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Questa sera sono intervenuto in dichiarazione di voto finale sul dl sviluppo, questi il video e il testo del mio intervento.
Signori del governo,
l’Italia dei Valori voterà in maniera netta, chiara e convinta contro questo decreto legge che voi avete chiamato “misure urgenti per la crescita”.
Votiamo in modo netto e contrario sia per il metodo che per il merito. Innanzitutto per il titolo stesso, che costituisce già un’ autentica truffa. Voi dite che sono misure urgenti per la crescita, ma se poi andiamo a vedere i tempi di attuazione scopriamo che sono invece lunghissimi. Vi sono oltre 40 provvedimenti attuativi che andranno a regime dopo la fine della legislatura. Quindi, far credere ai cittadini che vi state occupando di loro è una presa in giro, così come far credere che state movimentando oltre 80 miliardi di risorse per lo sviluppo del paese. Se si va a vedere la norma, si tratta di appena un miliardo in 6 anni. Il resto, che è anch’esso ben inferiore a 80 miliardi, è un riorientamento di spese già assegnate.
Grazie anche a un sistema d’informazione sempre più asservito alla maggioranza parlamentare finta e falsa che vi sostiene, voi state facendo credere al Paese che tutto va bene, madama la marchesa, e che avete rilanciato l’economia. Forse dovreste guardare qual è oggi la realtà. Oggi lo spread è a oltre 515 punti. Il rendimento sui titoli decennali è salito oltre il 6,5%. Il deficit e il debito sono aumentati. Ogni giorno chiudono centinaia di fabbriche e centinaia di migliaia di persone vengono licenziate. La realtà è l’esatto contrario di quello che dite voi.
Dunque noi votiamo contro questo provvedimento perché, con un concorso di artifizi e raggiri che questo Parlamento sta mettendo in opera, fate credere ai cittadini che state risolvendo i loro problemi. La realtà non è questa e, proprio oggi, ne abbiamo avuto la riprova.
I cittadini non sanno che nelle due ore precedenti sono stati votati 160 ordini del giorno circa. L’ordine del giorno, una volta votato e approvato, comporta un impegno del governo a fare ciò che si chiede. E’ stato votato un blocco di ordini del giorno che, messi tutti insieme, vogliono dire l’esatto contrario di quello che votiamo ora. Dunque oggi il governo si è impegnato a modificare la legge che stiamo approvando e per cui ha chiesto la fiducia. Ma ci rendiamo conto a che punto di ipocrisia siamo arrivati?
Questa situazione è ancor più grave perché sappiamo che non sarà risolta, come dovrebbe, da chi è garante della Costituzione e dovrebbe verificare che non vengano operate queste prese in giro nei confronti dei cittadini, né da parte del Parlamento né da parte del governo. Mi riferisco al presidente della Repubblica.
Mi spieghi per quale ragione la presidenza della Camera oggi ha lasciato che succedesse un fatto gravissimo per cui sono io ad appellarmi al Capo dello Stato, nei confronti del quale voglio avere fiducia. Questa mattina un imputato per fatti di mafia ha offeso la reputazione dei magistrati da cui è inquisito. E cosa fa la presidenza della Camera? Cosa farà il presidente della Repubblica quando leggerà quello che stamattina è stato detto in quest’aula da un imputato per fatti di mafia che ha offeso e ingiuriato i magistrati che stanno indagando su di lui? Lo chiedo a lei, signor presidente della Camera. Si ricordi che il presidente della Camera deve difendere le prerogative di tutte le istituzioni. Anche dei magistrati quando vengono offesi in quest’aula. Perché adesso sta accadendo quel che è accaduto nel 1992, e poi sono arrivate le stragi. Come allora, i magistrati vengono isolati, denigrati, derisi e ingiuriati. Il risultato è che poi sono arrivate le bombe, perché i magistrati erano stati delegittimati. Io sento il dovere, in quest’Aula, di denunciare quel che sta accadendo in queste ore e in questo Paese. Si cerca di far passare per colpevoli i magistrati che cercano la verità e non coloro che commettono atti gravissimi: addirittura di accordi tra mafia e istituzioni.
Stabilito che, nel merito, questo provvedimento è una presa in giro, io aggiungo che tutto ciò che sta accadendo ad opera di istituzioni fondamentali, come la Camera e il governo, sta diventando una presa in giro. Ecco perché io mi appello al Capo dello Stato: perché deve evitare che avvengano queste prese in giro. E’ vero o non è vero che qui i provvedimenti di merito vengono presi solo con voti di fiducia, senza poterli discutere anche se c’è una maggioranza bulgara? Che bisogno ce n’è? Glielo dico io: perché la maggioranza non esiste. Fanno finta che esista semplicemente perché non sanno come risolvere il problema della legge elettorale in modo tale da garantire se stessi e mortificare quelli che non si adeguano alle regole non scritte in vigore qui dentro. Per salvare se stessi e la propria poltrona.
Non capisco la ragione per cui anche lei, signor presidente della Camera, e soprattutto il governo, facciate incontri riservati con i singoli segretari dei partiti sulla legge elettorale. Invece di discuterla serenamente e pubblicamente nelle commissioni parlamentari la discutete nelle segreterie dei partiti. La verità è che non sapete come risolvere un problema: come far rimanere questa anomala maggioranza, che avete messo insieme in modo anomalo, in contrasto col voto dei cittadini, che volete tenere insieme anche dopo le prossime elezioni. Quindi dovete trovare una giustificazione per fare una legge elettorale che turlupini ancora gli italiani, facendo credere loro che chiedete il loro voto su un vostro programma salvo poi, il giorno dopo, fare Monti dopo Monti. Riconfermando questo governo con una maggioranza trasversale non voluta, non votata e non accettata dagli elettori. Questo è un abuso di funzioni, questa è omissione di funzioni.
Se davvero vogliamo fare gli interessi dei cittadini, signori del Parlamento e del governo, perché non approviamo la legge anticorruzione, che giace in un cassetto mentre qui si approvano altre leggi? E perché, signor presidente della Camera, pur avendo da un anno, in quota Italia dei Valori, un provvedimento sul falso in bilancio non lo mette in discussione?









GLI ESODATI, IL TAPPETO E LA SCOPA
A proposito di artifici, i fisici ad un certo punto, calcola calcola calcola… si ritrovano in una selva di “infinito” nella formula, che a volte riscono a “normalizzare”, cioè a far sparire algebricamente, al fine di far acquistare senso al discorso, con dei termini congrui.
Chissà, in futuri governanti, in stile monti-fornero, per far rigorosamente sparire le parti sociali o pezzi di società “molesti”, al posto degli “infinito” dei fisici (∞), useranno sobriamente la formula della fornero per gli esodati (richiede però, nel set, un tappeto e una scopa).
“SCOPERCHIAMO”? O PASSIAMO LA MANO?!?
La società italiana da chi è composta?
Quali sono i ceti sociali?
Come è distribuita la ricchezza nazionale?
Quanti sono i lavoratori dipendenti?
Quanta ricchezza nazionale detengono?
Che quota delle tasse pagano sul totale? (pare il rapporto ricchezza detenuta dai lavoratori dipendenti/ tasse pagate sia 30/80).
Chi ha in mano la rendita in Italia?
Chi vive di rendita?
Quali e quanti parimoni sono in Italia?
Questo ceto detentore della rendita, quanto è numeroso?
Che quota della ricchezza nazionale detiene?
Che quota delle tasse sul totale paga?
C’è un modo per distinguere beni di sappresentanza in mano alle società e i beni accreditati a società di comodo per frazionare di fronte al fisco la rendita e i patrimoni?
Che controllo vige sulle finanziarie che in periodo di crisi prestano a tutto spiano? Che fonte hanno per la liquidità? Vi sono connessioni col crimine organizzato? Chi compra alle aste? Con i soldi scudati per caso?
Che legislazione esiste per reprimere il fenomeno dei prestanome, anche non connesso al crimine organizzato direttamente?
Potrebbe venir fuori questo dalla ricerca:
Se i saggio generale di rendita è superiore al tasso generale del profitto il capitalismo non funziona, in linea di principio.
La crisi è dovuta allo sbilanciamento fra il settore finanziario e quello produttivo. La liquidità s’è spostato dall’economia reale alla rendita.
CALCOLARE E METTERE NEL BILANCIO, ANCHE I COSTI SOCIALI, DELL’AZIONE DELLO STATO ITALIANO
Occorre un metodo statistico per calcolare, il numero delle vittime dello stato italiano.
Non solo le morti dirette, ed evidenti, come per esempio per la malasanità, ma soprattutto le vittime indirette, sociali, invisibili, attribuite a cause naturali.
Si misura il PIL, si spreme la gente con le tasse, ma non c’è ancora un “qualcosometro” che misuri come, l’attività dello stato, determini, “dopo la costrizione a vari giri burocratici”, e con la sua latitanza sui bisogni e diritti fondamentali dell’uomo, la morte dei suoi cittadini.
Sembra un’utopia? Una richiesta irrealistica?
Perchè solo l’azione di equitalia è realistica?
Cioè in nome di quale etica superiore, o legislazione nopn scritta ma vigente, in modo assoluto, si deve riconoscere “aumma-aumma”, che le leggi dello stato, i regolamenti, la Costituzione, l’etica sociale, siano solo teoria, fiction? Al massimo l’equivalente dell’estrazioen a sorte?
Bisogna solo pagare le tasse? Non bisogna conoscere la produttività e i costi sociali dell’azione dello stato italiano? Perchè? Per prepotenza dello stato italiano che ha l’uultima parola con la forza?
C’era una volta Silvan. Lui sì che se era un maestro di piccole e grandi illusioni, che creava sotto i nostri occhi increduli, chiarendo però ogni volta che si trattava di trucchi.
Poi, per una frase di troppo detta su Re Sòla Silvio I, per di più in presenza delle orecchie pudibonde di una conduttrice vicina alla CEI, è sparito lui, il mago.
Ora sono rimasti maghetti questi dilettanti capaci solo di illusioni dozzinali, e oltretutto talmente presuntuosi e pieni di sé da volerci far credere che non ci sia trucco né inganno.
Ma a chi si paragona a De Gasperi e a San Francesco possono fingere di credere solo i cortigiani e i media di regime, e magari proporlo come Mago dell’anno: il mago de noantri.
Una volta, c’erano i rappresentanti del popolo, gli eletti che esprimevano le istanze del corpo elettorale. Si diceva così, in democrazia.
Oggi invece i nominati sono la controparte del popolo, un club riluttante che non vuole mollare lo scranno, che anzi chiede la “buonuscita”.
Mentre il partito, con i cosiddetti rimborsi elettorali, sembra il pappone della situazione, che gestisce un po’ tutto, fra gli emolumenti dei nominati, le richieste delle cricche, le lauree albanesi, i cassieri. E temporeggiano, traccheggiano, nascosti dietro le spalle di monti, con il furore popolare che monta alle porte.
I partiti cercano della legge elettorale filosofale, che li faccia vincere, a dispetto degli elettori.
LA CRISI E’ ARTIFICIALE, NON E’ DOVUTA A UN METERORITE
Se il saggio generale della rendita è superiore al tasso generale del profitto, il capitalismo non funziona, in linea di principio.
La crisi è dovuta allo sbilanciamento fra il settore finanziario e quello produttivo.
La liquidità s’è spostata tutta dalla cosiddetta “economia reale”, alla “rendita”.
(Per esempio: se qualcuno ha tot milioni e ricava più investendo in btp a 10 anni che continuando a far l’imprenditore, che linea d’azione finirà per realizzare, razionalmente?)
Dice l’On. Di Pietro:
”
Mi spieghi per quale ragione la presidenza della Camera oggi ha lasciato che succedesse un fatto gravissimo per cui sono io ad appellarmi al Capo dello Stato, nei confronti del quale voglio avere fiducia. Questa mattina un imputato per fatti di mafia ha offeso la reputazione dei magistrati da cui è inquisito. E cosa fa la presidenza della Camera? Cosa farà il presidente della Repubblica quando leggerà quello che stamattina è stato detto in quest’aula da un imputato per fatti di mafia che ha offeso e ingiuriato i magistrati che stanno indagando su di lui? Lo chiedo a lei, signor presidente della Camera. Si ricordi che il presidente della Camera deve difendere le prerogative di tutte le istituzioni. Anche dei magistrati quando vengono offesi in quest’aula. Perché adesso sta accadendo quel che è accaduto nel 1992, e poi sono arrivate le stragi. Come allora, i magistrati vengono isolati, denigrati, derisi e ingiuriati. Il risultato è che poi sono arrivate le bombe, perché i magistrati erano stati delegittimati. Io sento il dovere, in quest’Aula, di denunciare quel che sta accadendo in queste ore e in questo Paese. Si cerca di far passare per colpevoli i magistrati che cercano la verità e non coloro che commettono atti gravissimi: addirittura di accordi tra mafia e istituzioni.
”
non citando il deputato in questione.
La curiosità di conoscere il deputato oggetto della critica dell’On. Di Pietro mi ha indotto ad effettuare una ricerca sul sito della Camera in data odierna.
Dal Resoconto stenografico dell’Assemblea
Seduta n. 672 di mercoledì 25 luglio 2012
ricavo queste significative battute dell’On. Calogero Mannino.
”
CALOGERO MANNINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALOGERO MANNINO. Signor Presidente, chiedo di parlare in quest’Aula per una ragione che non riguarda, se non indirettamente, la notizia ampiamente riportata dalla stampa e pubblica da ieri, della richiesta di rinvio a giudizio da parte di alcuni pubblici ministeri della procura di Palermo anche del sottoscritto in un contesto molto diverso.
Quando sono stato avvisato – come si dice – per garanzia, io – essendomi avvalso della facoltà di non rispondere – ho spiegato in Aula le ragioni della mia scelta. Adesso non devo ritornare nel merito della vicenda, devo soltanto fare alcune precisazioni. La prima è che da tempo, prima ancora della notizia del mio coinvolgimento nelle indagini sulla cosiddetta «trattativa», avevo presentato al presidente della Commissione
antimafia, richiesta per essere sentito sul tema, così come sarebbe stato, ed è, mio dovere raccontare e ricostruire con la memoria, sia pure rispetto a un tempo molto lontano, i fatti del ’92, oserei dire il prologo e l’epilogo del ’92.
Stamattina, però, leggo che Ingroia, parlando a Reggio Calabria nella rassegna Tabula rasa del quotidiano Strill.it, quindi fuori dalle sedi giudiziarie, parlando tamquam libero cittadino, quindi come un uomo che ha idee, posizioni politiche e caratteri ideologici, afferma: è davvero scandaloso che in Italia non sia mai stata istituita una Commissione di inchiesta sulle stagioni dei primi anni ’90, una Commissione seria sul modello di quelle americane (significativa predilezione dell’Ingroia) presieduta da personalità al di sopra di ogni sospetto che mettano con le spalle al muro i responsabili.
Ora, signor Presidente e onorevoli colleghi, affronterò con molta serenità e con la coscienza tranquilla questa richiesta di rinvio a giudizio ed il processo che inevitabilmente ne conseguirà.
Infatti, il punto centrale della contestazione che si rivolge a me è che, dopo l’assassinio di Lima e dopo l’assassinio di Falcone, per paura avrei indotto il ROS ad aprire la trattativa, attraverso un rapporto con un maresciallo dei carabinieri che, guardate il caso, il sabato precedente le elezioni venne assassinato – e sull’assassinio del maresciallo Guazzelli c’è una sentenza passata in giudicato (tale sentenza parla chiaramente sugli autori, sulle cause e sui motivi di quell’assassinio nella giornata elettorale, si trattava delle elezioni del 1992) – portatomi quindi a Menfi, al domicilio della famiglia del maresciallo Guazzelli, ebbi a lungo a parlare con il dottor Paolo Borsellino, che in quel tempo era già aggiunto alla procura della Repubblica di Palermo, in attesa peraltro, in quella giornata, che arrivasse il Presidente Cossiga, Presidente della Repubblica a quel tempo.
Però i magistrati, i pubblici ministeri che curano quest’indagine, ritengono che attraverso il maresciallo Guazzelli io avessi attivato, quindi indotto, appunto, il ROS ad aprire la trattativa. C’è un giornalista del Corriere della Sera che stamattina fa un’osservazione che, per la verità, sfuggiva alla mia memoria, ossia che in quel tempo il generale Mori e il suo capitano De Donno conducevano in Sicilia un’indagine parallela
a quella che si svolgeva a Milano per Tangentopoli e che in quell’indagine avevano già inserito il mio nome. Avverà quindi che io venga processato anche per la Tangentopoli siciliana, e per un verbale del dottor Di Pietro, che aveva ascoltato in tempo utile il segretario amministrativo della Democrazia Cristiana del tempo, onorevole Citaristi, tardivamente pervenuto però al tribunale di Palermo, proprio in ragione di quel verbale, io sono stato totalmente assolto. Chiudo la parentesi.
Allora si dà il caso che io induca il ROS ad aprire una trattativa, sapete con chi? Con Ciancimino, proprio quel Ciancimino che io avevo buttato fuori dalla Democrazia Cristiana nel congresso del 1983.
PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Mannino.
CALOGERO MANNINO. Un attimo, signor Presidente, abbia pazienza. Allora qua siamo in presenza evidentemente di una vicenda, di un processo che non è un polverone, è una fangaia. Ieri sera, rilasciando un’intervista a un giornalista de La Repubblica, ho detto che stasera Provenzano e Riina brinderanno ad Ingroia, che poi li porta in processo assieme a Mannino, che ha buttato fuori Ciancimino dalla Democrazia Cristiana, e a Mori e a Subranni, che l’hanno arrestato.
Signor Presidente, è d’uopo sempre manifestare solidarietà nei confronti dei magistrati. La mia solidarietà è stata data dal fatto che per vent’anni ho sopportato un processo in silenzio, una virgola non mi è mai scappata contro i pubblici ministeri e contro la magistratura.
PRESIDENTE. Onorevole Mannino, deve concludere.
CALOGERO MANNINO. Non mi è scappata neanche il giorno dopo in cui sono stato ampiamente assolto. Non mi è scappato neanche un commento di fronte alla posizione del procuratore generale della Cassazione che, rispetto a quel processo, ha affermato che questo processo era da non farsi ed è l’esempio che bisognerebbe portare ai magistrati che vincono un concorso, per indicare come non si fa un processo. Ingroia rifà un processo e lo dedica a Borsellino.
PRESIDENTE. Onorevole Mannino, le devo chiedere di concludere.
CALOGERO MANNINO. Sì, ho concluso. Io, signor Presidente, non ho mai parlato dei miei rapporti personali né con Borsellino né con Falcone. Basterebbe dire che appartenevamo allo stesso anno e allo stesso corso in giurisprudenza. Vorrei ricordare sorridendo ad Ingroia, che si presenta come delfino di Borsellino, che certamente Borsellino lo stimava, ma che non sopportava che Ingroia nel suo ufficio, al posto del crocifisso – ma cosa c’entra il crocifisso – o del Presidente della Repubblica del tempo, ci tenesse Che Guevara (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà – Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico).
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Mannino, le devo chiedere di concludere.
CALOGERO MANNINO. Allora Ingroia è un politico che va in giro e che si serve dei quel processo (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà e di deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).
PRESIDENTE. È evidente, onorevole Mannino, che con l’ordine dei lavori – lo dico per correttezza – da un punto di vista della gestione dell’Aula, questo aveva poco a che fare; però la sensibilità – poco è un eufemismo – nei suoi riguardi, visto il momento, ha dato alla Presidenza la possibilità di darle la parola. Però non aprirei un dibattito su questo perché semplicemente siamo nella fase dell’illustrazione degli ordini del giorno, quindi poi a fine seduta ci mancherebbe altro, proseguiremo su questo.
BENEDETTO FABIO GRANATA. No Presidente!
ENZO RAISI. I processi non si fanno in Aula!
”
Penso che l’On. Mannino abbia semplicemente accusato il magistrato Ingroia di svolgere attività politica e di fare uso politico di alcuni processi.
Mi sembra che rientri nel campo delle libertà di un politico fare considerazioni politiche su di un magistrato, anche se quest’ultimo indaga al contempo lo stesso politico.
Il fatto che le espressioni di Mannino siano state fatte alla Camera, nel luogo pubblico per antonomasia, rafforzano per di più la caratteristica politica delle dichiarazioni.
il tempo per fini il furbo è scaduto, cioè presto – da nominato di se stesso – passerà amabilmente al ruolo di pensionato d’oro. E così avrà molto più tempo a disposizione per far visita al cognato di montecarlo, una volta esodato dagli elettori dal parlamento italiano!
I partiti cercano la legge elettorale filosofale, che li faccia vincere… a dispetto degli elettori!
Di Pietro esprimendosi schiettamente -checché se ne dica- ha il pregio fra l’altro di farsi capire chiaramente anche e sopratutto dal cosiddetto uomo della strada.
Dopo la vicenda della casa di montecarlo, la mafia è avvertita: c’è un metodo semplice, banale, per impedire l’accertamento dei reali proprietari dei beni. Non lo può accertare neanche un’inchiesta della magistratura italiana. Quale sarebbe? Le azioni al portatore!
grazie Presidente
Grazie
Scrive Repubblica che Antonio Di Pietro ci starebbe pensando sul serio: sciogliere l’Idv e creare al suo posto una sorta di “listone civico” da collocare sul mercato della politica o nel centro sinistra o proprio nella nuova area in cui Grillo sta facendo da apripista. (da Repubblica)
E perchè no ? Sarebbe una bella botta al sistema che scricchiola ma non crolla. Coraggio onorevole, esca dalla casta, rinunci ai rimborsi e ritorni allo spirito della contestazione giovanile. Si vive una volta sola ! Io sono cresciuta a omogeneizzati e slogan del ’68. Sarà opprtuno ripescarne qualcuno ancora attuale.
Meglio Grillo, il saggio rivoluzionario in servizio permanente, che il PD
Sono con l’On. Di Pietro come sempre, anche se percepisco a pelle la malafede di molti, vicini e lontani, che tendono a lasciarlo da solo a condurre con coraggio una battaglia sacrossanta, ma troppo faticosa per tutti coloro che hanno scelto di starsene lì a scaldare la poltrona.
Il Parlamento è un piccolo teatrino che offre continui esempi di come vanno le cose in Italia. Nel mio piccolo assisto al verificarsi di fenomeni simili anche intorno a me. Non appena si trova qualche scorciatoia laterale, la via “giusta” non interessa più a nessuno, solo al più debole, alla vittima sempre irrimediabilmente sola nell’attendere di vedere riconosciuti i suoi diritti come nel più angoscioso dei romanzi di Kafka.
Non abbiamo votato questo governo, è vero, ma è anche vero che la gente che legge il giornale, sbadiglia, rumina in Parlamento è il riflesso della società attuale. C’è una strana maggioranza perché lì c’è “gente-de-noialtri”, chiacchierona, pasticciona, in malafede, pronta a fare tutto e il contrario di tutto.
Tutti a dire “Bravo Di Pietro”! Ma mi domando: come la cambiamo questa classe politica, come? Basta un solo Antonio Di Pietro? No, dico io. Che facciamo allora, lo cloniamo?
Poi c’è un’altra cosa: a me preoccupa abbastanza anche la questione delle alleanze. Non mi convince nessun’altro. Ai tempi, non mi era piaciuta neppure la foto di Vasto… Peccato per Grillo, ma pure quello vallo a capire.
Infine, tutto quel feeling con la CGIL… con quei bidoni! Gente brava solo a fare comizi e che sotto il palco, quando si toglie la maschera, ha tutto un altro volto. Parlo per esperienza diretta, purtroppo so molto bene quello che dico.
Comunque, poiché con il pessimismo si va poco lontani, mi aggiungo al coro pure io: Bravo Di Pietro! Avanti tutta!
sei sempre un grande ti chiediamo di mantenere sempre questa linea grazie
“Sarebbe bello se tutte le cittadine e tutti i cittadini che vogliono la verità sulle stragi e la trattativa sottoscrivessero il discorso tenuto dal pg di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, a via d’Amelio il 19 luglio.
Io lo sottoscrivo. Ero presente e posso dire che è stato un discorso vero, forte e commovente.
Scarpinato ha ricordato l’esistenza di pezzi deviati delle istituzioni, nel passato e nel presente, che a parole celebrano l’antimafia, salvo poi smentirla nei fatti con comportamenti torbidi e vergognosi…”
SOTTOSCRIVIAMO TUTTI!!!
http://www.luigidemagistris.it/index.php?post=2894
Patrizia
“Mentre in italia il Parlamento e`una buffonata, per il momento in Germania funziona ancora.”
hai azzeccato
questo è il vero motivo dello spread alto
se i parlamento è corrotto anche le leggi sono corrotte
se il parlamento è pieno di ladri
chi si fida delle leggi che votano ?
ma sopra tutto che leggi voteranno ?
Mandiamoli a casa
Burocrazia
Non per carenza di legislazione
ma per carenza di buon senso
non per mancanza di legislazione
ma per mancanza di intelligenza
SE QUESTO E’ UN “GIORNALISTA”.
VITTORIO FELTRI: .
“L’argomento non mi interessa, a meno che non sia trattato da Leonardo Sciascia, l resto è noia, come direbbe Franco Califano cantando d’altro. Mai vista una puntata della Piovra. Il padrino, dopo dieci minuti di proiezione, mi aveva già stufato.”
Rincara poi la dose:”Cosa nostra è un affare siciliano, e la Sicilia è lontana, incomprensibile. L’ho visitata senza comprenderla. Osservando la splendida natura, ho constatato che la regione è una miniera d’oro non sfruttata per imbecillità: con quelle coste, con quei paesaggi, con la cultura che si respira nella zona, è sorprendente rilevare come la gente sia in bolletta, campi di espedienti – in certi casi criminali – e di impiego pubblico, il che è lo stesso”.
“Sono trascorsi venti anni e più dalla soppressione violenta di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma siamo ancora qui a discuterne. Che barba. Il bandolo della matassa è introvabile. Gli esperti si intorcinano in dibattiti sterili. Servizi televisivi. Ricostruzioni giornalistiche lacunose. Analisi politiche approssimative. Un oceano di parole in cui la verità affoga.”
“Negli ultimi mesi tiene banco la supposta trattativa tra mafia e Stato. Non ce ne frega niente. È vero. Al Centro e al Nord dello stivale la filiera mafiosa ha affondato qualche radice ma diciamolo chiaramente: il vivaio della piovra è in acque meridionali ed è lì che bisogna agire per eliminarlo. Ancora più crudelmente: se questo è un affare siciliano, se lo grattino i siciliani. Ma grattino forte”.
IL “NON CE NE FREGA NIENTE”, non vi ricorda un “ME NE FREGO” di mussoliniana memoria? A me si. Se questo è un giornalista, mi domando come faccia l’Ordine a non vergognarsene. Questa sarebbe solo l’ultima inquietante paranoia di un lungo elenco.
P.S. Ricordo anche un tizio alto quanto un comodino che attaccò i produttori de “La piovra”…
l’articolo originale di Feltri: http://www.ilgiornale.it/news/interni/che-barba-mafia-solo-cosa-loro.html
di: Sostiene De Magistris
Chiunque..GOVERNI..
^
…Fate…PRESTO…FACCIAMO..presto..!
Come diceva JFK..non chiedere agli altri…cosa possono fare per VOI..ma..piuttosto..quello che TU puoi fare per il tuo PAESE.!
Anche la GERMANIA..per giustificare il suo ..^procedere^..SI..fa..giudicare..in..recessione.!
La FINANZA..delinquenziale..MONTI e DRAGHI..^a RUOLO^..continua ad affamare il MONDO..finchè..i TRE grandi..lo vorranno…vaticano assistiti.!
Oceani..ATLANTICO…PACIFICO..e..MAR NERO..!..come ..BRITANNIA..^..voluit^..1992.!..santa..A S I A ..!!
…CHIUNQUE..GOVERNI..per KOGLIONI ci prendono e per ..KOGLIONI ci lasciano..!
…BERLUSCONI…??…MONTI…??…PRODI…?..NAPOLITANO…?
@ Alberto De Cristoforo
I sindacati …..sssssilenzio li potresti svegliare, dormono così bene
ciao
Da: Condannati a pane e rigore
la proposta di legge Grillo
“D’altronde, in base ad uno dei cardini di quella legge (proposta ndr), oggi non si potrebbe più candidare avendo già fatto le due legislature consecutive.”
di ADC, ma anche di tanti altri
l’avevo già letta altre volte senza trovare il tempo per rispondere
credo che provenga dall’eco che arriva dalla norma che regola le presidenza Usa ed anche europee
solo due legislature
sono due cose diverse fare il presidente e fare il parlamentare
se un parlamentare merita di essere rieletto lo decidono i votanti con il loro voto a favore
se gli elettori sono sufficientemente intelligenti e il parlamentare è un inetto, gli elettori non sono obbligati a votarlo
questa proposta di legge ci rivela la vera capacità dei rappresentanti del gruppo Grillo di produrre leggi intelligenti
era così anche la lega sin dall’inizio ma tanti non l’hanno capita ancora adesso
IL SUICIDIO DELL’EUROPA
Quando dicono che non congeleranno la tredicesima, ai dipendenti pubblici e ai pensionati, mentre al contempo, i comuni italiani sono in bancarotta, ed è “in forse” lo stipendio di agosto, allora a tradurre bene i fatti, s’è solo messa sul tavolo, anche questa opzione, che varrebbe 16 milardi (?). Si sa come funziona, no? Prima la smentita poi dichiarata l’inevitabilità della misura. Che a 530 punti di spread, viene ingoiata in un giorno!
Quindi la germania fa salire lo spread al livello di default.
mentre in Italia, i partiti, molto responsabilmente, mentre fanno l’ammucchiata, giocano al diversivo, e alla legge elettorale, che fa vincere chi la scrive (una specie di porcellum filosofale).
L’Italia viene giù.
Che si tratti di drammatizzazione per far ingoiare dei rospi, e riorganizzare l’europa, in chiave totalitaria, con la finanza a capo del sistema, è inevidente solo a chi si beve i discorsi degli economisti, sconfessati quotidianamente, dalla loro capacità, di spiegare e prevedere nulla, dell’economia.
E’ una chiara drammatizzazione perchè negli USA la fed stampa e rinvia per legge il termine di default. Mentre la bce aspetta il crollo per giustificare il cambiamento di rotta /a cui ora la germania s’oppone). Accadrà dopo le svendite dell’economia reale, a beneficio di chi ora ha tutta la liquidità.
Non si prendono i soldi dalla svizzera, sui conti degli evasori, che inglesi e tedeschi hanno già incamerato.
Non si approvano sanzioni all’americana per gli evasori.
Non ci si impone col buon senso alla germania della merkel.
Non viene esplicitato il buco nell’economia globale dovuto ai derivati: a quanto ammonta? Con che potrà essere colmato dai debitori? (Potrà essere colmato solo con un cambiamento delle regole che azzeri i crediti inesigibili. O con una guerra.)
La mia (facile) predizione è che fra qualche settimana, monti, se ne andrà a far il senatore a vita, rilasciando interviste, con i nipotini sulle ginocchia, in cui dice che, se l’Italia se n’è venuta giù, è “per colpa dei partiti”, che non l’hanno lasciato fare “sino alla fine” (!). Che la “fase due” non gliel’hanno fatta neanche iniziare, nonostante fosse li pronto, mche il destino è cinico e baro.
I partiti alle prossime lezioni prometteranno… l’autarchia per vincere le elezioni. Basterebbe invece riprendersi la sovranità monetaria, e non fare la fine delle della scimmietta dell’esperimento comportamentista (crudele):
Una di due scimmiette (chimiamola per l’analogia “germania”), può premere un pulsante, per evitare la scossa, dopo il suono della campanella, evitandola anche all’altra scimmietta (chiamiamola “Italia”).
Dopo un po’, la scimmietta che può premere il pulsante, associa gli eventi, ed evita a sè, e inconsapevolmente, all’altra scimmietta, la scossa.
L’altra scimmietta, è completamente inerme, e impotente, di fronte agli eventi. Ogni tanto, quella che può agire, non preme il pulsante, e prendono entrambe, la scossa.
Alla fine, la scimmietta che nulla poteva fare, si ammala di tutte le malattie del mondo, col sistema immunitario in subbuglio.
Mentre la scimmietta, che aveva collegato cause ed effetti, controllando le scosse, controlla il suo destino, e non s’ammala.
“Italia” è la scimmietta che non controlla l’economia avendola “delegata” – monti viene trattato con considerazione solo a parole – alla “germania”, con la sovranità monetaria.
e anche hitler era così
la festa di tòr buldù
da qualche giorno i leghisti di bergamo e limitrofi si ritrovano alla festa
non c’è più la bella ragazza con il trottino sulla maglietta, che interpellata rispondeva: “è il mio idolo” accompagnando la frase con sensuale fremito del corpo
c’è però la sfilza di manifesti storici che anno per anno illustrano dal 1998 i meriti e le conquiste della lega per la liberazione della padania
come l’anno scorso la fila è ferma al 2010
il 2011 è il 2012 non esistono
Scrive Di Pietro: – Non capisco la ragione per cui anche lei, signor presidente della Camera, e soprattutto il governo, facciate incontri riservati con i singoli segretari dei partiti sulla legge elettorale. Invece di discuterla serenamente e pubblicamente nelle commissioni parlamentari la discutete nelle segreterie dei partiti.. -
Eppure, Onorevole, Lei lo sa quello che fanno nei loro incontri carbonari. Cercano di trovare la quadra per eliminare legalmente il M5S. Non possono usare una soglia di sbarramento perchè dovrebbe essere così alta da eliminare prima Fli, Lega, Udc, Sel, Idv e forse lo stesso Pdl. Propongono il Provincellum, cioè il Porcellum rimpannucciato che dalla stalla di campagna va a vivere in città e, infine, Alfano con il semipresidenzialismo si arrabatta a creare un posto fisso per il precario Berlusconi ormai in mobilità da parecchi mesi. Come dice Grillo ? – Partiti, morite con calma – E così sia.
BERLINO – Se l’euro crollasse sarebbe una catastrofe anche per la Germania alla quale l’uscita dalla moneta unica costerebbe 3mila miliardi. Ne è convinto l’economista tedesco Lars Feld, uno dei ‘cinque saggi’ consulenti indipendenti del governo tedesco.”Secondo i nostri calcoli – ha dichiarato Feld in un’intervista al quotidiano Rheinische Post – l’uscita della Germania dall’euro costerebbe all’economia tedesca a breve termine 3,3 mila miliardi di euro”. Per il ‘saggio’ le conseguenze ”sarebbero un’ondata di fallimenti e di disoccupazione”, che colpirebbe soprattutto il ceto medio. -
Ha sentito Cancelliera Merkel ? Allentare i cordoni della borsa sarebbe salutare anche per la Germania
Secondo me, per quel poco che conta, caro Di Pietro, stai andando benissimo.
Anche per i bellissimi referendum annunciati.
Ho avuto occasione di ascoltare, in TV, anche un altro tuo intervento: quello delle elezioni regionali in Molise, e mi sei piaciuto molto.
Però, purtroppo, sempre per quel che mi riguarda e, quindi, per quel niente che conta, sulle alleanze locali fatte con il PD, mi spiace, ma non ci posso passare sopra.
Inoltre, mi pare che Bersani ti abbia riaperto l’uscio: sei grande e vaccinato, e dovrai, naturalmente, decidere tu, cosa vuoi fare o meno: se rispondere al richiamo, oppure lasciar stare. Ma io, sempre per quel che mi riguarda, e per quel niente che conta, dare un voto all’IdV, affinché poi venga deposto ai piedi di quel macellaio di Bersani, che ha sfrondato la povera gente menando colpi di machete a dritta e a manca, mi spiace, ma non è proprio cosa che possa fare.
Carissimo Tonino mi spiace constatare che nonostante dici delle cose giuste tutti ti deridono…si…!! di nascosto, forse non tanto, si fanno le risatine, questo mi fa salire la rabbia e provo un senso di impotenza e di scoramento…, si perchè capisco e forse non solo io che questo ormai è uno stato mafioso, ormai la merda chiamata mafia è arrivata in tutti gli angoli di questo stato e in tutti i posti di comando…!! che poi è troppo comodo dare sempre la colpa alla mafia….la mafia non esiste…esiste purtroppo la CULTURA MAFIOSA quella si che può essere usata da chiunque…..!!!
Ma stai tranquillo ho sempre votato pd ma ora il mio voto e quello di chi mi sta vicino lo avrai sempre….!! lo avresti anche se avessi sempre votato msi….!!
grazie
saluti carissimi
Bravo Onorevole DI PIETRO
..continui cosi
..il popolo è con voi
…altrimenti sara rivoluzione
EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA VENCIDO!
Da TRAVAGLIO
Dopo Dell’Utri, anche Casini fa sapere :”non sarei affatto tranquillo se mi trovassi a essere processato da Ingroia, anzi qualche preoccupazione in più ce l’avrei, a prescindere dalla mia innocenza o colpevolezza, perché Ingroia non è affatto imparziale”.
Se, prima di dare manforte a Dell’Utri, Azzurro Caltagirone avesse preso ripetizioni dall’avvocato di famiglia Paola Severino, che fa anche il ministro della Giustizia, avrebbe scoperto che Ingroia non potrebbe mai processarlo né giudicarlo, visto che fa il pm. Ora poi, almeno per un anno, non potrà neppure indagarlo perché ha accettato un incarico dall’Onu in Guatemala.
Pare infatti che alle Nazioni Unite – diversamente che nei palazzi della politica italiana e in particolare nella sede Udc, popolata di clienti fissi di procure e tribunali – Ingroia goda fama di magistrato capace e imparziale. In ogni caso, se proprio ci tiene, Casini potrebbe comunicare alla Procura di Palermo quali eventuali reati ha commesso e vedrà che un altro pm glielo trovano.
Già nei giorni scorsi, Casini aveva definito i pm di Palermo che indagano sulle trattative Stato-mafia “schegge della magistratura che forse hanno obiettivi intimidatori”, mandanti dell’”attacco pretestuoso al Quirinale”, gente che “si sente minacciata nei privilegi di casta o pensa di avere il monopolio su alcuni poteri dello Stato rispetto a un uomo che garantisce l’equilibrio tra i poteri”.
Parole che hanno suscitato comprensibile entusiasmo fra i maggiorenti Udc: Cuffaro non c’era, essendo momentaneamente distaccato a Rebibbia; mancava pure Mannino, indagato per la trattativa, da tempo trasmigrato in zona B. Resistono invece Cesa, a suo tempo arrestato e reo confesso per tangenti, e l’ex tesoriere Naro, imputato per una tangente Enav.
Ci si attendeva magari una lavata di capo dal suo neoalleato Bersani, invece era troppo impegnato a tuonare contro Di Pietro, reo di aver difeso i pm di Palermo. Evidentemente non gli crea alcun imbarazzo allearsi con un tizio che, non contento di aver portato in Parlamento Cuffaro, Mannino, Cesa, Naro e solidarizzato da presidente della Camera con Dell’Utri alla vigilia della prima sentenza in cui fu condannato per mafia, insulta i pm antimafia. Chi si somiglia si piglia.
Ci si attendeva magari una parolina dal Csm, così prodigo di “pratiche a tutela” dei magistrati aggrediti da B & C: invece niente, silenzio di tomba. Forse perché il presidente del Csm è Napolitano e il vicepresidente è Vietti, sodale di Casini e degno successore di Mancino.
Poteva dire qualcosa l’Anm, ma anch’essa s’è prontamente adeguata alla consegna del silenzio. Eppure bastava copiare ciò che si diceva l’anno scorso, quando ad attaccare i pm, anche con conflitti di attribuzione, non erano il Quirinale e Casini, ma Palazzo Chigi e B. Vietti: “La magistratura non ha disegni sovversivi, ai giudici si deve rispetto”. Cascini: “Non c’è uno scontro istituzionale. C’è un’aggressione alla magistratura da parte di chi rifiuta il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge”.
Palamara: “Punire i magistrati? Parole gravissime e inaccettabili. La magistratura non si farà intimidire: non è in conflitto con nessuno, applica la legge. Non possiamo far finta di non vedere, a meno che non venga scritto che quando c’è il potere politico non si devono fare indagini”.
Ma oggi il neopresidente dell’Anm Sabelli suona il silenzio e monita: “Non si vuole interferire in alcun modo nelle vicende giudiziarie: troppe parole fanno male alle indagini e ai processi”, occorre “evitare la logica del contrasto e della contrapposizione”. Ma tu pensa. Come passa il tempo.
Cari amici di Facebook, Vi invito a iscrivervi alla newsletter di Italia dei Valori, dove l’on. Di Pietro ci aggiorna direttamente dalla Camera dei Deputati, facendoci ascoltare i suoi interventi, capire meglio dove sta la verità e cosa vale la pena di votare alle prossime elezioni politiche.
Capisco che ognuno di voi ha i propri orientamenti politici,ma e’ giusto avere l’opportunità di aggiornarsi, ascoltando altre persone. L’ascolto e’ una cosa molto saggia. Valutate e memorizzate gli interventi ed il lavoro dell’IDV per poi votare il giorno delle prossime votazioni politiche che mi auguro arrivino ad ottobre prossimo,(perche’ andare avanti con questa attuale maggioranza politica mi pare piu’ dannosa che costruttiva),in modo piu’ attento.Ringrazio ancora una volta il suddetto esponente politico ed il suo partito per l’aggiornamento che costantemente mi arriva sulla mail, e che non cestino mai prima di averla letta attentamente, riconfermando ogni volta la fiducia all’IDV che merita anche per le mail che mi manda ogni volta e che non mi delude mai. Certo “Tonino” e’ un po rustico ed arrabbiato, ma chi puo’ non essere arrabbiato con questa classe politica?Spero di poter ancora, pur non essendo un parlamentare, poter contare sul diritto di poter esprimere il mio pensiero, quindi sulla liberta’ di stampa, senza vedermi per questo querele e richieste risarcitorie.Esiste ancora la democrazia in Italia? E’ mai esistita? Siamo liberi di poter parlare o dobbiamo temere che ….?
Sono solo spunti di riflessione amici. Ciao a tutti e grazie ancora all’on.le Di Pietro, onorevole davvero,che ha conquistato davvero la mia amicizia e con questo glielo voglio dire.Ciao.
Scusate per qualche errore di grammatica, la prossima volta rileggero’ l’articolo apportando delle correzioni. Anche io sono rustico come Tonino e non ho fatto studi liceali, ma tecnici.Cordiali saluti da Stefano
Grande Tonino,sei una bandiera vai avanti così a tutta forza!!!!!!a proposito di magliette e carbonai!!se non sbaglio fù proprio dalle parti dei carbonai,che sono nati i motti!!!!mi pare ci fossero un certo Mazzini,Silvio Pellico,Ciro Menotti,i Fratelli Bandiera ed altri, mi ricordo Male???? c’è qualche d’uno che può aiutarmi??????
Di Pietro, ma ti sei accorto che più ti vai allontanando dalla linea del PD, e meno ti mandano in TV?
Spero che questo ti aiuti a capire come si sentono i più deboli, i più poveri, sfruttati da tutti, ma che non possono dire la loro da nessuna parte.
Perchè vogliono far entrare in un calderone tutti incominciando dal Capo dello Stato dal ex Capo del Consiglio Berlusconi etutta la plebea, la corruzione è una cosa seria non è che le altre non sono serie ma la corruzione è un investimento facile, vi faccio un esempio il Capo dello Stato Napolitano dovrebbe essere come un padre di famiglia, se un padre a due figli uno educato e laltro un delinguente non può fare si di far diventare laltro educato se poi il padre è un delinguente il figlio educato deve essere per forza un delinguente pure lui perchè la maggioranza su tre e due è due sono i delinguenti laltro ci diventa direttamente, se rubo una gallina per sfamare i figli mi danno 30 anni di carcere se Formigoni ruba 8 miliardi di galline non gli fanno niente e tutte le persone che vedono e sentono non fanno altro che dire la fatto lui non lo posso fare pure io non voglio dilungarmi, un saluto al Capo dello stato stai più vicino a Di Pietro che farai una bella figura te lo dice uno che è nato nella tua Campania Cicciano (NA) Antonio Cavezza(e-mail-cavezza54@libero.it
Populismo:
Termine usato per designare tendenze o movimenti politici sviluppatisi in differenti aree e contesti nel corso del 20° secolo. Tali movimenti presentano alcuni tratti comuni, almeno in parte riconducibili a una rappresentazione idealizzata del ‘popolo’ e a un’esaltazione di quest’ultimo, come portatore di istanze e valori positivi (prevalentemente tradizionali), in contrasto con i difetti e la corruzione delle élite
Se questo è populismo, io il M5S e l’IDV apparteniamo in tutto e per tutto a tale corrente: il popolo contro la corruzione e il malaffare delle elite.
Forza Beppe, forza Di Pietro.
Stefano.Giannini@yahoo.it
I raggiri e gli artifizi sono iniziati tempo fa, quando per entrare nell`euro si e`ceduta la sovranita`dello stato e la sovranita`dei cittadini.
Il tutto fatto all`insaputa della massa, ma sapientemente calcolato.
Come ha detto Monti non molto tempo fa, le crisi sono utili perche`servono a far perdere la sovranita`allo stato.
E`come l`impresa che, non riuscendo ad avere credito dai canali ufficiali, si rivolge agli strozzini della mafia, all`inizio i tassi sono bassi, poi aumentano fino al punto in cui l`imprenditore perde l`azienda.
E`strano e peculiare come i grandi crimini finanziari della nostra epoca ricalcano il modo di agire della mafia.
Se invece di Goldman Sachs si chiamassero Gambino o invece di J.P. Morgan di chiamassero corleonesi, forse il quadro sarebbe completo.
Qual`e`stato SEMPRE il sogno dei grandi mafiosi?
Quello di diventare “legali”comperando i politici e adoperandoli per fare le leggi a loro favorevoli…
La situazione attuale riflette ESATTAMENTE il sogno mafioso.
Basta cambiare il nome di coloro che lo attuano.
Ma forse questi stessi non sono altro che gli “escutori”, coloro che agiscono in prima linea, in modo da salvaguardare i “mandanti”.
E ovviamente al “popolino”viene presentata tutt`altra realta`e con mezzi tali che la beve pedissequamente.
Quando una bugia e`ripetuta un numero sufficente di volte, diventa magicamente realta`.
Inoltre bisogna presentare una realta`non solo lontana dalla verita`, ma parziale e credibile.
Quando poi il popolino scoprira`che e`stato ingannato si inventeranno altre spiegazioni.
Ci vuole piu`Europa, ci vuole piu`integrazione.
In realta`bisogna trasferire alla “cupola”tutti i poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario.
Bisogna lasciare alla “cupola”il potere di controllo fiscale.
“Lasciatemi controllare il flusso di denaro e non mi importera`nulla chi governa”.
Esattamente quello che succede, perche`controllando il flusso di denaro si controlla l`economia e controllando l`economia si controlla la sopravvivenza degli individui che, richiesti di votare, voteranno per chi garantisce (almeno a parole e con promesse) la loro sopravvivenza.
Io penso che sia ormai troppo tardi e NON perche`il disegno non si possa fermare, ma perche`coloro stessi che potrebbero farlo, sono totalmente e passivamente vittime della propaganda della cupola.
Resti l’unico che ha il coraggio di parlare chiaro dicendo cose giuste (vedasi caso magistrato Ingroia). La storia si ripete.
Ormai seguo solo il Movimento 5 Stelle e Di Pietro.
Dal mio punto di vista siete molto simili perche` Di Pietro, piu` che rappresentare un partito, per me rappresenta un grillino. Sono convinto che IDV senza Di Pietro sarebbe il nulla per questo assomiglia a Grillo e spero che assieme riescano a “conquistare” il parlamento di questo povero Paese.
Col sistema copia e incolla, riporto uno stralcio dell’articolo di Gad Lerner su Formigoni, affinché voi tutti riflettiate su cosa è diventata la cosa pubblica:
“Facendo la voce grossa spera di ritardare il momento della resa dei conti che lo taglierà fuori. Altro che le dimissioni della Minetti, il cui assistente (pagato da noi tutti) nei giorni scorsi ha depositato presso l’Ufficio brevetti del Ministero dello Sviluppo economico il marchio “Bunga Bunga Condom” per la distribuzione di profilattici. Almeno lì c’è della coerenza. In Formigoni neanche quella.”
Non aggiungo altro.
Angela Vita
Consiglierei di leggere questo articolo e soprattutto i commenti
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/25/i-giovani-idv-a-di-pietro-ricuci-con-il-pd/305182/
Armiamoci e partiamo e’ ora di rivoluzione
Piano salva Europa: costringere i ricchi a pagare!
Il Vecchio continente sta attraversando una profonda crisi politica ed economica che ormai – nonostante i sacrifi imposti alle popolazioni – sembra irreversibile. Quella dell’austerità e del rigore è una medicina che non funziona e che rischia addirittura di ammazzare il malato! L’Unione Europea rischia così di perdere ‘pezzi’ lungo la strada del rigore e dell’austerità, fino ad affondare nel mare sempre più minaccioso del “debito sovrano”! I due problemi fondamentali che affliggono il continente sono ormai sotto gli occhi di tutti: gli enormi livelli di debito pubblico e l’ineguaglianza tra i ricchi e il resto della popolazione. Ma qualcosa sembra muoversi. Finalmente le autorità politiche internazionali si sono mobilitate per cercare di mettere in atto un piano in grado di risolvere entrambe le questione. L’idea, abbozzata per la prima volta da un’organizzazione di economisti tedeschi, è semplice: imporre una tassa del 10% sul patrimonio degli europei più facoltosi, costringendoli a prestare soldi ai loro governi. Il piano esorta a imporre una tassa una tantum del 10% sugli asset totali in mano ai cittadini europei che detengono più di 309 mila dollari in portafoglio (per le coppie la soglia sale a $611.000). All’imposta verrebbe accompagnato un programma di ‘prestiti forzati’, secondo il quale i più benestanti verrebbero spinti a prestare denaro ai loro governi. Soldi che verranno restituiti nel tempo! Ad avere avanzato ufficialmente la proposta è Stefan Bach del prestigioso istituto di ricerca economica tedesco DIW, con sede a Berlino. “In molti paesi i livelli di debito sovrano sono aumentati in maniera considerevole e allo stesso tempo abbiamo immense quantità di asset privati in mano a pochi. Se prese tutte insieme superano di molto i debiti nazionali complessivi di tutti gli stati membri dell’Eurozona presi insieme”. In poche parole, il patrimonio dei “paperoni” sarebbe sufficiente a coprire i buchi di bilancio di tutti i governi in difficoltà del Vecchio continente!
….subito…IMPEACHMENT..e..TSO..!
..A. B. C. preparano il..^PADULO^..ultima edizione..confezione ^MONTI/NAPOLITANO..per gli Italiani..soliti..KOGLIONI di BOCCA..BUONA.!
..il voto di preferenza..il..contentino..lo..zuccherino..per gli stolti..per gli ingenui..che..-intanto,- si tegono la DITTAURA del semi/PRESIDENZIALISMO.!
..il..solito..GARANTE..infido..inutile..e.doppiogiochista..dalemiano..berlusconiano..vaticanista..che col suo PADULO..raffinato..ci..governa e garantisce.!
..il..PADULO..in..letteratura..”Pacco (Alberto Arbasino, Busi); Padùlo [27]; Pala (Aretino); Palo (Pasolini), Paletto (Pasolini); Panni lini (Aretino); Pastorale (Aretino); Patta (Busi); Pedona (Sacchetti); Pendolo (Busi), Pendolone (Matteo Bandello); Pene (termine proprio della lingua italiana); Penna (Gozzi); Pennarolo (Belli); Pennello (Aretino); Pentolino (Moravia); Pertica (Aretino), Pestaglio, Pestello (Boccaccio); Peston, Pestone (Porta); Piede di trespolo (Aretino); Piffero (Aretino); Piolo (Aretino); Pipino; Pirla; Pirolo (Belli); Pisello; Pistello (Aretino); Pistone (Aretino); Pivo (Aretino); Pugnale (Aretino); Puntello (Aretino); Pupazzo (Belli)..(Wikipedia..culturale.);
..ma..il..PADULO..nelle piazze..non solo..greche e spagnole..ma..anche..italiane..non è più..GRADITO.!..provoca reazioni..pericolose..con..botti..fuoco e spari.!
ci vogliono distrarre..con..Vendola e Formigoni..mentre..le..BANCHE continuano ad arricchirsi.!
….VOTIAMO…DOMANI..comunque..bastano le PRIMARIE di ..PARTITO.!
..va bene anche il PORCELLUM..la..MAILATA ..poltica di tutti i..PARTITI.!
..VOTIAMO..domani..prima che sia troppo tardi.!
..IMPEACHMENT e..TSO..per il QUIRINALE..!
lewisaugel34venezia
Se davvero vogliamo fare gli interessi dei cittadini, signori del Parlamento e del governo, perché non approviamo la legge anticorruzione, che giace in un cassetto mentre qui si approvano altre leggi? E perché, signor presidente della Camera, pur avendo da un anno, in quota Italia dei Valori, un provvedimento sul falso in bilancio non lo mette in discussione?
Dai Di Pietro, la risposta è ovvia. Cerco di dare una risposta:
-il reato di corruzione distruggerebbe la nostra efficiente classe politica,
le lobby, e le amministrazioni periferiche
- il falso in bilancio avrebbe effetti ancora più disastrosi: dovremmo
azzerare la borsa di Milano, gli amministratori delegati sarebbero quasi
tutti indagati. Un crollo a scapito degli azionisti di minoranza e di
maggioranza, invece ora il danno è minore. lo pigliano in quel posto solo
gli azionisti di minoranza.
Poi dici che in Parlamento qualcuno ha offeso i magistrati, ma non è lo stesso parlamento dove ci sono “onorevoli” indagati per appoggio, concorso esterno, ecc. alla mafia?
E allora, non fare Don Chisciotte, non spaventare con le inutili grida, tanto non hai potere per agire, sei segnato e hanno dichiarato l’ostracismo verso l’IdV.
Aspetta le prossimi elezioni e spera che questo popolo riesca a vedere più in la del proprio naso.
Molto bello l’intervento di Di Pietro. Però quanto sta accadendo nell’IDV non mi piace affatto. Io apprezzo molto Donadi, è bravo e preparato e pertanto va salvaguardato e non contrapposto a Di Pietro che è l’ariete del partito ma a volte fa prevalere “il temperamento” alla lucidità di analisi (che non manca assolutamente a Donadi).
Attenzione pertanto: guai tentare di assomigliare a Grillo che è un qualunquista e non ha capacità di governo. Abbaiare alla luna è molto più facile che “sporcarsi” le mani candidandosi alla guida della Nazione.
Ciò detto se vogliamo avere qualche “chance” di governo dobbiamo assolutamente lavorare con quei settori del PD più vicini ai “nostri” valori che non vogliono l’accordo con l’UDC per rilanciare l’accordo di Vasto.
Non possiamo confondere IDV con M5S; i grillini “in pectore” che di economia non ne capiscono assolutamente nulla ma strillano in favore della
uscita dall’euro e non vorrebbero pagare i debiti contratti sono altrettanto pericolosi quanto Berlusconi (che guarda caso ha raccolto la stessa bandiera) e vanno lasciati all’opposizione da cui possono anche dare un buon contributo di stimolo. Guai ad accordi con loro: IDV scomparirebbe in breve tempo (la moneta “cattiva” scaccia quella “buona” , legge di Gresham).
La differenza tra Grillo e Di Pietro
Il primo è diretto, si rivolge al popolo, come Berlusconi. Solo che invece di vendere sogni cone il papi, lui dice: VOI dovete prenderli a calci in culo!
detto in parole povere.
TU caro Di Pietro ti rivolgi alle istituzioni chiedendo di fare e non fare.
Capisci l’errore? Chiedi al ladro di farti da usciere.
Segui la linea del silvietto e di grillo, parla rivolgendoti al popolo, direttamente e, come Grillo, coinvolgilo nel progetto del rinnovo rivoluzionario delle istituzioni e nell’azzeramento di questa classe politica.
Certo, dirai che ci informi, che prendi iniziative……no, un capo grida:
“seguitemi e distruggiamoli. Le future generazioni ricorderanno questo giorno come l’inizio di un nuovo risorgimento.”
Cambia tattica, non su questo blog dove ti conosciamo, ma quando ti danno la possibilità di apparire in TV.
Il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci del PDL regala 141.200 alla società di pubblicità di Daniela Santanché perchè promuova l’immagine della Sardegna su quel prestigioso organo di stampa che è Il Giornale. [...] 141.200 euro di pubblicità su un quotidiano talmente in crisi di vendite che ce lo tirano con l’Unione Sarda
Molto utile però al Giornale, il cui direttore non è altro che Alessandro Sallusti, l’attuale compagno e futuro sposo della Santa deputata del PDL. Qui la delibera della giunta sarda:
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20120719101839.pdf
Ecco dove vanno a finire i soldi dei contribuenti. E’ mai possibile che il Governatore Cappellacci non avesse altri progetti di pubblica utilità per i Sardi da finanziare con quella somma ? Il turismo si promuove con la partecipazione agli stand per la presentazione di pacchetti appetibili in patria e all’estero oppure creando siti multingue in rete per attirare i visitatori stranieri, acosti di molto inferiori. Chi legge il Giornale all’estero ? E in Italia tutti conoscono la bellezza della Sardegna…
“Se l’euro crollasse sarebbe una catastrofe anche per la Germania alla quale l’uscita dalla moneta unica costerebbe 3mila miliardi.”
Non so dei 3 mila miliardi, ma e`pacifico che la Germania ci perderebbe moltissimo dal crollo dell`eurozona.
Innanzitutto perche`perderebbe i crediti con i PIIGS.
Quello che e`altrettanto pacifico e`che ci perderebbe ancora di piu`se Spagna e Italia continuassero con lo spending senza la review…questo e`il motivo per cui non vuole il crollo dell`eurozona e contemporaneamente non vuole che il debito aumenti a dismisura.
REINCARNAZIONI
Prendete una foto di fini e disegnateci sotto al naso, sopra alle labbra, dei brevi baffetti alla adolf, e… vedrete che proprietà di linguaggio, che oratoria, che scaltrezza, che modi di prendersi la ragione, che capacità di togliere la parola perchè il tempo a sua disposizione è terminato.
Un neofascista vice di almirante ch’è andato a gerusalemme per ottenere il nullaosta dagli ebrei, nel caso fosse stato eletto presidente. Mi pare abbia defenestrato il suo partito, mentre i suoi generali corrono ancora da ex-neofascisti-ex-berlusconiani.
Perchè fini ormai studia da presidente (che non sarà mai, i post-neofascisti si possono solo illudere di diventarlo). Ma si è compromesso. E’ stato buono per tutte le stagioni. S’è sputtanato con l’irrisolta storia del cognato. Non s’è mai saputo di chi fosse la casa di montecarlo. E noi non ci possiamo più permettere, come popolo italiano, furbastri di tale portata!
fini un giorno, quantomeno nelle sue memorie di statista del caciocavallo, dovrà dirci che faceva a Genova, quando si ebbero comportamenti da torturatori cileni alla bolzaneto e alla diaz. Ce lo deve a noi popolo italiano.
Di Pietro ha replicato nel merito, nel suo intervento alla Camera; fini è solo scaltro nelle tecniche argomentative e retoriche. Ha letto Schopenhauer, con i suoi 38 Stratagemmi per ottenere ragione. Eticamente è però una banderuola. Sobrio anche lui. Ma pur sempre sobria banderuola. Prima con B poi con casini… un ex-neofascista! Miettete scuorne! Ma in cosa credi? Solo nella carriera personale? Nel potere? E’ per questa ragione che hai scassato alleanza nazionale?
Ben più complicato per fini è l’essere intellettualmente onesto, e un pochino autentico. Come cittadino ed elettore italiano è questo il mio giudizio su fini, un nominato alla presidenza della camera.
fini è solo una macchina senz’anima.
Dunque, prendete una foto di fini, e su, disegnateci dei baffetti alla adolf: dell’esito ne sarete sorpresi!
Di primo acchito avevo letto ributtante anziché riluttante. Un lapsus, evidentemente. Ma che, come quasi tutti i lapsus, ha una sua giustificazione.
Matteo Ha scritto:
Temo che Di Pietro, all’osso, sia un un uomo del sistema, di questo sistema, e che non voglia rischiare più di tanto: un passo avanti e due indietro. Le istituzioni ormai sono state deformate a supporto degli interessi economici sovranazionali, delle collusioni mafiose e del globalismo più ottuso. Vanno rifondate con la partecipazione diretta dei cittadini: abbiamo già imparato sulla nostra pelle cosa significa farci ”rappresentare”.
la Bce pronta ad agire, ecco il piano operativo per salvare l’Europa
In uno scenario di mercati al ribasso e di spread alle stelle, l’unica possibilità di salvare l’euro e l’Europa potrebbe risiedere nelle mani della BCE e del suo presidente Mario Draghi; un’operazione di salvataggio in più fasi ipotizzata da fonti monetarie e di mercato e riportata da il sole24ore.
Il piano operativo per salvare l’Europa dovrebbe partire dalla richiesta -ormai imminente- della Spagna di attivare lo scudo antispread, un “rispetto immediato degli accordi” presi nel vertice di giugno che costerebbe al paese iberico il rispetto delle condizioni già sottoscritte nel memorandum of understanding in cambio dei 100 miliardi per le banche, ma che non implicherebbe un salvataggio dell’intero paese, come nel caso di Grecia, Irlanda e Portogallo.
Toccherebbe poi al fondo salva stati Efsf intervenire per acquistare titoli di stato spagnoli, mentre la Bce farebbe da agente; il ruolo del fondo salva stati sarebbe comunque temporaneo – date le sue limitate risorse- fino al momento della pronuncia a settembre della corte costituzionale tedesca e all’attivazione del fondo permanente Esm.
ll problema dell’Esm sarebbe, ancora una volta, le sue risorse insufficienti a salvare sia la Spagna, sia, nelle peggiori delle ipotesi, il nostro paese, sarebbe quindi necessario un intervento della Bce che autorizzi il fondo ad accedere ai suoi finanziamenti, dando in cambio i titoli spagnoli acquistati.
Un’operazione che l’Eurotower ha sempre respinto e che lo stesso Mario Draghi ha giudicato apertamente una violazione del trattato che proibisce il finanziamento monetario dei deficit pubblici; ma forse i tempi sono maturi per una possibile apertura, considerando che solo ieri il governatore della banca d’Austria e membro del consiglio della banca d’europa Ewald Nowotny ha dichiarato ” vedo buone ragioni per dare una licenza al fondo sava stati Esm”.
La licenza bancaria dovrebbe essere sottoposta a severe condizioni ed eventualmente ritirata una volta passato il pericolo. Per la Bce questo comporterebbe il vantaggio di non dover riprendere l’acquisto di titoli in base al controverso programma Smp e la possibilità di concentrarsi sulla sua politica monetaria convenzionale che dovrebbe portare -con molta probabilità- a uno taglio dei tassi di interesse a settembre.
Si salva (forse) l’euro con i soliti pasticci e guardando al passato, i pasticci si sa, alla lunga “non pagano”
Presidente, non so se la decisione di fare un listone civico al posto del partito sia la solita boutade giornalistica o meno, ma se così fosse la inviterei a fare le seguenti considerazioni e cioè:
1) Se tale ipotesi fosse vera il cittadino potrebbe percepire ciò come un ” fallimento” il passaggio da movimento a parttito che, come è noto, è un momento transitorio difficilissimo con momenti gioiosi e momenti bui per cui. sempre secondo me, l’unica via perseguibile è il rimanere coerenti con se stessi anche per non disperdere il patrimonio di simpatia che, se accompagnato da politiche buone si potrebbero trasformare in consenso senza dover perdere la propria identità.
2) A proposito di movimenti e quant’altro dove sono finiti i vari indignados italiani e i popoli di vario colore? Se non escono ora quando escono? Purtroppo siamo distanti anni luce da una coscienza sociale che invece e forte in altri stati.
3) Responsabilizzare maggiormente i vari reponsabili sia a livelli istituzionali che partitici, verificando i risultati ottenuti.
4) Il partito necessita, secondo me, di una revisione organizzativa e di norme più stringenti, onde evitare che, in caso di crescita, possano evitarsi infiltrazioni che ne potrebbero minare la credibilità.
Come vede si puo migliorare senza per questo stavolgere tutto
La “cupola” dello spread tra teoria del complotto e attacco finale all’eurozona (di Federico Rampini)
Pubblicato il 25 luglio 2012 23
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INSEGUIRE LE TEORIE DEL COMPLOTTO NON AIUTA A CAPIRE LE RAGIONI PROFONDE DI QUESTA CRISI
La “cupola” dello spread tra teoria del complotto e attacco finale all’eurozona.
di Federico Rampini
NEW YORK — IL TAM TAM CI AVVISA DA SETTIMANE: L’ATTACCO (FINALE?) ALL’EUROZONA È FISSATO PER AGOSTO.
Le voci s’infittiscono a Wall Street, le ha riprese ieri il New York Times in prima pagina: «L’estate sarà al cardiopalmo». La previsione di un’ondata speculativa contro gli anelli deboli dell’eurozona è razionale: agosto è un mese di attività ridotta sui mercati, i volumi degli scambi sono sottili, dunque è il periodo ideale per chi voglia ottenere il massimo effetto con le sue “puntate”. Ma il tam tam rischia anche di alimentare le teorie del complotto: dietro previsioni così insistenti esiste una regìa, un’azione concertata che prende di mira Grecia, Spagna, Italia? I patiti della dietrologia hanno qualche elemento a cui appoggiarsi. Oltre ai complotti immaginari, che usiamo per dare un volto e un nome alle forze impersonali dei mercati, qualche volta esistono le congiure autentiche.
NELLA CRONACA RECENTE, ALCUNI CASI SPECIFICI EVOCANO MANOVRE CONCERTATE CONTRO L’EUROZONA …
L’articolo del sempre chiaro Rampini segue su:
http://giacomosalerno.wordpress.com/2012/07/25/la-cupola-dello-spread-tra-teoria-del-complotto-e-attacco-finale-alleurozona-di-federico-rampini/
Chiara Ha scritto:
ennesimi provvedimenti che non vanno ad aggredire la recessione in maniera significativa, ecco perchè al bidone del governo-monti cominciano a venire voglie di abbandonare il paese al proprio destino con scuse varie (della stessa fattura della moltitudine di giustificazioni e scusanti che in questi mesi hanno cercato di spiegare l’assoluto fallimento della strategia di un governo di tecnici attempati e tutto sommato maldestri)
Chiara Ha scritto:
Aggiungerei che si sforza di seguire l’onda, non in chiave populistica, ma di “comprensione”.
Grillo va aiutato, ora, ma poi ci darà le sue brave delusioni, perchè la fa troppo facile, e rischia di diventare il nuovo padre-padrone alla berlusconi. Oggi Grillo è utile per scassare pd e pdl, lo status quo, ma poi serve qualcuno all’altezza di governare. E Di Pietro ci crede. Nessuno è santo, neppure l’ex PM. Ma credo abbia capito abbastanza dalla vita per non soggiacere all’ingordigia. E’ benestante. Gli serve vivere sereno e contento, avere il consenso, il calore umano, sentire di servire a questo Paese. Non accumulare. Non ha aziende quotate in borsa, immagino.
Grillo serve, ora. Nel 2013. Ma il suo metodo è paradossalmente da multinazionale. Come quelle che critica da anni. Basta guardare il funzionamento del suo blog per i commenti. L’accento è solo sul suo post. I commenti sono a tempo determinato. Spariscono sulla base di algoritmi misteriosi, immagino non per una censura umana. Questo la dice lunga sugli errori in cui incorrerà, in automatico, in buona fede, troppo fiducioso nel suo senso critico. Dipende pure da chi lo consiglia, a cui si appoggia.
Di Pietro vuole distinguersi dai partiti destinati a scomparire. Lo sa che spariranno nel 2013. Porcellum bis o no. Ci prova, Di Pietro. Non combatte per la poltrona. Non solo. Di Pietro cerca di darsi un ruolo istituzionale, non d’imbrogliare come invece fanno in modo pacchiano pd-pdl-udc, che prendono per il c*lo gli italiani.
Anche se, avendo a che fare con i grandi numeri, è un po’ inevitabile, anche per Di Pietro, non avvalersi di metodi e pragmatiche – come dire – difficili da giustificare sempre, a fonte del popolo non sempre a conoscenza dei meccanismi. Di Pietro lo sa. Gli elettori non sempre.
errata corrige
non avvalersi di metodi e pragmatiche —> avvalersi di metodi e pragmatiche
a fonte del popolo —> a fRonte del popolo
I giovani dell’IDV sembrano più preoccupati del risultato elettorale , allearsi con il PD è meno faticoso per chi vuole un posto in prima fila, in pratica si tratta solo di opportinuismo e basta, come tutti! I sindacati anche quelli, si fanno vivi a comando vedi in questi giorni , ci sono i farmacisti in piazza e allora i sindacati che fanno? Si ricordano degli esodati! Ma questa è ormai abitudine tutta italiana, c’è anche da dire che forse, Casini si ricorderà che l’IDV votò insieme all’UDC contro la rimozione di De Gennaro a conseguenza dei fatti del G8 a Genova, e che LEI On Di Pietro accusò la sinistra di fare solo la “sinistra”, De Gennaro “invece” venne premiato dal governo come capo di gabinetto e certo non per tirare lo siacquone. Quello che voglio dire è semplicemente che i proclami vanno accompagnati dai gesti, come sempre voglio sottolineare che tutto faccia comodo solo ad un unico scopo, confondere creare rumore così tanto che poi per magia ci ritroveremo un’allegra alleanza tra IDV UDC SEL PD, vedi i giovani IDV con i giovani PD….mancano i giovani UDC !?!?!?
Mi pare!!!!! che Tonino questo lo abbia capito perfettamente!! Anni Fà!!!!!@ Elson Carefading:
ho un sogno!!! Di Pietro e Grillo UNITI!!!!!!!!!!!!!!!!azzeriamo questa M……..glia.–!!!!
@ Chiara:
Non nominarmi Sallusti…. porca miseria mi hai fatto venire mal di stomaco.
@ Chiara:
“Il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci del PDL regala 141.200 alla società di pubblicità di Daniela Santanché perchè promuova l’immagine della Sardegna su quel prestigioso organo di stampa che è Il Giornale.!
Al di la di ogni battuta e commento, di ogni manifestazione operaia in Sardegna e del risultato dei referendum…… i sardi hanno eletto
Mr. Cappellacci del PdL…… capisci, loro se lo sono scelti.
Questa è la vera democrazia partecipata.
Meditate gente…… meditate
Chiara Ha scritto:
Conservo ancora qualcuno di qHo ancora di quegli omogeneizzati
@ Chiara:
… intendevo dire, Chiara, ho ancora una bella scorta di quegli … omogeneizzati del ’68 …
Se dovessi trovarti a corto di riserve, non hai che da battere un colpo …
gennaro esposito Ha scritto:
IN MEDIO STAT VIRTUS.
Serve la “forza distruttiva” di Beppe Grillo, serve il “coraggio” di sfidare il potere costituito di Tonino Di Pietro. Serve un “programma” per ricostruire il … tempio, che, ne sono convinto, potrebbe essere abbattutto nei … tre giorni di elezioni che ci attendono …
Personalmente sono convinto che insieme si potrebbe riuscire ad “abbattere” questo regime, solo se Beppe fosse un pò meno “cocciuto” nel prendersela con tutto e con tutti.
La cupola
“Se invece di Goldman Sachs si chiamassero Gambino o invece di J.P. Morgan di chiamassero corleonesi, forse il quadro sarebbe completo.”
Patrizia B. luglio 26th, 2012 alle 09:43
Ottimo lavoro patrizia
complimenti
@ giuliano lari luglio 26th, 2012 alle 11:09
bella analisi
cose reali
complimenti
Dunque, ah ah ah, sono cascati nella loro stessa trappola, il
li ottenevano magari,
governatorinetto, quella gentaglia specula anche sulle
disgrazie e i terremoti, tutte le volte coi soldi dei cittadini, il
terremoto non c’è da 6 giorni, è più di un mese, ne vogliono
fare una questione politica? Cosa arriva e cosa chiede…, quella
gente? i cittadini volgliono avere i soldi? Cambiate partito…,
spiacente per i nonni, li hanno abituati così, l’unica
cosa che sanno fare, è il festival dell’unità…, dovete ricostruire!
le vostre case e ottenere i soldi che vi spettano, non fare
qualche mese difestival con le tende, è un’altra cosa…, mi spiego?
Parlo con qualche manichino e risa finte per caso?
Se capitava in liguria coi comici…,
se capitava in lombradia erano a metà dell’opera
se capitava in veneto, avevano fatto valere i loro diritti di lavoratori
se cambiate partito si svegliano anche per emilia romagna.
SOLI.SOLI .ANDIAMO DA SOLI NON CI MERITANO
..Le..PAROLE..M A G I C H E ..!
..la..V E R I T A ‘…che fa ..MALE..!
..HA..T R A D I T O ..la..C O S T I T U Z I O N E ..!
..e..adesso..non lasciamolo..SOLO..!
…BRAVO..BRAVISSIMO..Antonio DI PIETRO..!
..finalmente..ci..hai..riscattato..!
…….”..I M P E A C H M E N T….”……..!
lewisaugel34venezia
Brutto perdere, come tutte le volte, vi passa la voglia di democrazia…,
speriamo vi rendiate conto delle gravità del
vostro comportamento… è
bassezza morale…, però è anke forza vitale… mi pare ovvio, andremo in
guatemala… per divertrci 6 giustamente d’accordo? siete d’accordo?
Non ho capito, comunque parlando seriamente, visto? come
disse quello, chi non ha peccatuccio, eh, scagli la
pietra…, un esamino per resistere…, da poteri alla gente
e vedi che gente…, l’arte è un’altra cosa, grazie millle.