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Digressione

Nessun favore sottobanco a Berlusconi

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berlusconi sottobanco Nessun favore sottobanco a BerlusconiSe le voci riportate oggi dai giornali sul  vergognoso mercanteggiamento che si sarebbe svolto nel vertice di maggioranza, quello che Casini ha voluto immortalare con una opoaca foto ricordo, corrispondessero al vero ci troveremmo davanti a una situazione gravissima.
Questo Paese è stato messo in ginocchio dalla corruzione. Lo sappiamo tutti e se qualcuno fa finta di essersene scordato può leggersi i dati della Corte dei Conti e dell’Ocse per rinfrescarsi la memoria.

In mezzo a questo disastro i rappresentanti del governo e dei partiti che lo sostengono non trovano di meglio da fare che cancellare il reato concussione perché altrimenti ci andrebbe di mezzo Silvio Berlusconi? Con il Paese in ginocchio, con milioni e milioni di lavoratori disoccupati o in cassa integrazione, passano le loro notti a cercare di fermare il processo di Ruby, visto che con la bufala della nipote di Mubarak gli è andata buca.

Con una mano fanno credere di rettificare la legge sulla responsabilità civile dei magistrati, che era stata fatta apposta per ricattare i giudici, e con l’altra mano, in cambio, devono dare a Berlusconi quella legge sulle intercettazioni che quando era al governo, nonostante tutti i voti che aveva in Parlamento, non era riuscito a ottenere. Perché la presa in giro sia completa, ci manca solo che ci riesca adesso che non è più al governo .

Decisioni importanti quali quelle sulla giustizia, fondamentali per la vita del Paese e per la dignità delle sue istituzioni, devono essere prese alla luce del sole e nelle sedi deputate, cioè  in Parlamento e di fronte ai cittadini. Non nei sottoscala e nelle riunioni private. Quello era il metodo dei patti della crostata e degli inciuci sottobanco e abbiamo visto dove ci ha portato.

Se Monti e il Pd stanno ricominciando con quella musica io voglio dire loro, con tutta la franchezza e l’onestà possibile, che si devono fermare subito, prima che sia troppo tardi.

Invece di cercare scambi inconfessabili il governo affronti il nodo vitale della corruzione nel solo modo utile, ad esempio approvando le tre regole anticorruzione che noi dell’Italia dei Valori proponiamo da tempo: chi ha subito condanne non può essere candidato; chi è imputato non può svolgere, o continuare a svolgere, incarichi di governo, sia locale che centrale; gli imprenditori che commettono reati contro la pubblica amministrazione non devono più poter partecipare alle gare d’appalto.

Tutto deve essere affrontato  con la massima trasparenza, perché è nella opacità e nell’oscurità che la corruzione prospera.

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