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E’ così che non funziona la democrazia italiana

Il gioco a rimpiattino che i partiti della maggioranza inesistente stanno facendo sulla legge elettorale dimostra che la politica e la realtà del Paese sono ormai universi che nemmeno più comunicano tra loro.

Una legge elettorale dovrebbe servire a permettere la più larga e democratica rappresentanza popolare garantendo, allo stesso tempo, la governabilità. Il compromesso tra massimo di rappresentanza democratica e rispetto delle esigenze di governabilità dovrebbe essere l’unico valido in una democrazia seria.

Nel Parlamento italiano, invece, impera tutt’altra logica: quella dell’interesse di partito e dell’ipocrisia bugiarda. Berlusconi vuol fare saltare il banco per tenersi il Porcellum e, su questa base, rimettere insieme i cocci dell’alleanza con la Lega, e per arrivare a ciò mette in campo richieste contraddittorie che servono solo a confondere le acque.

Il Pd dice di volere un premio di maggioranza assegnato alla coalizione, ma in realtà è prontissimo ad accogliere la proposta di assegnarlo al partito più votato, perché così potrebbe andare alle elezioni con una proposta di governo tenendosi, però, le mani libere per poter fare dopo il voto tutto il contrario. Però, insiste perché ci siano i collegi e non le preferenze. Così manterrebbe intatta la possibilità di scegliersi uno per uno i parlamentari fedeli e obbedienti, indirizzandoli, se graditi, nei collegi più facili e, se sgraditi, in quelli più difficili.

Monti (e dietro di lui Casini e Montezemolo) non ha ancora capito cosa gli convenga fare per restare al potere altri cinque anni, se non addirittura per salire ancora più in alto.
E’ su questo che stanno litigando. Come si vede non si tratta precisamente dell’interesse della democrazia italiana e men che mai dei cittadini, ma solo di quello dei diversi partiti.

C’è depositata in Parlamento una proposta di legge elettorale, per la quale l’Italia dei Valori ha raccolto le firme di centinaia di migliaia di cittadini, che risponde al loro interesse e non a quello dei partiti, che permette di coniugare rappresentanza popolare e governabilità. Bene, tra tanti marchingegni, che solo a sentirli nominare uno si chiede se chi se li è immaginati è pazzo, quella legge semplice, lineare, democratica e sostenuta non da un gruppetto di politicanti o di scienziati folli, ma dai cittadini italiani, è l’unica che la Casta non vuole discutere. Indovinate un po’ perché!

Ma non è escluso che le cose vadano persino peggio, perché la legge elettorale è anche una merce di scambio. In molti, anche sfruttando come avvoltoi la tragica morte del dottor D’Ambrosio, si stanno preparando a cogliere l’occasione offerta dalla crisi per imbavagliare la stampa e vietare sia la pubblicazione delle intercettazioni che le intercettazioni stesse.
Finora a impedire il colpo di mano è stata solo la vigilanza dei cittadini. Ma adesso che la gente è distratta, perché deve trovare il modo di campare nonostante la crisi e nonostante Monti, potrebbe essere il momento opportuno per imporre il bavaglio, magari scambiando il favore con qualche concessione proprio sulla legge elettorale.

E’ così che non funziona la democrazia italiana, purtroppo.