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Election day, ma con una nuova legge

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Andare a votare il dieci marzo per le regionali in Lazio, Lombardia e Molise è giusto per tre motivi più uno. Innanzitutto, votare in un giorno solo, comporta un grande risparmio e questo non è certamente il momento di buttare i soldi. Inoltre si creano meno disagi agli elettori e non mi pare una buona idea quella di spingere i cittadini ad astenersi, in quanto di motivi ne hanno già anche troppi. Infine, un’altra buona ragione per andare a votare nello stesso giorno è per il fatto che gli elettori avranno davanti a sé un quadro completo. Se nella stessa giornata un elettore, recandosi al seggio, vedrà che alcuni partiti si metteranno insieme nelle regioni più importanti d’Italia, ma nella scheda vicina, quella per le politiche, noterà che sono divisi e litigiosi, sarà in grado di trarre le sue conclusioni.
Il quarto motivo riguarda il fatto che, come sembra, se fossero anticipate le politiche per accorparle alle regionali anche solo di poche settimane, resterebbe comunque il tempo necessario per approvare in Parlamento una nuova legge elettorale. Se dopo aver passato mesi e anni a dire che bisognava cambiare la legge i partiti non ci riusciranno, avendo avuto un mare di tempo a disposizione, non si potranno lamentare se la gente o non andrà a votare o esprimerà solo voti di protesta!
Non è vero che una legge elettorale vale l’altra. Bisogna fare una legge migliore, più democratica e con più garanzie di governabilità di questa. Altrimenti è solo una presa in giro e spero che nessuno si illuda che i cittadini non se ne accorgerebbero.
Una proposta di una legge elettorale migliore già c’è. E’ quella per cui noi dell’Italia dei Valori, ma non solo noi, abbiamo dato il sangue nell’estate del 2011 raccogliendo, nel giro di poche settimane, un milione e 200mila firme. Quella non è “la legge che vogliamo noi”. Quella è la legge che vogliono gli italiani perché è quella che più di tutte mette insieme il rispetto della rappresentanza popolare.

E’ una buona proposta di legge, democratica ed efficace. Cosa aspettiamo a discuterla e votarla? Con quella legge sarebbe più facile formare coalizioni come l’elettore vorrebbe e come noi ci auguriamo che sia: sulla base dei programmi e di una posizione comune. La nostra posizione di partenza è chiara. Vogliamo una limpida alleanza di centrosinistra che cambi strada rispetto al governo Monti. Non perché Monti ci sta antipatico ma perché, con le sue politiche, da un lato ha fatto diventare gli italiani più poveri e dall’altro ha favorito l’aumento del debito pubblico. Ci sarà qualcosa che non funziona o no? Siccome fra i candidati alle primarie del Pd ci sono due posizioni che, sia pure con toni diversi, sono in discontinuità con l’esperienza dell’esecutivo Monti, io spero che vinca una di quelle due, cioè quella portata avanti da Bersani o da Vendola. Invece io non voterei, e anzi forse non voterò, Renzi. Perché, aldilà delle questioni anagrafiche, non ha mai espresso la minima discontinuità politica ed economica con questo governo. E per noi quello è ciò che più conta.

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