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Il gabbiano vola alto

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Le elezioni siciliane non sono state un incidente di percorso. Quelle consultazioni gridano a voce altissima che i partiti dell’ultimo ventennio e il loro modo di fare politica sono finiti per sempre. La loro ultima chance di sopravvivenza era affidata alla capacità di autoriformarsi in extremis: l’inerzia coperta da una serie di falsi movimenti e false riforme degli ultimi mesi attesta il fallimento anche di quell’ultima possibilità.
Rivendico all’Italia dei Valori il merito di aver indicato, per tempo, la china rovinosa lungo la quale la seconda Repubblica stava precipitando e di aver messo in campo, per prima, in tempi che ormai sembrano lontanissimi, la necessità di rovesciare la politica come un guanto, mettendo al primo posto la pulizia, la legalità e il lavoro.

La campagna a base di calunnie e menzogne scatenata contro l’Italia dei Valori e i suoi dirigenti ha il solo scopo di far credere che tutti sono uguali: tutti colpevoli, nessun colpevole. Visto che non si può più negare che le nostre denunce erano tutte giuste e purtroppo fondate, non resta che delegittimarci facendo credere che anche noi abbiamo preso parte a quella mangiatoia.
Non è così. Non siamo tutti uguali. L’Italia dei Valori ha avuto molti limiti ma la sua storia è ben diversa da quella dei partiti che hanno lottizzato a man bassa, difeso i loro privilegi a spada tratta, considerato la politica come una strada veloce per arricchirsi e trovare vantaggi personali. Non ho alcuna intenzione di scioglierla come se dovesse vergognarsi della sua storia invece che esserne fiera.

Detto questo, però, sono io il primo a rendermi conto che anche l’Italia dei Valori è chiamata a un rinnovamento profondissimo. Siamo ancora troppo appesantiti dall’eredità di una fase politica che è finita, quella segnata dalla’onnipotenza di Berlusconi e, dunque, dall’obbligo, prima di tutto, di resistere e di difendere la democrazia dai veleni del berlusconismo.
Oggi dobbiamo avviare il percorso costituente di una nuova IDV completamente rinnovata, che scommetta sulla massima trasparenza a ogni livello e sulla partecipazione diretta, non solo dei militanti, ma di chiunque simpatizzi con le nostre battaglie e, tessera o non tessera, le senta come proprie.

Partendo dal basso e dalla difesa delle condizioni materiali di vita della stragrande maggioranza dei cittadini, ci opporremo con ogni mezzo alla politica di Monti, in nome dei diritti dei lavoratori, ma anche di un nuovo patto tra il lavoro e un’impresa sana e onesta per uscire dalla crisi nei fatti. Cioè con più ricchezza e con più occupazione, e non a parole come fa il governo Monti. Dunque, sul piano delle alleanze politiche siamo non solo pronti ma decisi a fare il possibile per stringere alleanze fondate su un’unica condizione essenziale e dirimente: la discontinuità con le politiche sbagliate, ingiuste ed economicamente fallimentari di questo governo.

Indico qui tre tappe per questo percorso di trasformazione che dovrà essere opera non di un gruppo dirigente ma di tutto il corpo vivo del partito: l’assemblea dei giovani IdV che si terrà il 14 dicembre e che è il vero punto di partenza, perché senza rinnovare le donne e gli uomini non c’è modifica del partito che tenga; l’assemblea generale di tutto il partito del 15 dicembre, che dovrà essere aperta e alla quale potranno partecipare militanti e simpatizzanti. Il tutto preceduto da una serie di incontri, ai quali parteciperò personalmente, in tutte le regioni con i nostri iscritti, dirigenti, militanti, amministratori ed eletti per spiegare il nostro processo di cambiamento utile, interno ed esterno al partito.

Infine, dopo le elezioni, il congresso che dovrà battezzare la nuova Italia dei Valori e il suo impegno nella Terza Repubblica.

* NB: a uso e consumo dei fortunatamente pochi (ma molto saccenti) bloggers e giornalisti che ci accusano di pubblicare palesi fotomontaggi senza specificare con lettere maiuscole e pennarello rosso che trattasi effettivamente di fotomontaggio, specifichiamo che questo è, appunto, un fotomontaggio… [ndr]

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