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Digressione

C’era una volta la scuola pubblica

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scuola pubblica Cera una volta la scuola pubblicaCon la proposta di legge di riforma della scuola, che ha come prima firmataria l’on. Aprea, si mette mano agli organi collegiali delle istituzioni scolastiche e si sostituisce, di fatto, il finanziamento pubblico con i finanziamenti privati, mettendo in discussione l’idea stessa di scuola pubblica. Da qualche giorno stiamo assistendo a una forzatura per accelerarne i tempi di approvazione. E’ gravissimo che stiano cercando di far passare questo provvedimento senza nessun tipo di confronto con la società e, addirittura, impedendo che sia discusso in Aula.

E’ andata così: la Commissione cultura ha approvato il testo e, invece di metterlo all’esame del Parlamento, ha chiesto “il trasferimento in sede legislativa”. E’ una procedura che consente di stringere i tempi di approvazione della legge ma che, secondo il Regolamento della Camera, si deve utilizzare esclusivamente per “progetti di legge riguardanti questioni che non hanno speciale rilevanza di ordine generale”.

Non mi pare che, in questo caso, si possa usare un iter semplificato. Vorrei richiamare l’attenzione sul metodo assolutamente antidemocratico che si sta utilizzando per affrontare una questione che riguarda la collettività tutta. Basta trattare la scuola, un’istituzione dello Stato, come un argomento di secondo ordine! Negli ultimi anni abbiamo già assistito allo scempio effettuato dalla coppia Tremonti-Gelmini, che ha sottratto più di 8 miliardi dalla scuola pubblica, devastando un bene comune a cui una società civile non deve e non può rinunciare.

Continuare a ostacolare o, addirittura impedire il dibattito in Parlamento e tra i cittadini, lasciare che sia una Commissione ristretta a modificare la governance delle scuole pubbliche è un diktat antidemocratico a cui non possiamo sottostare. Per questo, abbiamo chiesto l’intervento del Presidente della Camera Fini.

Intanto, lunedì 2 Aprile, nel corso di un Convegno sulla Cultura ‘Facciamo lavorare la testa’, organizzato dall’IdV, porremo la questione al ministro Profumo, presente alla tavola rotonda. A lui chiederemo di prendere una posizione per ristabilire almeno la regolarità nelle procedure.

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