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La verità è molto semplice

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L’Italia dei Valori chiede che venga approvata una mozione che impegna il governo a costituirsi parte civile nell’udienza preliminare del prossimo 29 ottobre, che si terrà a Palermo, in relazione a un processo delicatissimo su quella che viene comunemente chiamata “trattativa Stato-mafia”.
Ringrazio il governo per aver fatto chiarezza dicendo di aver ricevuto notifica di questi atti. Tutte le altre mozioni partono da un dato di fatto: il governo è venuto a conoscenza di questa udienza da notizie di stampa, senza le quali non avrebbe saputo niente. Vorrei, però, sottolineare che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Malaschini, il 17 settembre 2012, aveva già detto di essere a conoscenza, come rappresentante del governo, che il 29 ottobre si sarebbe tenuta l’udienza preliminare. Quindi, non è vero, come dice adesso il Ministro Severino, che il governo ha saputo solo ora dell’udienza preliminare. Lo sa quanto meno dal 17 settembre, perché in quella data ne ha dato atto il sottosegretario alla presidenza. Stiamo parlando di una trattativa tra uomini della mafia e uomini delle istituzioni. Non di una presunta trattativa. Ministro, lei oggi ha detto una cosa che io reputo gravissima, vale a dire che deve valutare le carte per avere tutti gli elementi e, quindi, decidere se costituirsi parte civile o no.
Vuol dire che, ad oggi, il governo ancora non sa se sia parte lesa o no, non sa se costituirsi parte civile o no. Ebbene, io le ricordo dell’esistenza giuridicamente accertata di una trattativa tra Stato e mafia, già dal 1998, quando la Corte d’Assise di Firenze certificò ciò che io cito testualmente da quella sentenza, ormai passata in giudicato: “Ciò che è avvenuto ha tutte le caratteristiche di una trattativa e l’effetto sui capi mafiosi fu quello di convincerli definitivamente che la strage era idonea a portare vantaggio all’organizzazione”. La Corte d’Assise di Firenze ha poi aggiunto che tutto ciò avvenne al prezzo di sostanziali concessioni ai mafiosi e, infine, che questa eventualità fa rabbrividire qualsiasi persona avveduta.
Ma questa eventualità concerne le persone che sono al di qua di un ipotetico contratto illecito, cioè i mafiosi. Su quelli che sono al di là, cioè le istituzioni, deve decidere un altro processo. Vorrei ricordare che in italiano ‘trattativa’ vuol dire che ci sono almeno due parti. L’esistenza di una trattativa è già stata certificata con sentenza passata in giudicato. E’ già stato accertato che la trattativa ci fu, che di là c’erano personaggi mafiosi del calibro di Riina. Resta da accertare chi fu di qua in quella trattativa.
Quindi, signor ministro, quando ci dice che deve valutare le carte lei fa rabbrividire lo stato di diritto, perché è a conoscenza di queste carte dal ‘98. Quando afferma che il governo italiano, lo Stato italiano e il popolo italiano non si devono sentire parte lesa di una trattativa accertata, lei offende la Costituzione e gli italiani. Questo Parlamento, oggi, si assume la responsabilità gravissima di offendere la ragione per cui è qui, che è quella di rappresentare gli italiani.
Ricordo che si possono costituire parte civile tutti coloro che si sentono parte lesa. Io credo che, in questo momento, il popolo italiano, lo Stato italiano e il governo italiano, come la Regione Sicilia e il Comune di Palermo, che hanno già dichiarato di volersi costituire parte civile, si debbano sentire parte lesa. Se questo Parlamento dovesse votare in senso contrario, dopo che la trattativa è già stata accertata, sarebbe un fatto che mina le ragioni stesse di questo Parlamento. Vorrei ricordare che ai sensi dell’art. 79 del Codice penale la costituzione di parte civile avviene nell’udienza preliminare o al massimo nelle prime fasi del dibattimento. Quando il legislatore ha consegnato alla parte offesa la possibilità di costituirsi parte civile, già nell’udienza preliminare, lo ha fatto per una ragione ben precisa: perché la parte offesa sa di essere stata lesa. Non sa chi è l’assassino, ma sa di aver ricevuto una coltellata al cuore. Lo Stato sa di aver ricevuto una coltellata al cuore e ha tutto l’interesse a partecipare all’udienza preliminare per far sentire le sue ragioni, per presentare memorie e istanze, per leggere le carte, per sentire le difese degli imputati.
Il fatto che il governo non voglia essere presente in questa udienza preliminare la dice lunga sull’indifferenza, sul voler essere come Ponzio Pilato rispetto a tutto questo. E non c’è niente di peggio, per lasciar morire la democrazia, che l’essere Ponzio Pilato, non assumere decisioni, dire: “Io non so se sono parte lesa. Lo decideranno i giudici”. Quando, invece, l’essere parte lesa è già stato accertato processualmente. Noi chiediamo al Parlamento di impegnare il governo a costituirsi da subito parte civile, a far sentire da subito le sue ragioni in relazione a ciò che è già accertato.
Quanto poi al modo in cui il governo si è difeso, non solo lei, ministro, ma anche chi l’ha preceduta, ha detto che bisogna conoscere le ragioni per cui il governo si sente parte lesa e questo l’ha detto il sottosegretario Malaschini. Ma le ragioni sono evidenti. Nel momento in cui c’è una trattativa Stato-mafia, in cui alcune persone dello Stato vengono ammazzare e altre si vendono l’anima al diavolo, il governo non può non sentirsi parte lesa.
La verità è molto semplice: siccome tra gli esponenti delle istituzioni coinvolti ci sono persone vicine a suoi esponenti politici, questo Parlamento non vuole assumersi la responsabilità di costituirsi parte civile. Questa non è solo ambiguità. Questo è favoreggiamento. Questo è un comportamento che non possiamo consentire, signori del governo. Ecco perché io rinnovo, in modo accorato, l’indicazione della necessità da parte di questo Parlamento di costituirsi parte civile rispetto all’incapacità del governo di assumersi le proprie responsabilità.
Per quanto riguarda le altre mozioni, dico subito che è avvenuta qualche trattativa perché, all’ultimo momento, sono state cambiate tutte, e tutte quante, nella parte dispositiva, dicono la stessa cosa. E cioè impegnano l’Avvocatura dello Stato affinché compia tutti gli atti istruttori per il procedimento di costituzione di parte civile ai sensi dell’art. 74 e seguenti del codice di procedura penale.
Noi siamo d’accordo con questo dispositivo. Votiamo questo dispositivo nella convinzione che, ai sensi dell’art. 74 e seguenti, dunque anche dell’art. 79, è previsto che ci si possa costituire parte civile già in udienza preliminare. Prendiamo atto in questo Parlamento che tutti gli altri gruppi hanno voluto giocare sull’equivoco tra art. 74 e 79, cioè sulla possibilità di costituirsi parte civile sia nell’udienza preliminare che nel dibattimento. Questo per consentire di fatto a voi del governo di essere assenti nell’udienza preliminare, di essere Ponzio Pilato e non andare a difendere le ragioni dello Stato. Noi diciamo sì a questa mozione, perché la leggiamo nel senso voluto dai cittadini, dalla Costituzione e dalla legge. Non c’è una ragione al mondo per non costituirsi parte civile.
Il ministro Clini, l’altro giorno, ha affermato che si costituirà parte civile nell’udienza preliminare del processo sull’Ilva di Taranto. Siamo ancora nell’indagine preliminare, dunque si assume una responsabilità politica. Non siete capaci di assumervi una responsabilità politica rispetto alla trattativa Stato-mafia?
Non possiamo, invece, dire sì rispetto alla parte motiva presentata da esponenti del Pdl. Per questo, chiediamo che sia divisa la votazione tra parte motiva e parte dispositiva, perché nella parte motiva ci sono affermazioni gravissime. Come premesso, dovremmo votare che i magistrati di Palermo hanno commesso dei reati. E’ mai possibile che questo Parlamento possa votare che i magistrati di Palermo, che stanno rischiando la vita per scoprire chi ha trattato con la mafia, stiano essi commettendo dei reati? Vi invito ad assumervi le vostre responsabilità. Se lo fanno esponenti del Pdl ne prendo atto. Ma che lo faccia questo Parlamento è un’offesa alla Costituzione.

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