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Il nostro modello: sviluppo, legalità e solidarietà.

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Noi siamo qui, oggi, siamo qui per proporre un modello di governo per il Paese per il futuro. un modello, il che non vuol dire che noi e noi soli possiamo rappresentare questo modello.
Riteniamo che per prima cosa il Paese abbia bisogno di un governo politico scelto dai cittadini. Ma sulla base di cosa si deve arrivare a questo governo? Sulla base di un programma o di una sommatoria numerica?
Prima di parlare di intese con i moderati, bisognerebbe intendersi su che cosa vuol dire essere moderati. E’ moderato togliere l’art. 18 a difesa dei lavoratori? Beh, allora certo, io non sono moderato. Io sono moderato perché voglio difendere le uguaglianze. Lo diceva Gesù Cristo, prima di Marx e di Lenin.
Proprio perché si basa basata sul programma, la nostra non è una proposta chiusa. E’ il programma che deve fare la differenza, E’ l’ indicazione chiara della squadra e della coalizione che si presenta agli elettori. E’ l’indicazione della leadership sulla base delle primarie, anche se non è che se vince A invece di B il programma cambia. Alla base c’è sempre quello, il programma.
Allora su questi temi determinanti dei diritti sociali e civili noi invitiamo il Partito democratico a fare una scelta di campo invece di andare appresso alle logiche di Palazzo. La nostra proposta di un modello di governo, si fonda su tre pilastri che possono convivere e rappresentare la linea di demarcazione: Solidarietà, Legalità e Sviluppo.
All’interno di questo ambito Italia dei Valori e Sel sono già pronti e aperti a dialogare con tutti i soggetti e le formazioni politiche che ci vogliono stare. Vogliamo aprire un tavolo con i movimenti e con i soggetti della società civile, e anche con il Pd cui riconosciamo il merito di tante battaglie e che vorremmo riconoscere anche oggi invece di vederlo immerso in questa nebulosa di intenti che non comprendiamo.
Su questi temi sono disposto a confrontarmi con tutti, ma prendo atto del fatto che la politica portata avanti su questi punti da alcuni partiti tra cui l’Udc è diversa dalla nostra.
Invito tutti a leggere, sul sito della Corte dei Conti, la requisitoria che ha fatto ieri il Procuratore generale presso la stessa Corte dei Conti. Dice che si sono effettivamente avviate politiche di riduzione del debito e del deficit, ma ciò sta avvenendo ai danni dei più deboli e dei più onesti.
Questo è il discrimine del nostro programma. Né io né Nichi Vendola accetteremo mai di partecipare a una coalizione che fa quadrare i conti ai danni dei più deboli e dei più onesti.

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