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La Rai informi i cittadini sui Referendum

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La Rai dovrebbe essere al servizio dei cittadini che hanno il diritto a essere informati su tutto quel che li riguarda. Non deve essere, invece, al servizio dei partiti che decidono cosa far sapere e cosa nascondere.

La Rai informa solo su quel che conviene ai suoi padroni e padrini di riferimento e chiude, in qualche armadio, quel che gli stessi ordinano di non far sapere.

I quattro referendum per i quali stiamo raccogliendo le firme, due contro la casta sostenuti dall’Italia dei Valori, e due sul lavoro, promossi insieme ad un comitato composto da un ampio ventaglio di forze politiche e sociali, interessano i cittadini molto più di tanti altri argomenti ai quali il servizio pubblico dedica ore e ore di trasmissione.

I lavoratori italiani hanno o no il diritto di essere informati sul contenuto di un quesito che riguarda la possibilità di essere reintegrati se la magistratura sentenzia che c’è stato un licenziamento ingiusto? Hanno il diritto di conoscere che si stanno raccogliendo le firme per veder rispettato il loro contratto nazionale di lavoro, senza che le aziende possano derogare quando e come vogliono?

I cittadini italiani hanno o no il diritto di essere informati sulla proposta di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, e su quella di cancellare il doppio stipendio per i parlamentari, rappresentato dalla diaria?

La risposta è no. Questo diritto agli italiani finora è stato negato. Per il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, per i direttori dei Tg e degli speciali informativi, per i conduttori dei talk show, gli italiani meno sanno di questi argomenti e meglio è. Quindi fanno in modo che non se ne parli mai.

La scorsa settimana ho scritto una lettera al presidente Tarantola per chiedere che il servizio pubblico faccia il proprio dovere e si decida a informare i cittadini sui quattro referendum. Lei, due giorni fa, mi ha cortesemente riposto di aver “interessato le strutture competenti”. Attendiamo fiduciosi ma, per adesso, nulla sembra essere cambiato.

Chiedo ora pubblicamente e formalmente ai vertici della Rai di decidersi a fare quello per cui sono profumatamente pagati: informare i cittadini italiani, come è loro dovere, sui referendum. Non passa giorno, infatti, in cui non si dedichino servizi su servizi alle primarie del Pd. Nulla in contrario, figurarsi! Si tratta di un evento politico importante. Chiedo, però, che si rispetti almeno la par condicio, perché i referendum sono altrettanto importanti per milioni di persone. Anzi, lo sono di più.

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