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Digressione

Il governo odia i giovani

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Questo governo considera nemici da stroncare praticamente tutti coloro che non possono vantare qualche privilegio. Ce l’ha con i pensionati, con i lavoratori dipendenti, con i poveracci che posseggono una casa e vengono trattati come palazzinari, con i cittadini che non possono permettersi sanità e istruzione privata. Insomma se la prende con tutti, tranne che con quelli con cui dovrebbe dovrebbe prendersela. Ma che odia e perseguita più di tutti sono i giovani.

Infatti, alla fine della fiera, non c’è una misura presa dai professori e dalle maestrine che non renda ancora più difficile e disperata la condizione dei giovani.

Il rapporto di Bankitalia dice che nell’ultimo quadriennio il numero di mutui concessi per l’acquisto della casa è diminuito di oltre il 30% per i cittadini sotto i 35 anni. Vuol dire che le banche, quando arriva un giovane a chiedere credito, nemmeno fanno più la fatica di rispondergli picche. Ed è vero anche che i giovani, scoraggiati da questo atteggiamento, nemmeno si presentano più in banca. E il governo, dal canto suo, non fa quello che dovrebbe fare: costringere le banche a usare i soldi presi a credito agevolatissimo dalla Bce per  riaprire il credito, come era nei patti, invece che per speculare e risolvere i propri problemi di bilancio.

Anche Bankitalia, invece di sfornare dati e denuncie senza prendere provvedimenti, dovrebbe imparare  dalla Banca Centrale Inglese che eroga finanziamenti alle banche britanniche in rapporto al credito che concedono al territorio. Più le banche aumentano le loro attività di prestito e più possono beneficiare dei finanziamenti del fondo. Questo metodo le incoraggia a concedere prestiti meno costosi e più facilmente disponibili, anche e soprattutto ai giovani.

Tutto il contrario di quanto accade in Italia, dove i giovani restano senza casa, sono costretti a rimanere in famiglia senza potersi costruire una vita propria e oltretutto devono anche sopportare le offese del viceministro Michel Martone che li chiama sfigati e dice che sì, è vero, lui è stato “fortunato”, però poi ha fatto il possibile per essere degno di quella “fortuna”.

Come se la situazione non fosse abbastanza grave il blocco delle pensioni imposto da Monti ha impedito che, per i prossimi tre anni, si liberasse oltre un milione di posti di lavoro. Tra questi circa 800mila sarebbero andati a giovani che oggi sono disoccupati e che tali resteranno. Senza casa e senza lavoro.

Le tipologie di contratto precario erano 46 prima della riforma di Monti della Fornero e del fortunato Michel Martone. Adesso sono 45: un cambiamento epocale. In compenso un codicillo ha portato da sei mesi a un anno il periodo in cui si possono fare contratti precari senza doversi giustificare in alcun modo. Significa istituzionalizzare il precariato. Senza casa, senza lavoro e senza diritti.

Nel resto d’Europa, per alleviare una situazione così disperata, esiste un salario minimo che viene corrisposto ai giovani nei periodi in cui restano senza lavoro. In Italia questo non avviene, perché altrimenti, secondo quella gentildonna della Fornero “si siederebbero a prendere il thè”.

Senza casa, senza lavoro, senza diritti e senza reddito.

Inoltre di investimenti sulla ricerca e sull’innovazione nemmeno se ne parla. Così ai giovani, soprattutto meridionali, non resta che emigrare, come sta succedendo in una misura che non si vedeva dagli anni ’50 e ’60. Senza casa, lavoro, diritto reddito e anche senza futuro.

Questo è il governo che ha l’impudenza di andare in giro a vantarsi di ciò che sta facendo per i giovani. Il governo dei Monti, Fornero e Martone. Il governo dei “fortunati”.

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