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Ecco la ricetta di Monti: tagli a sanità, scuola pubblica, ricerca e più disoccupazione e più armi

Il presidente del Consiglio e il suo coretto di testate obbedienti la chiamano Spending Review, così sembra una cosa buona che non intacca la vita della gente, ma gli sprechi.

Purtroppo non è vero, le percentuali che stanno sciorinando corrispondono a tagli che incideranno fortemente sul futuro di questo Paese e sulla pelle dei cittadini.

Arriverà una scure anche sulla sanità, settore già messo a dura prova dal precedente governo. Sembra che molte strutture ospedaliere verranno azzerate, con le conseguenze che tutti possono immaginare: i pronto soccorso strapieni, file interminabili agli sportelli, pazienti che rischieranno la vita per raggiungere il centro più vicino, carenza di posti e personale ospedaliero ridotto al lumicino. E’ gravissimo che uno Stato risparmi sulla salute, facendo carta straccia di un diritto sancito dalla Costituzione.

Inoltre, se le notizie di questa mattina saranno confermate, il Governo si appresta a tagliare le risorse all’istruzione pubblica, già esigue, per darle a quella privata. Si parla di 200 milioni di euro in meno all’università statale dirottati alle parificate. Cosa ci guadagni lo Stato non si capisce. Però si capisce bene quale sia il disegno di società che Monti e il suo Governo vogliono realizzare: saranno i ricchi ad andare avanti, mentre i poveracci resteranno al palo.

I tagli riguardano anche la ricerca, un comparto già pesantemente penalizzato e che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello del Paese.

Purtroppo piano, piano, ci stiamo avviando verso il baratro a causa di provvedimenti che stanno contribuendo allo smantellamento graduale dello stato sociale. Non è un caso che le misure del sobrio professore si traducano soprattutto con una delle parole più brutte e disperate che ci siano: disoccupazione.

Infatti, saranno licenziati migliaia e migliaia di dipendenti pubblici senza possibilità di appello. In compenso, in 12 anni, spenderemo 230 miliardi di euro per comprare nuove armi. I soldi per garantire il lavoro alle persone non li trovano, mentre quelli per le armi sì.

La scusa che il Governo racconta è sempre la stessa: “Non c’era alternativa”. Ma è una balla.

Le alternative ci sono e noi dell’Italia dei Valori le abbiamo indicate una per una, mille volte.

Potremmo evitare di comprare quelle decine di modernissimi aerei F-35 che non ci servono a niente, risparmiando così 15 miliardi. Ma l’industria bellica evidentemente richiama all’ordine. Potremmo tagliare i costi della politica, che dopo tante belle parole sono rimasti gli stessi di sempre. Con tanto di auto blu. Potremmo andarcene dall’Afghanistan, come sta facendo Hollande in Francia, in quanto ormai è chiaro a tutti che è una guerra inutile che ci costa moltissimo anche in termini di vite umane. Potremmo firmare la convenzione con la Svizzera e recuperare i soldi di chi li ha rubati allo Stato per portarli all’estero. Monti si era impegnato a farlo, proprio come aveva promesso di mettere all’asta le frequenze televisive. Ma le chiacchiere stanno a zero. Potremmo fare una seria lotta all’evasione e alla corruzione, dato che queste costano allo Stato 180 miliardi l’anno.

Ma evidentemente, tutte le nostre proposte di buon senso, a difesa delle fasce sociali più deboli e degli onesti cittadini non sono gradite a Governo e Parlamento.