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Digressione

Caro Zavoli: sulla Rai tutto tace

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Ho scritto una lettera aperta al senatore Sergio Zavoli, presidente della Commissione Parlamentare per l’ indirizzo generale e la vigilanza dei servizi pubblici radiotelevisivi, sulla vicenda del Cda Rai. Questo il testo.

Caro Presidente,
il Consiglio d’Amministrazione Rai, scaduto ormai da un mese, continua a governare grazie a un inaccettabile regime di prorogatio, che mantiene al comando dell’azienda uomini e donne, nominati nell’interesse dell’on. Berlusconi e della sua maggioranza.
Fino ad ora nessuno ha mosso un dito.
Governo e Parlamento hanno lasciato trascorrere il tempo senza che nulla accadesse.
Nessuna discussione è stata aperta sulla riforma dei meccanismi di nomina dei vertici Rai.
Nessun tentativo è stato fatto, in assenza di una riforma della legge Gasparri, per innovare, almeno, nel segno della trasparenza, le modalità di individuazione e selezione dei candidati per il C.d.A.
Siamo di fronte a un vuoto d’iniziativa grave e preoccupante che lascia alla guida dell’azienda un vertice privo di autorevolezza e di legittimazione democratica.
I danni che il protrarsi di questa situazione può provocare sono enormi, come sono evidenti i vantaggi che possono derivarne per la concorrenza privata.
La Commissione che Lei presiede ha, in virtù delle leggi vigenti, una particolare responsabilità.

Certamente non la responsabilità di cambiare la legge, ma sicuramente quella di provare a cambiare, con la tempestività che la situazione richiede, almeno le modalità di nomina.
Da più di un mese, il mio partito ha depositato in Parlamento una mozione per evitare che la Commissione parlamentare di vigilanza si limiti a ratificare, in silenzio, le decisioni prese nei conciliaboli riservati di partito o di governo.
L’IDV Le chiede, in analogia a quanto avviene nel Parlamento europeo per le nomine più importanti, di consentire, a quanti ne abbiano i requisiti di legge, di depositare presso la Commissione la propria candidatura e il relativo curriculum professionale, ma anche di attivare audizioni pubbliche dei candidati per verificarne l’effettivo possesso delle qualità d’indipendenza, competenza, professionalità e di assenza di conflitti di interesse.
Tutto ciò è possibile a legislazione e Regolamento vigenti.
L’IDV pensa che la trasparenza massima del procedimento di nomina sia la forma concreta per far si che l’invito ai partiti e al Governo a fare un passo indietro, non sia una vuota giaculatoria.
Con la speranza di una risposta che auspico positiva, Le invio i miei più cordiali saluti e Le auguro buon lavoro.
Antonio Di Pietro

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