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Dove sono finite le regole del gioco?

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Sempre più spesso la gente mi chiede cosa farà l’Italia dei Valori e cosa farò io personalmente in queste primarie, che ancora non si capisce bene se resteranno del Pd, come sono adesso, o se diventeranno di coalizione. Ma io come faccio a sapere se e come giocherò in una partita quando ancora non si conoscono le regole del gioco?
Cosa competo a fare per diventare il candidato premier se c’è una legge elettorale che cancella i candidati premier? Che senso avrebbe fare le primarie mettendo insieme più partiti se poi uscisse fuori una legge elettorale che impedisce di andare insieme anche alle elezioni oltre che alle primarie?
Oggi tutto quel che io posso dire in onestà e serietà è quale tipo di legge elettorale mi auguro che venga fatta. L’ho già detto e lo ripeto: voglio una legge che spinga le coalizioni invece dei partiti, e che permetta agli elettori di sapere, prima di entrare nella cabina elettorale, per chi e per cosa votano, invece di affidare il voto a scatola chiusa a qualcuno che poi se lo usa come gli pare.
Noi dell’Italia dei Valori credevamo nel sistema bipolare ieri, quando tutti dicevano di crederci, e ci crediamo anche oggi perché è quello che permette più degli altri ai cittadini di votare per chi vogliono loro e di sapere per chi votano. Lo vogliamo, e abbiamo raccolto ben un milione e duecentomila firme di persone che la pensano come noi, non per capriccio o pregiudizio ma perché è più democratico.
Se due partiti vanno insieme in una Regione importantissima come il Lazio, come facciamo noi dell’Italia dei Valori e il Pd a sostegno di Zingaretti, perché mai dovrebbero poi andare divisi in un’altra Regione o addirittura nelle elezioni politiche? Il bipolarismo, per me, è il sistema che impedisce questi giochini, buoni solo ad allontanare la gente dalla politica e a diffondere sfiducia e delusione. Non si può essere alleati mezzo sì e mezzo no.
A Bersani, che io rispetto anche perché ci ho lavorato fianco a fianco nel governo Prodi e so che persona è, dico molto chiaramente che l’IdV non ha condiviso e non condivide il sostegno al governo Monti, non per antipatia nei confronti di Monti ma perché Monti cerca di far quadrare i conti fregandosene di chi paga, e a pagare sono sempre i più deboli. Noi questo non lo possiamo approvare perché non è giusto e come si vede dai risultati non è nemmeno utile.
Ma questo è il passato. Adesso bisogna pensare al futuro e per il futuro, secondo l’Italia dei Valori, bisogna costruire una coalizione partendo solo ed esclusivamente dai contenuti. Noi abbiamo presentato due referendum sul lavoro: uno per ripristinare l’art.18 cancellato dalla Fornero, uno per abrogare l’art.8 con cui Berlusconi ha cancellato il contratto nazionale e sottoposto i lavoratori alla legge del più forte e della giungla. Chi è d’accordo con noi e vuole una strada diversa rispetto a quella ingiusta seguita da Monti, deve dirlo apertamente e poi adottare comportamenti coerenti.

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