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Digressione

Monti non sia complice silente di uno Stato mafioso

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Voglio dirlo senza peli sulla lingua: per me il solo fatto che possa esserci un dubbio sulla costituzione del governo come parte civile nel processo per la trattativa fra Stato e mafia del 1992 è una cosa incredibile, scandalosa e al limite della complicità.
Non so se le cose siano abbastanza chiare. Quella trattativa sicuramente  fu condotta, dallo Stato o da suoi spezzoni a danno dello Stato stesso, oltre che di tutti i suoi cittadini. Lo dimostrano varie sentenze passate in giudicato: si tratta ora di capire chi siano stati i mandanti.
Trattare con la mafia, cioè considerare possibile piegarsi ai suoi voleri in cambio della garanzia di incolumità per  alcuni leader politici, non è affatto, come ha scritto Eugenio Scalfari smentendo centinaia di articoli da lui stesso firmati, quel che si fa in tutte le guerre. Ma quale guerra? Ma da quando in qua lo Stato democratico e un’organizzazione criminale e assassina sono fazioni belligeranti sullo stesso piano?

La trattativa è stata una resa dello Stato con la quale il medesimo Stato ha provocato la morte di alcuni dei suoi più fedeli servitori e di molti cittadini innocenti. La trattativa è stata un reato di enorme gravità. I pm hanno indicato nel governo della Repubblica la specifica istituzione lesa da questo reato. Dunque è il governo che deve costituirsi parte civile.
Quale indecisione può mai esserci? Quale dubbio può impedire al governo di esercitare quello che è insieme un suo diritto e un suo dovere? E come è possibile che fra tanti partiti pronti a riempirsi la bocca di altisonanti dichiarazioni contro la mafia, solo in pochissimi ci siamo espressi con parole forti e chiare a favore della costituzione del governo come parte civile?
Le risposte le conosco bene anche io. Tra gli imputati c’è l’ex ministro Mannino, ed è  meglio non far  arrabbiare Casini. C’è Dell’Utri, e come può un governo che campa grazie a Berlusconi fare un simile sgarbo a Berlusconi? C’è, imputato di falsa testimonianza, l’ex presidente del Senato Mancino, che è molto amico di Giorgio Napolitano, così amico da chiedergli addirittura di intervenire in suo favore presso i giudici. Poi c’è il fatto strano per cui la stessa avvocatura dello Stato, che in questo processo dovrebbe assumere la difesa del governo come parte civile, in un’altra aula sosterrà le ragioni del Quirinale contro quelle della procura di Palermo nell’improvvido conflitto di attribuzione sollevato dal capo dello Stato…
Ma tutti questi calcoli di bassissimo livello devono scomparire a fronte della gravità della vicenda e al segnale inconcepibile che il governo lancerebbe sottraendosi a questo suo dovere etico, morale e politico.

Io credo che Mario Monti debba immediatamente smettere di fare orecchie da mercante come le tre scimmiette e annunciare che già nell’udienza preliminare del 29 ottobre il governo si prenderà le proprie responsablità. La cosa certa è che noi dell’Italia dei Valori, alla ripresa dei lavori parlamentari, presenteremo un’interrogazione rivolta sia a Monti che al ministro della Giustizia affinché dicano chiaramento, in aula, se si costituiscono parte civile o se saranno complici silenti di uno Stato mafioso.

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