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Gabriele Sola rinuncia al vitalizio, per rinnovare la Politica

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La giunta regionale della Lombardia sta per dimettersi, travolta dall’ignominia. Aspettano ancora un passaggio, però. Bisogna aspettare qualche giorno, così i consiglieri avranno maturato il vitalizio e la politica, agli occhi dei cittadini non solo lombardi, avrà perso anche l’ultimo straccio di dignità. Noi dell’Italia dei Valori non ci stiamo. Il nostro consigliere Gabriele Sola ha deciso di anticipare le dimissioni senza aspettare di prendere quell’odioso vitalizio. In questo video chiede a tutti i consiglieri, individualmente, guardando non alla casacca ma al loro senso etico, di fare come lui. Se lo seguiranno, riscatteranno almeno in parte l’onore della politica. Altrimenti risalterà solo la distanza morale tra loro e chi ha fatto la scelta opposta.

Sta per chiudersi con lo sfaldamento del Consiglio regionale della Lombardia e le inevitabili elezioni anticipate una pagina nerissima per i lombardi e per la politica, o per ciò che ne resta. Per la terza assemblea legislativa d’Italia, come ci piaceva definire quella che nel frattempo è diventata la prima assemblea per numero di indagati.
Visto da qua dentro, visto dall’interno del palazzo, sembra un percorso gestibile, forse già delineato sotto traccia, secondo quelle regole non scritte che dettano i tempi e le scelte di una certa politica. Vista dall’esterno sembra tutta un’altra cosa ed è con quegli occhi, con gli occhi della gente, che credo anche noi dobbiamo sforzarci di osservarla.
Là fuori si dice che i consiglieri regionali stanno danzando l’ultimo minuetto a ritmo lento, scandito dal metronomo dell’ennesima convenienza, dell’ennesimo privilegio: l’acquisizione del diritto a percepire il vitalizio, che scatterà proprio tra pochi giorni. Non vorei che là fuori un po’ di ragione ce l’avessero.
Nei giorni scorsi i consiglieri d’opposizione hanno sventolato le dimissioni. C’è chi, come noi dell’Italia dei Valori, le aveva già sottoscritte sette mesi fa, poi pare si siano aggiunti i rappresentanti della Lega. I numeri dunque ci sarebbero. Se vogliamo possiamo andarcene subito, già oggi.
E’ quello che, personalmente, ho scelto di fare. Domani, all’inizio del Consiglio regionale, annuncerò le mie dimissioni in aula e le protocollerò subito, in tempo utile per evitare il superamento del giro di boa della legislatura e con esso il diritto a percepire il vitalizio.
Tra poche ore, dunque, non sarò più consigliere regionale. Ritornerò un privato cittadino, attivista dell’Italia dei Valori, ma prima di andarmene mi appello agli ormai quasi ex colleghi consiglieri reginali. Ai singoli, agli individui, a prescindere dalle appartenenze.
Li invito, vi invito a compiere una scelta personale, a rassegnare immediatamente le dimissioni conseguendo così un duplice obiettivo: dimostrare ai cittadini di essere disposti a rinunciare al più odioso dei tanti privilegi accordatici e, se saremo in tanti, oltre quaranta, andare immediatamente al voto, senza che sia un presidente ormai completamente screditato a dettare i tempi dell’uscita di scena.
Possiamo così, forse, con un ultimo gesto, provare a riabilitarci agli occhi di chi due anni e mezzo fa ripose in questo Consiglio regionale una fiducia andata troppo spesso delusa.

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