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Abbiamo fatto il nostro dovere

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Pierluigi Bersani non è un piduista e non ha mai avuto a che fare con Licio Gelli. Muovergli un’accusa simile è fuori luogo.
Ciò premesso, però, è ingiusto e mortificante tacciare di fascismo, come ha fatto lui, quei milioni di persone che hanno espresso la loro delusione e la loro sfiducia nei confronti della politica del governo Berlusconi prima e del governo Monti poi (appoggiato, quest’ultimo, proprio dal Pd di Bersani) con il voto all’Italia dei Valori, al Movimento Cinque Stelle e soprattutto con l’astensione di massa. Non è ghettizzando questi milioni di elettori come “fascisti” che si possono risolvere i problemi enormi denunciati dalla loro protesta.
Sciocchi insulti a parte, io credo che il Pd si stia solo sottraendo a quello che dovrebbe essere il cuore di una politica positiva e trasparente, cioè al confronto sul merito.
Cosa vogliamo fare sulla giustizia e sulle intercettazioni? Stiamo dalla parte di chi cerca di punire la corruzione o di chi dà una mano ai corrotti e ai corruttori? Vogliamo far pagare i costi della crisi ai più spregiudicati, privilegiati e forti o continuiamo a colpire i più deboli e gli onesti? Usciamo dalla spirale delle politiche rigoriste e scommettiamo sulla crescita nei fatti o continuiamo a praticare solo tagli e tasse?
Per noi la possibilità di dar vita a una coalizione andrebbe verificata su questi punti e su questi temi, cioè solo ed esclusivamente nel merito. Invece dall’altra parte puntano sui giochi di prestigio di una legge elettorale che dovrebbe fare fuori tutti quelli che si sottraggono alla dittatura del pensiero unico e regalare addirittura il 15% al primo partito, per dargli una spintarella e regalargli quella maggioranza che gli elettori non gli volevano dare.
La stessa legge truffa permetterà ai partiti di non dire prima delle elezioni con chi si alleeranno dopo, e questa è la cosa più disonesta che si possa fare. Noi dell’Italia dei Valori siamo a favore delle coalizioni dichiarate prima del voto, in modo che gli elettori sappiano per chi e per che cosa votano e non siano costretti a firmare deleghe in bianco a questo o a quel partito. Per questo avevamo presentato un progetto di legge che riprendeva il quesito referendario sottoscritto da un milione e duecentomila cittadini. Non hanno nemmeno voluto discuterla.
Invito i cittadini italiani a chiudere un attimo gli occhi e a riflettere. Il centrosinistra che è stato votato nel 2008 era in contrapposizione al centrodestra. Adesso, chi è rimasto coerente con il voto degli elettori? L’IdV che porta avanti il suo programma di centrosinistra o chi governa insieme al PdL? Non siamo noi che ci siamo esclusi dal centrosinistra, ma chi fa il contrario delle cose per cui era stato votato dagli elettori.
Per noi la foto di Vasto, intesa come programma di governo alternativo a quello della destra liberista, non va stracciata ma rilanciata, perché quello è il centrosinistra, non l’alleanza con l’Udc, né in Sicilia né nel resto del Paese.
Oggi il vero partito riformista siamo noi dell’Italia dei Valori, e io chiedo agli elettori di non farsi fregare dalle sigle e dai giochi di parole, e di guardare ai fatti: noi dal 6 ottobre inizieremo la raccolta di firme per i referendum volti a cancellare i privilegi della casta e a ristabilire i diritti fondamentali dei lavoratori.
Abbiamo sempre creduto nell’importanza del referendum quale strumento essenziale e democratico per dare la parola ai cittadini. Per questo, già due anni fa siamo stati tra i promotori di due battaglie importanti come quella contro il legittimo impedimento e contro il nucleare. Questa è la vera politica, altro che antipolitica. Abbiamo fatto il nostro dovere. E continueremo a farlo, non certo per avere i rimborsi delle spese vive, che otterremo solo se si raggiungerà il quorum, ma per dare voce ai cittadini.
Quella voce che con la legge elettorale SuperPorcata che stanno preparando vogliono ignorare: bisogna che gli elettori votino per il partito che sostiene i progetti, i princìpi e le leggi in cui anche loro credono. Chi vuole non solo protestare, ma anche operare costruttivamente, chi vuole bloccare una legge bavaglio sulle intercettazioni, varare una vera legge contro la corruzione, difendere gli interessi dei lavoratori e delle fasce più deboli nella tempesta della crisi, aggredire i privilegi delle caste e della cricche, deve dare all’Italia dei Valori con il suo voto la forza per imporre queste cose e per costruire nel merito un’alternativa per il Paese che porti ad un cambiamento utile.

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