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Digressione

Dai referendum un fronte unitario sui temi del lavoro

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Il 1 agosto l’Italia dei Valori ha consegnato in Cassazione quattro quesiti referendari, di cui due relativi al ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e dei diritti universali previsti dal Contratto Nazionale (art. 8).

Gianni Rinaldini in un’intervista pubblicata su ‘Il Manifesto’ del 4 settembre scorso si è rivolto direttamente a noi, chiedendo un “gesto di generosità e di apertura” verso tutte quelle forze che hanno combattuto ieri il Governo Berlusconi-Lega e oggi le scelte antipopolari di Monti, in particolare sui temi sociali, al fine di creare un ampio fronte unitario.

La risposta è semplicemente sì. Accogliamo l’invito di Rinaldini. Il nostro obiettivo è quello di diradare il fumo della politica attraverso temi concreti in cui ognuno deve dire da che parte sta in modo tale che i SI siano sì e i NO siano no.

Il lavoro che manca, quello precario, i diritti dei lavoratori oggi calpestati; dalla Fiat all’Alcoa, dall’Irisbus a Termini Imerese, fino alle partite Iva senza voce e rappresentanza sono i temi per costruire un’alternativa di Governo con le forze migliori del Paese che sono la maggioranza e che cercano una seria e rigorosa rappresentanza che sappia governare con onestà, ripristinando i diritti e la legalità previsti dalla nostra Costituzione repubblicana.

Le alleanze tra i partiti, senza questo filtro, servono solo a riprodurre i vecchi schemi politici e gli attuali gruppi di potere finanziario-oligopolistico.

Per l’Italia dei Valori la discontinuità al Governo Monti e il programma alternativo alle sue politiche neoliberiste sono lo spartiacque per costruire, anche con i movimenti, obiettivi comuni, partendo dalla volontà di abrogare le leggi liberticide della Fornero, ma indicando soprattutto le soluzioni e le proposte per un vero esecutivo riformatore. Non a caso abbiamo presentato una proposta di legge sulla democrazia e sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro che consegna al voto libero e segreto dei lavoratori il potere di decidere sia sulla validità degli accordi sia sui propri rappresentanti. Proprio come richiesto dalle oltre centomila firme che la Fiom raccolse per chiedere democrazia dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Per passare dalle chiacchiere ai fatti siamo usciti dai palazzi e dalle consultazioni nei sottoscala, combattiamo i conflitti d’interesse e i falsi in bilancio, i privilegi e i furti della classe dirigente. Siamo distanti dalla logica di leggi elettorali che riproducono all’infinito chi ha fallito, mentre vogliamo favorire la partecipazione diretta della società civile e dei cittadini, così com’è accaduto con i referendum di giugno 2011.

Per questo, abbiamo presentato quattro quesiti referendari, due sul lavoro, uno contro i privilegi della Casta e uno contro il finanziamento pubblico ai partiti.

Nell’accogliere l’invito di Rinaldini che ci ha chiesto di tornare in Cassazione con un nuovo comitato promotore allargato, sottolineiamo che, in questa fase, conta molto la capacità di ognuno nel mobilitare i cittadini per generare attenzione, sensibilità e voglia di reagire. Ci servono milioni di firme per consolidare il processo di cambiamento delle idee e della classe dirigente. Saranno importantissimi i comitati di sostegno ai referendum in cui tutto il mondo del lavoro, della cultura e dell’informazione può agire per vincere. Questi referendum possono incidere profondamente sulle scelte del prossimo governo e dell’opposizione, se dovesse perpetuarsi la continuità dell’attuale maggioranza Pd-Pdl-Udc. I primi giorni di ottobre partirà la raccolta di firme che dovranno essere consegnate entro 3 mesi. Serve quindi un’organizzazione capillare, con migliaia di volontari per i banchetti, per la certificazione, per la presenza costante nei quartieri e nei paesi. Il tempo è poco ma possiamo farcela perché l’auspicio di Rinaldini e la nostra volontà di costruire un fronte libero e democratico possano permettere l’unità di tutte le forze del cambiamento per partecipare alla rinascita del Paese. Partiamo dal riscatto e dal valore del lavoro per uscire dalla crisi e generare crescita in un paradigma dello sviluppo, che introietti un nuovo equilibrio con l’ambiente e con i tempi di vita.

Roma, 5 settembre 2012

On. Antonio Di Pietro
Presidente Italia dei Valori 

Maurizio Zipponi
Responsabile nazionale Dipartimenti tematici IdV

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