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L’unica domanda che conta

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In questi ultimi giorni prima del voto, mi piacerebbe che Bersani e Renzi smettessero di discutere e litigare sulle regole e si concentrassero solo sui rispettivi programmi. Per carità, le regole con cui si vota in democrazia sono sempre importantissime. Però per chi si candida a guidare il Paese, l’essenziale devono essere i programmi.
Non quelli fatto solo di parole in cui c’è dentro tutto e il contrario di tutto, ma quelli concreti e precisi. Insomma, quello che chiedo ai due candidati è come si comporterebbero in materia di lavoro e di diritti dei lavoratori, se fossero presidenti del consiglio. Si impegnano a cancellare nei primi 100 giorni la riforma Fornero oppure no? Garantiscono che ripristineranno l’art. 18 oppure difenderanno quello sfregio contro la giustizia e contro i diritti dei lavoratori che è stata la sua cancellazione da parte di questo governo fino a che non rimettiamo le cose a posto noi con il referendum?
Questo lo vorrei sapere io, che comunque non voterò perché subito dopo le primarie dovrò andare a trattare con chi ha vinto per cercare di costruire un nuovo centrosinistra. Ma lo vorrebbero sapere anche i tantissimi militanti dell’Italia dei Valori che invece hanno votato domenica scorsa e voteranno di nuovo per il ballottaggio, e secondo me anche moltissimi elettori di tutti i partiti o di nessun partito ma solo del centrosinistra. Perché alla fine dei conti la sola domanda politica importante è questa: il centrosinistra saprà rappresentare un’alternativa a Monti, condizione che per noi è dirimente, oppure no?
Per ora io posso solo registrare che Bersani ha detto che bisogna cambiare l’agenda Monti, mentre da Renzi ancora non è pervenuto niente…

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