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Non si dimette mai nessuno

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Delle due l’una: o il presidente del consiglio racconta balle, oppure il suo sottosegretario Antonio Catricalà deve dimettersi subito. Il presidente Monti ha assicurato che la riforma della sezione disciplinare del Csm e di altre istituzioni fondamentali dello Stato era stata già bocciata da un pezzo da lui e dal ministro della Giustizia Severino.

Come mai, allora, la proposta veniva inoltrata  in via ufficiale ai presidenti del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti meno di due settimane fa? Secondo Monti per iniziativa autonoma del sottosegretario Catricalà, che ha ignorato la decisione del governo ed è andato avanti da solo.
E’ bene ricordare che qui non stiamo parlando di una faccenda secondaria ma del tentativo di mettere la magistratura sotto il controllo del potere politico.

Dunque, se Monti ha ragione, Catricalà se ne deve andare subito, perché si è dimostrato un servitore dello Stato infedele e sleale. Se invece le cose stanno diversamente, a trarne le conseguenze dovrebbero essere il guardasigilli Severino e lo stesso presidente del consiglio.
Vedremo nelle prossime ore se qualcuno si dimetterà o se anche il governo dei tecnici, dopo essersi riempito la bocca con promesse di serietà, farà come fa da sempre la politica italiana, dove non si dimette mai nessuno.

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