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Incredibile ma vero, io difendo Sallusti

Nella mia vita mai mi sarei immaginato di dover difendere un giorno Alessandro Sallusti, uno dei capofila del giornalismo berlusconiano, che io reputo il peggior giornalismo che ci sia. Ma quando una cosa è giusta non ci si può perdere dietro considerazioni come questa, sennò si finisce come tutti quelli che decidono cosa è giusto e cosa no, a seconda se fa comodo alla loro fazione o meno.
Se difendere Sallusti significa, come in questo caso, difendere il principio costituzionale al diritto di cronaca e alla libertà di informazione io Sallusti lo difendo non una, ma cento volte.
So benissimo che il diritto di cronaca è una cosa e altro è la diffamazione. Sanzionare quest’ultima è sacrosanto perché non bisogna confondere il libero giornalismo con il dossieraggio e con quello che qualcuno ha definito il “metodo Boffo”.
Però è fondamentale stabilire quali strumenti si usano per sanzionare. Tra questi non può esserci il carcere, perché altrimenti ogni volta che un giornalista scrive una cosa scomoda per qualcuno sta con il patema d’animo che può finire in galera e più quel qualcuno è potente più gli passano la voglia e il coraggio di scrivere.
Certo, il caso è diverso quando si tratta di persone che non fanno del giornalismo ma solo attività di dossieraggio. Lì non si tratta più di reato d’opinione o di libertà di informazione ma di associazione a delinquere, e quelli sì che in galera ci devono andare. Ma finire in carcere per reati d’opinione quello mai.
Allora io dico: sanzioniamo con le pene pecuniarie, con tutto quel che prevede il codice civile, con l’obbligo di rettifica, con le scuse pubbliche, ma non con il carcere. Quella è una norma fascista ed è ora di abolirla.
Per questo, noi dell’Italia dei Valori sul caso Sallusti, non solo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare a risposta immediata per mercoledì prossimo, ma proponiamo anche una legge per abolire la pena detentiva sic et simpliciter. Se il governo non ritiene di doverlo fare, possiamo farlo noi in commissione Giustizia come sede deliberante e, in ogni caso, può intervenire il capo dello Stato con un provvedimento di grazia. E per questo noi ci rivolgiamo anche a lui. Non lo dobbiamo ad Alessandro Sallusti, ma al diritto e alla libertà d’informazione.