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Il vero spread che sta affondando l’economia italiana è rappresentato dagli interessi sul debito. Fino a quando dovremo pagare miliardi di euro di interessi agli altri Paesi e agli speculatori non avremo un soldo da investire in ricerca e innovazione e sprofonderemo sempre di più. Figurarsi, quindi, se l’Italia dei Valori non è d’accordo sull’urgenza di aggredire una volta per tutte il debito pubblico!
Non vorrei, però, che l’idea del governo Monti, come di tutti quelli che lo hanno preceduto, fosse di provare a vendere il Colosseo e Fontana di Trevi o di smerciare qualche altra patacca simile. Il patrimonio pubblico che va messo in vendita è costituito dagli immobili lasciati vuoti da decenni, quelli affittati a prezzo stracciato agli amici e ai compagni di casta. Le caserme lasciate sfitte da anni, in tutte le principali città italiane, ad esempio, varrebbero da sole un patrimonio. Oltretutto, si tratta di beni già noti al catasto: non bisognerebbe perdere un giorno per rintracciarli. Ma è mancata, fino a oggi, la volontà di agire sul serio.
Quel che proprio non si può più fare, invece, è tartassare ancora i cittadini che già versano, ogni giorno, oltre 17 euro al Fisco. Le tasse ingiuste e odiose come l’Imu sulla prima casa vanno eliminate, non moltiplicate.
Bisogna firmare davvero l’accordo con la Svizzera per recuperare i miliardi di tasse evase. Monti si era solennemente impegnato a farlo, non sapendo come rispondere altrimenti alle critiche che gli muovevamo noi dell’IdV, praticamente da soli. Per ora non ha fatto nulla e il punto figura proprio in fondo all’elenco delle misure da prendere contro il debito pubblico.
Bisogna tassare i grandi patrimoni, seguendo l’esempio di Hollande in Francia. I mercati hanno premiato quella politica, Monti invece ha detto che lui i grandi patrimoni non intende tassarli. Per forza: il suo è il governo dei Robin Hood al contrario, che rubano ai poveri per regalare ai ricchi. Fino a che non se ne saranno andati, di aggredire il debito pubblico con strumenti insieme più giusti e più efficaci non se ne parlerà nemmeno.









ciao sono Ruba Hont
tolgo ai poveri per dare ai ricchi
Credo, parlando di Hollande, sia il caso di rimandare questa che forse anche l’ispiratrice non l’avrà letta
Le mie sono cose spicciole, di poco conto ma magari un poco di verità c’è:
“”l’hai detto apposta, vero ?
“Si sarebbero potuti diminuire stipendi e pensioni alte, ma forse l´effetto non sarebbe stato quello desiderato ( cioe´non sarebbe stato sufficente).”
Patrizia luglio 31st, 2012 alle 15:06
perchè è ovvio che l’operaio che lavora e fatica per produrre un reddito con il quale mantiene i politici, quando viene a sapere che la sua fatica sarà alleviata dal fatto che i signori gli costeranno meno, il suo animo si risolleverà e le azioni che prima gli davano grande spossatezza saranno sicuramente meno penose.
avrà più voglia di guardare al futuro per se e per i propri figli, vorrà fare di più per sé e per loro e la sua vita migliorerà.
così con il ritorno della buona volontà migliorerà la vita di tutti e si potrà invertire la tendenza della depressione economica, ritornando al benessere perduto
notte”"
Volere è potere, ma quando è il potere a volere (comandate), il popolo è spacciato!! Troppi i privilegi da preservare, troppi gli affari da difendere (comandati dalla corruzione: che agli italiani costa 60 miliardi di euro all’anno). Lo Spred si può combattere se si ha voglia di farlo, ma se si governa solo per garantire agli amici degli amici degli amici, la più grande porzione dell’ultima fetta di torta rimasta prima che la nave affondi, non risolveremo mai nostri problemi, potremo solo peggiorarli. Il nostro principale problema è la nostra classe politica, fatta di “mestieranti” della politica, buoni a fare solo ciò che ho detto prima e incapaci di risolvere i problemi veri. Parliamo di persone inette e corrotte, che nella vita reale (tranne rare eccezioni), non sarebbero capaci neanche di fare i “ciabbattini”, con tutto il rispetto per i calzolai!! Occorrono giovani che abbiano la forza e la volontà di attuare le riforme, ma le persone migliori hanno già altro da fare nella vita reale e non hanno né il tempo né la voglia di mettersi in gioco su questo campo: peccato!!! Auspico una nuova legge elettorale che consenta agli italiani di poter finalmente scegliere le persone che dovremo pagare, perché sono stufa di finanziare delle “marionette” scelte dalle segreterie di partito capaci solo di eseguire gli ordini del capo.
- Un piano taglia-debito per risanare i conti italiani: ne parlano i maggiori quotidiani spiegando che il presidente del Consiglio Mario Monti lo ha presentato a una parte della sua maggioranza, incontrando prima il segretario Pdl Angelino Alfano, poi Pier Ferdinando Casini dell’Udc; diversi giornali segnalano che Monti consulterà il Pd di Pierluigi Bersani “nei prossimi giorni” (così Repubblica) o “nelle prossime ore”-.
Vedere l’ordine delle consultazioni di Monti sul piano taglia-debito per capire chi conta di più: 1° ALfano 2° Casini e…Bersani nei prossimi giorni e nelle prossime ore. Coè se i primi due dicono ”Yes!” il terzo non serve, ma diventa carta di riserva se uno di loro fa ”Oh, nou !” Bersani, TU dormi TROPPO.
Alla faccia di sosteneva che quelle di Hollande erano solo chiacchiere
- Secondo quanto riportato dal celebre giornale francese Le Figaro, i super-ricchi francesi che da sempre trovano “rifugio” nel mattone parigino, sarebbero spaventati dalla stretta fiscale del presidente Hollande che ha messo una tassa del 75% sui redditi superiori al milione di euro.
Mentre si affrettano a vendere i loro immobili, per non essere colpiti dalla patrimoniale, attraversano il canale della manica e se ne scappano a Londra.
La misura fiscale del 75% sarà in vigore da settembre inoltre la nuova finanziaria del 2012 introduce una patrimoniale sulle grandi fortune ed elimina alcuni vantaggi fiscali prima esistenti sotto il governo Sarkozy. -
Retroscena sui provvedimenti presi da Hollande:
- …dopo una intera notte di battaglia parlamentare dentro l’Assemblée Nationale, la maggioranza di sinistra, dando seguito alle promesse elettorali di Hollande, approvava un inasprimento della patrimoniale, dopo che Sarkozy l’aveva alleggerita. La motivazione ? Chiedere anzitutto ai più ricchi di partecipare alla messa in sicurezza dei conti pubblici. -
L’Assemblea nazionale francese ha inoltre deliberato il RADDOPPIO della tassa sulle TRANSAZIONI FINANZIARIE con la seguente motivazione: “il settore finanziario ha beneficiato dopo la crisi del 2008 di un importante sostegno dagli Stati”.
Capito Monti ? Niente tagli posti letto e IMU maggiorata sulla casa dei vecchietti
Lucidissima CHIARA,
molto opportuno il richiamo alla denominazione dell’imposta patrimoniale francese : ” IMPOSTA DI SOLIDARIETA’ SULLA FORTUNA”. Bravi i FRANCESI, brava Chiara.
Cara Chiara,
i Tuoi timori ( e spero non Ti dispiaccia se Ti dò del Tu) a proposito della GIUSTA utilizzazione del PATRIMONIO PUBBLICO potrebbero essere veramente fondati, …
Anche a Destra, infatti, conoscono il mio progetto LA BANCA DELL’ARTE, …., e già dal…1989 !!!
Ed il momento adatto pare giunto ora, per l’attuazione….
@ sergio pontiggia:
Roma, Venezia ed altre città dove sono situati molti degli immobili messi in dismissione da Monti, presentano un alto tasso di turismo culturale in ogni stagione dell’anno: si tratta di capolavori architettonici che potrebbero generare introiti con visite a pagamento, oppure come sede di manifestazioni ed eventi. Nel giro di quattro o cinque sarebbe già compensato l’eventuale ricavo della vendita. Lo Stato italiano invece dismetterà e butterà questi gioielli come perle a porci…. Abbiamo ricevuto un’immensa ricchezza dai nostri antenati e non sappiamo come conservarla !
Errata corrige al post precedente
NON: ”Nel giro di quattro o cinque sarebbe…”
MA: ” Nel giro di quattro o cinque anni sarebbe..”
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Manuela Ha scritto:
L’esempio non è molto calzante. I calzolai sono artigiani e la parola artigiano contiene la parola arte, e come tutti gli arti-giani esprimono una loro interiorità al pari di tutti gli artisti anche se su piani diversi. Io direi che non sanno nemmeno mettere un chiodo al muro per appendere un quadro nel vero senso letterale senza metafore. Un amico che aveva una piccola impresa edile, mi raccontava che prima di assumere qualche apprendista o operaio,li sottoponeva ad un piccolo esame da superare che non riguardava la specialità che dichiaravano di saper fare, perché diceva che per quella potevano sempre imparare. La prova consisteva nell’accendere un fuoco e la riuscita di questa operazione dava ampie garanzie sulla loro buona manualità.
Immaginate costoro a fare questa prova? Farebbero la stessa figura che ha fatto un imbranato sedicente mago ( sic) all’isola dei famosi, che durante un gioco , ad occhi chiusi, non riusciva a distinguere una semplice chiave di serratura di lucchetto dal pezzo di legno a cui era legata, e ostinatamente cercava di introdurre nella serratura del lucchetto ,per aprirlo , il pezzo di legno che era di materiale e di forma completamente diverso.
Forza Tonino ! salvaci tu!
Per pochi soldi questi riusciranno nell’operazione che Totò millantava tentando di vendere a Deciocavallo la fontana di Trevi !
@ sergio pontiggia:
Indubbiamente la Banca dell’Arte è un’idea da considerare, ma chi la gestirebbe? Un’altra partecipata per infilare parenti, silurati, amici, figli, mogli, amanti e servi?
Un simile progetto dovrebbe essere messo all’asta a livello internazionale perchè io non mi fido degli italiani, di quelli al potere, di quelli che decidono.
@ sergio pontiggia:
E a proposito di arti, di patrimonio artistico e di musei, e mi rivolgo anche a Di Pietro se legge, mi sai dire dove stanno i concorsi pubblici?
Una pletora di individui salariati da queste istituzioni e un anebbia fitta sulle assunzioni.
E a proposito di Robin Hodd, purtroppo la notizia e che in italia è considerato un fuorilegge, stiamo ancora sotto il dominio di Re Giovanni e del suo servo lo sceriffo di nottingham.
Per cui tasseranno i poveri ancora per molto.
I vecchi, dalle mie parti, dicevano, rivolgendosi agli arricchiti in modo fraudolento: accattateve tutte medicine.
Certo che il detto mi soddisfa poco o niente, la verità e che lo vorrei prendere a calci in culo.
Dobbiamo mollare la gabbia dell’euro, solo così possiamo uscire dalla crisi. Questa crisi non è dovuta al debitopubblicobruttoecattivo ma al debito privato causato dall’afflusso di capitali esteri che ci hanno inondato complici i bassi tassi di interesse.
L’euro è moneta troppo forte per la nostra economia, ha sbilanciato la bilancia dei pagamenti portandola in negativo e di conseguenza è aumentato il debito privato che poi è stato socializzato aiutando le banche e rendendolo debito pubblico.
In sostanza importiamo troppo dall’estero (Germania in primis) ed esportiamo troppo poco.
Finchè non si capirà questa semplice equazione, l’unica maniera per tenere in piedi l’Italia è quella di Monti, perchè non potendo svalutare la moneta bisogna svalutare i salari o vendere i “gioielli di famiglia”, cioè le aziende pubbliche e/o gli immobili per poter fare cassa. Tutto questo però rallenterà solamente il default ma prima o poi ci arriveremo.
Se l’IdV vuole veramente, ed io spero che lo voglia, proporre una alternativa valida a questo governo, deve proporre l’uscita controllata dalla moneta unica.
Solo dopo si potranno affrontare gli altri nodi che stringono alla gola il nostro martoriato paese e cioè la corruzzione, la casta, la distribuzione diseguale del redditto e persino il debitopubblicobruttoecattivo.
Caro Di Pietro, condivido tutto quello che esprimi ora e finora. Ti segnalo pero’ tre proposte concrete che alcuni di IDV già conoscono perché io o altri le abbiamo evidenziate in passato:
1. Ovvio taglio degli sprechi veri. Tuttavia non mi concentrerei sul vendere il patrimonio pubblico per far cassa (1 sola volta) ma lo metterei a reddito. Cioè affitterei a valore di mercato o ci trasferirei gli uffici pubblici che attualmente pagano affitti ai privati.
2. Riforma del sistema tributario all’americana, o secondo l’art. 53 della nostra Coshituzione. Facciamo dedurre dal reddito le spese fino al 100% in maniera inversa rispetto al reddito lordo. Contemporaneamente si potrebbero diminuire un po’ le aliquote e comunque il nero emerso oltre all’iva ed ai contributi evasi sarebbero più che sufficienti ad evitare aumenti di tasse.
3. Stravolgere la politica energetica del Paese, che sta vedendo anche questo governo, oltre a quello di B., uccidere l’unico settore che ha prodotto posti di lavoro negli ultimi anni, e cioè quello dell’energia rinnovabili. Parliamone apertamente e stimoliamo chi sta a Roma a tornare a fare vera politica. Avere una visione lungimirante di medio-lungo termine nell’interesse del Paese e non di pochi.
Ciao Gabriele Bechini da Massa-Carrara
Basta uscire per strada e rendersi conto , quanti cartelli di vendesi ed affittasi, ci sono in giro in ogni città. In periodo di crisi economica non ci sono beni sicuri . Il mercato immobiliare è fermo. Il mattone non è più un bene rifugio. Il fatto di vendere i gioielli dell’Italia, mi sembra l’ennesimo flop che non porterà a nulla. Dopo aver rastrellato la liquidità il Presidente del paese prendendo gabelle su ogni bene di consumo, adesso pensa di ridurre il debito pubblico vendendo i palazzi del Demanio e le concessioni demaniali. Occorre invece rilanciare i consumi. Come? offrendo lavoro al “dettaglio” e non facendo ” le grandi infrastrutture. Sono i meno abbienti che spendono e i ceti medi … ma se non c’è lavoro, non lo si può ceare per decreto. Eppure qualcuno durante la crisi del 29 lo ha fatto , ed anche se la ripresa fu lenta … e si uscì…. Cercò di abbassare i costi dell’energia, costruendo dighe e centrali per la produzione di energia elettrica… utilizzando manodopera .. lo stesso potrebbe avvenire in “Italia” liberalizzando la produzione dell’Energia Elettrica (energie alternative)… e poi riduzione delle tasse ecc..
La svendita di beni publici non risolve niente, se non si rimuovono le cause tutti gli interventi a valle, quelli già fatti e quelli proposti, servono solo a favorire qualcuno a danno di molti.
E la causa principale della crisi dell’eurozona sono gli sbilanciamenti interni all’eurozona, che i paesi del core non vogliono affrontare. Per cui inutile girarci attorno: il “sogno” europeo era tanto bello, ma si è trasformato in un incubo, per cui meglio un bel ciao ciao ad euiro e trattai, e ripartire da un Europa diversa.
@ Chiara
Sempre lì torniamo: come anche tu dimostri politiche redistributive più eque necessitano di limitazioni alla movimentazone di capitali, che oltretutto sarebbero un freno importante alla formazione delle bolle. Ma con l’attuale europa non si può, e non c’è alcuna volontà di cambiare le regole, perchè appunto sono tagliate su misura per aumentare le disparità e comprimere classe media e proletariato.
@ Chiara
Direi che per ABC vale la regola dell’invariabiltà del prodotto al cambio dell’ordine dei fattori, per cui ABC=BCA=CAB=BCE, quella della famosa lettera. Monti è stato messo lì con un preciso mandato, in pratica l’attuazione delle misure del Washington Consensuns, tra cui quindi la svenita dei beni comuni, e quello fa con il consensus delle terne di cui sopra.
Ciao
@ Albert_one:
Albert_one Ha scritto:
Tutto giusto quello che scrivi. Aggiungo che l’Europa del ”rigore”, cioè i paesi nordici ma soprattutto la Germania del NEIN, NON accettano dilazioni o meccanismi di allentamento per dare un giusto lasso di tempo alle economie più deboli di riprendersi. In questo modo creano i presupposti per svendite di beni pubblici al di sotto dei loro valore reale e ulteriore indebitamento: è USURA, è STROZZINAGGIO !
Esemplifico: una famiglia ha nei miei confronti un debito che scade a gennaio, ma a causa di un imprevisto non riesce a rispettare i tempi e mi chiede una dilazione di 6mesi dandomi garanzie che, per quella data, ci saranno introiti certi. Sarebbe mio interesse concedere questa dilazione per non perdere il credito, no ? Io invece ho saputo che questa famiglia possiede un anello con diamante, ereditato dai suoi antenati, che vale 20 volte di più del suo debito ma che non è immediatamente commerciabile e fiuto la possibilità di agguantare non SOLO quanto mi deve con gli interessi, ma di fare un grosso affare speculandoci sopra: a termini di legge il debito va pagato subito, CHE CEDANO il diamante immediatamente se vogliono evitare ingiunzioni, sanzioni e guai giudiziari !
In questa Europa monetaria, così strutturata, Spagna, Grecia, Portogallo, Italia e Irlanda, si trovano nelle condizioni sopra descritte . La struttura dell’euro è stata VOLUTA per la SPECULAZIONE e il PROFITTO, non per il BENESSERE dei CITTADINI. Ed è stata voluta così dai VERTICI BANCARI che hanno spodestato e sottomesso la politica rappresentativa dei vari Stati.
CONCLUSIONE: se non possiamo rinegoziare le regole in accordo con i Paesi mediterranei, è meglio uscire SUBITO da questa TRAPPOLA
Ancora sostenitori del “mollare l’euro”.
A parte il fatto che un paese indebitato come il nostro non rappresenta solo un pericolo per se stesso, ma per tutti quelli dell’area euro.
E’ chiaro dunque che nessuno ha interesse a vedere un default dell’italia, anzi ne hanno cosi paura che ci presterebbero anche le mutande.
A parte questo vorrei che ipotizzaste anche lo scenario economico-politico che deriverebbe dal ritorno alla lira.
Trovo più interessante modificare il Trattato di Maastricht in merito al deficit pubblico portandolo al 5% e il rapporto tra debito/pil portandolo all’80%. Questo comporterebbe una svalutazione dell’euro rispetto alle monete forti con conseguenti vantaggi superiori al ritorno alla lira.
Alla lunga anche la Germania si piegherà alla necessità di modificare il trattato di Maastricht e questo perchè ha solo da perdere e niente da guadagnare dal default dell’euro.
Per cui aspettatevi una svalutazione dell’euro, ma lasciate perdere il ritorno alla lira che sarebbe un disastro.
Il piano Amato-Bassanini sulla riduzione del debito pubblico prevede solo la svendita del patrimonio pubblico e le privatizzazioni delle quote pubbliche residue aziende statali e locali. Esclusa qualsiasi patrimoniale. Sui capitali esportati illegalmente le cifre diventano molto ma molto relative.
La proposta Amato-Bassanini per la riduzione in cinque anni del debito pubblico, firmata anche dagli economisti Giuseppe Bivona, Davide Ciferri, Paolo Guerrieri, Giorgio Macciotta, Rainer Masera, Marcello Messori, Stefano Micossi, Edoardo Reviglio e Maria Teresa Salvemini sotto l’egida del centro studi Astrid, oggi domina le prime pagine dei giornali padronali (Corriere della Sera, Sole 24 Ore).
Gli undici economisti mettono subito le mani avanti sui pericoli recessivi di una imposta patrimoniale.Nel merito, gli undici dell’Astrid propongono un intervento articolato in sei mosse che entro il 2017 dovrebbe dare un gettito ipotizzato in 178 miliardi:
a) cessione di immobili pubblici per circa 72 miliardi (di cui: 30 dalla cessione agli inquilini dell’edilizia residenziale pubblica; 16 dalla dismissione di immobili di enti previdenziali; 15 da immobili di Regioni ed enti locali; 6 da caserme e sedi delle Province da smantellare; 5 dal cosiddetto federalismo demaniale);
b) 30 miliardi potrebbero venire dalla capitalizzazione delle concessioni (le sole lotterie danno 1,6 miliardi l’anno). Gli autori glissano sul fatto che ad esempio i concessionari privati di giochi e scommesse sono già in debito con lo Stato per ben 98 miliardi;
c) 40 miliardi valgono le privatizzazioni delle quote residue dello Stato e degli enti locali in Eni, Enel, Finmeccanica, St Microelectronics ed ex municipalizzate quotate in borsa;
d) 15 miliardi potrebbero venire imponendo agli enti previdenziali degli ordini professionali di aumentare la quota dei loro investimenti in titoli di Stato di lungo periodo, oggi ferma al 10% del portafoglio investimenti;
e) 16-17 miliardi potrebbe essere il flusso nel quinquennio proveniente dalla tassazione dei capitali italiani depositati in Svizzera, previo accordo con il governo di Berna. Ma su questo – ed è il dato che fa la differenza – gli autori diventano più imprecisi. Infatti non sono in grado di garantire che l’eventuale tassazione dei capitali scudati trovi i capitali lì ad aspettarli invece di involarsi verso i paradisi fiscali;
f) 5 miliardi potrebbero venire da incentivi e disincentivi fiscali volti all’allungamento delle scadenze e alla riduzione del costo medio del debito pubblico.
Il progetto dell’Astrid punta molto sulla Cassa Depositi e Prestiti che già raccoglie 300 miliardi di risparmio privato attraverso il sistema postale e propone di fatto la sua privatizzazione. Pur non essendo una banca, la Cassa ha in deposito alla Bce i suoi effetti creditizi per 25 miliardi, destinati a finanziare per metà lo Stato e per metà l’economia. Decisiva dunque la privatizzazione delle partecipazioni residue del Tesoro, in società quotate e non quotate come le Poste, o degli enti locali nelle ex municipalizzate quotate e nelle 5.500 aziende municipali non quotate, 2.800 delle quali attive nei servizi pubblici locali.
Insomma quello di Amato-Bassanini e dell’Astrid non è un progetto di rientro o di ristrutturazione del debito pubblico ma una “paraculata” che si regge solo su dismissioni e svendita del patrimonio pubblico e privatizzazioni dei gioielli di famiglia sul piano industriale. Quando si arriva ai capitali e alla finanza entra nel regno della incertezza. I soldi vanno presi solo dal bancomat rappresentato dai beni pubblici mai dai capitali privati. Un atteggiamento questo che in dialetto romano viene definito come “paraculo”, a metà tra furbetto e ipocrita.
Matteo Ha scritto:
Sono perfettamente consapevole dei problemi connessi al ritorno della Lira o altra moneta nazionale. Ma potremmo arrivare al punto di essere costretti a scegliere tra la padella e la brace…speriamo di NO
Il mattone garantiva il capitale quando la moneta poteva essere svalutata. Oggi con l’Euro e le politiche monetarie, nonchè la tassazione abnorme introdotta sugli immobili, non lo è più. Gli immobiliaristi a voglia a sgolarsi e dire che il crollo del mercato è contenuto nel 2-3%, o non è avvenuto come negli altri paesi Spagna e Irlanda , e che non avverrà in Italia , occorre dare “tempo al tempo” e ci sarà anche qui. Quindi chiedere decine di milioni di euro per dei palazzi o per terreni edificabili , che saranno un investimento in un domani “molto lontano” , significa che più di una vendita, si tratterà di una “svendita”. Nel periodio ferragosto continua il salasso sui consumatori della benzina con l’aumento di “un centesimo di accise” . L’imperativo categorico e continuare a ” fare cassa” . Tutto il contrario … di ciò che si dovrebbe fare. La riduzione dell’inflazione dal 3,3%(previsioni) data come buona notizia dalle televisioni,può essere letta nel bene e nel male. Può significare una riduzione dei prezzi… invece, a mio parere(e non è per fare catastofismo), può essere letta come un ulteriore diminuizione dei consumi a Luglio….quindi minore gettito fiscale. Ma il manovratore dice che va tutto bene… speriamo che abbia ragione lui….
LA BANCA DELL’ARTE
Ringrazio coloro che manifestano interesse del mio progetto LA BANCA DELL’ARTE, che taluni addirittura ritengono meritevole di asta internazionale.
A scanso di equivoci ( tra l’altro il Mondo é pieno di millantatori) preciso che il progetto finanziario-imprenditoriale LA BANCA DELL’ARTE s.p.a. è una derivazione del marchio di impresa italiano , omonimo, LA BANCA DELL’ARTE, di cui sono il titolare, per deposito all’Ufficio Italiano Brevetti, sin dal 1987, senza soluzione di continuità.
I timori di mala utilizzazione possono essere fondati. E confesso di aver proposto alla FININVEST di Silvio Berlusconi l’intero progetto, ben prima che il “Cavaliere” scendesse sul campo politico…
Mi é difficile inviare la copia della lettera ricevuta dal suo Responsabile Capo di Segreteria , Ing. Guido Possa (che successivamente sarebbe diventato, in uno dei Governi Berlusconi, Bice Ministro dell’Istruzione), Rendo noto , comunque, il testo integrale della missiva.
FININVEST
Finanziaria d’investimento
20123 Milano
Via Rovani 2
Telefono (02)21021
Il Capo della
Segreteria di Presidenza Egr. Sig.
Dr. Sergio Pontiggia
Piazza Affari 12
22053 LECCO –CO
Milano 27 Gennaio 1989
Egregio Dottor Pontiggia,
Rispondiamo a nome del Dr. Silvio Berlusconi alla Sua gentile lettera del 21 Dicembre (ci scusi per il ritardo).
La Sua idea “LA BANCA DELL’ARTE” è sicuramente suggestiva.
Bisognerebbe ora analizzare la redditività economica con un dettagliato e realistico business plan.
Si tratta di un’analisi complessa, che richiede competenze specifiche non reperibili nel Gruppo del Dr. S. Berlusconi e non facilmente reperibili comunque.
D’altra parte la nostra strategia aziendale punta attualmente al consolidamento delle varie iniziative in atto e non ad una diversificazione.
Per queste considerazioni riteniamo di dover rinunciare – per il momento – all’esame approfondito della Sua idea.
La ringraziamo comunque per averci interpellati e ci è gradita l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.
G.Possa
Ing. Guido Possa
TESTO INTEGRALE DI LETTERA RIVEVUTA L ’11.2.1989
Quello che non riesco a capire (meglio lo capisco benissimo) e´perche invece di proporre soluzioni elaborate non si fa la cosa piu´semplice: si permette agli stati dell´eurozona di prendere a prestito DIRETTAMENTE dalla BCE a tassi del 0,75% .
Con questi soldi si ricomprerebbero il debito e sul debito pagherebbero SOLO il tasso ufficiale.
A me sembrerebbe la soluzione piu´equa.
TUTTI gli stati che aderiscono all´eurozona e che usano EURO dovrebbero poter pagare lo stesso interesse.
Si eviterebbe di svalutare, si potrebbe continuare ad avere una moneta forte.
Se lo scrupolo fosse che gli stati potrebbero indebitarsi troppo e se si volessero costringere a diminuire il debito pubblico, bisognerebbe ad esempio permettere loro di prendere a prestito fino ad esempio l´80% del pil, il resto sarebbe a interessi di mercato.
On. Di Pietro, QUESTE sono le soluzioni!
@ Matteo
Scusate, ma l’euro ha perso circa il 30% in un anno rispetto al dollaro, e come vedete siamo ancora vivi, nel senso che non sono arrivate le piaghe d’Egitto previste dai catastrofisti del ritorno alla lirettasvalutata, ma peraltro non ci ha raddrizzato la situazione perchè il problema nasce dall’accumulo di debito, prevalentemente PRIVATO all’INTERNO dell’eurozona.
Poi non ho capito svalutare l’euro va bene, svalutare la moneta nazionale no?
Ma poi che vuol dire svalutare, in un regime di cambi flottanti il prezzo si assesta da solo per la legge della domanda e dell’offerta, è l’impedirglielo che porta guai.
Poi, Marco, aneli ad avere quei prestiti a strozzo, con le contropartite che immagino hai visto all’opera in Grecia, che hanno lo scopo di far rientrare con soldi buoni gli investitori stranieri, non certo di salvare i paesi (dal TG LA7 odierno ho appreso che Golman Sachs si è già liberata del 92% dei titoli di Stato italiani, ecco un buon motivo per non farci uscire un anno fa dall’euro).
Ma tu credi che i mercati valutari se ne facciano qualcosa di quei limiti arbitrari ed insensati fissati da Maastricht? Non ti sei accorto che guardano ben altro, ed anche Monti finalmente ammette (intervista der Spiegel) che lo spread incorpora il rischio di una svalutazione in caso di rottura dell’euro e non i comportamenti sessuali dei premier o la fantomatica fiducia derivante dalle mitiche riforme strutturali?
@ Matteo
Provo a spiegarmi meglio: la crisi dell’EZ deriva da squilibri all’inerno dell’EZ, diretta conseguenza dell’Euro. Lo ammette perfino Prodi, ed anche tu, quindi fai un passetto in più e traine le conseguenze.
@ Chiara
Il gentile omaggio di Monti e Papademos al solo pronunciare la parola “referendum” da parte di Papandeou ha scongiurato sul nascere il pericolo della nascita di un fronte comune dei Piigs. Ma questo lo sapevi già.
Il…vero…S P R E A D ..é..NAPOLITANO..!
lewisaugel34
Il tuo commento è in attesa di approvazione.
agosto 10th, 2012 alle 20:43
lewisaugel34
Il tuo commento è in attesa di approvazione….ancora..!!??
agosto 10th, 2012 alle 17:44
…ma..con..quale..FACCIA..TOSTA.!?..e..con quale..coraggio e sfrontatezza..ISTITUZIONALE.!
dopo la denuncia al ^grande Sostituto PROCURATORE..INGROIA..”E R O E ” della decadente ..giustizia..Italiana!
Si,, SI…PRESIDENTE…SI..Tonino..!..Bravo..BRAVISSIMO..sempre..MEGLIO..!
Piuttosto che andare in VACANZA a STROMBOLI..e..a nostre SPESE..l’inutile GARANTE e Presidente..^bluffatore..e..nasconditore..VILE ^ della VERITA’..che andasse..personalmente ..LUI..il..TROMBONE querelante..e il suo paggetto del..COPASIR..ad incontrare..RIINA e PROVENZANO..e..ci avrebbe anche guadagnato..in..DIGNITA’..e..PRESTIGIO.!|
Altro che ordinare..il ^CAZZIATONE alla ALFANO e a LUMIA..( ex Presidente dell’antiMAFIA^..dalla signora avvocato e ministro..SEVERINO..!!
E..il..ministro..SEVERINO..piuttosto si prepari e cominci ad istruire il procedimento di..” IMPEACHMENT”..contro Giorgio NAPOLITANO..c.d. Presidente della Repubblica Italiana..per..INDEGNITA’!
..avavamo toccato il FONDO..ora…l’ABISSO..altro che con BERLUSCONI.!
lewisaugel34venezia
@ Patrizia:
Randall Wray ha proposto qualcosa di simile, anche se tu sembri più MMTers del suo fondatore :-), ‘mazza, l’80% del PIL di liquidità in una botta sola! Presupponendo che l’euro non si potesse smontare per motivazioni politiche, visto che economicamene è un non-sense, proponeva che la BCE fornisse direttamente agli Stati una quantità di moneta pari al 10% del PIL ogni anno. Senz’altro aiuterebbe, sempre se ben usata, a rilanciare l’economia con politiche espansive, precondizione per rendere sostenibile il debito. Certo, se si ammette che i problemi derivano dagli squilibri interni all’eurozona dare il 10% a tutti non riequilibria, ma certo meglio delle politiche di austerità.
Logicamente la proposta per i nostri tecnocapi è ancora più irricevibile del funerale dell’euro.
Ciao