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Digressione

C’è del marcio in Italia

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muffa marcio Cè del marcio in ItaliaGiovedì mattina, alle ore 10, l’Italia dei Valori depositerà in Cassazione il quesito per il referendum che chiede di abolire i rimborsi elettorali ai partiti, cioè il finanziamento pubblico mascherato con cui le forze politiche hanno aggirato l’esito del referendum del 1993.

Abolire i rimborsi elettorali non serve solo a ripristinare la sovranità popolare tradita e a evitare che si continuino a buttare soldi, per ingrassare la cricca in un momento così difficile. E’ anche il solo modo per aggredire alla fonte l’origine della corruzione che sta distruggendo il nostro Paese. Sono questi i settori da colpire, non l’articolo 18 e i diritti dei lavoratori. I giornali sono tornati a essere bollettini di guerra e trasversalmente vengono tirati in ballo tutti partiti.

C’è del marcio in Danimarca? No, in Italia. Ogni santo giorno, infatti, viene fuori qualche nuovo episodio di corruzione, qualche legame ignobile tra la politica e il sottobosco degli affari. Le metastasi sono ovunque e le indagini devono per forza essere a tutto campo: dall’ex tesoriere della Margherita Lusi al presidente del consiglio regionale lombardo, il leghista Davide Boni, fino al vicepresidente dello stesso consiglio Filippo Penati, piddino. L’ultimo caso è di oggi con il tesoriere della Lega, Francesco Belsito, è indagato per ipotesi di reato molto gravi.Non si tratta di due, tre o mille mariuoli.

E’ un sistema, come Tangentopoli, ma ancora più esteso e diffuso. L’origine del morbo è lo strapotere dei partiti che hanno occupato lo Stato, non per servire i cittadini, ma per servirsi dei cittadini. Il finanziamento pubblico è la fonte che permette ai partiti di continuare a essere organizzazioni finalizzate a proteggere e sviluppare se stesse invece che strutture al servizio dei cittadini e della cosa pubblica. Per questo, e non per antipolitica, come dice chi non sa più come difendere un sistema indifendibile, noi dell’Italia dei Valori vogliamo abolirlo. E siamo sicuri che la stragrande maggioranza dei cittadini sarà al nostro fianco anche in questa nuova battaglia referendaria.

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