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Con Monti o con l’art. 18?

Ogni giorno il professor Monti dice una cosa diversa sulla sua disponibilità o meno a fare il presidente del Consiglio. Tanto da ritenere che si tratti di una precisa strategia per restare dove sta, facendosi pure pregare. Ma che sia così o no, importa molto poco.

Il solo fatto che si stia brigando per decidere chi dovrà governare, ancora prima delle elezioni, dimostra che la nostra democrazia non ha solo una lieve influenza, ma un febbrone da cavallo. Intendiamoci, Monti se vuole restare a palazzo Chigi, anche dopo il voto, come giustamente afferma persino Confindustria, deve dirlo apertamente e chiedere agli elettori se sono d’accordo. Lo stesso discorso vale per quelle forze politiche che si preparano, subito dopo le consultazioni, a pregare Monti di fare ancora il presidente del Consiglio, senza svelare i loro piani agli elettori. Ciò significa prendere per i fondelli i cittadini e buttare nel cestino della carta straccia la democrazia.

Prima faranno in modo che dalle elezioni non esca nessun vincitore, poi faranno finta di cascare dalle nuvole e infine chiederanno a Monti di restare perché le elezioni non le ha vinte nessuno. A quel punto lui, dopo essersi fatto un po’ pregare, accetterà. Questi sono trucchetti da venditori di tappeti, indegni di una vera democrazia e di un Paese serio. Noi insistiamo sul programma, perché i cittadini devono sapere cosa faranno i partiti quando i loro rappresentanti siederanno sugli scranni del Parlamento.

L’Italia dei Valori ha già detto che il lavoro sarà al primo posto della sua agenda. Per questo, attraverso i referendum, abbiamo già chiesto ai cittadini il ripristino sia dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, sia del valore universale dei diritti previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellati dal governo Berlusconi con l’art.8 del decreto legge n.138 del 2011.

Noi siamo pronti. Chi non vuole spianare la strada a un nuovo governo Monti, imposto dall’alto, deve solo seguirci su questo percorso, con gesti concreti. Impegnandosi, ad esempio, insieme a noi a raccogliere le firme per i referendum in difesa dei lavoratori e contro la Casta.