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Monti dopo Monti? Ma chi l’ha deciso?

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Nelle repubbliche democratiche sono  i cittadini a decidere con libere elezioni da chi essere rappresentati e da chi governati. In Italia si devono ancora tenere le elezioni, addirittura nemmeno si sa con quale legge elettorale si andrà a votare, ma quei poteri che della democrazia se ne sono sempre fregati, primi fra tutti la finanza internazionale, i banchieri e le grandi aziende, hanno già deciso chi governerà: Mario Monti.

Lui, il nominato, giura e spergiura non essere candidato, ma si fa così quando ci si vuole far pregare. Oltretutto, se si candidasse apertamente, darebbe agli elettori la possibilità di dire quello che ne pensano ed è proprio quello che i suoi sponsor vogliono evitare. Quello di piazzare sulla poltrona di palazzo Chigi il sobrio professore senza passare per la legittimazione popolare è un vizietto che non si sanno togliere né loro né i maneggioni della Casta che vogliono confermare Monti per mantenere intatti il loro potere e i loro privilegi.

Il bello, anzi il brutto, è che fra quelli che brigano per altri cinque anni di un governo uguale a questo c’è pure qualche partito che dichiara di voler cambiare strada rispetto alle politiche di Monti. Alla faccia della coerenza e della trasparenza! Dicono una cosa e intanto si preparano ad andare avanti con un governo che ha campato solo di annunci trionfali e realtà disastrose.

Monti dice di aver salvato l’Italia. Forse parla di un’Italia che sta sulla luna, non di quella dove viviamo noi tutti. Nell’Italia in cui vivo e di cui parlo io il governo Monti ha portato alle stelle il numero dei disoccupati, aumentato il debito pubblico, diminuito ulteriormente il Pil. E’ un Paese di disoccupati, impoveriti  e di imprese costrette a chiudere. Altro che fuori dal tunnel!

Oggi chi dice di voler segnare una discontinuità rispetto alle leggi di questo governo, pur dopo averle votate tutte una per una, avrebbe almeno il dovere di dichiarare apertamente e senza margini di ambiguità di essere indisponibile a queste trame e di impegnarsi a confermare l’indisponibilità anche dopo le elezioni. Non farlo significa prendere per i fondelli gli elettori, soprattutto quelli del centrosinistra.

E’ ora di smetterla con i balletti ipocriti e con la mano destra che non sa mai quello che fa la sinistra. Le leggi del governo Monti hanno messo in ginocchio l’Italia e precipitato il Paese in una situazione di povertà diffusa senza precedenti. Invece di curare i guasti della crisi sono state rimedi peggiori del male, devastanti tanto per i lavoratori quanto per le imprese oneste. Non si può cambiare strada e allo stesso tempo rimanere sulla stessa via, addirittura con la stessa formula di governo  e con lo stesso presidente del Consiglio.

Noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre assunto una posizione limpida e coerente. Eravamo contro queste politiche e contro questo governo ieri, lo siamo oggi e lo saremo a maggior ragione domani. Sappiamo che la maggioranza dei cittadini italiani la pensa come noi e lo dimostrerà con i referendum sui  quali inizieremo a raccogliere le firme da ottobre.

Quei referendum, oggi, rappresentano anche il baluardo della democrazia contro chi la sta giorno dopo giorno distruggendo.

 

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