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Digressione

Siamo davanti a un bivio

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Io rispetto Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Comprendo la loro protesta e la condivido.
Però, come ho già detto più volte, credo che oggi la protesta non basti. Serve la proposta.
Noi dell’Italia dei Valori critichiamo il governo Monti per tutto quel che fa di sbagliato e, ancora di più, per quello che non ha fatto.
Le sue leggi non vanno contrastate solo perché sono ingiuste e feroci, ma anche perché non hanno cavato un ragno dal buco quanto a risanamento dei conti pubblici.

Non lo dico io: lo dimostra il debito  pubblico che, dopo un anno di cura Monti, è più alto che mai. Monti non è capace. Dunque, bisogna che a governare ci vada qualcuno con una proposta alternativa per fronteggiare e risolvere la crisi. Voglio spiegarmi anche meglio.
Quello che verrà fatto nei prossimi anni peserà sulle sorti italiane per decenni. Siamo di fronte a una scelta: o riusciamo a reimpostare l’intera politica economica adeguandola alle sfide di questo secolo, oppure imbocchiamo la strada di un declino irreversibile.
Oggi siamo davanti a un bivio e dobbiamo scegliere subito, non fra dieci anni. Proprio per questo, la protesta non basta e ci vuole un progetto d’alternativa. Noi riteniamo che mettere a punto e poi tradurre in una pratica di governo quel progetto, sia il compito storico del centrosinistra. Così dovrebbe essere in Italia e in tutti gli altri paesi europei. Però non dipende da noi.
Dipende da quali tendenze prevarranno nel Pd. Potrebbero vincere coloro che guardano all’alleanza innaturale con i centristi e sognano un altro Monti, o coloro che pensano a un governo uguale a quello di Monti, ma con qualcun altro a presiederlo. In questo caso il nostro Paese perderà un’occasione storica e temo che si troverà in guai molto grossi. Se, invece, prevarrà chi pensa a una politica insieme più costruttiva e più giusta, che riesca laddove Monti ha fallito, quell’occasione potremo coglierla tutti insieme.
Ovviamente, dovessero vincere i primi, l’Italia dei Valori ci sarà comunque, per fare da argine alle politiche devastanti di Monti e dei montiani. E per creare un quarto polo di tutti coloro che si ribellano e si oppongono al declino che, inevitabilmente, significherebbe il proseguimento di questa alleanza innaturale.

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