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Digressione

Questa legge salva i corrotti

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Il giorno dopo l’approvazione in Senato del ddl anti-corruzione assistiamo al festival dell’ipocrisia. Tutti dimenticano o fanno finta di non sapere che solo l’Italia dei Valori ha votato contro questo provvedimento.

Noi, infatti, abbiamo denunciato da subito che si trattava di un passo indietro nella lotta alla corruzione e non di un passo in avanti. Sono più che giustificate le critiche severe che il Csm e la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, hanno mosso a questa legge. Avevamo ragione noi dell’Italia dei Valori nel dire che il ddl facilita la vita ai corrotti facendo finta di combatterli. Non è insufficiente, ma è dannoso.

Hanno, invece, torto marcio gli scodinzolanti giornali di regime, quasi tutti, che fingono di credere alla serietà di questo provvedimento. Purtroppo hanno torto anche quelli, pochi, che criticano il contenuto della legge ma dicono anche che almeno è un segnale simbolico e politico positivo. Lo speravamo anche noi ma non è così. E’ un segnale opposto. Dice ai politici malfattori di andare avanti, perché tanto alla fine riusciranno a sfangarsela come sempre.

Da mesi l’IdV e io personalmente ripetiamo che la depenalizzazione della concussione per induzione non è solo un regalo enorme ai concussori di domani, ma anche a quelli di ieri. Con la retroattività, questa legge renderà inevitabile una massa di prescrizioni. Infatti tra i processi in attesa di sentenza definitiva in Cassazione quasi metà andrà prescritta. Ho già detto mille volte che nel testo mancano le voci davvero fondamentali per combattere la corruzione, come il ripristino del falso in bilancio o l’introduzione dell’autoriciclaggio.

Ma anche quello che sembra esserci è una beffa e uno specchietto per le allodole. Il traffico di influenze c’è, ma con una pena prevista tale da impedire le intercettazioni telefoniche. Come giustamente dice Piercamillo Davigo, ‘li scopriremo solo se ce lo verranno a raccontare’. Inoltre c’è reato solo se la transazione viene pagata in denaro. Se invece il favore viene ripagato con un incarico o una candidatura no. L’incandidabilità per i condannati c’è, però per finta. Serve solo a ingannare i cittadini facendogli credere che qualcosa è stato fatto. Il politico condannato per molte fattispecie di reato, infatti, potrà candidarsi lo stesso e si potrà candidare chiunque decida di patteggiare.

Almeno la norma, per i pochi politici presi in questa rete a maglie larghissime, fosse scattata subito! Macché. Siccome si tratta di una legge delega al governo, è praticamente certo che non entrerà in vigore prima delle prossime elezioni.

Conclusione: i condannati si potranno candidare tutti, nessuno escluso. Per mettere insieme roba simile, non c’era bisogno di scomodare tecnici e professori, maestri di sobrietà e campioni d’onestà. Bastavano Alfano e Berlusconi. Per questo invitiamo tutti i deputati che di questa riforma si sono lamentati, sostenendo che così com’è non può essere votata, ad essere coerenti e, come noi, non votarla quando il testo arriverà alla Camera.

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