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Il berlusconismo senza Berlusconi

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Molte ore dopo l’anticipazione, sulla stampa di oggi, di un progetto di legge governativo sulla modifica della sezione disciplinare del Csm, la presidenza del consiglio si è decisa a smentire. Io stesso, su questo blog, avevo chiesto a Monti di chiarire la situazione e anzi mi ero stupito che non lo avesse ancora fatto, dal momento che quel progetto equivaleva a porre la magistratura sotto il controllo diretto del potere politico.

Meglio tardi che mai, anche se il solo fatto che un progetto di tale enormità sia stato preso in considerazione dal governo, salvo poi essere giudicato ‘inopportuno’, è per me molto inquietante. Soprattutto perché non si tratta di un episodio isolato, frutto quindi di un semplice equivoco o di una svista. In Parlamento, con l’attiva complicità del governo, sta passando una legge a favore della corruzione travestita del contrario.

Gli stessi parlamentari, fingendo di fare una legge contro il finanziamento ai partiti, legittimano e incentivano i finanziamenti dei privati alla politica. Il che, detto papale papale, significa legalizzare Tangentopoli. All’inizio di giugno, poi, arriverà al Senato quella legge sulla responsabilità civile dei giudici che serve solo a porre sotto perenne ricatto i magistrati.

Tutto ciò basta e avanza per farci denunciare un’ondata di “berlusconismo senza Berlusconi” della quale il governo è a volte complice e a volte ispiratore. Se la legge-ricatto sulla responsabilità civile dei giudici dovesse essere approvata, Berlusconi otterrebbe una vittoria che aveva inseguito invano quando stava al governo, e sarebbe il prezzo pagato per il suo appoggio a Monti.

Solo noi dell’Italia dei Valori abbiamo contrastato in Parlamento la legge che favorisce la corruzione e quella che istituzionalizza le tangenti per i partiti. Non permetteremo che passi alcun tentativo di tenere al guinzaglio e sotto ricatto permanente la magistratura. Siamo gli ultimi giapponesi e ne siamo fieri.

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