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Taranto, Italia. Quello che succederà

Emilio Riva è il proprietario dell’Ilva, la fabbrica che da anni avvelena Taranto senza che la politica nazionale muova un dito per proteggere i cittadini e far rispettare la legge. Sarà una coincidenza, ma Emilio Riva è anche un grande finanziatore della politica. Uno di quelli che non fanno preferenze e foraggiano un po’ tutti, meno noi dell’Italia dei Valori che non accettiamo finanziamenti dai privati: un miliardo a destra, uno a sinistra e nessuno s’ingrugna”.

E’ quanto scrive sul suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Mentre appestava il mare, l’aria e la terra di Taranto, Riva donava 245mila euro a Forza Italia e 98mila non al Pd, che allora ancora non esisteva, né ai Ds, ma al futuro ministro dello Sviluppo Economico e futuro segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Si trattava di finanziamenti leciti e del tutto regolari. Ma, che il signor Riva, un tipo accorto e ben attento al proprio portafogli, abbia cacciato tutti quei soldi gratis et amore Dei non lo crederebbe nemmeno un bambino: lo scopo era riceverne regalie.

Riva si è fatto bene i suoi conti. Ha capito che avrebbe risparmiato milioni di euro intervenendo sul sistema e rendendoselo amico con il denaro, piuttosto che mettendo in sicurezza i suoi impianti e bonificando l’ambiente che aveva inquinato. Io non voglio neppure pensare che la folle aggressione contro la magistratura di Taranto da parte dei principali partiti c’azzecchi qualcosa con quegli esborsi. Ma, proprio perché non lo penso, dico forte e chiaro che chi ha preso soldi da Riva dovrebbe, oggi, sentire il dovere morale e avere la delicatezza istituzionale di non intervenire a gamba tesa in questa vicenda e lasciare che se ne occupi chi di dovere. E, quando si tratta di una fattispecie di reato gravissima come questa, chi di dovere è la magistratura.

Questa brutta vicenda è un presagio chiaro, purtroppo, di quello che succederà con la nuova legge sul finanziamento dei partiti, varata a luglio e scritta dalla Casta su proposta di ABC. Quella legge incentiva le donazioni dei privati ai partiti, gli permette di scaricarsele dalla dichiarazione dei redditi, fissa un tetto per i regali dei privati ai politici e, insieme, indica l’inganno con cui lo si può aggirare. E’ una legge che legittima e incentiva le tangenti: per gente come Riva sarà una festa. Pagheranno a destra e a sinistra, si metteranno con le spalle al coperto e, oltretutto, potranno anche farsi rimborsare dallo Stato, sotto forma di sgravio fiscale, la tangente legalizzata. Quella legge deve essere abolita prima che finisca di distruggere l’Italia. Per questo, noi dell’Italia dei Valori avvieremo dall’inizio di ottobre la raccolta di firme per un referendum sulla completa abolizione dei finanziamenti (sia pubblici che privati) ai partiti.

Lo abbiamo fatto da soli, perché nella politica italiana si sa che sono tutti bravi a parlare e nessuno ad agire. Però, siamo certi che a non lasciarci soli saranno i cittadini, firmeranno in massa per il referendum che taglierà le unghie a tutti i Riva che vampirizzano questo Paese e ai loro ipocriti protettori