- Antonio Di Pietro - http://www.antoniodipietro.it -

Il cielo sopra Taranto


Io, e con me tutta l’Italia dei Valori, vogliamo denunciare con la massima forza il crimine contro la salute, contro il lavoro, contro la verità e contro la giustizia che il governo e i partiti che lo sostengono stanno perpetrando a Taranto. Non c’è limite all’indecente cinismo di chi vuol costringere i lavoratori dell’Ilva e i tarantini tutti a una scelta infame tra la salute e l’occupazione, tra il morire di cancro o  di fame. Ieri i segretari di Pd e Pdl hanno chiesto entrambi al governo di intervenire contro un magistrato che osa chiedere il rispetto della legge per tutti, anche per i padroni dell’Ilva.
Oggi il governo ha risposto all’appello e ha annunciato che ricorrerà alla Consulta per fermare chi difende la legge. Adesso politici e governanti vanno di corsa. Fino a ieri, fino a quando non è intervenuta la magistratura, se la prendevano comoda. Se la sono presa comoda per decenni, anche se tutti sapevano perfettamente che l’Ilva produceva  morte, che la percentuale dei casi di cancro nei quartieri intorno alla fabbrica era altissima e che gli impianti non venivano messi in sicurezza solo perché altrimenti sarebbero diminuiti i profitti dei proprietari.

La magistratura è intervenuta non per fare politica industriale al posto del governo, come ciancia qualche ministro fuori di testa, ma per far rispettare la legge, cioè per fare il proprio lavoro e il proprio dovere. Non lo fa contro i lavoratori ma per difendere il diritto dei lavoratori alla vita e alla salute. I partiti che dicono di voler rappresentare i lavoratori dovrebbero ringraziare i magistrati di Taranto, invece di attaccarli e delegittimarli per difendere chi ha avvelenato la città e adesso non vuole cacciare un euro per riparare al danno.

La via d’uscita c’è. E’ chiara e larga come un’autostrada. Bisogna salvare allo stesso tempo il lavoro e la salute dei lavoratori. Bisogna che, ad intervenire subito per mettere in sicurezza gli impianti e bonificare l’ambiente siano, oltre allo Stato, i proprietari, con una parte degli immensi profitti che hanno accumulato sulla pelle di Taranto. L’Ilva non deve chiudere ma deve smettere di ammazzare la gente oggi, non in un futuro lontano, quando, passata la festa, si potrà come al solito gabbare lo santo.

Questa è l’unica soluzione giusta, legale e decorosa. Non la vede solo chi non la vuole vedere. Il fatto che non la voglia vedere nessuno, non il governo, né i partiti né il coretto della stampa, dice tutto sul livello di bassezza a cui è arrivato il potere in questo Paese.
Noi non ci stiamo. L’Italia dei Valori sceglie di stare con il lavoro, con la salute e con la legalità contro la logica del profitto e dei privilegi. Quella che in questo momento il governo e  i partiti stanno invece difendendo.