa del debito, che pero´fatta troppo tardi non portera´alcun miglioramento all´economia.
    Uno stato fallito che e´incastrato con una moneta forte, su cui non ha alcun potere decisionale e´praticamente finito.
    Cio´nonostante si continua imperterriti sulla stessa rotta in Italia.

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    Tonino, quando per anni si lasciano imbesuire gli elettori a suon di TV di regime, negando perfino che li possano influenzare, anzi proclamando che sono un bene insostituibile (se nomino Baffino, non ti viene in mente niente?), e non solo non facendo nulla, ma nemmeno provando a parlare del conflitto d’interessi che si cela dietro quelle del Banano (se cito il governo dei prodi di cui anche tu hai fatto parte, non ti viene in mente niente?), che cosa ti aspetti? Senza contare i giornali di regime che vendono tre copie, quando non le regalano, ma stanno in piedi foraggiati coi soldi dei contribuenti.

    Tonino, quando per anni si lascia che i comunisti liberatori (gli stessi delle compagnie operose) si infliltrino in tutti i gangli della società, dunque anche nelle scuole e, con quelle che privatamente gestiscono, alla faccia della Costituzione mungano lo Stato (che è un maschio, direbbe Flaubert, ma quando si tratta di mugere non si va tanto per il sottile), che cosa ti aspetti?

    Tonino, quando si lascia che a scegliere, e a decidere il destino di certi insegnanti della scuola pubblica (che, se hanno le necessarie entrature, possono anche non avere uno straccio di laurea) siano le curie, fingendo di non vedere, che cosa ti aspetti?

    Tonino, se… e se… (non vado oltre)… non puoi aspettarti altro che quello che accade.

    A proposito, già che ho sfiorato il tema TV all’inizio, che cosa ne è stato della multa comminataci dall’UE a causa della legge Gasparri? Che cosa ci è venuta a costare finora? E stiamo tutt’ora pagando? O questo argomento è top-secret?

    E, sempre in tema di TV e di giornali di regime, dobbiamo ancora andare avanti a sentire dai lacchè al seguito del Giro del Monti, che Obama si è complimentato con il Neosalvatore delle Banche, quando sul sito della Casa Bianca, che riporta integralmente il discorso di Barack, di questi complimenti non c’è traccia?

    Ah, ma guarda caso, durante i complimenti il Neosalvatore non era presente: si era assentato per una telefonata urgente con Fabrizio Banano-Dieci-E-Lode. Dunque se le notizie diffuse sono un po’ difformi dal vero, lui (anzi: Lui) che ne può sapere? Era assente (e non ti ricorda qualcuno che l’ha preceduto?). Al massimo sarà colpa dei suoi lacchè.

    Gli stessi che hanno fatto sapere agli spagnoli, un paio di giorni fa, dei complimenti del nostro (purtroppo) Neosalvatore a “Barbetta” Rajoy, per la sua riforma del lavoro. E infatti già oggi (e non alle calende greche, come usano, quando usano, i sindacati nostrani) la Spagna è bloccata per uno sciopero generale. Non sarà che, come il suo predecessore, anche l’unto da Re Giorgio stia cominciando a portare sfiga?

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    Monti aveva promesso non un governo politico ma di avere un mandato tecnico per fare quadrare soltanto i conti .
    Invece si tocca l’articolo 18 e si tocca la scuola pubblica
    Bisogna allertare gli studenti ,gli insegnanti e le associazioni dei genitori perche’ la questione diventa politico-sociale.
    Monti dimostra di andare molto al di la’ di un mandato da contabile .
    Mentre tutti i sondaggi danno il centro destra in palese minoranza
    il governa opera scelte liberali di estema destra senza averne il mandato popolare .
    La piazza e’ l’unico luogo dove andare a protestare perche’ e’ inutile bruciarsi vivi .si deve avere invece il coraggio di protestare il proprio dissenso nella pubblica piazza .
    il dibattito parlamentare non esiste piu’.
    Il governo non e’ stato eletto dal popolo ma e’ un governo del Presidente Napolitano anche lui non eletto direttamente dal popolo .
    La democrazia in Italia e’ sospesa e questo e’ un pericolo per l’intera democrazia europea che potrebbe prendere ad esempio questo sistema destrorso anti-democratico.
    Ora che le tasse sono state raddoppiate si vada ad elezioni democratiche
    per ristabilire che senza investitura popolare non si puo’ e non si deve governare.
    Monti la finisca di fare passare il messaggio che la sua e’ un’investitura per sondaggio popolare perche’ queste dichiarazioni sono dichiarazioni da gerarca fascista .deve avere rispetto delle istituzioni democratiche e comprendere che al momento egli e’ soltanto un intruso e che l’Europa non si sogni nemmeno di adottare il sistema Monti perche’ di Hitler in Europa ne abbiamo gia’ avuto uno e ci e’ bastato .

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    Chip En Sai marzo 29th, 2012 alle 13:45

    Promessa del fuoco
    scalda assai poco!
    .-|||

    Color che di promessa si fidaron
    a patir gelo eterno si trovaron

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    A quanto pare ABC vuole al più presto riformare la legge elettorale onde prevenire il defauld della partitocrazia nel 2013 il che, sarebbe un guaio molto serio per loro e i loro accoliti che in ogni caso godrebbero di un esilio dorato. Ma il mostro non è ancora sconfitto, infatti nel chiuso delle loro stanze stanno barattando il porcellum con un altro tipo di regime, quello OLIGARCHICO-PROPORZIONALISTA, mentre le Stelle Istituzionali e Costituzionali come sempre stanno a guardare. Ovviamente i fatti che coinvolgono la società vera possono riguardare al massimo qualche rigo della cronaca quotidiana per poi lasciarla cadere subito dopo nell’oblio dell’indifferenza, ma se in soli due giorni si danno fuoco due persone qualcosa vorrà pur dire, o NO!, per non parlare poi dei tantissimi suicidi che stanno segnando con le loro lapidi il cammino tortuoso e nefasto degli ultimi 20 anni di politica economica e sociale.

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    Francesco Fazio, 29 marzo 2012, 14:32
    Monti la finisca di fare passare il messaggio che la sua e’ un’investitura per sondaggio popolare perche’ queste dichiarazioni sono dichiarazioni da gerarca fascista

    E infatti il Parlamento è già un’aula grigia e… muta (che non parla più: vota solo le fiducie). E spesso, e qui senza bisogno che ce lo riduca il Neosalvatore, ricorda un bivacco di manipoli.

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    Mentre noi commentiamo le parole dell’Onorevole Di Pietro il diffirenziale (usiamo i termini italiani) del titoli pubblici sta risalendo rapidamente e le quotazioni dei titoli in borsa crollano.
    Non è che la luna di miele della vendita della pella dell’orso fatta da Monti comincia a non convincere più i mercati?
    L’avevo già detto che la manovra salva Italia poteva farla più avanti dando la precedenza alla crescita che abbiamo scoperto che può avvenire solo “con la modifica dell’art.18″. Sono stufo di sentire barzellette.
    Rovesciamo una volta per tutte il tavolo e ricostruiamo la democrazia faccendo piazza pulita di tutti questi politicanti, compreso quelli mascherati da tecnici.

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    Siamo considerati come merce di scambio, valutati anche poco. Li abbiamo abituati noi a questo comportamento, siamo noi che abbiamo permesso tutto.Oggi qualcuno si è svegliato,troppo tardi, perchè ci facciamo ingannare di più. I sindacati, mi ripeto, troppo tardi intervengono con gli scioperi, organizzati studiati manovrati, per un unico scopo,quello di far dimenticare il loro allontanamento dal mondo reale, che mi pare solo Landini sottolinei sempre. Anche la politica, in questo caso il PD, si accorge del pericolo elettorale e, solo per questo ora ,Bersani, grida all’allarme art.18. L’On. Di Pietro, ogno giorno, martella il blog, giustamente, su argomenti importanti, Fornero, Severino, A B C , manfrine, Scuola Pubblica, anche Lui Art.18 ma, io sarei più tranquilla se si discutsse e si facesse di più per la corruzione ,non dimenticandomi che il PD aveva approvato una linea abbastanza grigia che riguardava la legge sul reato di concussione, poi, evidentemente un fulmine ha colpito Bersani e il PD è tornato indietro ma, molti se lo ricordano. Concussione/Corruzione il PD ne ha da salvare..Questi vivono sulla nostra pelle, che siamo ancora vivi ma, quanti morti in questi mesi hanno urlato giustizia?Loro li hanno ascoltati?

    PS.@Sante
    Un saluto

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    USCIRE DALL’EURO ? DAL DIRE AL FARE c’è di mezzo il mare, come al solito…

    1. I trattati europei considerano ”irrevocabile” l’adozione della moneta unica. Secondo alcuni giuristi questa irrevocabilità invaliderebbe quanto previsto invece dall’art. 50 del Trattato di Lisbona, cioè che uno Stato membro possa volontariamente uscire dall’Unione Europea, perché questo comporterebbe l’uscita dalla moneta unica. Sarebbe necessario un’ accordo preventivo per la modifica dei Trattati, vale a dire una lunga trattativa dall’esito incerto.

    2 Quali sarebbero le conseguenze del ritorno alla moneta nazionale, ad esempio, la Lira per l’Italia ?. Tutto l’attuale debito sovrano in Euro si trasformerebbe in un debito in valuta estera e sarebbe, quindi, convertito in valuta nazionale, come del resto tutti i depositi bancari. La conversione in una valuta più debole di quella in cui il debito è stato contratto equivale a un default conclamato ed irreversibile: le banche dovrebbero essere chiuse almeno qualche settimana per effettuare la conversione e scongiurare la fuga del denaro dei correntisti. Tuttavia sarebbe impossibile impedire che le avvisaglie dell’operazione si diffondano…. probabilmente i depositanti e gli investitori avrebbero il tempo di vendere i titoli del debito in loro possesso con il risultato di anticipare il fallimento del Paese già PRIMA dell’uscita dall’Euro.

    3. La svalutazione conseguente al ritorno della Lira, si attesterebbe secondo gli economisti, tra il 30% e il 60% rispetto all’Euro. E’ pur vero che questo aiuterebbe le esportazioni anche considerando il maggior prezzo di importazione a causa dell’ energia e di altri aggravi, che impatterebbero sul prezzo dei beni esportati…. ma c’è l’altra faccia della medaglia: la quasi certa imposizione di dazi e gabelle per il Paese uscente, il quale non potrebbe più usufruire dei vantaggiosi trattati commerciali vigenti con gli ex-partner europei. Un’ eventualità che potrebbe ANNULLARE i declamati vantaggi che ci si aspetta da una svalutazione competitiva.

    :wink:

    L’uscita dall’Euro dell’Italia sarebbe una via Crucis forse più pesante del futuro che ci attende, a meno che non si verifichi in accordo programmato e simultaneo con altri Paesi della zona Mediterranea per ammortizzare i colpi di ritorno… Mi riferisco all’ipotesi di un Euro a due velocità che potrebbe evitare lo strangolamento degli Stati più deboli e limitare l’impatto dell’uscita dalla moneta unica. Concludo sottolineando che il costo immediato e solitario del ritorno alla Lira nazionale ci costerebbe fra i 9.500 e gli 11500 euroz a cranio più un ”fisso” di altrettanti 3/4mila per gli anni successivi. Non è così semplice e indolore come sostengono i fautori della MMT ! :o

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    E infatti il Parlamento è già un’aula grigia e… muta (che non parla più: vota solo le fiducie). E spesso, e qui senza bisogno che ce lo riduca il Neosalvatore, ricorda un bivacco di manipoli.

    @ Gian Carlo

    La storia insegna……dopo essersi spinti al punto tale da aver osato espugnare il fortino e aver dato luogo a “bivacchi” con relativi bagordi ed eccessi da parte della soldataglia, ai manipoli non restano poi che due vie d’uscita:
    si può abbandonare il campo e svanire nel nulla perdendoci la faccia e i privilegi e forse anche qualche anno in galera – o conquistare e far proprio tutto il palazzo….. Siamo, purtroppo, giunti nuovamente a questo bivio.

    Questi “incontri trilaterali” non ne sono che la conferma….

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    Buonasera a tutti i naviganti. Caro Francesco Fazio, ratio est tecum, il profesur non è stato di certo investito dal popolo; purtroppo però le leggi permettono che egli stia a Palazzo Chigi e che possa lanciare quei proclami che abbiamo sentito e che non hanno nulla da invidiare a quelli del bananissimo predecessore. Guvern tecnic dei miei quaian dico pure io, chè politico è e tra i peggiori che abbiamo avuto dal dopoguerra, debole con i forti e forte con i deboli, et sine dubio un ausilio per far rifiatar padronbanano, come anche Orazio Nelson dice giustamente. Ma basterebbe che il pidì si levasse dalla maggioranza che appoggia questo esecutivo a far cadere lo stesso a terra: ma ciò non fa, come sappiamo. Hoc praemisso faccio una considerazione: in linea teorica, non mi stupisco se il banano appoggia il governo del profesur de Vares, e in fin di conti nemmeno dell’ausilio terzopolista; quello che sa di presa per i fondelli è l’aiuto appunto fornito al premier da quello che dovrebbe essere il maggior partito d’opposizione. Ma lo stesso è appiattito su posizioni dovute, a mio parere, alla non volontà di prendersi determinate responsabilità: non vuole governare, evidentemente, e ciò non mi stupisce neanche un poco. Meglio quindi addossare il fardello ad altri, e poco importa se gli stessi fanno manovre che vanno inevitabilmente a colpire il popolo, lasciando immutata la facoltà degli evasori di ladrocinare liberamente, et cetera. Quindi, dal mio punto di vista, io incolpo soprattutto il pidì della situazione attuale, chè per antonomasia il partito non dovrebbe assolutamente appoggiare questa politica che risulta essere disastrosa per il paese. In ogni caso, ha ragione Gian Carlo a quotarti, caro Francesco, e pure Giordano Bruno dice una cosa giusta riguardo ad una legge elettorale che i tre dell’avemario propongono ad criccam, menando ulteriormente per il dedrè il popolo. Av salud. Auguri

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    LO SPREAD SALE? CERTO CHE SALE! OVVIO CHE SALGA!

    La maestra assegna un problema a Pierino, che è in quinta elementare, dicendogli che però, man mano che la difficoltà dei quesiti sale, anch’egli sarà nel frattempo cresciuto, e in possesso d’una una cultura conforme alla difficoltà delle domande.
    Così Pierino ha un compito che finirà, virtualmente, quando starà per avvicinarsi alla laurea!
    Ma ecco di seguito, il testo del problema della maestra, che non ama i gasparri e i la russa della terra.

    Se la Bce presta 1000 miliardi, al tasso dell’1%, al sistema bancario dell’Unione Europea, con lo spread al 7%, e le banche non fanno credito, ma lo impiegano in bot e cct:

    1) Quanto ricaverà, il sistema bancario, se per ipotesi, impiegherà 139 miliardi, per comprar buoni del debito pubblico? (Si dia per ragioni di semplificazione, che lo spread s’identifichi col tasso attivo per le banche: che cioè le banche lucrino il 7%.)

    2) Se la domanda di bot e cct aumenta all’asta del Ministero del Tesoro, che effetti si avranno sullo spread? E dopo aver investito le banche i predetti 139 miliardi in buoni del tesoro, che accadrà alle aste successive?

    3) Se il debito pubblico italiano è di 1900 miliardi, cioè il 120% del PIL annuale, quanti anni occorreranno per azzerare tale debito, considerando che ogni anno lo Stato prelevi, a tal fine, 40 miliardi di euro aggiuntivi, sempre in tasse?

    4) Se lo Stato preleva 40 miliardi di euro in tasse, solo al fine di azzerare il debito pubblico di 1900 miliardi, oltre alle altre tasse per pagarne l’interesse passivo, in che modo ciò influenzerà il PIL e la competitività del sistema economico?

    5) Il candidato ritiene che licenziando i lavoratori con maggiore facilità, si possa assumere di più? Si tratta di un paradosso, di una assurdità, o semplicemente di propaganda… posto che non sia (semplicemente) vero? Se si ritiene che sia un dato di fatto il candidato (al governo monti al posto della fornero?) lo argomenti!

    6) Ricerca: consultare internet per stilare un elenco dei Paesi più indebitati al mondo; e un elenco dei peggiori rapporti Pil/Debito pubblico al mondo;

    7) Spiegare la natura del profitto, nel sistema economico capitalistico; cosa sia, come si formi, “chi2 in ultima analisi, sistemicamente lo paghi, secondo l’ipotesi che si sia a) in un sistema chiuso e b) in un sistema aperto;

    8) Il pierino di turno, spieghi la ratio della “competitività” e dell’”innovazione”; se esista un limite razionale alla competività, e se l’innovazione implichi il monopolio/oligopolio di fatto;

    9) Indicare, dopo una accurata ricerca in rete, quali “economie reali” al mondo abbiano un “mercato”, non condizionato da “cartelli” e monopoli; spiegare chi siano i “mercati” di cui si sente dire spesso dai mass-media;

    10) Fare un ricerca in rete per stabilire chi detenga oggi il debito pubblico italiano.

    (Dopo di che si è pronti per fare il ragionier fantozzi o il capo del “governo tecnico”!)

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    ” Chi” lo storico rotocalco berlusconiano sbandiera a mo’ di trofeo, in copertina, la foto di Elsa Monti, cioè la moglie del ”sobrio” nazionale. Era proprio necessaria questa pagliacciata ? Cioè far vedere agli Italiani che a Berlusconi gliela danno tutte, anche la ”sobria” ? Non pensate a quella ”cosa lì”, per favore, ma ad altri termini di genere femminile: la dignità, la coerenza, la riservatezza… Era proprio così necessario che Monti accettasse di genuflettersi a tal punto da omaggiare la sconcia dinastia di Arcore ? Il giullare di corte, Alfonso Signorini, ha ricevuto le confessioni della ”first lady italiana” che si è ”concessa”con l’approvazione del marito. I Monti si sono ”concessi” al Draculotto, probabilmente per restaurare l’immagine lesa del suo schieramento politico…Non è difficile immaginare quali inciuci dietro le quinte abbiano portato a questo ”scoop” giornalistico….

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    @ St.ron.zio 90:
    La svalutazione e´l´unico modo per poter ripagare il debito.
    Questo verrebbe immediatamente riconvertito in lire.
    La lira sarebbe poi svalutata del 40, 50% il che significherebbe un debito dimezzato.
    Ovviamente lo stato dovrebbe nazionalizzare la Banca d´italia e potrebbe nuovamente stampare moneta A COSTO ZERO.
    Se fossimo rimasti alla lira molto probabilmente sarebbe stato impossibile avere un debito cosi´alto.
    Infatti i tassi di interesse sarebbero stati molto al di sopra dell´euro e non avremmo materialmente potuto indebitarci.
    Questa e´stata la fregatura dei paesi PIIGS.
    Questi,passando da una moneta debole con tassi di interesse alti, sono passati ad una moneta forte con tassi di interesse bassissimo.
    Cioe´avere un debito al 10% era come avere un debito dieci volte tanto al 1%.
    Quando pero´le banche si sono fatte turlupinare dai derivati americani e hanno fraudolentamente investito in titoli tossici, o fallivano (e i correntisti perdevano i soldi) o lo stato si indebitava per ricapitolarizzarle.
    Cosi´da banche in bancarotta siamo passati a stati in bancarotta.
    Ma la cosa non e´semplicemente “successa” e´stata pianificata ai tempi di Prodi, che a mio parere dovrebbe essere impiccato al primo albero, togliendoci la sovranita´monetaria, la sovranita´politica e ora con le “privatizzazioni” tutto quello che abbiamo.

    Io sono sempre dell´idea che la politica dei nostri governanti sia stata cieca e connivente con i criminali.
    Ai ricatti dei mercati (leggi banche) non si risponde pagando, si risponde mandandoli a quel paese.
    Bisognava far fallire le banche e indennizzare i correntisti.
    Quello che hanno fatto e´stato semplicemente posporre questo momento.
    Perche´a questo purtroppo si arrivera´.
    E piu´presto sara´, piu´presto potremo ricominciare.
    Si spera con gente nuova.

    Comunque o avere una moneta forte e guadagnare meno o avere una moneta debole e guadagnare di piu´,le cose cambiano poco.
    Quello che cambia e´che sara´nuovamente conveniente produrre in Italia e i vari Marchionne riapriranno gli stabilimenti.
    Questo e´esattamente quello che la Germania teme, una cina in casa propria.

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    Patrizia B. Ha scritto:

    [...]
    In grecia si e´fatto quello che sta facendo Monti in Italia.
    [...]

    … e che è quello che tanto piace a Frau Merkel!…

    Finalmente l’Europa comincia a realizzare (sic!) il grande sogno unitario che tutto il mondo attende fin dal 1929 (quasi un secolo …) per dare lustro al “Vecchio Continente”: un grande alveare con una sola ape regina e tante, tantissime, devotissime, api operaie.


    Fratelli d’Europa, l’Europa s’è desta, dell’elmo di Bismark s’è cinta la testa …

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    Abbasso la “squola”! All’insegna del motto degli asini e ricordando il Pinocchio di Collodi, il governo dei proff. – guarda la stranezza del destino cinico e baro, avrebbe detto Pietro Nenni buonanima – si appresta all’ennesimo colpo di mano contro i diritti universali e il bene comune dell’istruzione pubblica e della cultura. Non ci sono i soldi, bene: allora via la scuola pubblica e chi vuole un’istruzione per i propri figli se la paghi, nel senso: tiri fuori gli sghei e finanzi mura, luce, servizi, insegnanti, i quali ultimi, nel senso di ultima ruota del carro dell’amministrazione statale, hanno finora beneficiato oltre ogni dire delle munifiche elargizioni loro riservate, a fronte del poco lavoro prodotto, e soprattutto della fin troppo dimenticata derubricazione della funzione di pubblici dipendenti, riservata ormai soltanto, dall’inizio del II millennio, ai presidi-dirigenti (ma stiano attenti anche questi!). Insomma, parrebbe che mr.prof. Monti proprio non riesca a soffrire l’esistenza della Costituzione italiana ed invece che provvedere urgentissimamente a tagliare gli sprechi delle consulenze d’oro, delle auto blu, degli stipendi faraonici, doppi e tripli, ai commis d’etat e loro derivati, all’accumulo di riserve finanziarie da capital gaines, intenda risolvere la recessione del paese facendo della scuola un genere di lusso da riservare a chi si è “meritato” la ricchezza! Da un prof. cresciuto, nel senso di arricchito, grazie alla scuola pubblica italiana, seppur bocconiana, c’era da aspettarsi proprio questo?!

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    leoluca eletto la prima volta consigliere comunale a palermo nel 1980, eletto sindaco nel 1985, si presenta candidato sindaco nel 2012……….ECCO IL NUOVO CHE AVANZA. ECCO A VOI UN ALTRO DINOSAURO CHE RIFIUTA L’ESTINZIONE, ma tuo figlio un posto l’ha trovato? Diamo il posto di leoluca a tuo figlio.

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    @ Patrizia B.:Credo anch’io che la soluzione sarebbe quella di fare fallire le banche !
    Ma mi sovviene un dubbio?
    Il fallimento delle banche come in sud america non getta un alone di discredito su tutto il Paese?
    Non e’ questo forse il motivo per cui negli Stati Uniti lo stato si e’ indebbitato per sostenere le banche anche se cio’ ha reso piu’ poveri i cittadini americani?
    Evidentemente le banche tengono in ostaggio i politici in tutti i paesi.
    Non ti nascondo che se le poste fossero piu’ efficenti allo sportello
    metterei tutto alla posta .
    Forse se dessimo tutti i soldi in custodia allo Stato servendoci delle poste renderemmo Stato e politici piu’ forti ? No so’ dare una risposta certa.

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    @ usuraro monti:
    Per me meglio se sta a Palermo.
    Quanto all’età, è meno “vecchio” di Martone.

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    rosy-bindi e il pd mal sopportano richiami alle loro responsabilità riguardo l’escalation dell’età pensionistica, è noto come la Finlandia ad esempio l’abbia spalmata nell’arco di più di dieci anni,
    forse la situazione imponeva tempi brevi, ma con scelte diverse come una piccola patrimoniale e la rinuncia a qualche commessa di troppo, il partito democratico avrebbe potuto fare gli interessi di un popolo che finge di difendere solo ora, probabilmente sotto la spinta di qualche sondaggio…

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    I tempi sono maturi per la rivoluzione nella presa di coscienza collettiva. Se ne devono tornare a casa i sobri becchini, che ci vogliono condurre per mano, attraverso il gioco della finanza e delle banche, al mattatoio, consenzienti!

    Chi è ancora vivo batta un colpo!

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    Giuste e sacrosante le preoccupazioni di ADP e spero che le rassicurazioni del PDR siano quelle giuste affinché la situazione non precipiti nell’assolutismo come tutto fa pensare. Si dice che la storia dovrebbe aiutarci a non commettere gli stessi errori, tuttavia non solo li rifacciamo, ma li modifichiamo in modo tale da non essere più riconosciuti come tali. Prendiamo la depressione del 29; ebbene, tutti gli economisti intellettualmente onesti e non asserviti sanno che quella crisi fu determinata: a) dalla cattiva distribuzione del reddito; b) dalla cattiva gestione delle aziende; c) dalla cattiva efficienza del sistema bancario; d) eccesso di prestiti a carattere speculativo; e) perseguimento ossessivo del pareggio di bilancio che sappiamo impedisce allo stato di riavviare l’economia. Ma noi italiani abbiamo anche un problema in più, e cioè; la corruzione, l’illegalità, e il mancato aggancio con le democrazie più mature. Suppongo che ADP nell’incontro con il PDR abbia esposto le sue preoccupazioni proprio su queste tematiche, speriamo che trovino ascolto.

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    Macchè parlare di fallimento, è il momento di parlare di ripresa e di argomenti che portino il paese in quella direzione.
    Assodato che il Monti non intende conseguire la ripresa, ma finire il lavoro sporco e massacrante del berlusconismo, sarebbe il momento di ritornare alle urne.
    Purtroppo non c’è un leader affidabile, uno che esprima concetti condivisibili orientati verso la ripresa: Bersani tentenna, intorno a lui ci sono soltanto pecore e poiane; Tonino si impenna, a fidarsi ciecamente dei propri consiglieri si finisce col passare per ciechi; Casini è il classico democristiano casinista d’altri tempi; Vendola sarebbe l’unico ad esprimere idee progressiste che prescindano dall’area di appartenenza, ma è solo come un cane.
    Tornando agli argomenti che prospettino la ripresa io parto dalla considerazione che le aziende “sane” che producono beni di Qualità non sono in crisi, forse vendono di meno in Italia, ma esportano, perchè la merce Buona viene sempre apprezzata. Pertanto io, fossi allo sviluppo, punterei su centri di assistenza e controllo della qualità: assistenza per evitare che la qualità sia frutto di improvvisazione e controllo per evitare che la qualità sia frutto bacato di autocertificazione.
    (spiego il concetto di “sano”: la Parmalat era andata a ramengo perchè aveva una dirigenza dissennata, è stata recuperata grazie al livello di qualità delle sue produzioni).
    In merito al problema SCUOLA io non condivido in partenza chi la considera innanzitutto un’opportunità di lavoro o semplicemente, di stipendio.

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    Se lo stato sociale, si basa sulle tasse dei cittadini, e se le tasse in questo paese le pagano all’80% i Lavoratori, e se i Lavoratori perdono il lavoro e le tasse diminuiscono (i grandi evasori, sanno come gabbare il fisco) ecco che la scuola pubblica, dipendente dalla salute dello stato sociale, fa le…bizze.
    Gira e rigira, il problema sta sempre lì…la lotta di classe, che viene perpetuata dalla ricca borghesia, al neoproletariato e ceto medio oramai proletarizzatosi. E tanti saluti.

    P.S. per Alberto Ragazzi

    Egr. signore, le avevo scritto un commento di risposta, ma il suo silenzio, è piuttosto assordante. E poi predicate fantomatiche lotte, e non riuscite nemmeno ad impegnarvi in una discussione internettiana.
    Saluti.

    http://bentornatabandierarossa.blogspot.it/2012/03/il-governo-della-decrescita-infelice-e.html

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    Formigoni e la grecia: chi ce lo spiega?

    I giornali hanno detto che la regione lombardia sta cercando di farsi cambiare 1 miliardo di euro in buoni del debito greco

    Formigoni fa sapere che è tutto ok

    Io non capisco come la regione lombardia possa avere quei buoni

    Se per fare le opere non ci sono i soldi, dove li ha trovati formigoni per darli alla grecia?

    Ma soprattutto perché li ha comprati?

    Un’altra l’hanno detta ieri mattina

    Il calcio è messo male, pochi spettatori allo stadio che risultano occupati per il 10% della loro capacità

    Ma siccome sono obsoleti, si pensa di interessare il governo per farne costruire una ventina di nuovi.
    quelli con il supermercato dentro, per la gioia dei committenti.

    Naturalmente il finanziamento se c’è il governo, è pubblico, ma viene giusto pensare che l‘opera finita sarà delle squadre, secondo la moda economica attuale.

    È stato detto anche che si fa questo per dare lavoro al popolo che in questo momento ne ha bisogno.

    Della serie il popolo lavora e io guadagno, eh si è, mi daranno anche il voto che gli ho trovato da lavorare. Sono bravo, anzi, intelligente.

    Ci si potrà chiedere perché con quei soldi non si costruiscono, per esempio qui in lombardia, i ponti sui fiumi e le circonvallazioni cittadine, dato che le strade ora passano tutte per i paesi, costringendo il traffico provinciale o statale ad sostare ai semafori, in colonna per ore, per attraversarli?

    Che è poi quello che avrebbe dovuto fare formigoni con i soldi dati alla grecia?

    Com’è questa storia, i comuni non danno soldi ai fornitori, dittarelle, per il patto di stabilità e formigoni compra i bot greci?

    Gli artigiani si danno fuoco che non li paga più nessuno e formigoni con quei soldi compra i bond greci?

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    viste e riviste

    ” …. lo storico rotocalco berlusconiano sbandiera a mo’ di trofeo, in copertina, la foto di Elsa Monti, cioè la moglie del ”sobrio” nazionale. Era proprio necessaria questa pagliacciata ? … “
    St.ron.zio 90 marzo 29th, 2012 alle 19:09

    Gli italiani piangono ma sono tutti attratti dal mondo dello spettacolo e della finanza.

    Non possono stare senza quel tipo di informazione

    È come la droga. Mai lasciarli in astinenza.

    E i maschi, dal calcio

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    le banche e la posta

    ” … Forse se dessimo tutti i soldi in custodia allo Stato servendoci delle poste renderemmo Stato e politici piu’ forti ? No so’ dare una risposta certa.”
    FRANCESCO FAZIO marzo 29th, 2012 alle 21:04

    le poste italiane non esistono più

    adesso c’è la deutche bank

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    a scuola con i conti dello stato
    in miliardi di euro

    debito pubblico di € 1’900 pari al 120% del pil prodotto interno lordo
    € 1’900 : 1,2 = € 1’584 il prodotto interno lordo

    le tasse pari al 45% del pil
    € 1’584 x 45 : 100 = € 713 tasse incassate

    costo dello stato
    € 713 – € 90 interessi sul debito pubblico = € 623 costo della pubblica amministrazione e dei servizi al cittadino, servizi ?

    manifatturato interno netto
    € 1’584 – € 713 = € 871 manifatturato interno netto

    con questi chiari di luna arriverà a € 800 miliardi ?

    però il cittadino tira fuori soldi per la pubblica amministrazione che usa quel denaro per acquistare il debito ricavandone un profitto indubbiamente personale

    le casse dello stato sono un secchio con i buchi, il cittadino continua a riempire ma quello perde sempre di più, mano a mano che si alza il livello.
    in pratica non si riempie mai che chi lo fa riempiere non tura mai i buchi: non ne ha interesse.

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    BASTA GIOVANI SFRUTTATI….

    Venissero da una persona estranea alla politica e inconsapevole degli intrecci perversi fra partiti, sindacati, confindustria, speculatori della manodopera e cricche saccheggiatrici della cosa pubblica, queste parole potrebbero anche suscitare un effetto di simpatia e di condivisione, visto da che pulpito arrivano e la sostanziale veridicità della cosa.

    Da una persona che è stata coinvolta nelle vicissitudini più complesse, per non dire oscure, della politica italiana negli ultimi 50 anni o giù di lì e che ha ricoperto e ricopre tuttora posizioni istituzionali di primissimo piano, l’esternazione si rivela – purtroppo – in tutta la sua inconsistenza, una boutade, una iniziativa di “distrazione di massa”, se non altro per la sua gigionesca semplicità e superficialità, se paragonata alla serietà e capillarità del malessere causato in buona parte dalle stesse politiche irrazionali di governi impresentabili. Una frase che bonariamente potrebbe pronunciare un nonno di famiglia, ma che mal si addice ad un Presidente con delle responsabilità ben precise, come l’aver deciso di formare un governo “tecnico” qualche mese fa e non molto prima, quando forse si poteva salvare qualcosa, o non affatto.

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    NON E’ UN PAESE PER VECCHI (farmacisti)

    Sto pensando a tutte le cose che potrei fare in alternativa a quella di dirigere una farmacia che, in virtù della Legge 1-2012 sulle famigerate liberalizzazioni, varata da questo nobile consesso di professori da cui ci onoriamo di essere governati, mi è definitivamente preclusa per raggiunti limiti di età. Ho infatti 68 anni e fruisco di pensione dall’ ENPAF che ammonta in cedola di febbraio 2012 a lorde € 519,83 di cui nette € 384,55. A questo punto della mia vita so per certo cosa non posso più fare. Ma ho ancora sufficienti convinzione e presunzione di essere in grado di assolvere egregiamente a lavori, mansioni o compiti nelle più varie competenze.
    Potrei per esempio fare il Presidente della Repubblica, avendo 19 anni di meno di Napolitano, e rifiutarmi di firmare una Legge iniqua, incongruente e fortemente discriminatrice come quella sulle liberalizzazioni. Oppure potrei fare il Presidente del Consiglio, essendo coetaneo dell’attuale Mario Monti, e valutare con attenzione, ma anche con l’umiltà di un Cincinnato più che con l’alterigia di un professore, le criticità della società italiana, sia le croniche che quelle ereditate da scellerate amministrazioni precedenti. Potrei, per esempio, battermi per la reintroduzione del reato del falso in bilancio, in modo da riconsegnare all’Estero l’immagine delle nostre aziende, quotate in borsa, senza l’ombra di un seppur minimo vizio di alterazione truffaldina o di intrusione camorristico/mafiosa.
    Potrei, poi, valutare le risorse culturali, artistiche e archeologiche del paese come una risorsa inestimabile da far invidia ai paesi maggiori produttori di materie prime. Nessuna nazione al mondo vanta un’estensione così vasta di coste e di bellezze naturali affacciate sul mare. Considerato, inoltre, come in nessuna nazione al mondo un patrimonio così ricco di tesori artistici e archeologici sia stato trascurato e abbandonato nel degrado più vergognoso, dedicherei ogni mio sforzo per il recupero, la conservazione e la rivalutazione massima di ogni sito di interesse turistico creando una gigantesca opportunità di lavoro. Non rimarrebbe che staccare i biglietti d’ingesso alle nostre frontiere.

    E, nella assoluta certezza di non essere condizionato né ricattato da alcuna parte politica rivolgerei ogni mio sforzo, infine, per individuare e tentare di risolvere i veri, atavici e cronici problemi che hanno messo in ginocchio il nostro paese oscurandone l’immagine in Europa e nel mondo.
    Considererei prioritaria, per esempio, l’attenzione sull’evasione fiscale più che sull’ art. 18, di cui si dibatte da quattro mesi, o sulla corruzione più che sui tassisti, farmacisti e panificatori, che sono difficilmente individuabili quali maggiori responsabili della mancata crescita del PIL o dell’oscillazione dello Spread.
    Ma forse sto solo sognando.
    Sogno di abitare in un paese normale, in una società normale, dove la soluzione dei problemi mi appare semplice e normale, non complicata dal conflitto d’interessi dei vari politici di turno, rivelatisi del tutto inadeguati al compito cui sono stati nominati e non eletti.
    Mi piace comunque pensare di non essere solo in questo sogno e ne ho la piena convinzione sfogliando le oltre trecento firme di clienti della farmacia, in cui lavoro, che nel loro garbato, commovente silenzio, senza alcuna sollecitazione, hanno voluto manifestare la loro solidarietà al loro farmacista cui sono legati da stima e fiducia profonde consolidate negli anni in una condivisione di seri problemi di salute e della loro risoluzione.

    Pier luigi maria pagnoni

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    ho una figlia 18enne a cui ho consigliato 5 anni fa di sciegliere il mio liceo:che delusione! la scuola è peggiorata tanto.ho provato a impegnarmi nel consiglio d’istituto ma è tutto irrecuperabile.prof demotivati,casse scolastiche vuote,e poi togliere geografia ai licei,ragazzi che con internet comunicano in ogni parte del mondo,in realtà non conoscono geograficamente nè la propria nazione,nè il resto del mondo.così formiamo la società del futuro,ai politici fa piacere avere gente ignorante: nessuna opposizione.

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    Stamattina sono stata in Polonia con mio marito per comperare della vernice e altri utensli utili per lui.
    TUTTO costa molto meno, anche se in Polonia l´IVA e´al 23%

    Ci sono code di tedeschi lunghe kilometri, praticamente in quelle citta´di confine vivono sui tedeschi!
    10 kg. di patate e 10Kg. di carote costano 1 euro!!!!
    Abbiamo fatto anche il pieno di benzina e abbiamo risparmiato 20 euro.

    Non ho potuto far altro che chiedermi se in Italia invece degli euro avessimo le lire (in polonia hanno gli sloti) quanti austriaci, francesi, svizzeri verrebbero in Italia?
    Di quanto aumenterebbero le nostre esportazioni? E il turismo?

    Una svalutazione sarebbe veramente l´unico modo EQUO per risanare le casse dello stato.
    TUTTI gli stipendi e le entrate sarebbero ridimensonate e chi ha di piu´pagherebbe di piu´.
    Ma le BANCHE i grossi INDUSTRIALI I POLITICI sarebbero quelli che perderebbero di piu´…questo e´ilmotivo per cui sono tanto solerti a impedirlo…

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    Tutto fa scuola!

    Gli esodati, come tonni alla mattanza, spinti nella camera della morte.

    Perché la Fornero, Camusso, Angeletti, Bonanni, Bersani, Damiano, Bindi e soci, han messo, nell’ordine, prima la riforma delle pensioni, la riforma del lavoro, e poi la mattanza degli esodati?
    Perché viene prima il dovere, e poi il piacere!

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    signor
    G G M marzo 30th, 2012 alle 01:18

    ha avuto da fare ma le ho risposto di là

    grazie mille

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    altra lezione di economia

    percentuale degli interessi del debito sulle tasse pagate
    mld € 713 tasse allo stato x 100 : € 90 interessi sul debito = 12,6%

    ovvero ogni 100 € di tasse pagate 12,6 € servono per pagare gli interessi del debito che non viene ridotto ma può anche aumentare, come di solito avviene

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    alberto ragazzi, 30 marzo 2012, 01:59
    Ci si potrà chiedere perché con quei soldi non si costruiscono, per esempio qui in lombardia, i ponti sui fiumi e le circonvallazioni cittadine, dato che le strade ora passano tutte per i paesi, costringendo il traffico provinciale o statale ad sostare ai semafori, in colonna per ore, per attraversarli?

    Perché, ad esempio, qui in Lombardia si costruiscono le rotonde più impensabili. Ne ho visto una con l’aiola dal diametro di circa un metro e mezzo, decine completamente decentrate, tanto che molti automobilisti le percorrono al contrario, altre in cui quando entri ti trovi di fronte chi proviene dal verso opposto, addirittura una in cui si immette una sola strada (le previdenti amministrazioni pensano anche al futuro), una recintata da un muro in cui una volta si è incastrato un TIR.

    E quasi tutte sembrano orti botanici. Ne ho visto anche con piante grasse e palmizi, specie che notoriamente qui in Lombardia d’inverno col gelo ci stanno proprio bene.

    Chissà cosa sono costate e costano in manutenzione.

    Ma tanto paga la comunità. Anche per quelle inutili e per quelle dannose. Penso male a immaginare che anche per queste ultime due categorie, visto che la comunità ci perde in tutti i sensi, ci sia qualcuno che ci guadagna?

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    L’EURO E’ UNA TRUFFA?

    Secondo il vicepresidente della Commissione europea Olli Rehn l’Euro appartiene alle banche e non ai cittadini. Significa che gli europei hanno rinunciato in massa alla sovranità monetaria. Se riconquistarla, per ora sembra difficile, ciò che possiamo fare è limitare di molto l’influenza del denaro sulle nostre vite, limitando così il potere di chi lo emette.

    L’euro di chi è? Questa domanda tormentava Giacinto Auriti, professore di diritto e saggista, fra i fondatori della facoltà di diritto dell’università di Teramo. “Nel trattato di Maastricht non v’è una riga che spieghi a chi appartiene l’euro” spiegava il professore scomparso nel 2006.

    “Se ci verrà detto che appartiene i popoli, e che la Bce si arroga solamente il diritto di stamparlo, questo potrebbe essere accettabile, ma se ci viene detto che appartiene alla Bce sarà una truffa colossale”. Oggi ne sappiamo un po’ di più, purtroppo.

    Il merito è di due discussi europarlamentari italiani, Mario Borghezio e Marco Scurria. Già, lo stesso Borghezio che girava per i treni a disinfettare i sedili sui quali sedevano gli immigrati, che in gioventù apparteneva al movimento di estrema destra Jeune Europe, mentre Scurria fu presidente del Fronte della gioventù (Msi).

    È un peccato che tematiche tanto importanti siano da sempre state relegate alle frange più estreme, xenofobe, violente della politica, portate avanti da personaggi così poveri politicamente e intellettualmente.

    Le parti politiche più vicine ai temi dell’uguaglianza e della giustizia sociale, dei diritti universali hanno la colpa storica di aver tralasciato una serie di questioni pratiche (su tutte la riflessione sull’emissione della moneta) che impediscono nei fatti l’applicazione di tutte le politiche che auspicano.

    Mesi fa Borghezio aveva chiesto per iscritto, con la prima interrogazione parlamentare sulla proprietà giuridica dell’euro, a chi apparteneva la moneta. Olli Rehn, vicepresidente della Commissione europea, aveva risposto che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.

    Dunque la proprietà della moneta è in prima istanza dell’Eurosistema, CHE ALTRO NON È CHE L’INSIEME DELLA BCE E DELLE BANCHE CENTRALI NAZIONALI.

    LA MONETA DIVENTA DEI CITTADINI SOLO IN SEGUITO AD UN PRESTITO DA PARTE DELLA BANCA.

    Così Scurria, dando voce alle perplessità palesate anni prima dal prof. Auriti, aveva preso spunto dal collega per chiedere alla commissione di “chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione”.

    Olli Rehn aveva allora fatto riferimento all’articolo 128 comma 1 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, che recita : “LA BANCA CENTRALE EUROPEA HA IL DIRITTO ESCLUSIVO DI AUTORIZZARE L’EMISSIONE DI BANCONOTE IN EURO ALL’INTERNO DELL’UNIONE. LA BANCA CENTRALE EUROPEA E LE BANCHE CENTRALI NAZIONALI POSSONO EMETTERE BANCONOTE. LE BANCONOTE EMESSE DALLA BANCA CENTRALE EUROPEA E DALLE BANCHE CENTRALI NAZIONALI COSTITUISCONO LE UNICHE BANCONOTE AVENTI CORSO LEGALE NELL’UNIONE.”

    Nell’articolo in questione quindi, non c’è alcun accenno alla proprietà della moneta. La questione relativa alla proprietà dell’euro assume tutte le sembianze di una truffa.

    Infatti, in assenza di una specifica legislazione sarebbe più logico ritenere che la proprietà della moneta appartenga ai popoli visto che sono loro ad attribuirgli valore, riconoscendola.

    Auriti illustrava questo concetto con l’esempio dell’isola deserta: se un banchiere va su un’isola deserta e stampa moneta, quella moneta non avrà valore.

    Inoltre la Bce non possiede in precedenza i soldi che presta, ma li crea nell’atto stesso di prestarli (ragion per cui ha poco fondamento la risposta di Rehn, che parla di due momenti distinti, emissione e addebitamento).

    Ma perché è così importante a chi appartiene la moneta?

    Innanzitutto perché l’atto di prestare è una prerogativa del proprietario. La Bce e le banche centrali ci possono “prestare” i soldi (dunque applicarci un interesse) solo se è appurato che esse ne sono proprietarie, mentre se già ci appartengono e loro si limitano a stamparli si dovrebbero limitare ad elargirli.

    Ma questo, vale anche per i paesi non appartenenti all’euro ma che comunque hanno banche centrali private che lucrano sull’emissione della moneta. È vero.

    Ma a peggiorare la nostra condizione vi è il fatto che non abbiamo, come stato membro dell’Ue, alcuna forma di controllo sull’emissione della stessa.

    NEGLI ANNI ABBIAMO PERSO, SENZA RENDERCENE NEPPURE CONTO, LA NOSTRA SOVRANITÀ MONETARIA.

    Un primo passo fu fatto nel 1981, quando si consumò lo storico divorzio fra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia.

    Da allora la banca centrale italiana non fu più costretta a stampare moneta su richiesta dello stato per soddisfarne il fabbisogno, e l’Italia dovette mettere i propri titoli sul mercato finanziario.

    Bankitalia restava comunque un prestatore privilegiato. Adesso, con l’avvento dell’euro, non esiste più alcun prestatore di prima istanza privilegiato.

    È la Bce che, secondo l’interpretazione che la vede proprietaria della moneta, decide quanta prestarne e quando.

    Ora, è evidente che abbiamo a che fare con poteri talmente forti che pensare di sconfiggerli, di cambiare il sistema intervenendo su di essi, è almeno azzardato.

    E spesso essere a conoscenza di truffe ed inganni di tale portata ha l’effetto contrario a quello che ci si auspica: INDUCE ALLO SCONFORTO, GENERA UNA SENSAZIONE DI IMPOTENZA, DI PAURA, IMPARITÀ, CI FA APPARIRE DI COLPO INUTILE OGNI POSSIBILE AZIONE.

    Ma c’è qualcosa che possiamo fare, ed è molto più semplice di quanto pensiamo. Chiediamoci, perché chi emette moneta ha questo potere enorme su di noi?

    Semplicemente perché abbiamo permesso al denaro, che un tempo, nelle economie meno “sviluppate” aveva un ruolo relativamente marginale, e serviva solo a facilitare gli scambi laddove il baratto era impossibile, di penetrare a fondo nel tessuto sociale, e di regolare una serie crescente di fattori, finanche i rapporti sociali.

    Oggi il “libero flusso di denaro”, vero e proprio slogan delle economie di mercato (soprattutto nell’accezione neoliberista), regola ogni aspetto della nostra vita. Ogni cosa che abbia valore deve essere quantificabile in denaro e di conseguenza il denaro stesso è diventato, da strumento utile a misurare la ricchezza, un valore. Si capisce quindi come in una società del genere chi controlla l’emissione di denaro CONTROLLA OGNI ASPETTO DELLA NOSTRA VITA.

    QUESTO POTERE PUÒ ESSERE FORTEMENTE LIMITATO SE SCEGLIAMO DI LIMITARE IL RAGGIO D’AZIONE DEL DENARO.

    Ricreare un sistema alternativo che parta da noi, da chi ci sta intorno, dalla rete di rapporti solidali sul nostro territorio è il modo migliore per combattere una battaglia che altrimenti rischia di essere persa in partenza.

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    Se riescono a deresponsabilizzare gli organi collegiali il loro disegno si completa.
    Onorevole Di Pietro forse è giunto il momento, anzi credo siamo in ritardo, “di far suonare le nostre campane” indipendentemente dal volere di un certo clero.

    Grazie

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    @ Red Passion

    “il denaro stesso è diventato, da strumento utile a misurare la ricchezza, un valore.”

    Ed e´questa la truffa.
    Il denaro, quando fu inventato, era la cambiale che permetteva al “portatore” il riscatto del suo equivalente in oro.
    Non aveva valore intrinseco, era un pezzo di carta che rappresentava un certo quantitativo di oro per facilitare i pagamenti.
    Se tu avevi un kg. di oro o lo spendevi tutto o lo dovevi dividere in pezzi.
    Cosa non sempre fattibile.
    la carta puo´rappresentare ogni quantita´.
    La prima truffa e´stata la riserva frazionaria.
    Cioe´il consentire a un banchiere in possesso di una certa quantitá di oro di emettere carta moneta per un valore dieci volte superiore a quello che possedeva.
    Per ogni kg. di oro ne prestava dieci (dietro pagamento di interessi) facendo ovviamente guadagni enormi.
    E forse e´da questo che la carta moneta ha iniziato ad essere usata fraudolentamente.
    Il passo successivo e´il denaro “fiat” cioe´non legato a nulla.
    E´pura carta a cui chi la stampa da´un certo valore.
    In una nazione dovrebbe rappresentare l´insieme di prodotti e servizi che la nazione produce.
    Dovrebbe essere la mera rappresentazione del valore ad es di un kg. di carne o di un´ora lavorativa.
    Questo per facilitare gli scambi.
    Se io ho 100 euro e´come se avessi 10 kg. di carne che posso scambiare con 100 kg.di mele.
    Il Giappone per anni ha avuto un´economia brillante, grazie anche al fatto che la banca centrale stampava carta moneta corrispondente al prodotto interno.
    Ma anche un bambino capisce che lasciare nelle mani di qualcuno la facolta´di stampare moneta e´come dargli poteri assoluti.
    Ed e´molto probabile che questo qualcuno ne tragga i voluti vantaggi.
    Si e´cominciato a truffare poco,poi il poco e´cresciuto.
    Ora siamo arrivati al punto che la quantita´di moneta circolante non ha ALCUN riferimento con la realta´, anzi, la carta e´diventata una merce con valore proprio che produce altra carta che si somma ad altra carta etc. tutto nelle mani di pochi che in questo modo possono a piacere distruggere l´economia e la vita di milioni di persone, senza che questi milioni ne capiscano qualcosa.
    Penso che fosse Rotschild (o Rockelfeller che e´lo stesso) a dire: datemi la facolta´di stampare denaro e non mi importera´di chi governa uno stato.
    Dicono che Soros in una cena a base di filet mignon ha deciso che il giorno seguente avrebbe causato il default della Grecia.
    Lo stesso qualche anno prima aveva causato la svalutazione della Sterlina con un feroce attacco monetario alla Banca d´Inghilterra.
    Se non avessimo Monti, ex Goldman Sachs che e´il paravento di Rotschild l´Italia sarebbe gia´fallita (e sarebbe stato meglio).

    Quindi la risposta:
    L´euro non dovrebbe appartenere a nessuno, dovrebbe semplicemente “rappresentare” un valore reale di un prodotto o di un servizio.

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    A proposito di regolarità delle procedure, con cui si chiude l’intervento, vorrei fare una proposta per le prossime elezioni:

    OLTRE ALLA SOLITA GARANZIA SUL FATTO CHE LE NOSTRE LISTE NON CONTENGONO PERSONAGGI CONDANNATI, IN ATTESA DI GIUDIZIO, ETC, INSOMMA SONO PULITI. . . . , POTREMMO AGGIUNGERE UN BOLLINO BLU, CIOE’

    ” CANDIDARE SOLO PERSONE CHE NON HANNO USUFRUITO, FINO AL TERZO GRADO DI PARENTELA, o credenziale equivalente, DELLO SCUDO FISCALE ” ,
    PRODUCENDONE ADEGUATA DOCUMENTAZIONE, E SFIDANDO POI TUTTI GLI ALTRI A FARE ALTRETTANTO?

    Sicuramente è una cosa da affinare, ma potrebbe valere la pena di valutarne la percorribilità.

    E poi, sarò anche ingenuo, ma vorrei vedere quanti sono veramente in grado di farlo.
    Grazie e saluti
    Roberto

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    Cercate di fare i fatti invece di parlare soltanto.L’approvazione in commissione cultura di questa riforma degli organi collegiali è la conferma
    dell’intenzione del Governo di non voler investire nell’istruzione e di privilegiare le scuole paritarie e private dove li diplomi vengono venduti
    come prodotti di un supermercato. Vogliamio davvero un’istruzione di questo tipo?Bisognerebbe investire sugli organici dei docenti e ripristinare le ore tagliate con le riforne scellerate della Gelmini.Si dovrebbe controllare meglio l’operato dei presidi che costituiscono cattedre che vanno oltre le 18 ore soltanto per risparmiare togliendo la possibilità a molti precari di lavorare.

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    Maurizio Ha scritto:

    Cercate di fare i fatti invece di parlare soltanto.L’approvazione in commissione cultura di questa riforma degli organi collegiali è la conferma
    dell’intenzione del Governo di non voler investire nell’istruzione e di privilegiare le scuole paritarie e private dove li diplomi vengono venduti
    come prodotti di un supermercato. Vogliamio davvero un’istruzione di questo tipo?Bisognerebbe investire sugli organici dei docenti e ripristinare le ore tagliate con le riforne scellerate della Gelmini.Si dovrebbe controllare meglio l’operato dei presidi che costituiscono cattedre che vanno oltre le 18 ore soltanto per risparmiare togliendo la possibilità a molti precari di lavorare.

    @ Maurizio:
    sono perfettamente d’accordo con Maurizio

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