- Antonio Di Pietro - http://www.antoniodipietro.it -

Corruzione all’italiana

Al primo posto del vertice di maggioranza di stasera, secondo Alfano, deve esserci ancora l’economia. Lui lo dice solo pro domo sua, cioè per non parlare della Rai e della giustizia, ma se il presidente del consiglio gli darà retta seriamente, sarà come cadere dalla padella nella brace.

Perché oggi il problema numero uno dell’economia nel nostro Paese si chiama corruzione.

Un altro di quei temi di cui il Popolo della libertà vuole parlare solo nell’anno del mai. Non lo dico io. Lo hanno detto ieri l’Ocse e l’altro ieri la Corte dei Conti. L’ “elevata corruzione” è una delle principali cause che spiegano perché l’Italia non riparte e anzi è ormai anche tecnicamente in recessione.
Idem per quanto riguarda i famosi investimenti delle aziende estere, quelli che il governo cita come scusa per togliere ai lavoratori l’art. 18. Tra le molte aziende estere che noi dell’Italia dei Valori abbiamo incontrato nei mesi scorsi, nemmeno una ha nominato l’art. 18 come impedimento per eventuali investimenti in Italia.

Ma tutte, nessuna esclusa, hanno citato al primo posto la corruzione. Ieri, solo grazie alla nostra determinazione, il Senato ha deciso, dopo ben 13 anni, di approvare la Convenzione di Strasburgo contro la corruzione. Abbiamo puntato i piedi e resistito a tentativi di ulteriore rinvio d’ogni sorta ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E’ un passo avanti di cui siamo fieri, anche se manca ancora il voto della Camera e bisognerà tenere gli occhi aperti.

Ora però, se vuole raggiungere risultati e non solo farsi bello a parole, il governo deve mettersi sotto già dal vertice di stasera e produrre un pacchetto di leggi e misure efficaci contro la corruzione e l’evasione fiscale, molte delle quali l’IdV ha già indicato e proposto.

Da oggi è in discussione alla Camera il ddl anticorruzione già approvato al Senato. Con gli emendamenti, molti dei quali firmati dall’IdV, sull’introduzione di nuove fattispecie di reato e sul prolungamento dei termini della prescrizione può diventare uno strumento valido ed efficace. Proprio per questo il Popolo della libertà vuole affossarlo a tutti i costi e per la stessa ragione il governo ha il dovere di non essere neutrale e spingere per la sua approvazione, con tanto di emendamenti.

Se l’Italia non si scrolla di dosso questo vampiro che le succhia il sangue, non ci sarà sacrificio o taglio che tenga. Finché non si batte la corruzione, la crescita resterà un miraggio.