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Digressione

Io sto con studenti e professori

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Io e l’Italia dei Valori stiamo dalla parte degli studenti e dei professori che oggi hanno manifestato in tutta Italia. Hanno mille volte ragione e, con le loro battaglie, non stanno difendendo solo i loro sacrosanti interessi, ma quelli di tutto il Paese. Sulla scuola italiana si abbatte un ciclone dopo l’altro, e ognuno distrugge più di quello precedente.
Per anni la Gelmini ha fatto a pezzi la scuola pubblica per avvantaggiare quella privata. Poi, come le cavallette, è arrivato il governo Monti, con i suoi tagli operati alla cieca, guidato da un unico criterio: quello di fare cassa il prima possibile, senza preoccuparsi nemmeno un po’ del domani. E chi ne poteva fare le spese se non la solita e povera scuola pubblica?
Con questi tagli e senza nessun finanziamento Monti regalerà al Paese solo intere generazioni di precari. I docenti, del resto, precari lo sono già e il governo attuale, come quello precedente, sembra fare di tutto per lasciarli così a vita. Sugli scatti di anzianità, poi, il ministero dell’Istruzione sta facendo un gioco degno più di guitti e prestigiatori che di tecnici e professori.
L’esecutivo, infatti, ha promesso di ripristinare quelli del 2011. Per farlo servono 480 milioni, peccato che a disposizione che ce siano solo 86. Così, per pagare gli scatti di anzianità, bisognerà tagliare 384 milioni dal fondo per la scuola. Insomma, il governo mette in una tasca i soldi che ha tolto dall’altra! I tecnici non sono riusciti a riparare neanche uno dei danni fatti negli anni precedenti.
Sulla scuola pubblica pende ancora la ghigliottina della legge Aprea-Ghizzoni, quella che vorrebbe eliminare le rappresentanze degli studenti e spalancare le porte ai privati nella gestione della scuola pubblica.
E non stiamo parlando solo degli studenti, dei professori e dei precari di oggi e di domani.
Ma di una risorsa fondamentale al Paese per riprendersi dalla crisi ed evitare la china dell’inesorabile declino: in gioco, infatti, c’è il capitale umano, ossia la preparazione e la formazione dei giovani che dovranno reggere la sfida dell’innovazione futura. Il governo Monti sta sacrificando l’avvenire dell’Italia. Per questo la sola riposta ai ragazzi e ai docenti che hanno manifestato oggi è l’impegno a cambiare strada subito dopo le elezioni. Non con qualche correzione di rotta, ma con una sterzata completa.

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