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Porcata antidemocratica

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L’Italia dei Valori, l’estate scorsa, ha fatto parte del comitato referendario per chiedere ai cittadini se erano d’accordo nel voler modificare una legge chiamata, dai suoi stessi promotori, una legge-porcata: la legge elettorale. Tornare alle urne, alle prossime elezioni, con questa legge sarebbe antidemocratico. Quindi non c’è dubbio che si debba procedere a modificarla. Il problema è come procedere. Noi non ci fidiamo di quel che sta facendo questa pseudomaggioranza. Anzi contestiamo sia il metodo, che il merito.

Nel metodo, sta succedendo anche per la legge elettorale quel che succede da ormai parecchio tempo: tutto si decide al di fuori delle aule parlamentari, e poi si porta in parlamento il pacchetto già pronto a seconda delle convenienze.
Noi contestiamo questo metodo. Non possiamo accettare l’idea che le leggi, e addirittura la legge elettorale, si scrivano al di fuori del Parlamento, e poi vengano votate qui per alzata di mano, come tanti porcellini che obbediscono alla maiala capa senza nemmeno sapere cosa si vota.

E contestiamo anche il merito. Ciò che vogliono portare avanti non assicura né la governabilità né il rispetto del voto dei cittadini. Riteniamo assurdo che, in una democrazia evoluta, i cittadini debbano andare a votare senza sapere a quale coalizione andrà a finire il loro voto, quale gruppo dovrà assumere il governo, quale programma portare avanti.

Stare a destra o a sinistra a seconda di chi offre di più può andare bene a qualche segreteria di partito, ma questo è il mestiere più vecchio del mondo e noi non vogliamo parteciparvi.
La nostra proposta è che in questa situazione emergenziale, rispetto ai tempi che stanno scadendo, si tengano in considerazione i disegni di legge che già ci sono. Perché, invece di mettersi a scrivere di nascosto un’altra proposta a proprio uso e consumo, non si comincia a discutere di quel che è già depositato, e che non è firmato da un gruppo politico ma da un milione e 200mila cittadini?
Per motivi formali non si è potuto fare il referendum, ma se un milione e 200mila cittadini dà un’indicazione per sviluppare una nuova legge elettorale diversa dal porcellum, il Parlamento ha il dovere etico, politico e morale di cominciare da quel disegno di legge, non da altri scritti nelle segreterie dei partiti.

Noi chiediamo che al più presto venga messa all’ordine del giorno in Parlamento la discussione del progetto di legge di iniziativa popolare, ridepositato da quei gruppi politici che hanno potuto farlo, e sottoscritto anche da coloro che, per una legge elettorale del cavolo, non sono presenti in Parlamento.

Oggi, alla manifestazione degli esodati, mi ha colpito molto un signore che mi ha detto: “Tu che stai in Parlamento vai avanti a fare opposizione, però ti rendi conto che in Parlamento non è rappresentata tutta la vera opposizione?”. Si riferiva alla massa di cittadini che, da una parte e dall’altra, non è d’accordo su quel che stanno facendo il Parlamento e il governo.
Quel che voglio dire è che, dato che questo Parlamento non rappresenta più l’Italia reale, c’è necessità di ripartire da un disegno di legge voluto proprio dall’Italia reale.

Il video integrale della conferenza stampa

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