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Monti arrogante come il peggior Craxi

Nonostante le misure anti-spread, strombazzate la settimana scorsa come un nuovo sbarco in Normandia dai media scodinzolanti, lo spread ha raggiunto stamattina quota 481 e nessuno fa più finta che la situazione non sia di nuovo gravissima.
Di fronte a questo disastro il presidente del consiglio, cioè il primo artefice della nostra politica economica, ricorre a uno dei più vecchi e squalificati trucchetti da politicante: dare la colpa a qualcun altro. Se lo spread sale non è perché le misure prese dal governo hanno raggiunto esattamente il risultato profetizzato da noi dell’Italia dei Valori, e cioè zero assoluto, ma perché il presidente di Confindustria Squinzi si è permesso di criticare i tagli alla spesa pubblica del governo.
E’ incredibile che Monti possa scaricare le proprie responsabilità su chi lo critica, rispondendo con un’arroganza e una prepotenza peggiori di Berlusconi o del peggior Craxi. Senza che nessuno dica una parola, con tutti i giornalisti e i politici ciechi, sordi e muti come le famose tre scimmiette.
Altro che tecnico: Monti sta semplicemente cercando, come il più navigato e spregiudicato marpione della politica, di succedere a se stesso anche dopo le elezioni, alla guida della stessa assurda coalizione che c’è oggi con i risultati che vediamo, una coalizione fatta da politicanti che si mettono insieme per salvare se stessi, non per salvare il Paese.

Il problema è che costoro non sanno neanche dove sia di casa il Paese reale. Non fanno la fila per aprire un conto corrente per incassare una misera pensione, non si vedono rifiutare i mutui necessari alla sopravvivenza dalle banche, non fanno i conti con la disperazione dei figli disoccupati, non subiscono il ricatto dei datori di lavoro pronti a licenziarli, non hanno la paura di non farcela a rimanere sul mercato dei piccoli imprenditori , non fanno i conti con uno stipendio che non basta neanche ad arrivare alla terza settimana e con un reddito reale che diminuisce sempre di più. Non sanno niente dell’Italia che lavora e produce.

Per questo il presidente di Confindustria, come anche la segretaria della Cgil Susanna Camusso che ha protestato a sua volta, hanno completamente ragione. Per l’economia reale le manovre di questo governo non servono a niente e sono solo macelleria sociale. Anzi, mi permetto di aggiungere io, sono una iattura.