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Tanti sacrifici per cosa, signor Monti?

 I dati sulla disoccupazione sono peggio del previsto. Le stime dicevano che il tasso di disoccupazione in Italia avrebbe superato l’11% l’anno prossimo. Invece, già a ottobre, è all’11,1%: i disoccupati ufficiali sono 2 milioni e 870mila. Senza tenere conto di quelli che un’occupazione nemmeno la cercano più o di chi lavora solo poche ore ogni settimana.

Vuol dire che tra settembre e ottobre, nel giro di un solo mese (quattro settimane, 31 giorni) sono rimaste inoccupate altre 100mila persone e, da un anno all’altro, si sono ritrovati in mezzo a una strada 644mila cittadini.

Va male per tutti, ma per i giovani va molto peggio, visto che il 36,5% di loro è disoccupato. Roba da grande depressione degli anni ’30. Anche perché, tra quelli che lavorano, sono sempre di più i cassintegrati: per Capodanno avremo superato il miliardo di ore di cig in un anno. Un altro record. L’Italia di Monti è un Paese da Guinness dei primati negativi.

Tra coloro che lavorano oggi, moltissimi non sanno se avranno un impiego anche domani. Smettiamola di prenderci per i fondelli: con questo governo il precariato non è l’eccezione, ma la norma. Nei primi sei mesi di quest’anno tra i nuovi assunti poco più del 17% ha un contratto a tempo indeterminato. Oggi i dipendenti a termine sono quasi 2 milioni e mezzo, a questi bisogna aggiungere altri 430mila “collaboratori”. Alla fine i precari rasentano i 3 milioni.

Siamo di fronte a una tragedia sociale con pochissimi precedenti. Ma la cosa peggiore è che, in cambio di tutta questa sofferenza, i conti pubblici restano in rosso. Infatti, proprio come la disoccupazione il debito pubblico ha raggiunto al suo massimo storico. La fiducia dei consumatori, invece, è al minimo storico, e la produzione peggiora di mese in mese: in un anno è precipitata da -0,7% a -2,3%.

L’Italia dei Valori ritiene che il professor Monti abbia il dovere di spiegare al Paese cosa sta facendo, deve dire perché in cambio di tanti sacrifici i cittadini non vedono nessun risultato, se non nelle favole che lui racconta quando mente dicendo che il peggio è passato. Non può continuare a fingere che tutto vada bene solo perché lo dice lui. Così faceva Berlusconi, e Monti era stato chiamato per fare il contrario. Se tutto quello che può dire sono barzellette sulla crisi superata, identiche a quelle che ascoltavamo prima, allora deve fare come Berlusconi un anno fa. Deve ammettere il suo fallimento e andarsene invece di brigare per restare al potere.