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Il governo della disoccupazione

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I dati ufficiali sulla disoccupazione, diffusi oggi dall’Istat, dicono una cosa molto chiara e semplice: è una guerra e la stiamo perdendo. Mi riferisco ai dati ufficiali perché quelli reali, che tengono conto di chi il lavoro nemmeno lo cerca più e di chi lavora pochi giorni al mese, sono più drammatici. Se la disoccupazione ufficiale è al 10,9%, quella reale naviga almeno intorno al 13%.

I dati Istat, comunque, sono già di per sé catastrofici. Da marzo ad aprile altre 38mila persone hanno perso il lavoro e a partire da marzo dell’anno scorso ci sono 621mila nuovi disoccupati. Tra i giovani, come sempre, la situazione è più tragica: il 35,9% è disoccupato. Peggio di così non era mai andata. Ma siccome al peggio non c’è mai fine, per le giovani donne del sud le cose sono ancora più gravi. Il 51,8% di loro è senza lavoro: una su due. Oggi in Italia i disoccupati ufficiali sono 2 milioni 615mila.

Queste cifre non sono figlie di un terremoto o di un’alluvione. Sono conseguenze di errori che si potevano e si possono evitare. Sono gli errori dell’Europa e dei governi italiani. Gli errori che hanno provocato la crisi e anche quelli commessi nell’affrontarla male, tanto che in tutta Europa i disoccupati, dal 2008, sono aumentati di 4 milioni ogni anno. Errare è umano, ma perseverare è diabolico.

Si può sbagliare ma poi, chi ammette l’errore, dovrebbe correggerlo. Invece, si comportano tutti da coccodrilli: prima si mangiano i figli, poi piangono. Il governatore di Bankitalia spiega che a colpi di tasse la crisi, invece, di risolversi peggiorerà. Il governo applaude, però va comunque avanti con le tasse. Monti e i suoi ministri affermano di voler combattere a tutti i costi la disoccupazione. Però hanno imposto il blocco delle pensioni e l’allungamento dell’età pensionabile, misure che hanno congelato gli 800mila posti di lavoro che i nuovi pensionati avrebbero lasciato liberi, e così hanno lasciato nella disoccupazione 800 mila giovani.

Tutti ammettono che intervenire sull’art. 18 è inutile, perché così si cancellano diritti fondamentali, poi, però, in Aula lo votano come se nulla fosse. Noi dell’Italia dei Valori siamo quasi gli unici a difendere in Parlamento il diritto dei lavoratori. Così, invece di farle diminuire, le cifre della disoccupazione continueranno ad aumentare.

Il ministro Fornero, alla fine, ammette l’errore sugli esodati. In realtà, più che di errore bisogna parlare di crimine politico. Non si è sbagliata nel dare un resto. Ha lasciato senza mezzi di sopravvivenza, senza reddito né pensione, alcune centinaia di migliaia di persone. Dopo una confessione del genere le si possono pure dare le attenuanti generiche. Purché se ne vada a casa.

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