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Ancora più forti e determinati

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Buongiorno a tutti, vi propongo la mia intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica.

L’Idv resta l’Idv. Di Pietro, in quel di Montenero, torna al mestiere di pm e cerca i nomi di chi «complotta contro di me e contro il partito». Non li ha ancora identificati, ma vede nel Pd l’area in cui si annida il nemico che vuole far fuori l’Idv per far posto all’Udc. Quanto alla sua moralità lancia la sfida, «ce la vedremo in tribunale».

Di momenti brutti ne ha passati molti. La Mercedes, l’addio alla toga, i dossier, ma questo sembra il peggiore. La gente dice “pure Di Pietro è come gli altri”, ruba come gli altri. Brutto no?
«Sono vent’anni che cercano di delegittimarmi e calunniarmi inventando accuse che non hanno né capo né coda. Mi sono sempre difeso nell’unico posto dov’è possibile farlo, nelle aule dei tribunali, non solo dimostrando la correttezza dei miei comportamenti, ma ottenendo la condanna dei miei diffamatori. Più di così non vedo cos’altro si possa fare».

Allora querelerà Report?
«Sicuramente porterò davanti ai giudici coloro che hanno dato informazioni false e documentazione parziale a Report. Sto cercando di capire se chi ha realizzato quella trasmissione sia stato anch’esso tratto in inganno, come purtroppo lo sono stati milioni di cittadini, o se si è prestato al gioco, ciò che allo stato non credo, per il rispetto che ho per Report e per la Gabanelli».

Sta di fatto che da giorni si parla delle sue 56 case e di una gestione arruffona e opaca delle finanze dell’Idv. Per uno che fa della moralità una bandiera è un bel danno.
«Il danno è evidente, ma è provocato da chi commette simili diffamazioni giacché, com’è stato documentalmente dimostrato, io non ho e non ho mai avuto 56 case e quelle poche che ho le ho pagate con i miei soldi e non con quelli del partito, e chi ha detto una simile calunnia ne risponderà davanti ai giudici. Quanto alle risorse finanziarie di Idv, i nostri conti sono già stati setacciati più volte dalla magistratura contabile, amministrativa, civile e per ben quattro volte da quella penale, e ogni volta è stata certificata regolarità dei bilanci e correttezza dei comportamenti. Non solo, è stato condannato a pagare le spese chi lo ha messo in dubbio. Chi non ha pagato si è visto pignorare la sua casa».

L’Idv intanto sembra un partito in alto mare, con abbandoni eccellenti, come quelli di Donadi, de Magistris, Orlando.
«Veramente non mi sembra che stiano abbandonando la nave, anzi, anch’essi come me cercano di dargli nuova propulsione per una nuova incisività della sua azione politica».

Veramente sia de Magistris che Orlando pensano a un loro movimento…
«Ho parlato con Leoluca che ribadisce l’impegno di rilanciare insieme a me una Idv ancora più forte e determinata. Con Luigi mi vedrò martedì. Con il sindaco Emiliano mi sono visto l’altro ieri e lui stesso ha ribadito la lungimiranza del nostro comune rapporto politico. Quanto a Massimo egli legittimamente vuole chiudere un accordo politico-elettorale con il centrosinistra, cosa che tutti auspichiamo, a patto che il programma sia alternativo a quello di Monti che finora il Pd sostiene».

L’Idv non è morta?
«L’Idv è stata accoltellata alla schiena e questo è un gioco sporco che in politica non deve avvenire, ma ciò non vuol dire che dobbiamo arrenderci, bensì che dobbiamo reagire con più determinazione di prima».

Accoltellatori? Alla Di Pietro le chiedo “faccia i nomi”.
«Nel sistema politico attuale ci sono formazioni che non vedono l’ora di liberarsi dell’Idv. Dentro il Pd ci sono due gruppi, uno dei quali vuole accordarsi con l’Udc di Casini e mandare a monte il progetto riformista. È chiaro che con l’Idv dentro la coalizione il gioco fallirebbe».

Dopo il voto in Sicilia il suo potenziale alleato non è Grillo?
«In Sicilia, ricordo a chi non sa contare, l’Idv è l’unico partito che ha raddoppiato i voti rispetto alle regionali precedenti, mentre gli altri li hanno dimezzati. È singolare che i giornali dicano che avremmo perso mentre gli altri hanno tutti vinto. Quanto all’M5S è fatto di persone giovani, intelligenti e capaci, che noi apprezziamo e rispettiamo e con cui speriamo di poter collaborare per il bene del Pese e all’interno delle istituzioni».

Ipotizza un accordo elettorale con Grillo?
«Credo che Beppe come me si stia facendo un sacco di risate nel leggere sui giornali ricostruzioni fantasiose circa nostri presunti accordi elettorali. Io e lui non ne abbiamo mai parlato. E soprattutto perché il progetto politico dell’Idv è in primo luogo quello di ricostruire un’alleanza programmatica di centrosinistra che ha come base la foto di Vasto».

Non era d’accordo con lui quando l’ha proposta per il Colle?
«Beppe, con quell’affermazione, ha voluto solo esprimermi, a modo suo, solidarietà, per gli attacchi personali di delegittimazione che mi stavano piovendo addosso da tutte le parti. E siccome è un uomo libero e indipendente, non si è fatto scrupolo di ribadire la nostra amicizia, che c’è, e di cui anch’io sono orgoglioso».

Lo sosterrebbe come premier?
«Non si è mai proposto come tale ed è stucchevole il tentativo della politica di aizzargli i cittadini contro per cercare di fermare il successo di un movimento spontaneo come M5S».

È vero che ha già pronto simbolo e nome di un nuovo partito?
«Sì, si chiama Italia dei valori e il simbolo è il gabbiano».

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