- Antonio Di Pietro - http://www.antoniodipietro.it -

Al 100% con gli operai dell’Ilva, al 100% con i magistrati

Gli operai tarantini dell’Ilva hanno ragione. Noi dell’Italia dei Valori siamo e saremo sempre dalla loro parte.

Non però contro i magistrati di Taranto, quelli che hanno ordinato i sigilli per i reparti più venefici di una fabbrica che è tra le più velenose del mondo. Non è con loro che i lavoratori e i cittadini di Taranto devono prendersela. Al contrario, bisogna riconoscere che sono stati i primi e i soli ad avere il coraggio di sottrarsi al turpe ricatto che ha permesso sinora ai Riva, proprietari dell’Ilva, di arricchirsi a discapito della salute dei lavoratori e delle loro famiglie.

Che l’Ilva avveleni l’aria, il mare e la terra di Taranto non è un sospetto o un’opinione. Purtroppo è una certezza scientificamente provata. Per decenni, invece di mettere in sicurezza gli impianti e bonificare l’ambiente che avevano distrutto, i Riva si sono difesi dietro quel ricatto: “O vi tenete il veleno e accettate di rischiare la vita vostra e quella dei vostri figli, oppure restate senza lavoro”. Questa è stata sinora la tragedia di Taranto: non avere scelta se non quella tra il veleno e la miseria, tra i fumi dell’Ilva e una disoccupazione di massa che metterebbe in ginocchio l’intera città.

Grazie a questo ricatto le istituzioni sono rimaste immobili e paralizzate, fingendo di non vedere che l’Ilva trasgrediva, senza nemmeno nascondersi, la legge e inquinava senza pietà l’ambiente circostante, senza spendere nulla dei propri immensi profitti per riparare al danno e impedire che si ripetesse e anzi peggiorasse. I lavoratori sono rimasti soli.

I magistrati non potevano continuare a fare finta di niente. Di fronte a reati contro la vita umana avevano il dovere di intervenire. Hanno fatto benissimo a farlo. Anche perché è la sola strada per rompere la logica ricattatoria dei proprietari dell’Ilva e rompere la solitudine e l’impotenza dei lavoratori. Non è vero che non esiste altra alternativa oltre a quella fra la morte e la fame. L’inquinamento può essere aggredito frontalmente. Le emissioni possono essere riportate entro i limiti consentiti dalla legge. La terra, il cielo e il mare di Taranto possono essere bonificati.

Il punto dolente non è che tutte queste cose sono impossibili. E’ che costano e che i Riva non vogliono perdere nemmeno un euro dei loro preziosi profitti, realizzati a man bassa in tutti questi anni. Allora devono essere obbligati a farlo. La via maestra, anzi la sola praticabile, è la ristrutturazione ambientale dell’Ilva, ma non a spese delle sole istituzioni e cioè del denaro pubblico ma a spese di chi ha provocato immensi danni e ci si è arricchito.

Per questo noi dell’Italia dei Valori siamo al 100% con i lavoratori dell’Ilva e al 100% con i magistrati della procura di Taranto. Solo in un mondo osceno e feudale si obbliga il lavoratore a scegliere tra il lavoro e la vita. Noi pensiamo che magistratura e lavoratori possano e debbano allearsi per una comune battaglia di civiltà. Noi vogliamo che i cittadini di Taranto abbiano garantito il lavoro e il reddito, ma anche la salute e la sicurezza, per se stessi e per le loro famiglie. Non è pretendere troppo. E’ chiedere il giusto.