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Il triste record del governo Monti sulla disoccupazione giovanile

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I dati Istat sulla disoccupazione diffusi oggi, tutto sono tranne che sorprendenti. Confermano quello che noi abbiamo sempre denunciato. A chiacchiere questo governo dice di voler fare una politica per i giovani, ma è solo una scusa per bastonare gli altri lavoratori e i pensionati. Nei fatti è il peggior nemico dei giovani che ci sia.

I dati Istat ci dicono che, a maggio, il 36,2% dei giovani era disoccupato. E’ un record. Un tetto simile non era mai stato raggiunto. Rispetto al mese precedente il numero dei giovani senza lavoro erano aumentato dell 0,9%, praticamente un punto percentuale, a fronte di un lievissimo miglioramento nella situazione complessiva. Nello stesso mese, infatti, il tasso di disoccupazione è sceso, anche se solo dello 0,1%.

Nelle leggi del ministro Fornero non c’è una sola norma che serva a incentivare l’occupazione giovanile, né per via diretta, con qualche forma di incentivazione all’assunzione di ragazze e ragazzi, né per via indiretta, con un sostegno alla sviluppo che porterebbe alla creazione di posti di lavoro. Al contrario, quasi tutte le principali leggi varate dal governo Monti sembrano fatte apposta per rendere impossibile per i giovani trovare lavoro. Infatti se inducono recessione e dunque disoccupazione per tutti, nei confronti dei giovani costruiscono anche qualche specifico ostacolo insormontabile in più.

Per forza i giovani non trovano lavoro! Con il blocco dei pensionamenti, Monti e la Fornero hanno impedito ogni possibile ricambio e di fatto hanno “licenziato preventivamente” 800mila giovani.

Per forza le aziende non impiegano ragazze e ragazzi! In otto mesi di leggi fatte passare una dopo l’altra a colpi di voti di fiducia, il governo non è riuscito a fare assolutamente niente per dare una spinta allo sviluppo e aiutare la crescita. Invece di studiare agevolazioni e togliere tasse a chi assume giovani, Monti si è occupato solo di cancellare l’art. 18.

 

Venisse a raccontarci, adesso quanti posti di lavoro ha creato con quella legge odiosa e inutile. Facesse il conto di quanti investimenti arriveranno dall’estero, solo perchè non c’è più l’art. 18. Non può e non potrà farlo, perché l’unica cosa a cui la cancellazione dell’art.18 fa del bene è proprio la disoccupazione. Per questo noi dell’Italia dei Valori abbiamo preparato un referendum per abrogare questa norma iniqua e da ottobre saremo con i banchetti in tutta Italia per raccogliere le firme.

Per carità di patria conviene tacere, poi, su quale lavoro trovano quei pochi giovani che non sono disoccupati: quasi nessuno ha un contratto a tempo indeterminato. Oggi lavorano e qualcosa guadagnano, ma non sanno se domani sarà lo stesso.

Anche da questo punto di vista Monti gli ha fatto un danno enorme. Ha portato da sei mesi a un anno i contratti a tempo determinato che possono essere stipulati senza motivazione. E’ ovvio che in questo modo si fa del precariato la norma, specie per i giovani.

Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che se il prossimo governo vorrà essere d’alternativa, e non la logica continuazione dei governi Berlusconi e Monti, dovrà rovesciare prima di tutto proprio questa logica. Dovrà smettere di nascondersi dietro i giovani e di fare la guerra contro i giovani, per inziare a fare qualcosa di concreto per loro e per il loro futuro.

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